Bücherverbrennungen

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Nelle immagini sono visibili due Bücherverbrennungen avvenuti nella città di Berlino.
 
Nelle immagini sono visibili due Bücherverbrennungen avvenuti nella città di Berlino.
Nelle immagini sono visibili due Bücherverbrennungen avvenuti nella città di Berlino.
(DE)
« Dort, wo man Bücher verbrennt, verbrennt man am Ende auch Menschen »
(IT)
« Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini »
(Heinrich Heine[1][2])

I cosiddetti Bücherverbrennungen[3] (in italiano roghi di libri) sono stati dei roghi organizzati nel 1933 dalle autorità della Germania nazista, durante i quali vennero bruciati tutti i libri non corrispondenti all'ideologia nazista.

I roghi, concepiti per eliminare "lo spirito non tedesco", vennero organizzati dalla Deutsche Studentenschaft (Associazione degli studenti tedeschi). Il più grande rogo avvenne il 10 maggio 1933 nell'Opernplatz berlinese; in questo giorno, infatti, si organizzò un grande falò dove vennero gettati i libri considerati dai nazisti "contrari allo spirito tedesco". Nello stesso giorno il gerarca nazista Joseph Goebbels vi tenne perfino un discorso, dove affermava che i roghi erano un ottimo modo "per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato".

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La campagna a favore dei Bücherverbrennungen[modifica | modifica sorgente]

Il 6 aprile 1933, il principale ufficio della Stampa e della Propaganda dell'Associazione studentesca della Germania proclamò una "azione contro lo spirito non tedesco" a livello nazionale, durante la quale si doveva effettuare una "pulizia" (in tedesco Säuberung) della cultura tedesca usando il fuoco. Le sedi locali così rilasciarono dei comunicati e degli articoli che raffiguravano delle autorità naziste che parlavano al pubblico. Questa propaganda fu diffusa anche via radio.[1]

L'8 aprile l'associazione studentesca elaborò un trattato, le 12 tesi, in cui affermò il bisogno di una propria cultura e nazione non "infettate" da altre popolazioni;[4] nelle 12 tesi, inoltre, si evocavano di proposito le 95 tesi di Lutero e il precedente rogo dei libri "non tedeschi" (il Wartburgfest) avvenuto nell'omonima città nel 1817 come reazione alle influenze culturali del periodo napoleonico.

Un altro inquietante atto si svolse il 10 maggio 1933, quando gli studenti bruciarono più 25.000 volumi di libri "non tedeschi", dando de facto l'inizio alla censura di Stato.[5]

Quella notte, nella maggior parte delle città universitarie, gli studenti nazionalsocialisti marciarono in fiaccolate "contro lo spirito non tedesco": professori, rettori e studenti furono radunati alla presenza delle autorità naziste in punti d'incontro dove poterono assistere al rogo dei libri non desiderati, gettati dentro i falò, in un'atmosfera di gioia dove erano presenti perfino delle orchestre.[1][6]

Nella città di Berlino circa 40.000 persone si riunirono nell'Opernplatz per ascoltare un discorso di Joseph Goebbels.[1]

« No alla decadenza e alla corruzione morale! Sì alla decenza e alla moralità nelle famiglie e nello stato! Io consegno alle fiamme gli scritti di Heinrich Mann, Ernst Gläser, Erich Kästner.

L'era dell'intellettualismo ebraico è giunta ormai a una fine. La svolta della rivoluzione tedesca ha aperto una nuova strada ... L'uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo fatto di carattere. È a questo scopo che noi vi vogliamo educare. Come una persona giovane, la quale possiede già il coraggio di affrontare il bagliore spietato, per superare la paura della morte, e per guadagnare il rispetto della morte - questo sarà il compito della nostra nuova generazione.

E quindi, a mezzanotte, giungerà l'ora di impegnarsi per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato. Si tratta di un atto forte e simbolico - un atto che dovrebbe informare il mondo intero sulle nostre intenzioni. Qui il fondamento intellettuale della repubblica[7] sta decadendo, ma da queste macerie la fenice avrà una nuova trionfale ascesa. »

(Joseph Goebbels[8])
Queste persone si stanno preparando per gettare nel falò i libri che tengono in mano.

