Ausiliario del traffico

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L'ausiliario del traffico, in Italia è una nuova figura professionale istituita dall'articolo 17 commi 132 e 133 della legge n.127 del 15 maggio 1997 (detta Bassanini bis).[1]

Questi va ad integrare i soggetti a cui sono demandati i servizi di polizia stradale compresi nell'articolo 12 comma 1 lettera e) del Codice della Strada italiano.

Disciplina normativa[modifica | modifica sorgente]

L'Art. 17 comma 132/133 Legge 127 del 15 maggio 1997 attribuisce loro funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni agli Articoli del CdS che riguardano la sosta, e nello specifico gli Articoli 7, 157 e 158 del Codice della strada.

A seguito dei commi 132 e 133, esistono 2 tipi di Ausiliari del Traffico:

  1. comma 132 - sono gli Ausiliari del Traffico dipendenti Comunali; di società Municipalizzate; di società Miste Pubblico-Private; di Società Private, che hanno compiti di prevenzione ed accertamento solo per le infrazioni in materia di sosta (poi sulla base della distinzione se siano dipendenti pubblici o privati, hanno competenza territoriale estesa a tutto il territorio comunale o solo all'interno dell'area data in concessione);
  2. comma 133 - sono gli Ausiliari del Traffico dipendenti delle società che esercitano il Trasporto Pubblico, che, oltre ad avere le competenze stabilite dal comma 132 (i divieti di sosta), possono anche verbalizzare le infrazioni commesse in materia di circolazione e sosta entro le corsie riservate al trasporto pubblico.

(Art. 17 comma 132 Legge 127/1997: "i comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta ai dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l'organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese penali".)

(Art. 17 comma 133 Legge 127/1997: "le funzioni di cui al comma 132 sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone nelle forme previste dagli articoli 22 e 25 della Legge 8 giugno 1990 N° 142, e successive modificazioni. A tale personale sono inoltre conferite, con le stesse modalità di cui al primo periodo del comma 132, le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico ai sensi dell'art. 6, comma 4, lettera c) del decreto legislativo 30 aprile 1992, N° 285").

Successivamente, a distanza di pochi mesi, interviene il Ministero dell'Interno, con la Circolare N° 300/A/26467/110/26 del 25 settembre 1997 (Titolo: "Articolo 17, commi 132 e 133 della legge 15.05.1997, n° 127 - Personale addetto all'accertamento delle violazioni in materia di sosta e di circolazione e sosta sulle corsie riservate.") che non solo precisa meglio i limiti e le funzioni degli Ausiliari del Traffico nati a seguito dei commi 132 e 133 dell'Art. 17 legge 127/1997, ma riconosce agli Ausiliari del Traffico comma 132 dipendenti privati o comunque di società miste e/o municipalizzate la competenza a rilevare e sanzionare le infrazioni in materia di sosta, non solo entro l'area data in concessione ma anche nelle zone limitrofe o di pertinenza dell'area di sosta a pagamento.

(Circolare N° 300/A/26467/110/26 del 25 settembre 1997 Pagina 2: "A questi soggetti è da riconoscersi un ambito circoscritto di competenza riconducibile essenzialmente all'accertamento delle violazioni di cui all'art. 7, comma 15 e all'art. 157 commi 5, 6 e 8 del Codice della Strada, commesse in aree comunali, urbane o extraurbane, che con apposita Delibera della Giunta Comunale sono state specificatamente destinate al parcheggio o alla sosta sulla carreggiata e per la cui fruizione è imposto il pagamento di una somma di denaro. La loro competenza si estende a quelle aree poste al servizio di quelle a pagamento - su strade, piazze, etc. - immediatamente limitrofe ad esse che costituiscono lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che ne consentano l'utilizzo in concreto da parte degli utenti della strada: solo in tali zone - per relationem - deve intendersi estesa la facoltà di accertamento di tutte le violazioni relative alla fermata e alla sosta vietata da apposta segnaletica o dalle norme del Codice della Strada".)

