Babyrousa babyrussa

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Babirussa
Hirscheber1a.jpg
Babyrousa babyrussa
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Suidae
Genere Babyrousa
Specie B. babyrussa
Nomenclatura binomiale
Babyrousa babyrussa
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Babyrousa alfurus
Babyrousa babirousa
Babyrousa babirusa
Babyrousa babirussa
Babyrousa frosti
Babyrousa indicus
Babyrousa orientalis
Babyrousa quadricornua

Il babirussa (Babyrousa babyrussa Linnaeus, 1758) è un rappresentante molto singolare della famiglia dei suidi, parente del cinghiale comune, endemico di alcune isole della Sonda.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il babirussa è alto dai 50 agli 80 cm al garrese e i più grandi arrivano a pesare fino a 100 kg. La sua coda, molto corta, non supera i 20 cm e non ha ciuffo di peli terminali.

Dentatura[modifica | modifica sorgente]

Babyrousa celebensis - Crane.jpg

La caratteristica più importante di questo maiale selvatico è la dentatura.

Esso è, con il facocero africano, il solo membro della famiglia ad avere trentaquattro denti, mentre le altre sette specie ne hanno quarantaquattro.

Nel maschio i due canini superiori crescono alla rovescia. Anziché svilupparsi dall'alto in basso, essi forano i bordi della volta palatina, attraversano il muso ed emergono sulla testa, sotto forma di «corna», lunghe affilate ed incurvate. Il babirussa è il solo mammifero a presentare questa singolarità. Le difese o zanne sono più o meno incurvate. Alcuni maschi le hanno quasi diritte, altre le hanno incurvate, a semianello. Si conosce il cranio di un babirussa, nel quale i denti si sono incurvati in modo così anormale da forare il muso e penetrare nell'osso, formando un anello completo.

Questi denti, molto ricercati dagli indigeni, sono anche molto richiesti, perché se ne confezionano collane e braccialetti ad uso dei capi-tribù. Una leggenda malese attribuisce al babirussa la capacità di appendersi al ramo di un albero, per mezzo dei denti, e di dormire in questa posizione. Le zanne dei maschi non sono che di relativa utilità, sia per la forma ricurva all'indietro, sia per la loro fragilità. La caratteristica forma delle zanne è probabilmente dovuta alle origini primitive di questo animale, le più primitive di tutti i suinidi ora esistenti.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Aiuto
Filmato del Babyrousa babyrussa (info file)

I babirussa sono notturni. Vivono solitari o in piccoli gruppi familiari e segnalano la loro presenza con grugniti sordi, udibili a una certa distanza. Frugano nei mucchi di avanzi vegetali, nei tronchi in decomposizione e scavano il terreno alla ricerca di cibo. Il regime alimentare dei babirussa si compone di semi, di noci e frutti diversi, di funghi, di radici polpose e bulbi. Grazie alla loro forte dentatura, possono schiacciare le noci più dure. Sono molto agili e galoppano, con facilità incredibile, nei folti più inestricabili.

Tutti i suidi sono buoni nuotatori e nessun corso d'acqua riesce ad arrestare un branco di cinghiali. Il babirussa ha spinto ancora più lontano la sua prestazione, superando stretti marini e nuotando da un'isoletta all'altra. È così ch'esso è arrivato a colonizzare isolette sperdute, che nessun altro mammifero terrestre avrebbe potuto raggiungere con le proprie forze. Si distingue perché raramente usano il muso per scavare.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Dopo una gestazione che va dai 125 ai 150 giorni, le femmine, che hanno due mammelle, partoriscono 1 o 2 piccoli. Quando questi sono gemelli, essi sono invariabilmente dello stesso sesso; misurano da 15 a 20 cm di lunghezza alla nascita e non hanno le strisce chiare caratteristiche dei cinghiali e di altri suidi selvatici. Quando è inseguita, la madre è molto aggressiva e difende con coraggio la sua prole.

La durata della vita dei babirussa è stimata a una dozzina d'anni, ma in cattività si sono avuti casi-record di 19 anni allo zoo di Washington e perfino di più di 20 anni in quello di Chicago.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Hirscheber-drawing.jpg

Di tutti i maiali selvatici, il babirussa occupa l'areale più ristretto: il suo territorio è limitato ad alcune isole della Sonda: Celebes, Buru e Togia.

È un abitante discreto e poco conosciuto delle giungle più fitte, che gli indigeni cacciano assiduamente per la carne e per i denti, che ritengono essere corna analoghe a quelle dei cervi; da ciò il suo nome malese di «babi-rusa» (maiale-cervo).

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

A causa del loro isolamento insulare, le popolazioni si sono evolute separatamente, differenziandosi in maniera sensibile le une dalle altre, per costituire quattro sottospecie riconosciute (alcune delle quali proposte come specie a sé stanti da alcuni autori: vedere la voce Suidae). Quella di Celebes, B. b. celebensis, è la più grande; B. b. frosti, che abita nelle foreste delle isole Sanana e Tali Abu, nell'arcipelago di Sula, è la più piccola. I babirussa di Buru (B. b. bolabatuensis) e delle isole Togia (B. b. togeanensis) sono intermedi, ma hanno pelame più abbondante.

Cattività[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare maschio e uno femmina nello Zoo di Edimburgo

I babirussa sono ospiti rari dei giardini zoologici. Questi animali si addomesticano bene quando sono giovani, ma restano intrattabili se sono stati catturati adulti. Quando sono inquieti o di cattivo umore, fanno sentire un battere di denti, ripetuto in rapida cadenza. Sensibili al freddo, si adattano molto male alla cattività. Tuttavia i giardini zoologici di Chicago, San Diego, Londra e Berlino hanno conservato abbastanza a lungo i loro ospiti, che vi si sono perfino riprodotti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Leus, K. & Oliver, W. (Pig, Peccary & Hippo Red List Authority), Babyrousa babyrussa in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.

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