Baggio (quartiere di Milano)

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Baggio
La chiesa vecchia di Baggio e il campanile tardo gotico
La chiesa vecchia di Baggio e il campanile tardo gotico
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Milano Milano
Città CoA Città di Milano.svg Milano
Circoscrizione Zona 7
Altitudine 127 m s.l.m.
Nome abitanti baggini
Patrono Sant'Apollinare
Mappa di localizzazione: Milano
Baggio
Baggio (Milano)

Coordinate: 45°27′40.48″N 9°05′23.7″E / 45.461244°N 9.089917°E45.461244; 9.089917

Stemma del comune di Baggio (1892-1923)

Baggio (Bagg in dialetto locale) è un quartiere di Milano, posto nella periferia occidentale della città, appartenente alla Zona 7.

Il quartiere è lambito nei suoi confini orientali dal Parco delle Cave, uno dei più grandi polmoni verdi della città, e diventato uno dei più suggestivi parchi milanesi anche grazie a un intervento di riqualificazione subito negli ultimi anni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze storiche di Baggio risalgono a insediamenti molto antichi, con molta probabilità di popolazioni celtiche. L'origine del nome Baggio ha diviso gli studiosi: qualcuno ipotizza derivi da una torre militare romana denominata Badalocum ("bada al luogo") che doveva dominare le campagne e la strada per Novara; altri invece lo fanno derivare da un'abbazia o torre del terrapieno denominata badia aggeris, nome che successivamente si è trasformato in Badagio, Badaglo, Badaxio, fino all'odierna Baggio.

Nel 221 a.C. l'intero territorio identificato nei centri di Trenno, Quarto Cagnino, Quinto Romano e Seguro venne conquistato a opera dei Romani, i quali accompagnavano a ogni conquista un'intensa opera di civilizzazione che si traduceva nella costruzione di strade e centri abitati. Nel punto più elevato della zona sorse, successivamente, una torre di guardia e di avvistamento che doveva dominare le campagne e la strada per Novara; in epoca medioevale tale punto fu denominato Baggio. Successivamente la cittadina rimase coinvolta in terribili distruzioni messe in atto dalle popolazioni barbare; nuove notizie di Baggio risalgono all'anno 881 d.C. quando il nobile Tazone promosse la ricostruzione del borgo e fece erigere sulle fondamenta dell'antica torre di guardia, distrutta completamente, una chiesa dedicata a S. Apollinare e un campanile in stile gotico-longobardo. In epoca longobarda fu sede di una fara, ossia di una corte agricola fortificata, e nel 1162 diede rifugio ad alcuni milanesi fuggiti dalla città invasa da Federico Barbarossa. Nello stesso anno fu edificato, nei pressi della sopra citata chiesa, un imponente monastero. L'epoca d'oro di Baggio fu proprio tra il IX e il XII secolo, allorché la famiglia da Baggio, detta anche Baggi, ne fece un rilevante centro politico e militare. Tra i maggiori esponenti di questa famiglia vi fu Anselmo, divenuto papa nell'XI secolo col nome di Alessandro II.

Baggio, nel corso della sua storia, è sempre stata un'entità indipendente da Milano, con un'economia essenzialmente agricola. Con l'introduzione in Italia del gelso, nella seconda metà del XV secolo, i Baggesi si specializzarono nell'allevamento dei bachi da seta; il territorio fu quindi, per un lungo periodo, legato ad attività agricole e tessili e le cascine diventarono il simbolo della rinascita economica.[1] Nel 1771 il Comune di Baggio contava 787 anime. L'età napoleonica portò convulsi cambiamenti: nel 1798 Baggio venne designata sede di un effimero distretto mai veramente attivato, nel 1809 annesse Seguro per poi perderla nel 1811 in cambio di Cesano Boscone e Muggiano, che portarono il Comune a 1154 abitanti. Furono gli austriaci ad annullare il tutto nel 1815.