Infine interviene l'Articolo 68 della Legge 488 del 23 dicembre 1999 (Legge Finanziaria del 2000) che conferma la loro natura di Pubblico Ufficiale (già riconosciuta in precedenza dalla Sentenza N° 22862 dell'8 ottobre 1999 emessa dalla XII Sezione del Tribunale di Roma) con potere di Contestazione Immediata, e attribuisce ora anche la possibilità di contestare le Infrazioni al Codice della Strada inerenti talune specifiche ipotesi dell'Articolo 158 del CdS, con potere di rimozione nei casi previsti, e ribadisce all'Avviso di Accertamento da essi compilato la valenza dell'Atto Pubblico ai sensi degli Articoli 2699 e 2700 del Codice Civile con fede privilegiata fino a querela di falso.

Requisiti[modifica | modifica sorgente]

Il personale che intende partecipare a concorsi per assumere tale qualifica deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  1. possesso della Patente di Guida categoria "B" o superiore;
  2. titolo di studio dell'obbligo;
  3. assenza di condanne penali e carichi pendenti per reati non colposi.

Successivamente il Comando della Polizia Municipale organizza il Corso di Qualificazione per Ausiliario del Traffico, di durata non inferiore a 20 ore, avente lo scopo di far conoscere:

  1. le norme che disciplinano la sosta;
  2. prevenzione e accertamento delle violazioni che riguardano la sosta;
  3. informazioni sul procedimento sanzionatorio;
  4. esercitazioni all'uso dei moduli prestampati da utilizzare durante il lavoro.

Solo dopo aver frequentato tale corso, sono ammessi ad un esame di idoneità, a cui fa seguito il decreto di nomina del sindaco ad "addetto al servizio di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta".

Poteri[modifica | modifica sorgente]

Contestazioni[modifica | modifica sorgente]

Gli Ausiliari del Traffico - dipendenti privati di una società concessionaria della sosta a pagamento - possono contestare le infrazioni agli Artt. 6, 7 commi 14 e 15; 157 commi 5, 6 e 8; 158 commi 1, 2, 5 e 6 e applicare la rimozione dei veicoli nei casi previsti dall'Art. 158 comma 2 lettere b), c) e d).

L'avviso di accertamento[modifica | modifica sorgente]

L'Avviso di Accertamento d'Infrazione (noto comunemente come "Multa") è un Atto Amministrativo di natura particolare.
È in genere un foglietto colorato che l'Agente Accertatore rilascia sul parabrezza del veicolo quando l'infrazione è rilevata in assenza del conducente.
Non costituisce un Sommario Processo Verbale in quanto non ne possiede alcuni requisiti essenziali come l'identificazione dell'agente accertatore (che si limita a firmare indicando una matricola ed una sigla) e soprattutto mancano le generalità del conducente.
Non è possibile quindi impugnare l'Avviso di Accertamento elevato dagli Ausiliari del Traffico (così come quelli rilasciati dagli altri organi compresi nell'Art. 12 del Codice della Strada) perché rappresenta solo un Avviso di Avvio di Procedimento (previsto dall'Art. 7 Legge N° 241 del 1990), ossia informa il trasgressore che su quella data autovettura è stato iniziato un procedimento sanzionatorio-amministrativo per aver infranto un determinato articolo del Codice della Strada, per cui l'utente, venutone a conoscenza, ha 2 possibilità di scelta:

  1. riconosce il proprio errore e paga la Sanzione Amministrativa indicata sullo stesso in via breve e senza le maggiorazioni dovute per le spese di Notifica usando il bollettino di C.C.P. allegato, e in tal caso il procedimento amministrativo si arresta in modo definitivo;
  2. aspettare che l'atto sia notificato sotto forma di Verbale di Accertamento per Infrazione al Codice della Strada, per poterlo impugnare innanzi al Prefetto o al Giudice di Pace ai sensi degli Artt. 22 e seguenti della Legge 24 novembre 1981 N° 689.
  • L'annullamento dei "Preavvisi di Accertamento"

