Babakotia radofilai

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Babakotia radofilai
Babakotia radofilai.jpg
Stato di conservazione
Status none EX.svg
Estinto
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Strepsirrhini
Infraordine Lemuriformes
Superfamiglia Lemuroidea
Famiglia Indriidae
Sottofamiglia Palaeopropithecinae
Genere Babakotia
Specie B. radofilai
Nomenclatura binomiale
Babakotia radofilai
Godfrey et al., 1990
Areale
Babakotia range map.svg
Siti di ritrovamento dei fossili del Babakotia radofilai

La Babakotia radofilai è una specie estinta di lemure, appartenente alla famiglia degli Indriidae, sottofamiglia Palaeopropithecinae, vissuta in Madagascar fino a circa 500 anni fa.

È l'unico appartenente al genere Babakotia, il cui nome deriva da babakoto, il nome dell'indri in lingua malgascia.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

I resti di questi animali sono stati ritrovati nell'estrema punta meridionale dell'isola, ma si pensa che la specie possa aver colonizzato tutta la zona settentrionale del Madagascar.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

In base ai resti subfossili ritrovati, si stima che l'animale adulto pesava fra i 15 ed i 20 kg.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale possedeva zampe anteriori assai più lunghe rispetto alle posteriori, corte e a forma di colonna: tutte le mani erano grosse e forti. La forma dell'articolazione del polso lascia presupporre un regime di vita arboricolo, in particolare si pensa che le Babakotia vivessero appese a testa in giù, come i bradipi. La forma del cranio presenta numerose analogie con l'indri, con in più dei vistosi premolari allungati, di cui s'ignora la funzione.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta con tutta probabilità, di lenti arrampicatori che pendevano dai grossi rami delle foreste pluviali malgasce, nutrendosi di foglie. L'estinzione di questi animali è molto probabilmente da attribuire all'arrivo dell'uomo sull'isola circa 1500 anni fa: animali grossi e lenti come le Babakotia rappresentavano una preda facile ed ambita. La scomparsa anche di tutte le altre specie di lemuri giganti nell'arco di pochi anni lasciano presupporre che, concatenato alla caccia, vi sia stato anche un cambiamento climatico importante che abbia portato alla scomparsa di ampi tratti di foresta pluviale, accelerando il declino della specie.

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