Nel 1861 Baggio aveva una superficie di circa 400 ettari e una popolazione di 1251 abitanti. Nel 1869 furono annesse a Baggio due borgate circostanti, Sellanuova e Muggiano. Con il progresso industriale sorsero concerie e filande, una cooperativa edile e una cooperativa di consumo. A causa del sovraffollamento e degli affitti gravosi di Milano molti lavoratori si trasferirono progressivamente a Baggio, dove i terreni per costruire e le case costavano poco. Così Baggio passò da circa 4.000 abitanti nel 1901 ad oltre 6.100 nel 1921: un aumento considerevole, nonostante la decimazione causata dalla Grande Guerra e dall'epidemia di spagnola. La strada principale che collegava Baggio con Milano era chiamata "Baggina". Questa strada era percorsa a piedi ogni giorno dagli operai diretti verso le prime industrie della città; questo avvenne fino al 1913, quando venne realizzata la prima linea tranviaria per Baggio, la stessa che a partire dal 1927 venne numerata con il famoso 34. La vita politica della vecchia borgata si svolgeva in piazza Cesare Stovani, dall'operaio tipografo socialista che fu eletto sindaco a furor di popolo nell'infuocato 1919 fino all'avvento del fascismo.

Con un decreto reale firmato a Racconigi da Vittorio Emanuele III e siglato da Mussolini il 2 settembre 1923, Baggio fu annessa a Milano insieme ad altri dieci comuni[2]. Dall'aerodromo di Baggio il 15 aprile 1928 partì la spedizione del generale Umberto Nobile per la sua seconda e tragica spedizione alla conquista del Polo Nord con il dirigibile "Italia".

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Al comune di Baggio fu concesso, con regio decreto del 4 febbraio e regie lettere patenti del 1º maggio 1892, il seguente stemma:

« troncato: nel primo d'oro, all'aquila di rosso, rivoltata, coronata nel campo; nel secondo d'azzurro, al leone d'oro »

Il quartiere[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco delle Cave innevato

La strada principale del quartiere è la lunghissima via delle Forze Armate, che collega il quartiere alle zone più centrali. La zona, essendo parecchio estesa presenta al suo interno situazioni abitative e sociali molto diversificate, si può passare nel giro di pochi metri a grandi agglomerati di case popolari, come il grande quartiere IACP a ridosso di via Nikolajevka, o le torri di via Eugenio Quarti, mischiati a complessi residenziali come "la Viridiana", situato in via delle Forze Armate, fino a passare a quello che era il nucleo storico del vecchio paese, dove ancora oggi si vedono scorci del vecchio borgo, il quale emblema rimane la chiesa di Sant'Apollinare, e dove si possono ammirare ancora oggi alcune ville in Stile liberty. Tuttavia la connotazione del quartiere rimane prettamente popolare, anche se la costruzione di nuovi complessi residenziali e l'aumento dei servizi ha permesso oggi al quartiere una maggiore mescolanza a livello sociale, favorendo l'ingresso nel quartiere di molte nuove famiglie, strappandolo così alla fama di quartiere dormitorio e poco raccomandabile, nonostante rimangano ancora oggi sacche di degrado e fenomeni di disagio sociale e criminalità all'interno del quartiere, comunque diminuiti rispetto ai decenni scorsi. Baggio è infatti una delle zone di Milano più problematiche dal punto di vista delle baby gang e della microcriminalità.

La caserma Santa Barbara[modifica | modifica wikitesto]

