Ba'al Shem Tov

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Variazioni di questa immagine, originariamente sottotitolata "Baal Shem", sono comunemente usate per raffigurare Israel Baal Shem Tov. Si ritiene invece che siano un ritratto del rabbino Hayyim Samuel Jacob Falk, il Baal Shem di Londra[1]

Israel ben Eliezer in ebraico: ישראל בן אליעזר?, Yisroel ben Eliezer - meglio noto come Ba'al Shem Tov (Podolia, 1698Medžybiž, 1760) è stato un rabbino e mistico polacco.

Firma del Besht

Noto anche con il nome di Besht (acronimo ebraico di Baal Shem Tov), per la sua reputazione di guaritore itinerante, fu il fondatore del movimento ebraico del Chassidismo[2] moderno: l'appellativo Baal Shem Tov significa infatti Maestro del nome di Dio.

Nome e origini[modifica | modifica sorgente]

Conosciuto principalmente tra gli ebrei religiosi come "il santo Baal Shem" (der heyliger baal shem in yiddish), o più comunemente Baal Shem Tov (בעל שם טוב). Il titolo Baal Shem Tov viene solitamente tradotto in italiano "Maestro del Buon Nome", ma almeno due altre traduzioni sono possibili:[3]

  • "Buon Maestro del Nome", considerando "Baal Shem" come un'unità, col significato di uno che usa i Nomi Divini per curare malattie e fare miracoli - quindi un effettivo baal shem. Infatti, come si vedrà in seguito (cfr. "Biografia"), Israel si creò una reputazione di guaritore miracoloso.
  • "Colui che ha una buona reputazione nella comunità", poiché idiomaticamente in ebraico "Baal" può significare "uno caratterizzato da" e "Shem" può significare "reputazione", quindi: "uno caratterizzato da una buona reputazione".

Il nome Besht (בעש"ט) — acronimo prodotto dalle parole che sono iniziali del succitato titolo, bet ajin šin tet — è tipicamente usato nella scrittura piuttosto che nel discorso. L'appellativo "Baal Shem" non era esclusivo di Rabbi Israel ben Eliezer; tuttavia è Rabbi Israel ben Eliezer che viene più strettamente identificato come “Baal Shem”, dato che egli fu il fondatore del movimento spirituale dell'Ebraismo chassidico.

Il Baal Shem Tov viaggiò nei Carpazi ucraini prima di iniziare il suo insegnamento

Le poche notizie biografiche che si sanno del Besht sono così intrecciate a leggende di miracoli che in molti casi è difficile arrivare ai fatti storici. L'atteggiamento degli stessi chassidim in merito a queste leggende è un insieme insolito di sospetti da un lato e fede ingenua, quasi naïve, dall'altro.[4] Il Rebbe Shlomo di Rodomsk ha concisamente dichiarato: "Chi crede a tutte le storie di miracoli circa il Baal Shem Tov in Shivhei HaBaal Shem Tov è uno sciocco, ma chi nega che avrebbe potuto farli è un apikoros [miscredente]." Allo stesso modo, il Rebbe Mordechai di Neshkiz spiega: "Anche se una storia su di lui in realtà non fosse mai avvenuta e non vi fosse stato un dato miracolo, era nel potere del Baal Shem Tov, possa la sua memoria essere una benedizione per la vita del mondo a venire, fare ogni cosa."[5]

Tuttavia, dalle numerose leggende legate alla sua nascita, sembra che i suoi genitori fossero poveri - gente retta, onesta e pia. Quando Israel rimase orfano, la sua comunità si prese cura di lui. A scuola, si distinse solo per le sue frequenti sparizioni, trovandolo poi sempre nei boschi solitari che circondavano il luogo, vagando tra le montagne dei Carpazi, che godeva estaticamente delle bellezze della natura. Non dimostrò subito doti particolari, ma gli fu affidato l'incarico di radunare e portare i bambini allo Heder; svolse poi molti lavori, tra cui assistente scolastico, guardiano di una sinagoga, minatore, taverniere. Soltanto verso i trent'anni divenne profondo studioso e mistico. Molti dei suoi discepoli credettero che egli discendesse dalla genealogia davidica, tracciando il suo lignaggio dalla Casa di Davide e, per estensione, dall'istituzione del Messia ebreo.[4][6]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Israel nacque da genitori poveri e già di età matura, Eliezer e Sarah, in una comunità vicino a Okopy Świętej Trójcy (nell'Oblast' di Ternopil'), una fortezza di nuova costruzione nei pressi di Kameniec nell'Ucraina occidentale, dove il fiume Zbruč si unisce al Dnestr. La fortezza era stata eretta come nuovo posto di frontiera tra la Corona del Regno di Polonia e l'Impero Ottomano. Situata nella terra storica di Podolia, buona parte del territorio a quel tempo fece parte dell'Impero Ottomano per un breve periodo. Attualmente Okopy è un villaggio sito nel Rajon (distretto) di Borschiv dell'Oblast' di Ternopil'.

Il Besht morì a Medzhybizh (ucraino: Меджибіж, polacco: Międzybórz, Międzyborz o Międzybóż, yiddish: מעזשביזש), che faceva parte della Corona del Regno di Polonia e oggi è sita nella provincia (Oblast') di Chmel'nyc'kyj (Ucraina) (da non confondersi con altre città dallo stesso nome).[7]

Quando Israel aveva solo cinque anni e mezzo, suo padre prima di spirare gli disse: "Non aver timore di niente e nessuno eccetto che di Dio e ama tutti gli ebrei, non importa chi siano o cosa facciano". Nel 1703, Israel divenne orfano e la comunità ebraica di Tloste lo adottò, provvedendo alle sue prime necessità. Spesso, dopo la conclusione quotidiana dei suoi studi presso lo Heder locale (scuola elementare ebraica), andava a "vagare per i campi e boschi che circondavano il villaggio a meditare e godere delle meraviglie del creato".[8] Nel 1710, finito lo Heder, divenne assistente di un Melamed (istruttore di Heder). Al suo sedicesimo compleanno, si narra che "il profeta Elia gli apparisse e gli descrivesse i grandi effetti che le preghiere della gente semplice avevano in cielo." Verso il 1712 Israel divenne un shammash[9] della sinagoga locale.[10]

Venne periodicamente assunto come assistente di un insegnante nei Heder dei piccoli villaggi attraverso i quali entrambi passavano. Avrebbe poi raccontato che provava un grande piacere nell'accompagnare i bambini a scuola, utilizzando questa opportunità per recitare preghiere con loro e dire loro storie della Torah. L'innocenza dei bambini e la purezza con la quale pregavano, spiegava il Baal Shem Tov, causava all'Onnipotente grande soddisfazione. Il Mezritcher Maggid, successore del Baal Shem Tov, dirà più tardi: "Se solo potessimo baciare un rotolo della Torah con lo stesso amore che il mio maestro [il Baal Shem Tov] baciava i bambini quando li conduceva allo Heder come assistente didattico!"[11]

Pozzo appena fuori di Medzhybizh che si pensa sia stato scavato a mano dal Baal Shem Tov. Produce acqua potabile a tutt'oggi.

