Auto da fé (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Auto da fé
Titolo originale Die Blendung
Autore Elias Canetti
1ª ed. originale 1935
Genere romanzo
Lingua originale tedesco

Auto da fé (Die Blendung) è un romanzo di Elias Canetti del 1935.

Die Blendung, letteralmente "L'accecamento", tradotto in italiano e altre lingue come Auto da fé, titolo voluto dallo stesso Canetti, è il primo libro di Canetti e il suo unico romanzo.

L'opera venne bandita dai nazisti e, nonostante l'apprezzamento di Thomas Mann e di Hermann Broch, non ricevette grande attenzione fino a quando non venne ripubblicato negli anni sessanta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è ambientato nella Vienna degli anni approssimativamente tra il 1921 e il 1927, desumibile dall'esser presentato nel testo lo scacchista José Raúl Capablanca in quanto campione del mondo[1], e ha struttura tripartita: la prima parte, "Testa senza mondo", si svolge quasi esclusivamente nell'appartamento del quarantenne sinologo di fama mondiale Peter Kien (cognome la cui traduzione italiana è legno resinoso[2]), dove lo studioso vive in una condizione di maniacale isolamento e apparente sicurezza, circondato dalle migliaia di volumi della sua biblioteca privata. La paura del contatto umano e sociale non gli impedisce di cadere vittima dell'ignorante donna di servizio, Therese Krummholtz, che arriva a sposare, e del violento portiere, Benedikt Pfaff, che lo spogliano progressivamente di ogni avere. Nella seconda parte, "Mondo senza testa", Kien si ritrova a vagare per la Vienna più oscura, in compagnia dell'ebreo nano malvivente Fischerle (nome la cui traduzione italiana può essere pescatorino, pescatorùccio, pescatorèllo[3]), scacchista e millantatore, in una ridda quasi infernale di caratteri grotteschi, passando dal Theresianum, che nel testo è il luogo ove è collocato il Monte dei pegni, alla stazione di polizia e che si conclude con l'assassinio di Fischerle da parte del finto cieco Johann Schwer (schwer è traducibile dal tedesco nell'italiano difficile).

La terza parte, "Il mondo nella testa", vede il ristabilirsi dell'ordine iniziale, con l'arrivo da Parigi del fratello psichiatra di Kien e il reinserimento di Peter nel "suo" mondo, fino all'apocalittico e profetico finale, in cui il sinologo si lascia bruciare insieme a tutti i suoi libri. Il substrato autobiografico del romanzo è evidente, a partire dalla figura del fratello George Kien (Georges Canetti viveva realmente a Parigi, ove svolgeva l'attività di biologo presso l'Istituto Pasteur). D'altra parte, soprattutto nell'epilogo con il rogo dei libri, la narrazione assume un valore esemplare, di rappresentazione della catastrofe di un mondo, con l'avvento della Germania nazista e il disfacimento del razionalismo occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elias Canetti, pp. 216-219-364-377-378-382-385-394.
  2. ^ «Kien» significa legno resinoso (di pino) [N.d.T.] (da Il mio primo libro: Auto da fé, Elias Canetti, traduzione di Renata Colorni, in Elias Canetti, p.521).
  3. ^ Fischer significa «pescatore»; -le è il suffisso del diminutivo. Elias Canetti, p.193, nota del traduttore.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Elias Canetti, Auto da fé, traduzione di Luciano e Bianca Zagari, Adelphi, 1981.
letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura