Baba Novac

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Statua di Baba Novac a Cluj-Napoca

Starina Novak (Старинa Новак (Starina Novak) in serbo e Baba Novac in romeno; Donji Milanovac, 1530 circa – 1601) fu un ribelle serbo che si distinse nelle lotte contro i turchi nella seconda metà del XVI secolo. Viene celebrato come un eroe nazionale dai Serbi ed è parimenti rispettato dai Romeni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Novak nacque da una famiglia povera nel villaggio di Poreč (ora Donji Milanovac), vicino Smederevo (Serbia), su di un'isola nel Danubio[1], e studiò presso il locale monastero, ove apprese il greco ed il romeno.

I suoi guai con le autorità ottomane cominciarono quando era ancora un ragazzo: come ammenda per un crimine, i turchi gli strapparono i denti. Il suo soprannome "Vecchio Novak" deriva appunto dalla mutilazione subita. Novak fuggì di casa e si diede alla macchia; raggiunse la Craina e qui apprese l'uso delle armi e la tattica militare dai banditi Hajduk. Formò presto una sua banda di briganti (una četa) e cominciò una lotta senza quartiere contro i turchi. Le sue capacità e la sua personalità carismatica ne fecero presto un condottiero dal seguito numeroso.

Allo scoppio della Lunga Guerra, Novak si portò nel Banato con 2000 hajduk serbi ed unì le sue forze a quelle del voivoda Michele il Coraggioso per liberare la Valacchia dagli ottomani. Michele riconobbe a Novak il titolo di capitano e si servì di lui a Călugăreni e nella liberazione di Târgovişte, Bucarest e Giurgiu (ottobre 1595). Novak si portò quindi in Bulgaria, partecipando alle operazioni presso Sofia: la sua fama di abile comandante crebbe enormemente quando riuscì a cogliere di sorpresa una colonna di turchi in marcia, razziando le loro salmerie con una forza di soli 700 uomini. Al comando di una truppa di 1500 soldati liberò Plevna.

Nel 1598 l'esercito di Novak, arricchitosi di volontari bulgari oltre che serbi, si ricongiunse con il grosso delle forze del voivoda Michele (16.000 uomini). Insieme, Michele e Novak liberarono Plevna, Rahovo, Vratsa, Vidin e Florentin. Nel 1599 Novak si scontrò con le forze di Bordj Mako presso Ploeşti. Nel 1600 Novak tornò nel Banato salvo poi ricongiungersi con Michele per la Battaglia di Mirăslău contro i ribelli transilvani supportati dal generale asburgico Giorgio Basta. Dopo la sconfitta a Mirăslău, Novak seguì Michele a Praga[2], ove il voivoda valacco rinegoziò la sua alleanza con l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo per rientrare in possesso del suo trono e del trono transilvano.

Preoccupati dei successi di Novak e Michele, gli Asburgo avevano però ormai deciso di sbarazzarsi di loro.

Accusato di tradimento da Basta, Novak venne catturato e poi consegnato ai turchi che lo condannarono al rogo. Il 5 febbraio 1601, Novak venne giustiziato a Cluj dalle forze d'occupazione ottomane: bruciò sul rogo per oltre un'ora (il corpo venne tenuto bagnato per prolungare il supplizio), poi venne impalato e lasciato in pasto ai corvi. Con Novak vennero giustiziati anche altri due capitani dell'esercito valacco ed alcuni preti Sassoni.

Il voivoda Michele scoprì la sorte di Novak solo in agosto, quando passò da Cluj, poco prima che Basta lo facesse assassinare dai suoi mercenari valloni presso Câmpia Turzii.

Novak è oggi ricordato come un eroe nazionale serbo nel poema "Starina Novak e Knez Bogosav". Viene anche citato in racconti del folklore romeno. Gli è stata dedicata una torre nella città di Cluj.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.starinanovak.edu.yu/starinanovak.php
  2. ^ Nikola Gavrilovic: Rumunski izvori o Baba Novaku (Starina Novak rodjen u Porecu na Dunavu)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Constantin C. Giurescu e Dinu C.Giurescu, Istoria Românilor : Volume II (1352-1606), Bucarest, 1976.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]