Il Baal Shem Tov aveva visioni in cui il profeta Achia gli appariva.[12] Nel 1716 il Baal Shem Tov si sposò, ma la moglie morì poco dopo e allora Israel se ne andò a viaggiare per tutta la Galizia orientale. Dopo aver prestato servizio per lungo tempo come aiutante in diverse piccole comunità dell'Ucraina occidentale, si stabilì come melamed a Tluste nei pressi di Zalischyky.

Inseritosi nella società segreta dei mistici chiamati Tzaddikim Nistarim, il Besht divenne loro leader, all'età di 18 anni.[13] Prendendosi cura degli ebrei poveri, li incoraggiavano a passare a stili di vita agrari come alternativa alla povertà cronica che affliggeva la sorte degli ebrei della città. In continuazione di questa politica, la società decise che c'era bisogno di occuparsi delle necessità educative dei bambini che vivevano nelle piccole comunità agricole. Se non si riusciva a trovare un insegnante adatto, i membri della società stessa se ne sarebbero occupati fino a quando non fosse emersa una soluzione alternativa. In base a ciò - e in linea con la dottrina ebraica "il portatore della lettera deve adempiere ai suoi contenuti" - il Baal Shem Tov divenne assistente didattico e con profondo fervore cercò di infondere in questi bambini il rispetto dei genitori e l'amore di Dio e del prossimo. Ebbe a commentare in seguito: "Questo è stato uno dei momenti più felici della mia vita."[8]

Grazie alla sua provata onestà e conoscenza della natura umana, venne scelto come arbitro e mediatore in cause giuridiche e le sue prestazioni furono spesso portate in requisizione poiché gli ebrei avevano il loro propri tribunali civili in Polonia[14] In questa avocazione fece una così profonda impressione presso l'abbiente ed erudito ebreo Ephraim di Brody che questi gli promise la mano della figlia Chana. Purtroppo Ephraim morì senza aver avvertito la figlia di questa promessa di matrimonio, ma quando Chana seppe di tale promessa non esitò ad esaudirla.[15] Il corteggiamento fu caratteristico. Negli abiti trasandati di un contadino, Israel si presentò a Brody davanti ad Abraham Gershon di Kitov, il fratello della ragazza e capo di una corte rabbinica locale, nonché autorità riconosciuta della Cabala e del Talmud. Abraham Gershon era sul punto di fargli l'elemosina, quando il Besht produsse una lettera dalla tasca, dimostrando di essere lo sposo designato. Abraham cercò allora di dissuadere la sorella Chana dallo svergognare la propria famiglia sposando un poveraccio, ma invano, dato che ella considerava quella del defunto padre la sola volontà autorevole.[8]

Dopo il suo matrimonio, Israel non rimase a lungo con suo cognato, che si vergogna va di lui (dato che il Besht manteneva la pretesa di essere un ignorante) e si recò in un villaggio nei Carpazi tra Brody e Kassowa. I suoi beni terreni consistevano di un cavallo datogli da suo cognato. Israel lavorò come operaio, scavando argilla e calce, che la moglie consegnava ogni settimana col carro ai villaggi circostanti, e da ciò derivavano il loro totale sostentamento. Il magnifico paesaggio di "questa rigogliosa regione dei Carpazi e la possibilità di goderlo senza le interruzioni della vita cittadina, li ricompensavano delle grandi privazioni."[16] Israel ben Eliezer e Chana ebbero due figli: Udel (nata nel 1720) e Zvi Hersh.[17]

Sviluppo come guida spirituale[modifica | modifica sorgente]

Il Siddur personale del Baal Shem Tov[18]
Esempio del censimento fiscale polacco del 1758 a Medzhybizh, che mostra "Baal Shem" come occupante della casa nr. 95[19]

Il Besht migliorò la sua condizione quando assunse una posto come un macellaio rituale a Kshilowice, vicino a Iaslowice. Ben presto abbandonò questa posizione per gestire una taverna del villaggio che suo cognato gli aveva comprato. Durante i molti anni in cui era vissuto nei boschi ed entrato in contatto coi contadini, Israel ben Eliezer aveva imparato ad usare le piante per scopi curativi ed effettuare numerose guarigioni. La sua prima apparizione in pubblico infatti fu come un "ordinario" Baal Shem – preparava amuleti e prescriveva cure.[20]

Dopo molti viaggi in Podolia e Volinia come Baal Shem, il Besht, considerando il suo seguito abbastanza grande e la sua autorità ormai stabilita, decise (nel 1740 ca.) di esporre i suoi insegnamenti negli shtetl di Medzhybizh e la gente, per lo più dall' élite spirituale, veniva ad ascoltarlo. Medzhybizh divenne la sede del movimento e della dinastia chassidica Medzybizh. Il suo seguito gradualmente aumentò e con esso l'antipatia, per non dire ostilità, dei talmudisti. Tuttavia, il Baal Shem Tov venne sostenuto, all'inizio della sua carriera, da due talmudisti di spicco, i fratelli Meïr e Isaac Dov Margalios. In seguito acquisì sempre più supporti da varie autorità rabbiniche universalmente riconosciute, che divennero suoi discepoli e attestarono sia la sua profondità intellettuale che la sua santità. Tra questi si annoverano Rabbi Meir Margolius, Rabbino Capo di Lemberg ed in seguito di Ostroha e autore di Meir Netivim (opera di responsa halakhici) e di altri scritti; Rabbi Yaakov Yosef Hakohen, rabbino di Polnoy; Rabbi Dovid Halperin, rabbino di Ostroha; Rabbi Israel di Satinov, autore di Tiferet Yisrael; Rabbi Yoseph Heilperin di Slosowitz e Rabbi Dovber di Mezeritch (noto anche come il Maggid di Mezritch) la cui fama come talmudista fu dovuta principalmente alle dottrine del Besht (sebbene in forma essenzialmente alterata) che furono introdotte in numerosi circoli culturali. da notare che il rinomato rabbino sefardita Chaim Joseph David Azulai cita il Baal Shem Tov nelle sue opere in termini altamente laudatori.[8]