La Santa Barbara

La caserma Santa Barbara, situata in via delle Forze Armate, rappresenta uno dei complessi militari più grandi esistenti in Italia. Ospita dal 1931 il Reggimento Artiglieria a Cavallo, le celebri Voloire. Il Reggimento oggi è un'unità prettamente di volontari ed è inquadrato sotto la "Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli. Il vasto complesso della caserma comprende un'ampia Piazza d'Armi utilizzata per l'addestramento dei reparti e per la scuola guida sui mezzi cingolati, nonché 34 edifici articolati con differenti funzioni. Il Centro Ippico Militare del Reggimento Artiglieria a Cavallo, con i suoi 60 cavalli, è tra i più grandi a livello di Forza Armata. Sono presenti due galoppatoi: uno all'aperto dove oggi si svolgono importanti gare ippiche internazionali e una cavallerizza coperta. Nel maneggio coperto si svolge l'attività dell'Associazione ANIRE ( Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione equestre ), alla quale il Reggimento offre il personale militare, cavalli e infrastrutture. Il maneggio è dedicato a Emanuela Setti Carraro, morta assassinata a Palermo insieme al marito il generale Carlo Alberto dalla Chiesa nel 1982, sostenitrice dell'ippoterapia. Il metodo dell'ippoterapia opera per la riabilitazione di persone diversamente abili. Medici, psicologi, fisioterapisti, psicomotricisti e insegnanti operatori sportivi hanno partecipato ai corsi ANIRE apprendendo questo metodo. Per questa attività meritoria il Reggimento Artiglieria a Cavallo è stato insignito della Medaglia d'Oro "Al Merito della Sanità Pubblica".

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è percorso dalla linea Atm 67, storico autobus del quartiere, (fino al 1975 la linea era denominata "U",e preceduta fino al 1979 dallo scomparso tram 18), che collega il centro città alla zona di via Scanini, all'estremità nord del quartiere, attraversandolo interamente nei suoi punti principali. La fermata della metropolitana più vicina è Bisceglie, capolinea della linea 1, raggiungibile con le linee 58, 63, e 78 degli autobus ATM.

Confini[modifica | modifica wikitesto]

L'antico territorio comunale di Baggio confinava con Quinto Romano e Quarto Cagnino a nord, con Sellanuova a est, con Cesano Boscone a sud, e con Muggiano e Seguro a ovest.[3]

Cascina Linterno[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le cascine che costellano Baggio, la più famosa delle quali è Cascina Linterno (che venne chiamata sino alla fine del Cinquecento con il nome "ad Infernum"[4] e poi "cassina de Infernum", probabilmente dal longobardo "In-Fern" - "fondo lontano"), grangia del XII secolo che fu un insediamento rurale di una comunità monastica, Giovannita o Templare[5].

Le prime tracce documentate di Cascina Linterno si hanno nella "Carta Investiture" del 1154[6]: in questo atto notarile "Infernum" ed il suo territorio hanno come proprietari fondiari i "de Marliano" di legge longobarda. I documenti capitolari concernono la zona che aveva avuto il suo centro principale in Baggio, luogo d'origine della potente famiglia capitaneale di origine longobarda, i "da Baggio", molto vicini ai "de Marliano"[7].

Altre cascine a Baggio e dintorni sono la Cascina Sellanuova, nell'omonima via, e la cascina Meriggia in via Budrio.

La Solitudine di Linterno, dimora agreste di Francesco Petrarca[modifica | modifica wikitesto]

Una consolidata tradizione ritiene che Cascina Linterno sia stata dimora agreste di Francesco Petrarca dal 1353 al 1361, a partire dall'esplicito riferimento della lettera autografa di Petrarca all'amico Moggio di Parma (20 giugno 1360)[8] e proseguendo coi riferimenti al luogo (detto "Infernum", posto al quarto miglio dalla città di Milano) contenuti in diversi incunabuli successivi (1473, il "Canzoniere, Trionfi, Memorabilia de Laura" nella "Vita di Petrarca" probabilmente di Pier Candido Decembrio[9]; 1474, il "Canzoniere, sez. Vita di Petrarca" di Leonardo Bruni; 1484, "Trionfi, Canzoniere" commentati da Bernardo Lapini, Francesco Filelfo e Girolamo Squarzafico).

Non si conoscono altre "Infernum" nel milanese (è nota solo una cascina "Invernum" nel lodigiano, ma a trenta chilometri da Milano): Cascina Linterno si trova nei pressi del borgo di Quarto Cagnino che, come testimonia il nome stesso, era situato a quattro miglia da Milano.

