Azhdarchidae

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Azhdarchidae
Zhenjiangopterus jconway.jpg
Ricostruzione di Zhejiangopterus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Ordine Pterosauria
Sottordine Pterodactyloidea
Famiglia Azhdarchidae
Generi

Gli Azhdarchidi (da Ajdarxo, un drago della mitologia Uzbeka) erano una famiglia di possenti pterosauri vissuti nel Cretaceo. Sono tra i più grandi animali che abbiano solcato i cieli.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente descritti come una sotto-famiglia degli Pteranodontidi, i paleontologi trovarono inizialmente resti del genere Quetzalcoatlus e "Titanopteryx" (= Arambourgiania). Scoprendo altre specie, si capì che questi rettili volanti avevano lunghi colli, ali molto ampie e teste abbastanza grosse. Allo stato dell'arte, solo pochi resti ritrovati sono completi, cioè quelli del Zhejiangopterus e del gigantesco Quetzalcoatlus.

Saprofaghi o cacciatori?[modifica | modifica wikitesto]

Date le loro dimensioni insolite in uno pterosauro, gli Azhdarchidi furono oggetti di studio per capire quale fosse la loro dieta. Arrivarono infine alla nota ipotesi che questi volatili erano dei saprofaghi; inizialmente questa ipotesi fu molto accettata dagli ambienti scientifici. Più recentemente si ipotizzò che, grazie alla forma del becco, questi animali avrebbero potuto essere dei predatori. Secondo questa ipotesi essi avrebbero potuto agguantare piccole prede col loro becco o con le loro zampe, molto similmente alle odierne aquile; in una variante (ora completamente abbandonata) di questa teoria avrebbero potuto attaccare animali volanti (pterosauri come uccelli) in volo.

Più recenti ricerche, effettuate dai celebri paleontologi inglesi Mark P. Witton e Darren Naish, sembrano invece suggerire un differente tipo di adattamento. Secondo questo studio (che parte dall'analisi delle ossa, in particolar modo del collo, della schiena, delle zampe e del "becco",oltre che da una serie di orme rinvenute in Corea) gli Azhdarchidi sarebbero stati paragonabili per nicchia ecologica ad alcuni gruiformi attuali. Ovvero avrebbero camminato per le praterie (o meglio per le distese di felci ed equistei, oltre agli altri spazi relativamente aperti), agguantando con il becco ogni animaletto di piccola taglia (vertebrati come grossi invertebrati) che fosse transitato nei loro pressi, occasionalmente avrebbero anche contribuito a smembrare una carcassa, ma la loro struttura ossea era poco adatta a tale compito. Questa teoria si basa su alcune considerazioni: gli Azhdarchidi sono stati rinvenuti prevalentemente in terreni continentali (quindi non possono essere ittivori preferenziali), hanno zampe (sia anteriori sia soprattutto posteriori, molto più lunghe del normale) più adatte alla locomozione di ogni altro clade di Pterosauri, il sistema collo-schiena è poco flessibile ma molto adatto a scattare rapidamente, in modo che il becco (che camminando si troverebbe ad una certa distanza da terra) sarebbe piombato su un piccolo animale. Inoltre il cretaceo superiore conobbe una certa abbondanza di anfibi di grossa taglia (rospi giganti come il Beelzebufo Ampigna di 5 kg), conobbe l'esplosione evolutiva dei serpenti, oltre che un revival di ragni di taglia grandissima se paragonata a quella attuale, cioè prede adatte a questo tipo di caccia. Darren Naish e Dave Hone suppongono che una delle possibili prede fossero i cuccioli di dinosauro, essendo ovipari i dinosauri, a differenza dei mammiferi, producevano una quantità notevole di cuccioli (o meglio pulcini) ad ogni covata, ipoteticamente ogni femmina di titanosauro poteva deporre decine se non centinaia di uova, di cui una buona percentuale si sarebbe schiusa. Questo creava una grande abbondanza di prede di taglia piccola e medio piccola (che però crescevano di dimensione ogni mese), ed una sorta di nicchia adatta a animali di questo tipo. In questa ricostruzione non si riesce a comprendere però come gli Azhdarchidi sarebbero riusciti a uccidere le loro prede, perché il becco, tutto sommato, non era sufficientemente robusto per lacerare o infilzare, probabilmente, come molti uccelli attuali, le ingoiavano vive. Un'altra caratteristica notevole degli Azhdarchidi era la capacità di decollare rapidamente, utilizzando tutte e quattro gli arti per darsi una veloce spinta, si tratta di una qualità particolarmente utile per un animale che si sarebbe potuto aggirare in una pianura abitata anche da dromeosauridi, tirannosauridi o anche solo grossi erbivori molesti. Le ali degli Azhdarchidi sono più corte in proporzione rispetto a quelle degli pteranodontidi e degli altri cladi di pterosauridi che generalmente vengono considerati ittivori o insettivori, questo non impediva delle buone capacità di volo, ma rende improbabile che fossero superiori agli altri pterosauridi (era stato ipotizzato che li predassero in volo, teoria che però è stata completamente abbandonata) e lascia supporre che non occupassero le medesime nicchie.

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