Esterni della sinagoga del Baal Shem Tov a Medzhybizh, verso il 1915 ca. Questa costruzione non esiste più, ma una sua riproduzione è stata recentemente ricostruita come museo sul sito originale

Sono tuttora reperibili diverse evidenze storiche dirette del Besht durante i giorni che visse a Medzhybizh. Il ricercatore Moshe Rosman ha scoperto numerosi documenti legali che fanno luce su questo periodo, ricevendoli dagli archivi della famiglia nobile polacca Czartoryski. La casa del Besht è menzionato su numerosi registri fiscali e alla sua casa viene data l'esenzione fiscale dalle imposte locali, indicando così che egli era ben noto al magnate polacco come un importante personaggio cittadino. Molti colleghi del Besht nelle sue storie tratte dal Shivhei HaBesht (A Lode del Besht)[21] appaiono anche in documenti dei tribunali polacchi, tra cui Ze'ev Lupo Kitses e Surkes Dovid. Rosman sostiene che i documenti polacchi dimostrano che il Besht ed i suoi seguaci non erano degli emarginati o paria, ma piuttosto una parte rispettata della vita comunitaria ebraica tradizionale. Medzhybizh all'epoca non era certo un villaggio arretrato ma una comunità fiorente, prospera e importante nella tenuta Czartorysky.[22][23]

Altri reperti evidenziari diretti includono il libro di preghiere (Siddur) del Besht, (presso la Biblioteca Agudas Chabad di New York) con le sue note personali manoscritte ai margini. La sua tomba può inoltre essere visitata a Medzhybizh, presso l'antico cimitero ebraico.(Cfr. Galleria)

Negli ultimi anni, l'organizzazione "Agudas Ohalei Tzadikim"[24] (basata in Israele) ha restaurato molte tombe di Tzadikim (Ohelim) in Ucraina, tra cui quella del Baal Shem Tov. Una pensione e una sinagoga sono state costruite vicino all'Ohel del Baal Shem Tov e la sua sinagoga originale è stata meticolosamente ricostruita nel rispettivo villaggio. Entrambe le sinagoghe sono utilizzate dai molti visitatori che provengono da tutte le parti del mondo per pregare sulla tomba del Besht. (Cfr. Galleria)[8]

Dispute coi frankisti e morte[modifica | modifica sorgente]

Mentre il Besht era in vita, si verificò poco antagonismo tra i vari stili di Ebraismo (tra "Talmudismo" e "Chassidismo"). Infatti, il Besht considerava se stesso ed i suoi seguaci come parte della corrente principale dell'Ebraismo. Il Besht si schierò con i talmudisti nelle loro controversie contro i frankisti (il movimento cultista di Jacob Frank che considerava Frank come il Messia, sul modello dell'apostata Sabbatai Zevi). Dopo la conversione in massa dei frankisti al Cristianesimo, molte figure ebree preminenti si sentirono sollevate, poiché ciò dimostrava chiaramente la drastica separazione degli eretici dall'Ebraismo tradizionale. Tuttavia il Baal Shem Tov si rattristò profondamente dell'accaduto e avrebbe detto: "Fintanto che un arto malato è ancora collegato al corpo, c'è speranza che possa essere salvato; ma una volta amputato, se n'è andato e non c'è più speranza." Lo sconvolgimento causato dal movimento frankista sembrò minare la salute del Besht, che infatti morì poco dopo.[25]

L'insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Il Besht in un ritratto eseguito da John Singleton Copley[26]

Israel ben Eliezer non ha lasciato libri; il commentario cabalistico di Salmi 107 attribuito a lui, dal titolo Sefer mi-Rabbi Yisrael Baal Shem-Tov (Žytomyr, 1804) potrebbe essere un apocrifo. Al fine di arrivare ad esaminare i suoi insegnamenti, è quindi necessario considerare i suoi discorsi come riportati nelle opere dei discepoli chassidim. La maggior parte è reperibile nelle opere di Rabbi Jacob Joseph di Polnoy. Dato però che lo Chassidismo, subito dopo la morte del suo fondatore, si è diviso in varie parti, con ognuna che asseriva per sé l'autorità del Besht, la massima cautela è necessaria nel giudicare l'autenticità delle espressioni attribuite a Israel ben Eliezer.[27]

Gli autori Chapin e Weinstock sostengono che il Besht fosse essenzialmente la persona giusta, al posto giusto, al momento giusto. Il XVIII secolo in Podolia era un luogo ideale per favorire un cambiamento di rotta nel pensiero ebraico. Si era spopolata nella generazione precedente a causa dei massacri di Bohdan Chmel'nyc'kij e l'occupazione turca del Podolia si era verificata proprio durante la vita di Israel ben Eliezer, insieme all'influenza di Sabbatai Zevi all'interno di questo territorio, con tutta la relativa ondata di sabbatiani come Malach e Jacob Frank e successivi discendenti spirituali. Una volta che i Magnati polacchi ripresero il controllo dai turchi, la Podolia essenzialmente attraversò un boom economico. I Magnati erano ben disposti verso gli ebrei per i benefici economici che ne derivavano e incoraggiavano il reinsediamento ebraico per aiutare a proteggere la frontiera dalle invasioni future. Così la comunità ebraica praticamente si ritrovò a cominciare da capo. In questo contesto, gli ebrei di Podolia erano aperti a nuove idee: i nuovi e dinamici approcci del Besht all'Ebraismo erano quindi i benvenuti, espandendosi con poca resistenza da parte di una comunità desiderosa di cambiamento.[28]

Elementi della dottrina[modifica | modifica sorgente]