Il riferimento a Linterno/Infernum quale dimora milanese del Petrarca è continuativo nei secoli. Se ne scrive nel "Libro Annotationum" stampato a Lione nel 1576 dall'editore Guglielmo Rovillius[10]. Pietro Verri nel Settecento ne scrive nella "Storia di Milano"[11]; Giovan Battista Baldelli, letterato e collaboratore dell'Antologia del Vieusseux, che studiò soprattutto il Boccaccio (Vita di G.B, 1806) e il Petrarca (Del Petrarca e delle sue opere libri quattro, 1797) ne scrive alla fine del Settecento[12]. Citazioni anche da Ugo Foscolo nei suoi "Saggi sopra il Petrarca"; da Giacomo Leopardi nella sua "Interpretazione delle Rime" e da Carlo Cattaneo nel saggio "Notizie naturali e civili su la Lombardia" tratto dalle "Opere scelte" (1839 - 46)[13].

Nel 1819 ne scrive il bibliofilo e petrarchista Antonio Marsand, docente all'Università di Padova, nella sua prefazione delle "Rime"[14], cui si affianca una tavola fuori testo incisa da Giovanni Migliara che riproduce nei dettagli la "Solitudine di Linterno". Nel 1837 la rivista culturale Cosmorama Pittorico diede grande risalto a Villa Linterno con un'acquaforte di Gaetano Fiorentini[15]. Altri, tra cui Carlo Romussi, autore di Storia di Milano attraverso i suoi monumenti[16], sostengono che il Petrarca abbia soggiornato in un palazzo poco distante da Sant'Ambrogio oppure presso la Certosa di Garegnano (Luciano Patetta in un saggio del 1997 accennava al dibattito sulla localizzazione della dimora milanese del Petrarca[17]).

Dei quattro luoghi abitati dal Petrarca di cui si ha notizia nel suo pluriennale soggiorno milanese, sono purtroppo scomparse la dimora presso la basilica di Sant'Ambrogio e quella vicino alla basilica di San Simpliciano; nessuna traccia rimane di quella presunta presso la Certosa di Garegnano, che pure ospitò il Poeta, ma da quel tempo è stata in gran parte ricostruita. Unica e ultima testimonianza della presenza di Francesco Petrarca a Milano rimane Cascina Linterno.

Monumenti, tradizioni, associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di Culto[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese più importanti sono quelle di San Giovanni Bosco, di Sant'Anselmo, di San Pier Giuliano e di Sant'Apollinare; in quest'ultima si trova uno dei campanili più alti d'Europa. Di rilevanza storico artistica la chiesa vecchia che si trova al termine di via delle Forze Armate, all'angolo con via Ceriani, con un campanile risalente al XII secolo.

È inoltre famosa la biblioteca del quartiere, da poco ristrutturata, considerata una delle biblioteche più belle e ricche di Milano.

Fiere, Feste e Sagre[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1628 in ottobre, la terza settimana, il borgo antico di Baggio si anima con una delle sagre storiche più suggestive e popolari di questo territorio. La Sagra di Baggio. I momenti ufficiali e religiosi, le occasioni gastronomiche, musicali e di teatro, i mercati, i cortei, le mostre, gli incontri e i convegni e l'emozionante Palio degli Asini sono momenti tradizionali di questa comunità. Ogni anno la sagra richiama nel quartiere migliaia e migliaia di partecipanti e visitatori. Tra mostre, incontri, concerti e visite guidate che animano ogni edizione, le consuete vie tematiche sono arricchite annualmente da nuove iniziative.

Molte di queste iniziative culminano con l'assegnazione di riconoscimenti al merito come il tradizionale “Orghen d’or[18], riconoscimenti assegnati a persone e ad associazioni che si sono distinte con la loro opera ad animare e far vivere il quartiere.