L'eventuale annullabilità degli Avvisi di Accertamento è un problema estremamente delicato.
La Pubblica Amministrazione si avvale dell'uso degli Avvisi di Accertamento d'Infrazione allo scopo di snellire le procedure e valutare se giungere o meno alla redazione di un vero e proprio Sommario Processo Verbale (il Verbale) che, una volta compilato e firmato, fuoriesce dalla disponibilità dell'Organo Accertatore e vi rientra solamente in fase esecutiva, ossia quando, scaduti i termini per proporre ricorso e in assenza di pagamento, va iscritto a ruolo e diventa Titolo Esecutivo di Pagamento.
La legge non prevede procedure specifiche da adottare in caso di Avvisi di Accertamento manifestamente sbagliati: non si può richiamare la competenza del Prefetto (che si ha invece nei riguardi del Verbale), e la Pubblica Amministrazione non può fare finta di nulla e dare comunque seguito ad un atto viziato.
Quindi è necessario usare procedure amministrative idonee per scoraggiare eventuali abusi ed omissioni, perché l'Avviso di Accertamento è comunque un Atto Pubblico ai sensi degli Artt. 2699 e 2700 del Codice civile e la sua soppressione arbitraria è penalmente perseguibile ai sensi degli Artt. 323 e 328 del Codice Penale, oltre che esporre la Pubblica Amministrazione alla contestazione del Danno Erariale da parte della Corte dei Conti.
Pertanto il Comando dell'Organo Accertatore può rinunciare alla compilazione del Processo Verbale che segue all'Avviso di Accertamento solamente nei seguenti casi:

  1. Evidente errore che ne causano la nullità rilevabile d'ufficio in fase di autotutela della Pubblica Amministrazione:
  2. Errori nel fatto storico (ad esempio lo scambio degli autoveicoli);
  3. Fatti sopravvenuti tra la compilazione dell'Avviso di Accertamento e la redazione del Sommario Processo Verbale (ad esempio contestazione della sosta in ZTL senza esporre debita autorizzazione poi prontamente portata in visione all'Organo Accertatore).

In questi casi il Comando dell'Organo Accertatore procede non all'archiviazione ma all'annullamento in via di autotutela degli Avvisi di Accertamento, bloccando il procedimento sanzionatorio.
Su ogni Avviso di Accertamento annullato va indicata la motivazione, ai sensi degli Art. 2 comma 1 e Art. 3 comma 1 della Legge 241 del 1990.
Inoltre la Determinazione di Annullamento deve essere sottoscritta dal Dirigente alle cui dipendenze è posto l'Organo Accertatore, vi devono essere posti data e timbro dell'ufficio e va conservato agli atti con lo stesso Avviso di Accertamento.
La Legge riconosce al Prefetto su tutta questa materia il potere di vigilanza e coordinamento, può dettare indirizzi sul modo di operare e vigilare sulla corretta applicazione delle procedure che, se correttamente applicate, raggiungono lo scopo di sfoltire le infrazioni manifestamente infondate o inesistenti, evitando così perdite di tempo al cittadino, spreco di risorse pubbliche e condanne certe della Pubblica Amministrazione in caso di ricorso al Giudice di Pace con l'obbligo al pagamento delle spese processuali.

Verbale di accertamento[modifica | modifica sorgente]

Il Verbale di Accertamento per Infrazione al Codice della Strada, compilato e notificato a seguito di un'infrazione alle norme del Codice della Strada rilevata dagli Ausiliari del Traffico (così come da qualunque altro organo incluso nell'Art. 12 CdS), è un Atto Pubblico e gode di Fede Privilegiata fino a Querela di Falso, ai sensi degli Artt. 2699 e 2700 del Codice Civile.
È contemplato nell'Art. 200 del Codice della Strada, che infatti prescrive che deve essere redatto il "Verbale" della contestazione addebitata al trasgressore.