La prima pietra dello Chassidismo come impostata dal Besht è una concezione di Dio fortemente panenteistica. Dichiarò infatti che l'intero universo, la mente e la materia, sono una manifestazione del Divino; che tale manifestazione non è una emanazione di Dio, come i Mitnagdim interpretano la Cabala, poiché nulla può essere separato da Dio: tutte le cose sono forme in cui Dio si rivela. Quando l'uomo parla, dice il Besht, deve ricordarsi che il suo discorso è un elemento di vita e che la vita stessa è una manifestazione di Dio. In Dio esiste anche il male. Questa apparente contraddizione si spiega col fatto che il male non è male in sé, ma solo nella sua relazione con l'uomo. È sbagliato guardare una donna con desiderio, ma è divino ammirarla per la sua bellezza: è quindi sbagliato solo nella misura in cui l'uomo non considera la bellezza come una manifestazione di Dio, ma la fraintende e la pensa in riferimento a se stesso. Tuttavia, il peccato non è nulla di positivo, ma è identico con le imperfezioni delle azioni e del pensiero umani. Chi non crede che Dio risieda in tutte le cose, ma separa Dio e da esse nei suoi pensieri, non ha la concezione giusta di Dio. È ugualmente fallace pensare ad una creazione nel tempo: la creazione, cioè l'attività di Dio, non ha fine. Dio è sempre attivo nei cambiamenti della natura: infatti, è in questi cambiamenti che consiste la continua creatività divina.[29]

Questo panenteismo sarebbe stato ignorato se il Besht non fosse stato un uomo del popolo. Diede alla sua concezione metafisica di Dio un significato eminentemente pratico. Il primo risultato dei suoi principi fu un notevole ottimismo. Dal momento che Dio è immanente in tutto, tutto deve possedere qualcosa di buono in cui Dio si manifesta come fonte di bene. Per questo motivo, il Besht insegnava, ogni uomo deve essere considerato buono ed i suoi peccati devono essere spiegati, non condannato. Una delle sue frasi preferite era che nessun uomo affonda così in basso da non essere in grado di risollevarsi verso Dio. Naturalmente, poi fu il suo sforzo principale di convincere i peccatori che Dio si trovava tanto vicino a loro quanto ai giusti, e che le loro malefatte erano soprattutto le conseguenze della loro follia.

Gioia e amor di Dio

Al centro dell'insegnamento del Baalshem c'è l'idea che si deve adorare l'Altissimo in ogni attività, non solo nell'osservanza di quanto prescritto ma in qualsiasi atto della vita quotidiana. Proclamava che non nella mestizia, ma nella gioia si deve amare il Signore e che il pentimento è sempre e comunque possibile. La sua fama di guaritore, le ampie vedute in ambito religioso che lo portavano ad accogliere gli studiosi come gli analfabeti – fatto pressoché unico nell'Europa Orientale del XVIII secolo – e il dono di far sperimentare un vivo sentimento di redenzione gli attirarono una larga cerchia di seguaci che in seguito diedero vita a numerose comunità di chassidim.[30]

Un altro importante risultato delle sue dottrine, che è di grande importanza pratica, fu la sua negazione che ascetismo sia gradito a Dio. "Chi sostiene che questa vita sia senza valore è in errore: vale invece molto; uno però deve sapere come usarla correttamente". Fin dall'inizio il Baal Shem Tov combatté contro una visione dispregiativa del mondo che, tramite l'influenza della Cabala lurianica, era diventata quasi un dogma tra gli ebrei. Egli considerava la cura del corpo necessaria quanto quella dell'anima, poiché anche la materia è una manifestazione di Dio e non deve essere considerata come ostile o a Lui contraria.[29]

Come il Besht opponeva gli asceti, così combatteva anche la rigidità e l'ipocrisia che si era accumulata sui rigorosi punti di vista talmudici, pur non abrogando nemmeno una singola osservanza o cerimonia religiosa. Il suo obiettivo di contesa era la troppa importanza che l'interpretazione talmudica accordava al rispetto di una legge, mentre quasi del tutto trascurava il sentimento o la crescita della vita interiore dell'uomo. Mentre i rabbini del suo tempo consideravano lo studio del Talmud come la più importante attività religiosa, il Besht metteva tutta l'enfasi sulla preghiera. "Tutto ciò che ho raggiunto", osservò una volta, "l'ho ottenuto non attraverso lo studio, ma con la preghiera".[30] La preghiera, tuttavia, non è semplicemente una petizione a Dio che conceda una richiesta e nemmeno necessariamente parlare con Dio, ma piuttosto un "attaccamento" (Deveikuth) a Dio - la gloriosa sensazione di "unità con Dio Onnipotente", lo stato dell'anima in cui la persona rinuncia alla propria consapevolezza di esistenza separata e si unisce all'Essere Eterno di Dio Supremo. "Un tale stato produce beatitudine indescrivibile, che è il frutto più importante della vera adorazione di Dio."[29]

Influenza sullo Chassidismo[modifica | modifica sorgente]

In ogni ogni cosa che si vede o sente in questo mondo c'è un insegnamento per servire Dio.

—Israel ben Eliezer

Gli sviluppi successivi del Chassidismo sono incomprensibili senza un esame dell'interpretazione del Besht riguardante il giusto rapporto dell'uomo con l'universo. La vera adorazione di Dio, come sopra spiegato, consiste nella scissione e l'unificazione con Dio. Per usare le sue stesse parole: "L'ideale dell'uomo è quello di essere egli stesso una rivelazione, chiaramente di riconoscere se stesso come manifestazione di Dio."[29] Il misticismo, asserisce, non è la Cabala, che tutti possono imparare, ma quel senso di vera unità che di solito è così strano, inintelligibile e incomprensibile al genere umano come la danza lo è per una colomba. Tuttavia, la persona che è capace di provare questa sensazione, è dotata di una autentica intuizione ed è la percezione di tale persona che si chiama profezia, secondo il grado della sua intuizione. Da ciò risulta, in primo luogo, che la persona ideale potrebbe rivendicare un'autorità pari, in un certo senso, all'autorità dei Profeti. Questa attenzione all'unicità e alla rivelazione personale aiuta a comprendere il perché l'interpretazione mistica dell'Ebraismo da parte del Besht venga designata col titolo di "panenteismo".[29]

Un secondo e più importante risultato della succitata dottrina è che attraverso la sua unità con Dio, l'uomo forma un anello di congiunzione tra Creatore e creazione. Pertanto, modificando leggermente il versetto della Bibbia Abacuc 2:4, il Besht dice: "Il giusto si vivificherà con la sua fede." I seguaci di Israel ben Eliezer ingrandirono questa idea e coerentemente ne dedussero la fonte della misericordia divina, di benedizioni, di vita e che quindi, se uno amano Dio può partecipare alla Sua misericordia.

