Auto Focus

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Auto Focus
Auto Fоcus.png
Titolo originale Auto Focus
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2002
Durata 105
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, commedia
Regia Paul Schrader
Soggetto Robert Graysmith
Sceneggiatura Michael Gerbosi
Fotografia Fred Murphy
Montaggio Kristina Boden
Musiche Angelo Badalamenti
Scenografia James Chinlund
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Auto Focus è un film statunitense del 2002 diretto da Paul Schrader, basato sulla novella di Robert Graysmith Auto Focus: The Murder of Bob Crane. Racconta della vita di Bob Crane, attore conosciuto in tutto il mondo come protagonista del serial televisivo Gli eroi di Hogan, ma anche mattatore radiofonico e batterista. Morì assassinato nel 1978. Il film è incentrato sulla sua ambigua amicizia con John Henry Carpenter, esperto di tecnologia video: lavorò con l'azienda giapponese che successivamente prese il nome di Sony, portando negli Stati Uniti i primi videoregistratori.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel film Bob Crane compare inizialmente in un'ottica positiva: affermato conduttore radiofonico, bravo batterista, ottimo padre di famiglia, cristiano praticante, non beve una goccia d'alcol. Ha però un vizio segreto: è un fotografo amatore, e il soggetto che ama maggiormente rappresentare è la donna, soprattutto nuda, e in particolare i seni femminili.

Una volta accettato come protagonista della serie televisiva Gli eroi di Hogan, che gli dona grande popolarità e, soprattutto, grande fascino e facilità d'approccio al gentil sesso, la vita di Bob cambia notevolmente. Un ulteriore impulso al cambiamento gli viene dato dall'incontro con John Carpenter, un tecnico del video che lavora con la Sony. Carpenter fu il primo a importare il videoregistratore negli Stati Uniti e fu anche il primo videoamatore. Essendo amico di Richard Dawson, l'interprete del caporale Peter Newkirk, si trova sul set de Gli eroi di Hogan e fa la conoscenza di Crane. I due vanno subito d'accordo, e si trovano in sintonia anche per quanto concerne il reciproco interesse verso le donne, cosa che getta le basi per un ulteriore evoluzione della vita privata di Bob.

Nel 1978 Bob muore assassinato. Le indagini si concentrano sull'amico Carpenter, sospettato fin dall'inizio, unico indagato, ma rimasto innocente fino alla sua morte, avvenuta nel 1998.

Il film riporta la tesi principale: Bob non aveva più alcun legame affettivo se non con John, ma voleva chiudere anche con questi. Carpenter chiamò la sera prima Bob al telefono, più volte. Crane alloggiava in un albergo di Scottsdale, Arizona, per una tournée. Il suo corpo fu ritrovato la mattina del 29 giugno senza vita, con profonde ferite alla testa, dovute, secondo le indagini, a colpi inferti con un treppiede da videocamera. Furono rinvenuti anche dello sperma sul corpo di Bob e tracce di sangue nella macchina di Carpenter, ma il film questo non lo riferisce: d'altronde, l'uso del DNA nelle perizie di procedura penale nel '78 non esisteva (la prima ipotesi di utilizzo è del 1985).

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Sia i familiari di Crane che quelli di Carpenter hanno rigettato le tesi rappresentate nel film: il figlio di Bob, Scotty Crane (terzo figlio, primo del secondo matrimonio), afferma, per esempio, che suo padre non sia mai stato in Chiesa, né fu mai amico di alcun prete; dalla loro parte i familiari di Carpenter rigettano i sospetti di omosessualità e negano che lui fosse daltonico, come si interpreta nel film il suo allontanamento dalla Sony.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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