Autonomy Corporation

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Autonomy Corporation
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1996 a Cambridge
Fondata da
  • Micheal Lynch
  • Richard Gaunt
Sede principale Palo Alto, Cambridge
Gruppo Hewlett-Packard
Settore software
Fatturato Green Arrow Up.svgUS$870.4 million (2010)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg US$316.4 million (2010)
Utile netto Green Arrow Up.svg US$217.3 million (2010)
Dipendenti circa 1,900 (2010)
Sito web www.autonomy.com

Autonomy Corporation è un’azienda multinazionale d’informatica specializzata in servizi software che comprendono e rielaborano informazioni strategicamente importanti per i clienti. Fondata nel 1996 a Cambridge, Regno Unito, Autonomy Corporation viene acquisita nell'ottobre 2011 da Hewlett-Packard. Oggi l’azienda ha le sedi principali a Cambridge e a San Francisco, USA.

Autonomy Corporation usa una combinazione di tecnologie innovative concepite in ricerche dell’Università di Cambridge. Le applicazioni sviluppate permettono, attraverso il riconoscimento di pattern basate sull’inferenza bayesiana unite alle metodologie tradizionali, di ottenere da dati non strutturati informazioni e conoscenza. Il valore del software è dato dalla comprensione e analisi dei dati non strutturati.


La storia 1996 - 2011[modifica | modifica wikitesto]

Autonomy viene fondata nel 1996 a Cambridge, Regno Unito, da Micheal Lynch e Richard Gaunt come attività secondaria della Cambridge Neurodynamics, un'azienda specializzata nel riconoscimento elettronico delle impronte digitali[1][2].

Sede di Autonomy a Cambridge

Autonomy approda in borsa nel listino NASDAQ con azioni a valore nominale di circa £0.30, che poi raggiungono un picco di circa £30 durante la bolla speculativa di internet[3].

Nel dicembre 2005 Autonomy compra per US$500m Verity Inc., suo principale concorrente e, nello stesso anno, anche Cambridge Neurodynamics[4][5].

Nel maggio 2007 Autonomy esercita un'opzione per acquisire una quota nella start-up tecnologica Blinkx Inc., che fonde con la divisione commerciale di Autonomy, meno strategica delle divisioni prodotti e servizi alle imprese e ai clienti istituzionali. In realtà Blinkx Inc. era uno spin-off di Autonomy, fondata nel 2004 da Surnaga Chandratillake, capo della divisione tecnologica statunitense di Autonomy. Autonomy poi vende sul mercato Blinkx, lanciando un’Offerta pubblica iniziale o IPO (Initial Public Offering) con una valutazione della nuova Blinkx attorno ai 250 milioni di dollari[6]. Autonomy in due anni si fonde con l'azienda che l'aveva generata e con quella che ha generato: compra infatti Cambridge Neurodynamics, l'azienda che l'aveva generata come spin-off, e insieme acquisisce Blinkx Inc., uno spin-off generato da Autonomy, e poi rende autonoma Blinkx PLC vendendola sul mercato di Londra[7].

Nel ottobre 2007 acquisisce Zantaz, specializzanta in archiviazione di posta elettronica e supporto contenziosi legali, per $375m[8]. Sempre nello stesso mese acquisisce per £20m Meridio Holdings Ltd, azienda con sede nell’Irlanda del Nord specializzata nell’archiviazione e fruizione dei documenti elettronici aziendali[9].

Nel marzo 2009 acquisisce Interwoven, azienda californiana focalizzata in CMS per realizzazioni reti intranet per $775m[10]. Interwoven diviene Autonomy Interwoven e più recentemente Autonomy iManage. Nel giugno 2010 la compagnia annuncia l’acquisizione di Information Governance business dalla

CA Technologies ma le modalità e i costi della trattativa non sono noti[11]. Nel luglio 2010 viene siglato un accordo di sponsorizzazione con il Tottenham Hotspur Football Club per 2 anni in cui il club calcistico di Premier League[12][13] personalizza le maglie di gioco con la dicitura Aurasma, la tecnologia di realtà aumentata di Autonomy[14].

Il 5 maggio 2011 Autonomy Corporation annuncia la sua sponsorizzazione nel campionato di Formula 1 nel team Mercedes AMG F1 con un investimento di $8 mil.


