Ayyub ibn Habib al-Lakhmi

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Ayyūb ibn Ḥabīb al-Lakhmī (... – ...) fu valì omayyade, ad interim, di al-Andalus, nel 716.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio di una sorella del secondo valì (wālī) omayyade di al-Andalus e d'Ifrīqiya, Mūsā b. Nūṣayr, quindi cugino del precedente, ʿAbd al-ʿAzīz b. Mūsā ibn Nuṣayr.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 716, dato che il cugino, il wālī ʿAbd al-ʿAzīz, dopo essersi sposato con la vedova del re dei visigoti Roderico, Egilona (conosciuta anche come Ailo), che, secondo una leggenda, avrebbe avuto una certa influenza su di lui, si mormorava che volesse accostarsi al Cristianesimo, sembra che fosse stato l'ispiratore della rivolta che portò all'assassinio di ʿAbd al-ʿAzīz, mentre pregava in una moschea.
La rivolta fu approvata molto probabilmente dal califfo, Sulaymān b. ʿAbd al-Malik, che temeva che ʿAbd al-ʿAzīz avesse l'intenzione di proclamarsi re della Penisola iberica, ed aveva ordinato che la sua testa, dopo l'omicidio, fosse inviata a Damasco).
Alla morte del cugino, Ayyūb fu proclamato wālī di al-Andalus, ad interim, nell'attesa che il wālī d'Ifrīqiya (da cui al-Andalus dipendeva), proclamasse il nuovo governatore.

Ayyūb rimase in carica per circa sei mesi; poi fu sostituito dal nuovo wālī, al-Ḥurr b. ʿAbd al-Raḥmān al-Thaqafī, nominato dal wālī d'Ifrīqiya, Muḥammad ibn Yazīd al-Qurashī.


Predecessore Valì di al-Andalus Successore
ʿAbd al-ʿAzīz b. Mūsā 716–716 al-Hurr ibn ʿAbd al-Raḥmān al-Thaqafī

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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