Babyshambles

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Babyshambles
La band in concerto nel 2008
La band in concerto nel 2008
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Garage rock[1]
Indie rock[1]
Punk rock[2]
Britpop
Periodo di attività 2004 – in attività
Album pubblicati 3
Studio 3
Live 0
Raccolte 0
Sito web

I Babyshambles sono un gruppo indie rock inglese formatosi nel 2004. Il leader della band è il cantante e chitarrista Pete Doherty, che fondò il gruppo in seguito al suo allontanamento dai The Libertines, dovuto presumibilmente al rifiuto della band di tollerare il suo uso di eroina. Doherty ha spesso contestato ciò, affermando che non era l'unico componente della band a fare uso di droghe e sostenendo che Carl Barât aveva altri motivi per escluderlo dalla band.

Il gruppo ha pubblicato 2 album, 3 EP e alcuni singoli. Nel corso degli anni l'attenzione dei media, in particolare dei tabloid, si è concentrata assiduamente sulla vita privata di Doherty e sul suo controverso stile di vita, facendo, di riflesso, dei Babyshambles una delle band più seguite nel Regno Unito.

Significati del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome Babyshambles potrebbe contenere un'allusione al saggio satirico Una modesta proposta di Jonathan Swift o alla bevanda alcolica Babysham.

La parola Babyshambles si riferisce anche ad un insieme di registrazioni della band rock and roll The Libertines. The Babyshambles Sessions è un insieme di canzoni registrate dai The Libertines a New York. Il cantante e chitarrista Carl Barât abbandonò prima del completamento delle registrazioni, che erano concepite per il secondo album, provando disgusto per gli sciacalli superdrogati che circondavano Doherty [senza fonte]. Ha dato una mano anche il bassista John Hassall, suonando il basso in una canzone, The Man Who Would Be King. Pare che Barât abbia suonato la batteria in alcune tracce. Doherty diede poi le registrazioni ad un fan che, su sua richiesta (fatto che lui poi negò), rese disponibili le tracce su internet per i fan più accaniti. Un set di 3 CD di questa raccolta è scaricabile gratuitamente. Alcune tracce della raccolta sono state poi registrate e incluse nel secondo album dei The Libertines.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Esordi[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2003 Pete Doherty fu allontanato dai Libertines e gli fu impedito di rientrare nella band finché non avesse risolto i propri problemi con la droga. Doherty decise quindi di costituire un nuovo gruppo, reclutando come cantante Steve Bedlow, già nei Libertines. Inizialmente il gruppo si sarebbe dovuto chiamare "T' Libertines" per mettere in risalto la provenienza dei membri della band, originari dello Yorkshire. La sera del primo concerto della nuova band, però, Doherty fu arrestato per aver tentato un furto nella casa dell'amico Carl Barât. Rilasciato, partecipò al concerto organizzato dall'amico Dean Fragile al Tap'n'Tin. La critica fu fredda nei confronti della performance.

Doherty fu condannato a sei mesi di carcere per furto, sentenza poi ridotta a due mesi in appello. Rilasciato, Doherty si unì di nuovo ai Libertines e continuò a portare avanti il progetto Babyshambles. Trovò il tempo di registrare il primo singolo della band, l'omonimo Babyshambles, che fu pubblicato nell'aprile 2004 per la High Society Records. Furono stampate meno di 1000 copie tra CD e 7 pollici ed entrambe le tipologie hanno oggi valore commerciale superiore a 50 sterline.

La band ha subito parecchi cambiamenti del nucleo originario prima di stabilizzarsi definitivamente durante l'estate 2004 con Doherty come cantante, Patrick Walden alla chitarra (che è stato recentemente a sua volta sostituito da Mike Withnall), Gemma Clarke (che ora ha lasciato la band ed è stata sostituita da Adam Ficek) alla batteria e Drew McConnell al basso.

Primi anni e i tour (2004 - 2005)[modifica | modifica sorgente]

Durante i mesi di settembre e ottobre 2004 i Babyshambles hanno intrapreso un tour nel Regno Unito che è culminato in due spettacoli tutto-esaurito alla London Scala. Nonostante le affermazioni secondo cui la band era in tour solo per raccogliere soldi al fine di finanziare l'abitudine di Doherty alla droga, il tour ha fatto il tutto-esaurito ed ha ricevuto il favore della critica. Il secondo singolo della band, Killamangiro, è stato pubblicato il 29 novembre 2004 per la Rough Trade Records ed ha raggiunto la posizione numero 8 nelle chart del Regno Unito. La band intraprese un altro tour a dicembre tra crescenti preoccupazioni circa l'uso di droga da parte di Doherty. Durante un'esibizione a Blackpool, la band abbandonò il palco perché era chiaro che Doherty era troppo intossicato per esibirsi, e al London Astoria scoppiò una rivolta quando Doherty non ce la fece a presentarsi all'esibizione.

