Automobile Club d'Italia

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Automobile Club d'Italia
Commissione Sportiva Automobilistica Italiana
Disciplina Automobilismo Automobilismo
Fondazione 1905
Nazione Italia Italia
Sede Italia Roma
Presidente Italia Angelo Sticchi Damiani
Sito ufficiale http://www.aci.it/
 
Francobollo emesso nel centenario della fondazione (2005)

L'Automobile Club d'Italia (conosciuto anche con l'acronimo ACI) è un ente pubblico non economico della Repubblica Italiana autofinanziato, creato con il R.D. 15 marzo 1927 n. 436 con funzioni di promozione, controllo e indirizzo normativo del settore automobilistico, nonché federazione sportiva affiliata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ai primi di novembre del 1898, Roberto Biscaretti di Ruffia, Michele Lanza e Cesare Goria Gatti stilarono una circolare indirizzata ai «simpatizzanti dell'automobilismo» piemontesi, invitandoli a riunirsi in un club e a partecipare alla riunione costitutiva indetta per il 19 dello stesso mese.

Tale associazione venne effettivamente fondata a Torino il 6 dicembre 1898, da 19 sodali, con la denominazione sociale Automobile Club di Torino e con le seguenti cariche assegnate:

Gli altri soci fondatori furono Jules Blanc, Carlo Biscaretti di Ruffia, Pietro Bosio, Giovanni Battista Ceirano, Luigi Damevino, Pietro Gandolfo, Michele Lanza, Felice Leumann, Fortune Naveux, Edoardo Noyer, Salvatore Pugliese, Giuseppe Rotta, Luigi Storero.
La sede del club era in corso Vinzaglio 25, nel centro storico di Torino. Lo scopo era quello di raggruppare i proprietari di automobili, a quei tempi poco numerosi, di rappresentarli nei confronti delle autorità e, sin dall'inizio, quello di organizzare le prime competizioni automobilistiche.

Lo statuto dell'associazione riportava la seguente frase:

« [...] con lo scopo di favorire in ogni modo o sviluppo dell’Automobile in Italia, di riunire gli automobilisti, procurar loro i maggiori possibili vantaggi e patrocinarne gli interessi. »

La nascita dell'ACI come associazione nazionale avvenne nel 1905, dall'unione dell'Automobile Club di Torino e di alcuni altri club automobilistici locali; Torino continuò ad essere la sede principale, dove era nato il più antico dei sodalizi.

L'espansione dell'associazione, rallentata dalla prima guerra mondiale, riprese al suo termine con l'apertura di varie sedi provinciali e raggiunse nel 1926 la cifra di 50 sedi e quasi 10.000 soci. In quell'anno avvenne anche una modifica significativa con la trasformazione dell'originaria associazione in ente morale, ai sensi del succitato R.D. n. 436/1927 e la ridenominazione in Reale Automobile Club d'Italia (RACI), mantenuta in essere fino al 1946, quando con la nascita della repubblica, venne confermata la qualifica di ente morale e si ebbe il ritorno al nome originale in uso alla nascita.

Servizi pubblici offerti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927 contestualmente all'istituzione dell'ente, venne affidata al RACI la gestione dell'appena costituito Pubblico Registro Automobilistico.

Nel 2000 l'ACI grazie al D.P.R. 19 settembre 2000 n. 358 si introdusse lo Sportello telematico dell'automobilista (STA), il primo progetto di cooperazione tra ACI e Ministero dei Trasporti che consentì all'automobilista di ottenere entrambi i documenti relativi agli autoveicoli: certificato di proprietà e aggiornamento della carta di circolazione, richiedendoli esclusivamente presso uno portello STA attivo sia presso l'ACI, sia presso gli uffici provinciali della motorizzazione civile, sia presso gli Studi di consulenza automobilistica, evitando al cittadino inutili code in due Amministrazioni diverse.

Nel 2009, a seguito di un accordo con il Dipartimento per la Funzione Pubblica, l'ACI rilascia gratuitamente, a chiunque ne abbia fatto richiesta, una casella di posta elettronica certificata.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La PEC dell'ACI

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]