Hewlett-Packard: dal 2011 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 agosto 2011 Hewlett Packard annuncia l'intenzione di acquisire il controllo di Autonomy Corporation, con un'offerta di US$42.11 ad azione pari a $10.2B. L’offerta è stata approvata all’unanimità da entrambi i consigli di amministrazione[15] e nell’ ottobre del 2011 Hewlett Packard riusce ad ottenere l’87% delle azioni Autonomy[16].

Nel maggio 2012, a causa di un sensibile riduzione dei profitti, Mike Lynch viene licenziato dal ruolo di amministratore delegato[17].

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Teorema di Bayes in neon negli uffici di Autonomy a Cambridge

La principale tecnologia di Autonomy è chiamata IDOL Intelligent Data Operating Layer. IDOL permette l’acquisizione e la rielaborazione di dati non strutturati presi da diverse fonti quali: database, audio, foto, video, file di testo o streaming. L’elaborazione dei dati attraverso il sistema IDOL produce quello che Autonomy chiama Meaning-Based Computing[18]. In pratica la tecnologia di Autonomy permette di inferire il significato della massa dei dati elaborati in base a quanto l'utente vuole cercare, o a quanto può essere rilevante nella sua ricerca. L'approccio di ricerca è basato sull'inferenza bayesiana che deriva dal teorema di Bayes.

Il 29 novembre 2011 HP annuncia l’uscita di una nuova piattaforma di analisi dati su vasta scala chiamata HP Next Generation Information Platform, basata sulla combinazione della tecnologia Autonomy IDOL 10 ed il software di analisi e gestione del database di Vertica[19][20]. Questo annuncio segnala la decisione strategica di HP di riposizionarsi sul mercato di soluzioni software integrate per aziende, fondendo l'analisi e la comprensione di dati strutturati e delle informazioni non strutturate, che rappresentano circa l'80% dei dati presenti su internet. Questo permette di gestire enormi flussi di dati (email, video, foto, testi etc.) in maniera unificata.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Security Group Seminar University of Cambridge
  2. ^ The Kindness of Strangers VNU Net
  3. ^ Matt Loney, "What that £10k is worth now", 31st Dec 2001, zdnet.co.uk, News.zdnet.co.uk, 13 novembre 2008. URL consultato il 18 aprile 2011.
  4. ^ "Autonomy buys Verity", Information World Review, Iwr.co.uk. URL consultato il 18 aprile 2011.
  5. ^ Autonomy's Board of Directors, Autonomy.
  6. ^ 22 May 2007 by Pete Cashmore View Comments, Blinkx IPO goes ahead, Mashable.com, 22 maggio 2007. URL consultato il 18 aprile 2011 (archiviato il 19 maggio 2011).
  7. ^ "The relationship between enterprise search company Autonomy and video search company Blinks has always been confusing. PaidContent.org now reports that the "weirdly secretive relationship" (I agree) is getting clearer. Autonomy is to exercise an option to take over Blinkx, then appears to be spinning some consumer-facing search technology that its owns (and I believe Blinkx was licensing) into an independent company Blinkx, that will go public in London." Danny Sullivan, Autonomy to Reclaim Blinks, Then Spin It Off, April 25, 2007 [1]
  8. ^ Autonomy buys Zantaz, Law.com. URL consultato il 18 aprile 2011.
  9. ^ Autonomy announces an agreement to acquire Meridio Holdings Limited
  10. ^ James Davey, Autonomy to buy Interwoven for $775m, Reuters, 22 gennaio 2009. URL consultato il 18 aprile 2011.
  11. ^ Autonomy to Acquire CA's Information Governance Business News article from InfoGrok
  12. ^ Mercedes GP Petronas announce Autonomy sponsorship deal, Mercedes Benz.
  13. ^ Tottenham reveal new pounds 20m shirt sponsors in The Daily Mail (UK), 8 luglio 2010. URL consultato il 18 aprile 2011.
  14. ^ Tottenham Hotspur shirts to feature Autonomy's Aurasma, Tottenham Hotspur F.C..
  15. ^ HP to acquire Autonomy HP Newsroom, 18 August 2011
  16. ^ Hewlett-Packard completes Autonomy buyout, BBC News, 18 ottobre 2011. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  17. ^ HP Autonomy co-founder Mike Lynch replaced Slashgear, 23 May 2012
  18. ^ What is meaning-based computing, Computing.co.uk. URL consultato il 18 aprile 2011.
  19. ^ HP Unveils Autonomy/Vertica-based Big Data Analytics Platform, servicesangle.com. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  20. ^ HP pairs Autonomy and Vertica software, computerworld.com. URL consultato il 9 febbraio 2012.


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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