Avari (Terra di Mezzo)

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Gli Avari sono una popolazione elfica dell'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien: all'interno di questa sua struttura mitologica, il termine significa "i riluttanti, i ricusanti".

« Molti tuttavia respinsero l'invito, preferendo la luce delle stelle e i vasti spazi della Terra-di-mezzo al fruscio degli Alberi; e sono questi gli Avari, i Riluttanti. »
(J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion)

Fu il nome dato a tutti quegli elfi che rifiutarono di prendere parte alla marcia verso ovest partita da Cuiviénen ("l'acqua del risveglio", il lago della Terra di Mezzo situata alle pendici dei monti Orocarni dove si destarono i primi elfi e dove essi furono trovati da Oromë). Ebbero dei rapporti con i primi padri degli Uomini, che spinsero a partire verso le glorie del Beleriand. Probabilmente il popolo Avarin era leggermente meno numeroso degli Eldar, e a sua volta era suddiviso in varie stirpi.

Furono i primi Elfi con cui i neonati Atani ebbero contatti. Negli scritti più antichi di Tolkien è un Avaro, Nuin, ad avventurarsi nell’Hildórien e scoprire gli Uomini dormienti. Nuin ne svegliò due, Ermon ed Elmir ed insegnò loro la lingua e la musica.

Gli Avari, dal territorio circostante Cuiviénen, lentamente si sparsero per buona parte delle regioni meridionali e orientali della Terra di Mezzo.

Gli Avari non si mescolarono quasi mai agli Umanyar, e rimasero una stirpe a sé stante. Il loro tratto distintivo fu la totale assenza di desiderio per il Beato Occidente dei Valar. Il non aver visto la luce di Aman fece, ad alcuni di loro, mantenere una carnagione più scura rispetto agli altri elfi e, forse li rese anche più infidi.

In altri scritti antichi di Tolkien parte degli Avari si unirono agli Umanyar rimasti in Eriador e nella valle dell'Anduin, in particolare dopo la fine della prima era, dando origine a quelli che nel Signore degli Anelli sono definiti Elfi Silvani.

Alcuni di loro probabilmente, nei tempi anteriori al Giuramento dei Noldor, furono catturati da Morgoth e portati in Angband, dove mano a mano vennero trasformati in orchi. Non è dato sapere se furono imprigionati o se si recarono da Morgoth di loro spontanea volontà, ma la prima ipotesi è più accettabile.

Nella Seconda e nella Terza Era, nessuno degli Avari viveva nelle regioni occidentali della Terra di Mezzo, salvo quelli che nei Tempi Remoti si stabilirono nel regno di Thranduil. Quasi sicuramente risiedevano nelle vastissime terre ad est del Mare di Rhun e a sud dell'Harad, nel profondo sud, e molti di loro avevano dimora nei pressi di Cuivienen stessa.

Anche il regno del Dorwinion, di là del Mare di Rhun, era abitato per la maggioranza da Avari.

Con la partenza di quasi tutti gli Eldar per Valinor, gli Avari diverranno gli elfi più numerosi viventi nella Terra di Mezzo.

Avarin[modifica | modifica sorgente]

Gli Avari separandosi molto presto dagli altri elfi ebbero un'evoluzione linguistica molto differente. Tuttavia delle loro favelle conosciute generalmente nell'insieme come Avarin non si conoscono altro che sei vocaboli attestati. Questi sono dati da Tolkien nel The War of the Jewels, dove Tolkien fornisce i nomi di sei delle stirpi degli Avari, che ancora abitavano nella Terra di Mezzo sul finire della Terza Era: Kindi, Cuind, Hwenti, Windan, Kinn-lai e Penni. I nomi sono nelle sei principali lingue avarin, e significano l'equivalente quenya di "Quendi", ovvero coloro che parlano con voci proprie.Essi erano i nomi che gli Avari davano a loro stessi. Nota Tolkien, "essi avevano evidentemente continuato a chiamare se stessi *kwendî, in relazione a quelli che andarono via (che sono gli Eldar) come disertori." Infatti l'interesse di Tolkien per le lingue elfiche si concentrò più che altro sul ramo Eldarin e in particolare sul Quenya, sul Sindarin e, in misura minore, sul Telerin. Alcuni ipotizzano che gli Avari si discostarono così tanto dagli Eldar da creare anche nuove lingue per nulla imparentate con i linguaggi elfici più comuni. Tuttavia questa affermazione risulta incompatibile con i sei, unici, vocaboli pervenuti, tutti di radice comune alle lingue Eldar.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Helge Fauskanger. http://ardalambion.immaginario.net/ardalambion/avarin.htm. URL consultato il 2 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Avarin - Tutti i sei vocaboli su Ardalambion

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