Non tutti i roghi si svolsero durante la notte del 10 maggio, come pianificato dall'Associazione, sia perché alcuni furono rinviati di pochi giorni a causa della pioggia, sia perché altri, in base alle preferenze della autorità locali, si svolsero il 21 giugno, durante il solstizio d'estate.[1]

Durante i roghi vennero bruciati anche libri scritti da famosi scrittori socialisti, come Bertolt Brecht e August Bebel, i libri del fondatore del socialismo Karl Marx, i libri degli scrittori austriaci "borghesi" come Arthur Schnitzler, i libri di "influenze straniere corrotte", come quelli di Ernest Hemingway, Jack London, Helen Keller o Herbert George Wells, e i libri di noti autori ebrei come quelli scritti da Franz Werfel, Max Brod e Stefan Zweig.[9]

Dopo la seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1946 gli Alleati confiscarono più di 30.000 opere che esaltavano il nazismo, partendo dai testi scolastici fino ad arrivare alle poesie di von Clausewitz. Gran parte di queste opere furono confiscate e poi distrutte. Il rappresentante della Direzione Militare ammise che la confisca di tali opere non fu tanto diversa dai roghi di libri organizzati dai nazisti.[10]

Poiché le disposizioni prevedevano che "tutte le opere d'arte legate o dedicate alla perpetuazione del militarismo tedesco o del nazismo verranno rimosse e messe sotto custodia", oltre ai testi scritti e stampati furono confiscate dagli Alleati anche numerose opere d'arte. Per esempio è ancora sotto custodia un quadro che raffigura una coppia di donne di mezza età che parlano in una strada illuminata dal sole.[11]

Il memoriale sito nella Bebelplatz di Berlino. Il memoriale sito nella Bebelplatz di Berlino.
Il memoriale sito nella Bebelplatz di Berlino.
La targa, posta in memoria dei roghi, situata a Francoforte sul Meno.

Oggi sono stati comunque realizzati numerosi monumenti per ricordare i roghi.

Il più noto, situato nella Bebelplatz berlinese, è costituito da una lastra di cristallo sotto la quale si apre una biblioteca di 50 m² con gli scaffali completamente vuoti. Vicino al memoriale, realizzato dall'israelita Micha Ullman nel 2008,[12] è inoltre possibile trovare due versi della tragedia Almansor di Heinrich Heine.[13]

Si può trovare un'altra opera commemorante i Bücherverbrennungen davanti al municipio della città di Francoforte sul Meno; infatti, nella stessa, è stata posta una targa dorata sulla quale sono visibili dei libri dati alle fiamme. La targa, avente un diametro pari a 1,50 m, è stata realizzata nel 2001 dal tedesco Willi Schmidt.[14]

Altri monumenti posti in memoria dei roghi sono situati a Monaco di Baviera, Gottinga, Salisburgo o Vienna.

Le vittime dei Bücherverbrennungen[modifica | modifica sorgente]

«Dieci anni fa i nazisti bruciarono questi libri ... Ma i liberi americani li possono ancora leggere!»: così recita un manifesto di propaganda statunitense.
«Dieci anni fa i nazisti bruciarono questi libri ... Ma i liberi americani li possono ancora leggere!»: così recita un manifesto di propaganda statunitense.
 
Un esempio dei libri bruciati dai nazisti, oggi in esposizione allo Yad Vashem.
Un esempio dei libri bruciati dai nazisti, oggi in esposizione allo Yad Vashem.

Questa sorta di censura si basava su un elenco di motivazioni per le quali venivano bruciati i libri. Un elenco venne pubblicato dal Völkischer Beobachter l'8 maggio 1933; secondo quest'ultimo, era necessario respingere gli scritti:[15]

  • Dei teorici del marxismo.
  • Di tutti coloro che esaltavano la Repubblica di Weimar.
  • Di tutti coloro che criticavano i fondamenti della morale e della religione.
  • Degli autori pacifisti, in particolar modo degli scrittori che condannavano la prima guerra mondiale o che si mostravano scettici nei confronti del valore militare tedesco.
  • Di autori che erano espressione dell'espansione della società urbana.