Dall'edizione del 2012 si aggiunge anche “L'Organin de Bagg”[18], premio assegnato al vincitore del "Orghen Sonà" Concorso musicale per Band giovanili[19] che si esibiranno durante le giornate della manifestazione.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Baggio è inoltre sede di numerose associazioni di vario genere, a testimonianza dello spirito solidale che la pervade. Conta infatti nel suo albo[20] molte Associazioni di promozione sociale tra le quali:

  • la Croce Verde Baggio (fondata nei primi anni del Novecento)
  • Associazione Dimensione Diverse
  • la Banca del Tempo
  • CentoFarfalle
  • Il Gabbiano
  • le sezioni baggesi di AVIS e AIDO
  • il Comitato per la Salvaguardia del parco delle Cave

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Il confine territoriale che Baggio e altre zone e quartieri di Milano hanno verso la zona San Siro, in cui si erge lo Stadio Giuseppe Meazza, ha contribuito al proliferare di molte associazioni di promozione sportiva.

Le società sportive locali sono:

  • la Associazione Dilettantistica Sportiva Alcione
  • la Baggio II
  • la Gescal Boys
  • la Unione Sportiva Visconti Calcio 1947, intitolata al partigiano Ernesto Felice Visconti detto Gino, cittadino di Baggio e perito trucidato da un ordigno esplosivo proprio di fronte al centro sportivo il 25 aprile 1945.
  • il Milan Club Baggio S.Apollinare, iscritto ai campionati CSI

Baggio nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Baggio è citato nella canzone Prendeva il treno, scritta da Enzo Jannacci e pubblicata nel suo primo album, La Milano di Enzo Jannacci: il personaggio protagonista del brano afferma di vivere a Baggio.

Luoghi comuni[modifica | modifica wikitesto]

Fino ad alcuni anni fa Baggio, come molte altre periferie di Milano, aveva una pessima fama, testimoniata anche dai detti: «Baggio, quartiere selvaggio» e «Non andare a Baggio se non hai coraggio». In questi ultimi anni la situazione è decisamente migliorata e il quartiere si è rivalutato anche grazie allo sviluppo e alla cura del Parco delle Cave, vero polmone ricco di flora e fauna, molto frequentato dai milanesi. I baggesi con la loro tenacia hanno stimolato le ultime amministrazioni municipali al recupero dell'intera area strappandola così all'incuria e alla criminalità che vi albergava. Gli abitanti di Baggio hanno maturato con questa conquista un formidabile attaccamento al loro quartiere.

Un altro detto ("Và a Bagg a sonà l'ôrghen", ovvero "va' a Baggio a suonare l'organo") si riferisce alla presenza di un organo dipinto all'interno della chiesa di Baggio, dato che la chiesa per mancanza di fondi sufficienti non aveva potuto permettersene uno vero. Il modo di dire viene utilizzato quindi per sottolineare la falsità di alcune persone, equivalendo al "mandare al tal paese".