Ma c'è un rovescio della medaglia e il Baal Shem Tov avverte i suoi chassidim:

Amalek è vivo ancor oggi... Ogni volta che voi sentite una preoccupazione o un dubbio su come Dio stia governando il mondo — quello è Amalek che lancia un attacco contro la vostra anima. Dobbiamo cancellare Amalek dal nostro cuore sempre e ovunque egli attacchi, in modo da poter servire Dio con gioia completa.[29]

Sebbene il Besht non possa essere ritenuto responsabile delle concezioni a lui successive, non vi è alcun dubbio che la fiducia in se stesso fu un fattore importante per guadagnarsi aderenti. Dello Chassidismo si può dire che non esiste altra setta ebraica in cui il fondatore sia importante quanto le sue dottrine. Il Baal Shem Tov è ancora il vero e proprio centro dello Chassidismo e dei suoi chassidim; i suoi insegnamenti sono quasi scomparsi nell'oblio ma, come Solomon Schechter osserva finemente, "per gli chassidim, il Baal-Shem [Besht] ... è l'incarnazione di una teoria e tutta la sua vita [è] la rivelazione di un sistema."[31]

Caratteristiche e interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Besht non si opponeva alla pratica dell'Ebraismo rabbinico, era lo spirito della pratica che lo contrariava. I suoi insegnamenti sono il risultato non di speculazione, ma di un profondo temperamento religioso: pose l'accento infatti sullo spirito religioso e non sulle forme di religione. Sebbene considerasse la legge come santa ed inviolabile, e sottolineasse l'importanza dello studio della Torah, dichiarò che la propria vita intera dovrebbe essere al servizio di Dio e che ciò costituisce la vera adorazione dell'Onnipotente.[33]

Dal momento che ogni atto della vita è una manifestazione di Dio e deve per forza essere divino, è dovere dell'uomo vivere in modo che anche le cose chiamate "terrene" possano diventare nobili e pure, cioè divine. Il Besht tentò di realizzare il suo ideale durante la propria carriera. La sua vita fornì il migliore esempio ai suoi discepoli e i suoi rapporti con i locandieri (una parte dei quali elevò ad un livello superiore) offrì una protesta silenziosa ma efficace contro la pratica dei rabbini, i quali, nel loro senso inesorabile di rigorosa rettitudine, non avevano alcun rapporto con persone decadute moralmente. I chassidim raccontano di una donna che i suoi parenti cercavano di uccidere a causa della sua vita vergognosa, ma che fu salvata nel corpo e nell'anima da Besht.[6] La storia è forse un mito, ma è caratteristica dell'attività del Besht nel guarire i più bisognosi ed indigenti. Più importante della preghiera era per lui il rapporto di amicizia con i peccatori, anche se la preghiera costituiva un fattore essenziale per la vita religiosa. La storia della carriera del Baal Shem Tov offre molti esempi di altruismo e profonda benevolenza. Mentre queste qualità caratterizzano ugualmente una serie di rabbini del suo tempo, i suoi tratti distintivi furono l'atteggiamento misericordioso verso gli altri, la mancanza di paura combinata con un'antipatia per le discordie e una gioia sconfinata per la vita.[33] Inoltre i metodi di insegnamento del Besht differivano marcatamente da quelli dei suoi avversari e contribuirono molto al suo successo. Diresse molte osservazioni satiriche contro i suoi avversari, una in particolare caratterizza la sua designazione del talmudista tipico del suo tempo come "un uomo che per puro studio della legge non ha tempo di pensare a Dio". Il Besht illustrò le sue vedute dell'ascesi con la seguente parabola:

Un ladro una volta cercò di entrare in una casa, il cui proprietario, gridando, spaventò via il ladro. Lo stesso ladro poco dopo fece irruzione nella casa di un uomo molto forte che, vedendolo entrare, rimase silenzioso e nascosto. Quando il ladro arrivò abbastanza vicino, l'uomo lo prese e lo mise in prigione, privandolo così di ogni opportunità di fare ulteriori danni.

Non con la fuga dai piaceri terreni per paura si assicura la potenza dell'anima, ma tenendo le passioni sotto controllo.[4]

Gran parte del successo di Israel ben Eliezer fu dovuto alla sua ferma convinzione che Dio gli aveva affidato una missione speciale di diffondere le proprie dottrine. Nel suo entusiasmo ed estasi, credette di aver spesso visioni celesti, che gli rivelavano la sua missione. In effetti, per lui ogni intuizione fu una rivelazione divina ed i messaggi divini furono all'ordine del giorno.[4][34]

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Lo Chassidismo che scaturì dagli insegnamenti e dalla personalità carismatica del Besht continua tuttora a mantenere la fedeltà di segmenti ebraici significativi dell'Europa orientale e della nuova diaspora ebraica. I Rebbe, guide spirituali delle varie correnti chassidiche, continuano ad esercitare una notevole influenza tra centinaia di migliaia di seguaci. È ironico notare che durante il XVIII secolo lo Chassidismo era stato visto come una minaccia radicale all'ortodossia, ma ora all'inizio del XXI secolo il movimento è diventato un baluardo della tradizione ebraica e dell'ortodossia stessa. Nonostante l'apparente conflitto con il mondo secolare postmoderno, una serie di nuovi movimenti religiosi e sociali - tra cui l'istruzione laica, l'alta tecnologia, l'ateismo, il materialismo, la Shoah, il sionismo, l'ascesa e la caduta del marxismo-leninismo (1917-1991) e l'immigrazione di massa verso il Nuovo Mondo dopo la seconda guerra mondiale - il movimento chassidico continua a sopravvivere e perfino a prosperare. Di fronte alla superficialità, crudeltà e grossolanità della cultura postmoderna – e nonostante i progressi degli ebrei modernizzati, riformati e laici, nel respingere il misticismo per un razionalismo più letteralista - lo Chassidismo seguita ad offrire una forma distinta di vita culturale ebraica ricca, elaborata e passionale.[35]

Nella leggenda[modifica | modifica sorgente]

Nella tradizione chassidica esiste un detto: "Chi crede a tutte le storie di miracoli del Baal Shem Tov e di altri mistici e santoni, è uno sciocco, ma a chi osserva una qualsiasi storia individuale e dice 'questa non è vera', è un eretico."[36]

