Avanti c'è posto...

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Avanti, c'è posto...
Avanti ce posto.jpg
Foto di scena
Titolo originale Avanti, c'è posto...
Paese di produzione Italia
Anno 1942
Durata 82 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia, romantico
Regia Mario Bonnard, Nino Novarese (aiuto), Gastone Bartolucci (assistente), Augusto Cavicchia (assistente)
Soggetto Aldo Fabrizi, Cesare Zavattini, Piero Tellini
Sceneggiatura Mario Bonnard, Aldo Fabrizi, Cesare Zavattini, Piero Tellini, Federico Fellini (non accreditato)
Produttore Giuseppe Amaro per Cines, N. Mariani (direttore)
Distribuzione (Italia) E.N.I.C. (1942)
Fotografia Vincenzo Seratrice
Montaggio Maria Rosada
Musiche Giulio Bonnard
Scenografia Gianni Sarazani
Interpreti e personaggi

Avanti, c'è posto... è un film diretto da Mario Bonnard nel 1942. Il film è stato realizzato negli stabilimenti di Cinecittà a Roma su pellicola Ferrania Pancro C.6, registrazione sonora RCA Photophone, sviluppo e stampa S.A.C.I.

La firma di Zavattini lascia intendere che lo stile di questa commedia sentimentale si indirizza verso l'emergente neorealismo, anche se siamo lontani dalla veemenza di Roma città aperta o dalla denuncia di Sciuscià.

Il film, assieme a Campo de' fiori, diretto dallo stesso Bonnard, contribuirà a rendere popolare Aldo Fabrizi anche al di fuori dei limiti regionali in cui si era affermato come attore di teatro.

Prima proiezione pubblica del film: 30 agosto 1942.

Indice

Trama [modifica]

Un bigliettaio e un conducente di filobus si contendono l'amore della stessa ragazza, una cameriera che proprio nell'autobus viene derubata sotto i loro occhi. Alla fine avrà la meglio il conducente.

La critica [modifica]

Diego Calcagno in Film del 19 settembre 1942: "Amo Fabrizi e sono col popolo, con l'autentico popolo che applaude nei teatri rionali.. Mi diverte, mi sembra genuino e arguto, mi convince più di tanti filosofi..E ora parliamo del suo primo film. La vicenda di Avanti c'è posto! è carina.Questa volta vivaddio, non siamo tra avventurieri e principesse. Siamo tra gente povera e onesta , inoltre il film è il primo omaggio affettuoso al fattorino dell'autobus, campione della vita moderna, che merita di essere cantato in ottava rima, come Pulci cantava l'Argante..."

Manifesti e locandine [modifica]

La realizzazione dei manifesti del film, in Italia, fu affidata al pittore cartellonista Luigi Martinati.

Curiosità [modifica]

Nel film i protagonisti usano spesso il termine "autobus", mentre in realtà il vettore "protagonista" del film è il filobus, precisamente il tipo AR 110 Macchi in servizio nell'allora rete filoviaria capitolina.

In una scena del film Cesare, il personaggio interpretato da Fabrizi, esegue un saluto romano per salutare un superiore, il commissario. È forse l'unica volta (salvo film di regime come Vecchia Guardia) in cui questo gesto appare in un film dell'epoca.

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