Il detto, di origini antiche, può sembrare falso a chi visita oggi la "chiesa vecchia" di Baggio (nella quale è conservato un organo risalente alla seconda metà dell'Ottocento). In realtà l'attuale "chiesa vecchia" non è altro che una ricostruzione, eseguita nella seconda metà del diciannovesimo secolo, della ben più antica chiesa parrocchiale le cui origini si fanno risalire all'XI secolo abbattuta perché considerata pericolante e irrecuperabile. Gran parte del materiale marmoreo e lapideo della chiesa originaria è ora conservato al museo archeologico di Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zona 7 - Cenni storici
  2. ^ Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1912, art. 1
  3. ^ Archivio di Stato di Milano, mappa del comune censuario di Baggio.
  4. ^ "Carta Investiture", 1154, Pergamene dell'archivio della Canonica di Sant'Ambrogio.
    « Garicianus detto de Marliano, investe Alberto, prete e preposito della chiesa di S. Ambrogio, e la chiesa stessa, rappresentati da Domenico detto Abbas di Milano, dell'accesso che, passando per il prato del detto Garicianus situato in località ad Infernum, giunge ai prati di proprietà della chiesa di S. Ambrogio. »
    « [...] Garicianus qui dicitur de Marliano investivit Domenicum qui dicitur Abbas de civitate Mediolani [...], nominative de accesio uno quod transeat per pratum suprascripti Gariciani, quod pratum iacet ubi dicitur ad Infernum, usque ad prata suprascripte eclesie iacentia ibi prope, que laborantur pars per Mafeum qui dicitur de Quinto et alia pars laboratur per suprascriptum prepositum [...] »
  5. ^ presumibilmente gli stessi fratres templari dell'hospitale di San Giacomo al Ristoccano da cui dipendeva. San Giacomo al Ristoccano viene citato in una bolla del 1148 di papa Eugenio III come hospitale de sancto Iacopi ad Ristocchanum. Una pergamena del settembre 1153, la "Carta finis et refutationis", menziona i "fratres spetalieri" (così chiamati i Giovanniti e i Templari) "che rinunciano ogni ragione del loro spitale" ai canonici di Sant'Ambrogio. La dipendenza di Cascina Linterno dall'hospitale risulta da un documento testimoniale del 1207, dove vengono menzionate la "cassina de Baldarocho [cascina Barocco, sulla stessa attuale via fratelli Zoia in cui è sita Linterno] que est ecclesie S. Iacobi ad Ristocchanum" assieme alla "cassina de Infernum" (cascina Linterno) e alle "cassine de le Done Bianche e Moreto" (la scomparsa cascina Moretto).
  6. ^ Pergamene dell'archivio della Canonica di Sant'Ambrogio.
  7. ^ Fondazione Carlo Perini, Associazione Amici Cascina Linterno, Cooperativa G. Donati, Certosa di Garegnano, "Petrarca a Milano - la vita i luoghi e le opere", 2007, pagg. 205-217.
  8. ^ Lettera autografa di Petrarca "Papiae 20 juni ad vesperam raptim" all'amico Moggio di Parma (Modius de Modiis) conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui c'è un preciso riferimento ad "Infernum". Moggio de' Moggi, clericus, magister, e notarius era amico del Petrarca. Fu attivo in quel contesto culturale veneto e lombardo ricco di persistenze medievali e di fermenti nuovi conosciuto sotto l'etichetta di pre umanesimo. Nella lettera, scritta il 20 giugno 1360 "al calar della sera", Petrarca scrive:
    « aliquot dies, si dabitur, tranquillos rure acturus, cuius ethimologiam tibi committo. Ego quidem Infernum dicere solèo »
    « se sarà possibile, trascorrerò alcuni giorni tranquilli in campagna, di cui ti allego l'etimologia. Veramente, sono solito chiamarla Infernum »
    .
  9. ^ Incunabolo conservato all'Archivio Trivulziano, realizzato nel 1473 nel centenario della morte di Petrarca, il "Canzoniere, Trionfi, Memorabilia de Laura" nella "Vita di Petrarca", probabilmente di Pier Candido Decembrio ed erroneamente attribuita ad Antonio da Tempo (si veda G. Mezzanotte, "Pier Candido Decembrio e la Vita del Petrarca attributa a Antonio da Tempo", Studi Petrarcheschi Bologna, 1984, vol. 1, pp. 211-224) precisa:
    « si steva a Milano per la maggior parte hebbe la sua habitatione in villa lungo da la città miglia IIII, a uno luoco ditto Inferno: dove la casa dallui assai moderatamente edificata anchora si vede »