Gli ebrei danzanti
Storiella chassidica

A Rabbi Israel Baal Shem Tov una volta venne chiesto: "Perché gli chassidim si mettono di colpo a cantare e ballare appena ne capita la minima occasione? È forse questo il modo di comportarsi, per gente sana e intelligente?"
Il Baal Shem Tov rispose con una storia: "Una volta un musicista arrivò in città – un musicista di grande talento ma non riconosciuto. Si mise in un angolo della strada ad iniziò a suonare.
Coloro che si fermavano ad ascoltare non potevano più andarsene e presto una grande folla si radunò intorno a lui affascinata dalla meravigliosa musica, della cui bellezza mai prima avevano goduto. In breve tutti cominciarono a muoversi al suo ritmo e l'intera strada si trasformò in una massa danzante di umanità.
Un uomo sordo che passava di lì, chiese: Ma che il mondo è impazzito? Perché gli abitanti della città saltano su e giù, agitando le braccia e girando in tondo nel mezzo alla strada?
Gli chassidim," concluse il Baal Shem Tov, "si muovono al suono della melodia che scaturisce da ogni creatura della creazione di Dio. Se ciò li fa apparire folli a quelli con orecchie meno sensibili, dovrebbero forse cessare di ballare?"[37]

Circa i suoi genitori, la legenda narra che suo padre Eliezer, la cui moglie viveva ancora, fu catturato durante un attacco (forse dei Tatari), portato via dalla Valacchia e venduto come schiavo ad un principe. Grazie alla sua saggezza, ottenne il favore del principe, che lo diede al re affinché fosse suo ministro. Durante una spedizione intrapresa dal re, quando ogni altro consiglio si era dimostrato inutile e tutti erano sfiduciati, il consiglio di Eliezer fu accettato ed il risultato fu una vittoriosa battaglia di importanza decisiva. Eliezer fu nominato generale e poi Primo Ministro, dopodiché il re gli diede la figlia del viceré in sposa. Tuttavia, essendo consapevole del suo dovere come ebreo e come marito di una donna ebrea in Valacchia, sposò la principessa solo di nome. Dopo essere stato interrogato a lungo per il suo strano comportamento, confessò alla principessa di essere ebreo e questa lo riempì di costosi regali e lo aiutò a scappare per ritornare al suo paese. Sulla via del ritorno il profeta Elia apparve ad Eliezer e gli disse: "Grazie alla tua pietà e fermezza, avrai un figlio che illuminerà gli occhi di tutto Israele e Israel sarà il suo nome, perché in lui si realizzerà il versetto (Isaia 49:3): 'Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria'". Tuttavia Eliezer e sua moglie Sarah raggiunsero la tarda età senza figli e avevano abbandonato ogni speranza di avere un figlio, quando invece, quasi all'età di cento anni, nacque il figlio promesso.[6]

I genitori del Besht morirono poco dopo la sua nascita, lasciandogli in eredità solo l'esortazione paterna sul letto di morte: "Credi sempre che Dio è con te e non temere di nulla." Israel rimase costantemente fedele a questa ingiunzione. Infatti, in una occasione, quando stava accompagnando degli scolari in sinagoga, fu visto un lupo, terrore di vecchi e giovani, cosicché i bambini vennero tenuti in casa. Ma il Besht, fedele al lascito del padre, non provava paura e, al secondo incontro col lupo, lo assalì così vigorosamente da indurlo a girarsi e fuggire. Ora, dice la leggenda, questo lupo era Satana (o, in alcune versioni, un lupo mannaro posseduto da Satana). Satana era stato molto turbato nel constatare che le preghiere dei bambini avevano raggiunto Dio, il Quale si prendeva più diletto dalle canzoni infantili dei loro cuori puri che non dagli inni dei leviti nel Tempio di Gerusalemme – e fu per questo che Satana cercò di porre un freno all'insegnamento del Besht, che portava i bambini alla preghiera in sinagoga. Da quel momento in poi, le lotte con Satana, coi demoni e ogni sorta di spirito maligno furono le ricorrenze quotidiane del Besht. Il vero significato della storia è che anche il lupo/satana aveva una scintilla del Divino in un involucro.[4][33]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Lascito[modifica | modifica sorgente]

Il Baal Shem Tov impartì direttamente i suoi insegnamenti ai propri discepoli, alcuni dei quali fondarono le rispettive dinastie chassidiche. Tra questi:

  • Rabbi Yaakov Yosef di Polnoy (1710-1784)
  • Rabbi Ze'ev Wolf Kitzes di Medzhybizh (~1685-1788)
  • Rabbi Yechiel Michel di Zlotchov (1721–1786)
  • Rabbi Dovber di Mezeritch (1704–1772) che risale a Re Davide attraverso Rabbi Yohanan, il calzolaio e maestro del Talmud
  • Rabbi Pinchas di Korets (1728–1790)
  • Rabbi Menachem Nachum Twersky di Chernobyl (1730–1797) fondatore della Dinastia Chernobyl.
  • Rabbi Leib di Špola (1725–1812)
  • Rabbi Abraham Gershon di Kitov, genero del Baal Shem Tov (1701–1761); discendente (forse nipote) di Shabbatai ha-Kohen (detto il "ShACh") (1625–1663).
  • Rabbi Meir Margolius di Ostroha
  • Rabbi Moshe Chaim Ephraim di Sudilkov/Ephrayim di Sudylkov (suo nipote)
  • Rabbi Boruch di Medzhybizh (suo nipote)
  • Rabbi Meir Hagadol di Premishlan (1703–1773)

Note[modifica | modifica sorgente]

Jewish Encyclopedia, New York, Funk and Wagnalls, 1901–1906.

