Babyrousa babyrussa
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Babyrousa babyrussa |
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Ordine | Artiodactyla | ||
| Famiglia | Suidae | ||
| Genere | Babyrousa | ||
| Specie | B. babyrussa | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Babyrousa babyrussa (Linnaeus, 1758) |
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| Sinonimi | |||
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Babyrousa alfurus |
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Il babirussa (Babyrousa babyrussa Linnaeus, 1758) è un rappresentante molto singolare della famiglia dei suidi, parente del cinghiale comune, endemico di alcune isole della Sonda.
Indice |
[modifica] Caratteristiche
Il babirussa è alto dai 50 agli 80 cm al garrese e i più grandi arrivano a pesare fino a 100 kg. La sua coda, molto corta, non supera i 20 cm e non ha ciuffo di peli terminali.
[modifica] Dentatura
La caratteristica più importante di questo maiale selvatico è la dentatura.
Esso è, con il facocero africano, il solo membro della famiglia ad avere trentaquattro denti, mentre le altre sette specie ne hanno quarantaquattro.
Nel maschio i due canini superiori crescono alla rovescia. Anziché svilupparsi dall'alto in basso, essi forano i bordi della volta palatina, attraversano il muso ed emergono sulla testa, sotto forma di «corna», lunghe affilate ed incurvate. Il babirussa è il solo mammifero a presentare questa singolarità. Le difese o zanne sono più o meno incurvate. Alcuni maschi le hanno quasi diritte, altre le hanno incurvate, a semianello. Si conosce il cranio di un babirussa, nel quale i denti si sono incurvati in modo così anormale da forare il muso e penetrare nell'osso, formando un anello completo.
Questi denti, molto ricercati dagli indigeni, sono anche molto richiesti, perché se ne confezionano collane e braccialetti ad uso dei capi-tribù. Una leggenda malese attribuisce al babirussa la capacità di appendersi al ramo di un albero, per mezzo dei denti, e di dormire in questa posizione. Le zanne dei maschi non sono che di relativa utilità, sia per la forma ricurva all'indietro, sia per la loro fragilità. La caratteristica forma delle zanne è probabilmente dovuta alle origini primitive di questo animale, le più primitive di tutti i suinidi ora esistenti.
[modifica] Biologia
I babirussa sono notturni. Vivono solitari o in piccoli gruppi familiari e segnalano la loro presenza con grugniti sordi, udibili a una certa distanza. Frugano nei mucchi di avanzi vegetali, nei tronchi in decomposizione e scavano il terreno alla ricerca di cibo. Il regime alimentare dei babirussa si compone di semi, di noci e frutti diversi, di funghi, di radici polpose e bulbi. Grazie alla loro forte dentatura, possono schiacciare le noci più dure. Sono molto agili e galoppano, con facilità incredibile, nei folti più inestricabili.
Tutti i suidi sono buoni nuotatori e nessun corso d'acqua riesce ad arrestare un branco di cinghiali. Il babirussa ha spinto ancora più lontano la sua prestazione, superando stretti marini e nuotando da un'isoletta all'altra. È così ch'esso è arrivato a colonizzare isolette sperdute, che nessun altro mammifero terrestre avrebbe potuto raggiungere con le proprie forze. Si distingue perché raramente usano il muso per scavare.
[modifica] Riproduzione
Dopo una gestazione che va dai 125 ai 150 giorni, le femmine, che hanno due mammelle, partoriscono 1 o 2 piccoli. Quando questi sono gemelli, essi sono invariabilmente dello stesso sesso; misurano da 15 a 20 cm di lunghezza alla nascita e non hanno le strisce chiare caratteristiche dei cinghiali e di altri suidi selvatici. Quando è inseguita, la madre è molto aggressiva e difende con coraggio la sua prole.
La durata della vita dei babirussa è stimata a una dozzina d'anni, ma in cattività si sono avuti casi-record di 19 anni allo zoo di Washington e perfino di più di 20 anni in quello di Chicago.
[modifica] Distribuzione e habitat
Di tutti i maiali selvatici, il babirussa occupa l'areale più ristretto: il suo territorio è limitato ad alcune isole della Sonda: Celebes, Buru e Togia.
È un abitante discreto e poco conosciuto delle giungle più fitte, che gli indigeni cacciano assiduamente per la carne e per i denti, che ritengono essere corna analoghe a quelle dei cervi; da ciò il suo nome malese di «babi-rusa» (maiale-cervo).
[modifica] Sottospecie
A causa del loro isolamento insulare, le popolazioni si sono evolute separatamente, differenziandosi in maniera sensibile le une dalle altre, per costituire quattro sottospecie riconosciute (alcune delle quali proposte come specie a sé stanti da alcuni autori: vedere la voce Suidae). Quella di Celebes, B. b. celebensis, è la più grande; B. b. frosti, che abita nelle foreste delle isole Sanana e Tali Abu, nell'arcipelago di Sula, è la più piccola. I babirussa di Buru (B. b. bolabatuensis) e delle isole Togia (B. b. togeanensis) sono intermedi, ma hanno pelame più abbondante.
[modifica] Cattività
I babirussa sono ospiti rari dei giardini zoologici. Questi animali si addomesticano bene quando sono giovani, ma restano intrattabili se sono stati catturati adulti. Quando sono inquieti o di cattivo umore, fanno sentire un battere di denti, ripetuto in rapida cadenza. Sensibili al freddo, si adattano molto male alla cattività. Tuttavia i giardini zoologici di Chicago, San Diego, Londra e Berlino hanno conservato abbastanza a lungo i loro ospiti, che vi si sono perfino riprodotti.
[modifica] Note
- ^ Leus, K. & Oliver, W. (Pig, Peccary & Hippo Red List Authority). Babyrousa babyrussa. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Babyrousa babyrussa
Wikispecies contiene informazioni su Babyrousa babyrussa
[modifica] Collegamenti esterni
- ARKive - images and movies of the babirusas (Babyrousa spp)
- Short narrated video about the Babirusa
- http://www.thebigzoo.com/Animals/Babirusa.asp
- http://darrennaish.blogspot.com/2006/08/many-babirusa-species-laissez-faire.html
- http://www.ylm.se/default.asp?s=3d/
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