  10. ^ Vi si legge:
    « Linterno era la sua diletta Solitudine, assai delitiosa, poco discosta da Milano, contigua a Quarto, e vicina a Baggio così detta da lui, per veneratione di Linterno, già solitudine di Scipione Africano. Ed ivi anche oggidì vedesi con ammiratione, massima d'oltramontani, l'antica Sua Casa, da lui stesso fabricata mderatamente, e con qualche vestiggio de delitiosi passeggi, di cui era arricchita nobilmente. Il qual luogo viene chiamato goffamente da Villani, invece di Linterno, Linferno [...] egli fabbricò, & aggiustò questo Luogo di solitudine l'anno 1351, ricevendo il Possesso del medesimo podere, da Nicolò Feo; suo Compatriota e Potestà di Milano, mentre in Età anni 47, erasi già tutto infervuorato in Roma [...] Le virtù che esercitava in questa Solitudine erano in particolare: l'Austerità Heremitica; il vivere de cibi grossi, de frutti d'Arbori, e d'Herbe crude; il bere parcamente Vini leggierissimi, e frequentemente solo Acque correnti [...] »
  11. ^ In particolare:
    « Egli alloggiava dicontro a Sant'Ambrogio; anzi nel suo testamento, pubblicato nelle opere sue, ordinò d'essere ivi tumulato, qualora fosse morto in Milano. Questo testamento lo fece in Padova l'anno 1370. Aveva Petrarca una piccola villa, poco discosta dalla città, nelle vicinanze della Certosa di Garignano; e quel casino solitario lo chiamava Linterno, col nome della villa di Scipione Africano; comunemente poscia acquistò nome l'Inferno, parola più nota della prima. Si dice che Giovanni Boccaccio, per amore del suo amico Petrarca, vivesse qualche tempo con lui in Milano, e al suo Linterno. »
  12. ^ Il testo:
    « Tornato in Milano, lieto e tranquillo vivea presso i Visconti, che gli concedevano l'onorevole incarico di innalzare al sacro fonte il primogenito di Bernabò, accarezzato dai grandi, e dal popolo onorato e pregiato, passava solitario e contento i giorni della cocente stagione in una villa chiamata Linterno presso una nuova Certosa, godendo, mercé la munificenza di quei sovrani, agiata e comoda vita »
  13. ^ Introduzione, p. LXIX:
    « I fratelli Luchino e Giovanni furono gentili òspiti al Petrarca. [...] Bernabò era l'ideale del ghibellino; non temeva né gli uòmini né Dio. [...] Mentre a Trezzo sull'Adda faceva gettare un meraviglioso ponte d'un arco solo, suo fratello Galeazzo, ornando d'aque il parco di Pavia, dava l'esempio d'un gran giardino a paese; fondava l'università di Pavia; mandava ambasciatore il Petrarca in Germania e in Francia; e lo induceva ad abitar lungamente, ora in romita parte della città, ora fra i solitarj prati di Linterno. »
  14. ^ Conservata alla Biblioteca Trivulziana. È ritenuta la più bella edizione ottocentesca del Petrarca, per l'eleganza tipografica, l'analisi del testo e la ricca bibliografia. Splendide le tavole fuori testo, incise all'acquatinta da Giovanni Migliara.
  15. ^ Civ. Racc. Bertarelli.
    « scelse un luogo remotissimo, detto Linterno. Giace questa villetta sulla sinistra riva dell'Olona [...] Anche oggi va questo piccolo sito glorioso fra i suoi dintorni per una festa che si celebra ogni anno ai 15 di agosto; e ben crediamo essere questa una continuazione dell'indulgenza plenaria in forma di giubileo accordata dal Sommo Pontefice all'oratorio eretto dal Petrarca [...] »
  16. ^ La biografia di Carlo Romussi (1847-1913), giornalista, scrittore, storico dell'arte e parlamentare milanese, è un caleidoscopio di attività in tutti campi. Una vita spericolata e battagliera, tra processi, duelli, perfino il carcere come agitatore politico.
  17. ^ Luciano Patetta, "Petrarca e l'architettura delle città italiane", 1997:
    « numerose sono le lettere che testimoniano del piacere e del ristoro nella cascina di campagna (detta Interno o Inferno) della quale invano si è cercata l'esatta ubicazione »
  18. ^ a b "Albo Pretorio", della zona 7 del Comune di Milano, N. 207 618680/2012 del 27/09/2012 (Linee guida per le iniziative "Orghen d'Or" ed "Organin de Bagg" in seno alla Sagra di Baggio 2012. Immediatamente eseguibile)
  19. ^ Sito Ufficiale, Storia dell'Orghen Sonà
  20. ^ Comune di Milano

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