  1. ^ Tluste/Tovste, Ukraine - Ba'al Shem Tov, Tovste.info. URL consultato il 09/07/2013.
  2. ^ Nella traslitterazione dall'ebraico, la ch ha un suono molto aspirato, uvulare, come la J dello spagnolo Juan, e attrae l'articolo determinativo corrispondente (lo, la, gli, le).
  3. ^ Yitzhak Buxbaum, The Light and Fire of the Baal Shem Tov, Continuum International Publishing Group, 2006, p. 409.
  4. ^ a b c d e Yitzhak Buxbaum, The Light and Fire of the Baal Shem Tov, Continuum International Publishing Group, 2006; anche Moshe Rosman, Founder of Hasidism, Littman Library of Jewish Civilization, 2ª ed. 2013; "Baal Shem Tov", biografia, su Tovste.
  5. ^ Yitzhak Buxbaum, The Light and Fire of the Baal Shem Tov, cit., p. 5.
  6. ^ a b c Si notino paralleli, qui e altrove nella biografia del Besht, con la vita di Gesù narrata nei vangeli - cfr. per es. la genealogia in Matteo 1:1-16 e Luca 3:23-38. In merito si vedano anche le osservazioni storiografiche di Moshe Rosman, Founder of Hasidism: A Quest for the Historical Ba'al Shem Tov, cit., 2013, "Introduzione", specialmente pp. 2-4 e rispettive note 1-4, "sullo sviluppo delle leggende giudeo-cristiane".
  7. ^ Medzhybizh, Wumag.kiev.ua. URL consultato il 09/07/2013.
  8. ^ a b c d e "Ba'al Shem Tov (c. 1698-1760)", biografia, su Tovste. URL consultato 09/07/2013
  9. ^ Simile a sacrestano nelle chiese cristiane.
  10. ^ Alexander Heppenheimer, 300 Years After His Birth the Ba’al Shem Tov’s Legacy Lives On, The Jewish Homemaker, giugno 1998, pp. 14-20.
  11. ^ Hayom Yom, Tammuz 16.
  12. ^ Peretz Golding, The Baal Shem Tov—A Brief Biography - Jewish History, Chabad.org. URL consultato il 09/07/2013.
  13. ^ Ken Spiro, "The Hasidic Movement", su Aish.com
  14. ^ Yitzak Buxbaum, The Light and Fire of the Baal Shem Tov, cit., Continuum International Publishing Group, 2005, pp. 77-81, 113, 120.
  15. ^ Encyclopedia Britannica Online, s.v. "Ba'al Shem Tov".
  16. ^ Yehuda Klausner, The Hasidic Rabbinate, Parte I: "Rabbinic Genealogy Special Interest Group" (Rav-SIG: Online Journal); vedi anche "Spiritual Stars of the Golden Age. Baal Shem Tov." su Saieditor URL consultati entrambi 09/07/2013
  17. ^ Breslov Research Institute, The Breslov Movement; Alexander Heppenheimer, "300 Years After His Birth the Ba’al Shem Tov’s Legacy Lives On" cit., The Jewish Homemaker.
  18. ^ Ora presso la Biblioteca Chabad, archivio nr. 1994.
  19. ^ Il documento conferma che il Besht viveva e veniva supportato dalla comunità ebraica locale, che gli aveva concesso in proprietà una casa comunitaria esente da tasse. Anche alcuni dei suoi parenti e associati appaiono in questo registro. Documentazione per gentile concessione della Biblioteka Czartoryski (Gospodarcze 308), cfr. Moshe Rosman, Founder of Hasidism, cit., p. XII.
  20. ^ Mark Isaacs, "Hasidic Judaism and Lutheran Pietism", su Elcm.org (sito luterano).
  21. ^ Nel ricostruire la biografia del Besht, gli studiosi si basano molto sull'interpretazione storica di questa opera, Shivhei HaBesht (A Lode del Besht), che è una raccolta di memorie vecchie di almeno una generazione dalla morte di Israel ben Eliezer e che sono state "filtrate" attraverso molte persone prima di venire registrate; tali memorie sono state a loro volta edite e rivedute da redattori che avevano tutto l'interesse a creare un'agiografia che supportasse il movimento chassidico in pieno sviluppo, molti anni dopo la morte del Baal Shem Tov. Cfr. Rosman, op. cit. p. 3.
  22. ^ Moshe Rosman, Founder of Hasidism: A Quest for the Historical Ba'al Shem Tov, cit., 2013, "Introduzione" e passim.
  23. ^ Cfr. anche Aryeh Kaplan, Chassidic Masters: History, Biography and Thought, Moznaim, ed. riv. 1991.
  24. ^ "Agudas Ohalei Tzadikim", sito ufficiale.
  25. ^ Per questa sezione si veda soprattutto Biografia del Besht su chabad.org (EN)
  26. ^ La raffigurazione di Rabbi Israel ben Eliezer è contestata, poiché sembra infatti essere quella del Baal Shem di Londra, Rabbi Hayyim Samuel Jacob Falk. Non pare quindi esserci una vera immagine del Behst in esistenza. Cfr. "Ba'al Shem Tov (c. 1698-1760)", su Tovste.info URL consultato 09/07/2013
  27. ^ Yitzhak Buxbaum, The Light And Fire of the Baal Shem Tov, Continuum International, 2005, pp. 219 et seq., pp. 340-343 e appendice.
  28. ^ Per questa sezione cfr. David Chapin & Ben Weinstock, The Road from Letichev: The history and culture of a forgotten Jewish community in Eastern Europe, Volume 1, passim .
  29. ^ a b c d e f Per questa sezione specifica, si vedano "The Baal Shem Tov's Teachings", raccolta di articoli su chabad.org; "perpetual Creation" di Yehuda Shurpin; Moshe Rosman, Founder of Hasidism, cit., Littman Library of Jewish Civilization, 2ª ed. 2013, s.v. "Doctrine".
  30. ^ a b "Perpetual Joy (Gioia perpetua)", su chabad.org
  31. ^ Solomon Schechter, Studies in Judaism, Ulan Press, 2012, p. 4
  32. ^ Le tribù sono nello stesso ordine dato nel Cap. 49 della Genesi: 1. Ruben: come acqua bollente; Simeone: la città fortificata di Sichem (Nablus); 3. Levi: il pettorale del sommo sacerdote; 4. Giuda: il leone; 5. Zabulon: la nave; 6. Issachar: l'asino; 7. Dan: bilancia della giustizia; 8. Gad: accampamento militare; 9. Aser: ulivo; 10. Neftali: cerbiatto; 11. Giuseppe: grano; 12. Beniamino: lupo.
  33. ^ a b c Moshe Rosman, Founder of Hasidism: A Quest for the Historical Ba'al Shem Tov, cit., 2013, Parte 3:II, pp. 174 et seq.; vedi anche Aryeh Kaplan, Chassidic Masters: History, Biography and Thought, Moznaim, ed. riv. 1991.
  34. ^ Cfr. anche "Il Baal Shem Tov in breve"
  35. ^ Per questa valutazione si veda Mark Isaacs, "Hasidic Judaism and Lutheran Pietism" e rispettiva bibliografia, su ELCM Theology (elcm.org). URL consultato 10/07/2013
  36. ^ Riportato anche più sopra, come frase pronunciata dal Rebbe Shlomo di Rodomsk; per esteso in questa versione, vedi Meaningful Life Center, Meaningfullife.com, 23/07/2000. URL consultato il 10/07/2013.
  37. ^ Da "The Dancing Jews" di Eliezer Steinman, su chabad.org
  38. ^ "Rabbi Israel Baal Shem Tov"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

