B'Tselem

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B'Tselem (ebraico: בצלם, "a immagine di", come in Genesi 1:27) è una organizzazione israeliana non governativa (ONG). Il B'Tselem si riferisce a sé stesso come "Il Centro di informazione israeliano per i diritti umani nei territori occupati". Il gruppo è stato fondato il 3 febbraio 1989 da un gruppo di personalità pubbliche israeliane, tra cui avvocati, accademici, giornalisti e membri della Knesset. Il suo direttore esecutivo è Jessica Montell [1].

Gli obbiettivi dichiarati di B'Tselem sono "documentare ed educare il pubblico ed i politici israeliani sulle violazioni dei diritti umani compiuti dallo stato di Israele nei territori occupati, impegnarsi nella lotta contro il fenomeno della negazione tra i cittadini israeliani e contribuire a creare una cultura dei diritti umani in Israele".

Nel dicembre 1989 l'organizzazione ha ricevuto il Carter-Menil Human Rights Prize. B'Tselem è finanziata dal ministero degli esteri del Regno Unito e della Norvegia, come pure le fondazioni con sede in Europa e Nord America.

Principali settori di ricerca[modifica | modifica sorgente]

B'Tselem indaga in un certo numero di settori connessi al conflitto. In particolare le seguenti:

  • La responsabilità della polizia e delle forze militari nei territori occupati.
  • L'uso di punizioni amministrative.
  • Il continuo uso della tortura negli interrogatori, in particolare da parte del servizio di sicurezza generale israeliano lo Shin Bet.
  • La politica illegale di demolizione case come forma di punizione collettiva che è spesso giustificata per presunti scopi militari.
  • Le disuguaglianze nella progettazione e costruzione che discrimina i palestinesi e gli arabi israeliani.
  • Lo status giuridico dei residenti di Gerusalemme est.
  • Il percorso e gli effetti della barriera israeliana della Cisgiordania e il suo status giuridico.
  • I problemi legati alla riunificazione familiare e minorile.
  • Abbandono di infrastrutture e di servizi.
  • L'illegalità degli insediamenti israeliani e l'internamento della popolazione palestinese di Hebron.
  • Violazione del diritto internazionale dei diritti umani.
  • La crisi idrica nei territori palestinesi.
  • La separazione familiare.
  • Restrizioni alla circolazione, come il controllo delle strade, coprifuoco e gli effetti per l'economia e le cure mediche.
  • L'espropriazione da parte degli israeliani della terra e le violenze dei coloni israeliani contro i militanti palestinesi.* Striscia di Gaza - Il campo di applicazione del controllo israeliano, declino economico e sociale, restrizioni sulla libera circolazione e il lancio di razzi Qassam.
  • L'uso della forza - pestaggi e abusi, uso di armi da fuoco e di scudi umani.
  • Violazioni dei palestinesi - gli attacchi ai civili, danni ai presunti collaboratori, la pena di morte in seno all'Autorità palestinese.
  • Diritti dei lavoratori provenienti dai territori.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]