B-boy

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(EN)
«  Break-dancer is gonna probably have no style, no originality but they probably gonna have some really incredible dynamic shits that people can’t do, cause he practice so hard! A b-Boy, ain’t no really care about dynamic moves[…] he gonna care about dynamic style!  »
(IT)
« Un Breaker non avrà sicuramente nè stile, nè originalità ma probabilmente avrà alcune mosse dinamiche veramente incredibili che la gente non riesce a fare, perchè egli si allena duramente! Un B-boy, non si cura molto di avere mosse dinamiche [...] si preoccuperà di avere uno stile dinamico  »

Il termine B-boy indica originariamente un ballerino di breakdance. Nel corso del tempo, il termine è stato usato nell'accezione più generale che include chiunque faccia parte dell'area della cultura hip hop. Il termine breaker, in origine un sinonimo, mantiene il significato iniziale, ed è stato coniato il termine b-girl per riferirsi alle ragazze.

Indice

[modifica] Etimologia

Il termine b-boy fu probabilmente coniato a New York nel 1969 da DJ Kool Herc. Durante le sue performance come DJ era solito urlare "b-boys go down!", con cui invitava i ballerini di breakdance ad iniziare. Il 1969 fu anche l'anno in cui James Brown registrò "Get on the Good Foot", una canzone che promosse una forma di ballo molto energica e acrobatica, e che, secondo Afrika Bambaataa, portò alla breakdance (Toop, 1991). Molti breaker oldschool preferiscono essere chiamati b-boy. "B-boy" era il termine originario che indicava i ballerini di strada, sebbene "breakdancer" o "breaker" è oggi più comune, anche per essere stato frequentemente usato dai media.

B-boying potrebbe derivare dal termine africano "Boioing", riferito allo stile "saltato"(bouncing) che avevano i giovani afroamericani negli anni settanta. In quel periodo inoltre, si era solito ballare con cappelli da neve che avevano la classica "pallina" di lana che saltellava continuamente durante il ballo. La "B" in B-boy non ha un riferimento preciso. Può stare per "break","breakbeat", "bronx", "boogie". Dj Kool Herc, nel documentario The Freshest Kids (2001), che la "B" sta per "BROKE". Herc analizzava il fatto che lui e i suoi b-boys, fossero considerati "fuori di testa" (broke) poiché ripetevano lo stesso breaks e ci ballavano sopra.

Nel documentario The Freshest Kids, tuttavia, uno dei pionieri dell'hip hop come DJ Kool Herc propose una diversa ipotesi sull'origine, suggerendo il rapporto tra il termine in slang break ed i complimenti alle qualità esplosive dei breaker. Inoltre lui e i suoi B-boys erano definiti "the boy who broke" (il ragazzo che era uscito di testa) poiché, comprando i dischi in doppia copia, passava da un disco all'altro ripetendo la stessa parte musicale, creando i primi Breakbeat.

Ci sono inoltre altri termini che caratterizzano questo stile di ballo, in particolare b-boying o b-girling, utilizzati per la prima volta da Kool Herc che durante le performance ai dischi soleva gridare "b-boys go down!" per invitare i ballerini ad esibirsi. Alcuni suggeriscono che la "'B'" non corrisponda ad una specifica parola, ma ad una serie di parole intercambiabili, come "Boogie", "Bronx," o "Break", o ancora "Breakbeats"

[modifica] B-Girl

La b-girl è la controparte femminile del b-boy nella cultura hip hop. Questo termine si riferisce specificamente ad una ragazza che pratica questo stile di ballo. Il termine è stato usato fin dagli inizi dell'hip hop, negli anni '70. Alcune b-girls famose sono Bunny Lee (il primo membro femminile della Rock Steady Crew), Baby Love, Roc-a-fella. Asia-One.

L'attrice Debi Mazar iniziò la sua carriera come b-girl a New York prima di dedicarsi alla recitazione.

B - girl in gergo viene reputato errato come termine, sovente sentiamo nominare in alcune canzoni , come ad esempio freestyler dei bom funk mc's, fly girl , ecco il termine "slangato" con cui viene denotata la b-boy donna.

[modifica] Caratteristiche

Il B-boy praticando una disciplina come la breakdance a metà strada fra ballo e danza, non è da considerarsi propriamente un "semplice ballerino". Un b-boy anche quando non balla, segue lo stile di vita del movimento hip hop. Inoltre quando è di fronte a una sfida egli diventa un "guerriero" e la componente aggressiva vale tanto quanto quella artistico\espressiva. Jeff Chang, nel suo libro "Can't Stop, Won't Stop", titola un capitolo dedicato allo sviluppo del breaking:"B-boying: style as aggression" (B-boying: stile come "aggressione"). Egli ipotizza che l'essere un B-boy, nei primi anni 70, fosse l'evoluzione "non violenta" dell'essere membro di una gang.

In questo senso un breaker (o Breakdancer) è un semplice "ballerino" di breakdance, che non segue la cultura hip hop, ma ne pratica solo una disciplina (la breakdance).

[modifica] Note

  1. ^ Citazione tratta da questa intervista a K-mel pubblicata su You Tube

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • David Toop (1991). Rap Attack 2: African Rap To Global Hip Hop, p.113-115. New York. New York: Serpent's Tail. ISBN 1852422432.
  • Chang, Jeff, Can't Stop Won't Stop: a history of hip hop generation, p.527, New York, 2005

[modifica] Filmografia

  • 2002 - The Freshest Kids - From the Boogie Down Bronx and beyond, the history of the B-Boy: il più accurato documentario contemporaneo sul B-boying;

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • Bboyworld Il portale più grande del mondo
  • Mr.Wiggles Sito dello storico b-boy, ricco di nozioni storiche e culturali
  • (EN) bboytube.com - Tutorial per molte mosse di breakdance con guide passo-passo animate.
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