La fonte principale della biografia del Besht è Dov ben Samuel Baer, Shivchei ha-Besht, Kopys, 1814, ripubblicato frequentemente, come anche le tradizioni registrate nelle opere delle varie dinastie chassidiche — specialmente quelle dei leader del movimento Chabad.

Per i metodi di insegnamento del Besht, si vedano particolarmente le seguenti opere:

  • Jacob Joseph ha-Kohen, Toldot Yaakov Yosef
  • Likutim Yekarim (Likut) — raccolta di dottrine chassidiche
  • Le opere di Rabbi Dovber di Mezeritch
  • Tzava’at HaRivash, dottrine e istruzioni per la condotta etico-religiosa
  • Keter Shem Tov, antologia di insegnamenti, compilata principalmente dalle opere di Jacob Joseph ha-Kohen e Likutim Yekarim.
  • Sefer Baal Shem Tov, antologia in due volumi dei suoi insegnamenti, compilata da oltre 200 testi chassidici e che rappresenta la raccolta attualmente più completa.

Tzava’at HaRivash e Keter Shem Tov sono le antologie più popolari e sono state ristampate diverse volte. Tutte le edizioni fino ad oggi sono comunque incomplete, con numerose omissioni, refusi, e citazioni errate. Entrambi i succitati testi appaiono ora in edizioni annotate con molte correzioni testuali. (Tzva’at HaRivash 1975, 5ª edizione riveduta nel 1998; Keter Shem Tov - Hashalem 2004, 2ª ristampa 2008). Queste nuove ed autorevoli edizioni sono state redatte da Rabbi Jacob Immanuel Schochet che ha anche aggiunto delle introduzioni analitiche, numerose note delle fonti e riferimenti incrociati, commenti, numerosi supplementi e indici dettagliati, e sono stati pubblicati dalla casa editrice di Chabad Lubavitch, Kehot Publication Society a Brooklyn (New York).

(DEENHEITYI)

Dalla rispettiva bibliografia della Jewish Encyclopedia:
  • Dubnow, Yevreiskaya Istoria, ii. 426–431
  • idem, in Voskhod, viii. Nos. 5–10
  • Frumkin, Adat Ẓaddiḳim, Lemberg, 1860, 1865
  • Heinrich Grätz, Gesch. der Juden, 2d ed., xi. 94–98, 546–554
  • Jost, Gesch. des Judenthums und Seiner Sekten, iii. 185 et seq.
  • A. Kahana, Rabbi Yisrael Baal Shem, Jitomir, 1900
  • D. Kohan, in Ha-Shaḥar, v. 500–504, 553–554
  • Rodkinson, Toledot Ba'ale Shem-Ṭob, Königsberg, 1876
  • Schechter, Studies in Judaism, 1896, pp. 1–45
  • Zweifel, Shalom ’al-Yisrael, i.–iii.
  • Zederbaum, Aleksander, Keter Kehunah, pp. 80–103
Pubblicazioni recenti:
  • Martin Buber, Storie e leggende chassidiche, a cura di Andreina Lavagetto, cronologia di Massimiliano De Villa, Milano: Mondadori, 2009 - tra cui:
    • Le storie di Rabbi Nachman (tr. di Maria Luisa Milazzo riv. da Andreina Lavagetto)
    • La leggenda del Baalschem (tr. Andreina Lavagetto)
  • Martin Buber, Il messaggio dello Chassidismo, a cura di Francesco Ferrari, Giuntina, 2012.
  • Buxbaum, Y, Light and Fire of the Baal Shem Tov, ISBN 0-8264-1772-8, Continuum International Publishing Group, NY, 2005 (420 pp).
  • Israel Zangwill, Dreamers of the Ghetto, pp. 221–288 (romanzo).
  • Chapin, David A. e Weinstock, Ben, The Road from Letichev: The history and culture of a forgotten Jewish community in Eastern Europe, Volume 1. ISBN 0-595-00666-3 iUniverse, Lincoln, NE, 2000.
  • Rabinowicz, Tzvi M. The Encyclopedia of Hasidism: ISBN 1-56821-123-6 Jason Aronson, Inc., 1996.
  • Rosman, Moshe, Founder of Hasidism, Littman Library of Jewish Civilization, 2ª ed. 2013. (Founder of Hasidism di Moshe Rosman, ed. 1996)
  • Rosman, Moshe, “Miedzyboz and Rabbi Israel Baal Shem Tov”, Zion, Vol. 52, No. 2, 1987, p. 177-89. Reprinted within Essential Papers on Hasidism, cur. G.D. Hundert ISBN 0-8147-3470-7, New York, 1991.
  • Schochet, Jacob Immanuel, Rabbi Israel Baal Shem Tov, Liebermann, Toronto 1961
  • Schochet, Jacob Immanuel, Tzava’at Harivash — The Testament of Rabbi Israel Baal Shem Tov (traduz. annotata (EN) con introduzione su storia ed impatto di questa opera e la controversia provocata tra chassidim e opponenti), Kehot, Brooklyn NY 1998. Testo completo online
  • Schochet, Jacob Immanuel, The Mystical Dimension, 3 volumi, Kehot, Brooklyn NY 1990 (2nd ed. 1995)
  • Sears, David, The Path of the Baal Shem Tov: Early Chasidic Teachings and Customs Jason Aronson, Queens NY 1997 ISBN 1-56821-972-5
  • Singer, Isaac Bashevis, Reaches of Heaven: A Story of the Baal Shem Tov, Farrar, Straus & Giroux, 1982. ISBN 978-0-374-24733-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Storie del Baal Shem Tov[modifica | modifica sorgente]

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