A gennaio 2005 Gemma Clarke ha lasciato la band, adducendo disaccordi con il management che lei considerava responsabile di aver fallito nel rivolgere l'attenzione all'evidente tossicodipendenza di Doherty. È stata sostituita con Adam Ficek. Nel febbraio 2005 Doherty, insieme all'amico musicista Alan Wass, è stato arrestato con il sospetto di aggressione e ricatto. È stato addotto come pretesto il fatto che Doherty abbia aggredito Max Carlish, un produttore di documentari, in un hotel di Londra, un'accusa che lui ha strenuamente respinto. Carlish aveva realizzato un documentario su Doherty intitolato Dando la caccia a Pete Doherty. Dopo aver presumibilmente aggredito Carlish, Doherty ha trascorso alcuni giorni in prigione, finché non si pagò una cauzione di 150.000 sterline. Dopo essere stato rilasciato, Doherty ha trascorso alcune settimane nello studio di registrazione in Galles lavorando all'album di debutto dei Babyshambles. Tutte le accuse contro di lui sono cadute nell'aprile 2005.

Il 1º ottobre 2005 il bus-tour dei Babyshambles è stato attaccato dalla polizia[senza fonte]. Pete Doherty è stato fermato con il sospetto di detenzione di stupefacenti di classe A e detenuto su cauzione fino a dicembre, sebbene lo stesso Doherty affermi che le sostanze gli servivano per la disintossicazione.

Down in Albion (2005 - 2006)[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro all'album di debutto dei Babyshambles è continuato per i mesi di aprile e maggio 2005 con Mick Jones (ex chitarrista e cantante dei Clash), che ha collaborato con Doherty alla produzione degli album dei The Libertines. L'album Down in Albion è stato pubblicato il 14 novembre, benché fosse già disponibile su internet dal 19 ottobre. È arrivato decimo nella classifica degli album di Radio 1 (Inghilterra). Il singolo Albion è stato lanciato il 28 novembre ed è arrivato ottavo nelle classifiche dei singoli di Radio 1. Un altro singolo, Fuck Forever, è stato lanciato il 15 agosto, raggiungendo la posizione numero 4 nella UK Singles Chart.

Pete Doherty è apparso su Newsnight alla fine del 2005, rivelando alcuni piccoli segreti ai suoi fan. All'inizio del 2006 la band ha annunciato che avrebbero fatto tre spettacoli in piccoli club a Londra, Sheffield e Stoke. Per la sorpresa dei fan, i Babyshambles si sono esibiti alla prima delle date di Londra senza il chitarrista Patrick Walden, sostituito da Pete Doherty. Nonostante la band avesse annunciato che Walden ha abbandonato il gruppo per dedicarsi ad altri progetti, il chitarrista è ritornato per un'esibizione a Cambridge a gennaio e infine è rientrato nel gruppo a febbraio 2006.

A febbraio 2006 la band ha vinto anche il Naomi Award per la peggiore esibizione dal vivo.

Il 23 febbraio 2006 Pete Doherty ha ricevuto l'NME Award per l'uomo più sexy e quella stessa sera si è esibito con i Babyshambles. Il singolo non poté entrare nelle chart britanniche perché conteneva troppi brani, ma sul proprio MySpace la band disse che avrebbe raggiunto il quarto posto in classifica a Natale 2006 se fosse stato ammesso in graduatoria.

Il 18 gennaio 2007 fu ufficiale la notizia della firma di un contratto per tre album con la casa discografica Parlophone. In estate il gruppo si esibì a Oxegen, al Glastonbury Festival, al V Festival, al T in the Park e al Paredes de Coura Festival.

Il 4 dicembre 2006 i Babyshamles pubblicarono, a sorpresa, l'EP The Blinding, contenente 5 tracce.

Shotter's Nation (2007 - oggi)[modifica | modifica sorgente]

Il 1º ottobre 2007 fu pubblicato il secondo album dei Babyshambles, Shotter's Nation. L'uscita dell'album, registrato in una sola settimana di lavoro con la collaborazione del produttore Mick Jones, fu anticipata dalla pubblicazione del primo singolo Delivery, uscito il 17 settembre. Shotter's Nation ha ricevuto molti più consensi, sia dal pubblico che dalla critica, rispetto a Down in Albion e ha confermato i miglioramenti qualitativi già rilevati dalla critica in The Blinding. Il 3 dicembre 2007 uscì il secondo singolo You Talk.

Da gennaio a marzo 2008 i Babyshambles furono protagonisti di un tour europeo che registrò il tutto esaurito in quasi tutte le date. A testimonianza della tournée la band pubblicò su CD e DVD Oh! What a Lovely Tour (giugno 2008), incisione riguardante il concerto del 1º dicembre 2007 alla SECC Arena di Glasgow, in Scozia.

Nell'aprile 2010 è stato annunciato che il gruppo suonerà al T in the Park Festival del 2010.

Il 19 giugno 2010 la band ha suonato a Ferrara in Piazza Castello, all'interno della rassegna "Ferrara sotto le stelle".

Il 27 ed il 28 febbraio 2014 la band non ha tenuto i concerti rispettivamente all'Alcatraz di Milano e all'Atlantico Live a causa del mancato arrivo in Italia del frontman del gruppo, fermo a Berlino dopo un live solista.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Altri componenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Video musicali[modifica | modifica sorgente]

  • Killamangiro
  • Fuck Forever (di Jez Murrell)
  • Albion (di Roger Pomphrey)
  • Janie Jones (di Drew McConnell e Statik)
  • The Blinding (di Julien Temple)
  • Love You But You're Green (di Julien Temple)
  • Delivery (di Douglas Hart)
  • French Dog Blues (di David Mullett)
  • You Talk (di Douglas Hart)
  • Nothing Comes to Nothing (di Katia deVidas)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Scheda sulla band da allmusic.com
  2. ^ Scheda sull'album Shotter's Nation da rollingstone.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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