Béla Tarr

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Béla Tarr

Béla Tarr (Pécs, 21 luglio 1955) è un regista e sceneggiatore ungherese.

Indice

[modifica] Carriera

Il suo interesse per la regia cominciò all'età di 16 anni realizzando cortometraggi amatoriali e successivamente lavorando come custode presso la nazionale Casa per la cultura ed il divertimento. I suoi lavori amatoriali lo portarono all'attenzione dei Bela Balazs Studios (che prendono il nome dal teorico cinematografico ungherese Béla Balázs), che finanziarono il debutto di Tarr nel 1979 con il film Családi tűzfészek (Nido di famiglia). Molti critici pensarono di trovare nel film l'influenza di John Cassavetes ma lo stesso Tarr ha dichiarato di non aver mai visto nessuno dei film di Cassavetes prima di girare Családi tűzfészek.

Béla codifica per la prima volta il suo stile con il film "Dannazione", nel 1988. Dopo di esso gira quello che è considerato solitamente il suo capolavoro, il monumentale "Satantango", della durata di sette ore e mezza. Ad esso seguono il lirico "Le armonie di Werckmeister" e "L'uomo di Londra", che si differenzia per alcuni versi dal resto della filmografia di Tarr, tra i quali l'utilizzo di attori famosi (Tilda Swinton) e il soggetto (un giallo tratto da un romanzo di Simenon). Dopo aver vinto l'Orso d'argento al festival di Berlino 2011 con il film Il cavallo di Torino ha annunciato di voler abbandonare la professione di regista[1].

[modifica] Stile di regia

Lo stile di regia di Béla Tarr è la caratteristica che lo ha portato alle attenzioni della critica e dei cinefili di tutto il mondo. Béla Tarr gira sempre in bianco e nero (con l'eccezione di "Almanacco d'inverno") e con lunghissimi piani sequenza. I suoi film inoltre hanno significati che denunciano l'inciviltà, la brutalità della razza umana e la decadenza. Nella sua troupe permangono dei collaboratori di fiducia: il compositore Mihàly Vig, la moglie e co-regista Agnes Hranitzky, lo scrittore e sceneggiatore Laszlò Krasznahorkai e l'operatore Fred Kelemen.

[modifica] Filmografia

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Note

  1. ^ Dopo l'Orso addio ai set per Bela Tarr, Ansa.it, 21 febbraio 2011

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue