Autunite
| Autunite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | VII/E.01-90 |
| Formula chimica | Ca(UO2)2(PO4)2·10-12(H2O) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo cristallino | dimetrico |
| Sistema cristallino | tetragonale |
| Classe di simmetria | ditetragonale bipiramiddale |
| Parametri di cella | a = 7.009, c = 20.736 |
| Gruppo puntuale | 4/m 2/m 2/m |
| Gruppo spaziale | I 4/mmm |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | 3,05-3,19 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 2-2,5 |
| Sfaldatura | perfetta secondo {001}, debole secondo {100} |
| Frattura | irregolare |
| Colore | da giallo a verde chiaro |
| Lucentezza | madreperlacea su {001}, vitrea, |
| Opacità | traslucida |
| Striscio | giallo chiara |
| Diffusione | frequente |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale | |
La autunite è un minerale radioattivo, un fosfato idrato di uranio e calcio.
Il nome deriva dalla città di Autun, in Francia.
Descritta per la prima volta da Henri James Brooke (1771 - 1857), cristallografo e mineralogista inglese, nel 1852.
Indice |
[modifica] Abito cristallino
I cristalli sono tabulari, di lunghezza di circa 2 cm, geminati su {110}, raramente interpenetranti.
[modifica] Origine e giacitura
La genesi è secondaria, come le altre miche di uranio di cui fa parte, fosfati e arseniati vari di uranio; deriva infatti da minerali primari ricchi di uranio in condizioni di ossidazione, siti in vene idrotermali. La paragenesi è con meta-autunite, torbernite, fosfuranilite, saleeite, uranofane, uranofane-beta, sabugalite.
[modifica] Forma in cui si presenta in natura
Generalmente si presenta in cristalli tubulari di colore giallo brillante o giallo verdasero e in aggregati a ciuffo. L'autunite è luminescente alla luce ultravioletta.
[modifica] Caratteri fisico-chimici
Ha luminescenza giallo-verdastra intensa. È fortemente radioattiva. Solubile in acido nitrico colora la fiamma di rosso arancio; al saggio col borace da reazione di uranio. Va pulito con acqua distillata ed è un minerale molto simile alla torbernite da cui differisce per il comportamento chimico.
[modifica] Località di ritrovamento
Nella miniera Les Oudots, presso Autun, in Francia; a Sabugal, in Portogallo; a Spokane, nello stato di Washington; a Compreignac, nella Haute Vienne francese; a Bergen, in Germania e in varie località della Cornovaglia.
In Italia si trova presso Roburent; nel comune di Roccaforte di Mondovì e in Val Fredda, nel comune di Peveragno, tutte e tre in provincia di Cuneo. Nelle pegmatiti della penisola di Piona, a Colico, in provincia di Lecco; all'Alpe Sparese e all'Alpe Sommafiume nel comune di Dervio, sempre in provincia di Lecco. Nelle fessure di tufo vulcanico, nella miniera di Novazza, a Valgoglio, in provincia di Bergamo. In scaglie è stata segnalata a Camigliatello Silano, a Spezzano della Sila, presso Cosenza.
[modifica] Utilizzazione
Oltre ad essere un minerale utile per l'estrazione di uranio, per la sua forte luminescenza viene proprio usato nelle miniere per lampade atte a farne individuare altre vene e cristalli.
[modifica] Bibliografia
- Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
- Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
- La grande enciclopedia dei minerali - Fabbri Editore (1986)
- I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978