A queste categorie, in cui rientravano le opere di molti scrittori, si aggiungevano poi i letterati di sinistra che criticavano la società borghese (come Heinrich Mann), i romanzieri comunisti (George Grosz), gli autori di satira, i giornalisti oppositori del regime nazista. Vennero dati alle fiamme perfino gli scritti di scienziati antinazisti, fra i quali rientrano quelli del notissimo fisico Albert Einstein.[15]

Di seguito è disponibile una lista di autori le cui opere vennero date alla fiamme:[9][16]

Luoghi dove sono avvenuti i roghi principali[modifica | modifica sorgente]

Musica degenerata[modifica | modifica sorgente]

Nel 1938 fu la volta della «Musica degenerata», mostra allestita a Düsseldorf in occasione dei Reichmusictage .

Il jazz, la «musica negra», furono alcuni tra i generi più attaccati insieme alla musica ebraica.

Al contrario furono esaltate la musica e le teorie antisemite di Richard Wagner nei testi Das Judentum in der Musik e nel Religion und Kunst insieme alla classica musica popolare tedesca e alle marce militari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (EN) Book Burning, United States Holocaust Memorial Museum.
  2. ^ (DE) Mona Körte, Verbergen, überschreiben, zerreissen, Erich Schmidt Verlag GmbH &, 2007, pagina 13. ISBN 978-3-503-09811-8.
  3. ^ Solitamente in lingua italiana il termine Bücherverbrennungen (singolare: Bücherverbrennung, notare che il genere in tedesco è femminile) si utilizza per descrivere soprattutto gli avvenimenti descritti in questa voce. In tedesco la parola tuttavia è generica e si riferisce anche a altri episodi di roghi pubblici di opere letterarie meno noti al pubblico italiano, come per esempio il Wartburgfest del 1817.
  4. ^ (DE) Zwölf Thesen wider den undeutschen Geist.
    «10. Mai 1933. Frankfurt am Main. Der "Römerberg" ist ein freier Platz in Frankfurt vor dem "Römer", dem alten Rathaus.».
  5. ^ (DE) 1933 – 1938 Bücherverbrennungen.
    «SA-Männer, NS-Studenten und Polizisten warfen Bücher auf Scheiterhaufen: 25.000 Bücher wurden in Berlin und anderen deutschen Hochschulstädten verbrannt. Die Veranstalter sahen in der Bücherverbrennung einen symbolischen Akt. eine läuternde, krankheitsaustreibende Wirkung.».
  6. ^ (DE) Nur ein paar Studenten?, Holocaust-Referenz.
  7. ^ Riferendosi alla Repubblica di Weimar.
  8. ^ (EN) Sito dove è riportato il discorso tenuto da Goebbels, The History Place.
    «In Berlin, Nazi Propaganda Minister Joseph Goebbels gave a speech to the students, stating...».
  9. ^ a b (DE) Verbrannt, geraubt, gerettet!.
  10. ^ (EN) GERMANY: Read No Evil, TimeMagazine, 27 maggio 1946.
    «To re-educate Germany, the Allies last week adopted a typically Nazi device. The four-power Coordinating Committee decided to reduce to pulp all "undemocratic, militaristic and Nazi" literature, museum and library material, newspapers, films and war memorials. Tombstones were excepted.».
  11. ^ (EN) Cora Goldstein, PURGES, EXCLUSIONS, AND LIMITS: ART POLICIES IN GERMANY 1933-1949.
    «During the period 1933-1949 Germany experienced two massive art purges.».
  12. ^ Il monumento, inaugurato il 10 maggio 2008, è stato realizzato in omaggio al settantacinquesimo anniversario dei Bücherverbrennungen.
  13. ^ (DE) Maren Maltzahn, Gedenken an den 75. Jahrestag der Bücherverbrennung, Berlin.de.
  14. ^ (DE) Gedenkplatte-Bücherverbrennung.
  15. ^ a b 75 anni fa il rogo dei libri a Berlino, Viaggiatori.net.
  16. ^ (DE) Auswahl verbotener Autoren 1933-45.
    «Allein die Aufnahme in diese Liste empfiehlt die / den Autor/in zur Lektüre».

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]