Affinché abbia tutta la sua valenza legale, deve:

  1. contenere eventuali dichiarazioni del trasgressore;
  2. essere consegnata una copia al trasgressore (l'originale resta all'Agente Accertatore);
  3. essere depositata un'altra copia al Comando da cui dipende l'Agente Accertatore;
  4. rispettare le prescrizioni previste dagli Artt. 383 e 385 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada;
  5. essere conforme al modello VI.1 allegato al Regolamento di cui sopra.

Gli elementi principali che devono essere sempre presenti all'interno di un Sommario Processo Verbale, ai sensi dell'Art. 383 del Regolamento di Attuazione del CdS, a pena di illegittimità dell'Atto, sono:

  • Giorno, Ora, Località ove è commessa l'infrazione;
  • Generalità e Residenza del Trasgressore;
  • Estremi della Patente di Guida;
  • Tipo di Veicolo, Targa del Veicolo;
  • Sommaria esposizione dei Fatti e Citazione della Norma Infranta;
  • Inserimento delle eventuali Dichiarazioni del Trasgressore;
  • Pagamento in Misura Ridotta;
  • Indicazione dell'Autorità a cui proporre Ricorso;
  • Indicazione dell'Organo che ha emesso il Verbale;
  • Qualifica e generalità degli Agenti Accertatori;
  • Numero Progressivo del Verbale.

Esso, ai sensi degli Articoli 203 e 204 bis, può essere impugnato con ricorso entro il termine di 60 giorni dalla notifica presso il Prefetto della Provincia del territorio nel quale è stata accertata l'infrazione, o in via alternativa si può presentare ricorso entro 30 giorni al Giudice di Pace del luogo dove è stata accertata l'infrazione.

È bene notare che in caso di soccombenza di un ricorso presentato presso il Prefetto competente per provincia, viene emesso una Ordinanza-Ingiunzione di Pagamento per una somma determinata nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola infrazione (art. 195 comma 2 CdS) maggiorato delle spese, mentre in caso di soccombenza di un ricorso presso il Giudice di Pace di competenza, si ha la sola condanna al pagamento della sanzione impugnata maggiorata delle spese.

Obblighi del trasgressore verso l'Ausiliare[modifica | modifica sorgente]

Ai sensi dell'Art. 200 del Codice della Strada, in caso di compilazione del Verbale di Contestazione Immediata quando il trasgressore è presente all'atto della contestazione, l'Ausiliare del Traffico in qualità di Pubblico Ufficiale, ha il potere di richiedere al trasgressore la Patente di Guida e la Carta di Circolazione, elementi necessari ai fini della compilazione del Verbale stesso.

Nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i suindicati documenti, l'accertamento dell'infrazione al CdS seguirà il suo corso ordinario (il Preavviso sarà consegnato agli uffici della P.M. e darà origine al Verbale di accertamento); in questi casi non si può applicare l'Art. 192 CdS (Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti) in quanto il Codice della Strada inquadra gli Ausiliari del Traffico quale Organo di Polizia Stradale con funzioni ausiliarie, ma si applica quanto previsto dall'Art. 202 comma 3 del CdS (Pagamento in misura ridotta) che stabilisce che il trasgressore non è ammesso al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria in misura ridotta quando si sia rifiutato di esibire il documento di circolazione e/o la patente di guida, per cui copia del Verbale sarà trasmesso al Prefetto che provvederà all'emissione di un'Ordinanza-Ingiunzione di pagamento della somma prevista.

Inoltre, sempre nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i documenti del veicolo e del conducente, gli Ausiliari del Traffico, ai fini di identificare il conducente del veicolo, possono chiedere l'esibizione del documento personale d'identità (carta d'identità, passaporto, porto d'armi, etc. etc.). In caso di ulteriore rifiuto, possono inserire nel Verbale di Contestazione Immediata una nota per gli uffici della Polizia Municipale per il seguito di competenza (notizia di reato ai sensi dell'Art. 347 C.P.P.).

Se nel momento della Contestazione Immediata, l'Ausiliare del Traffico dovesse riscontrare irregolarità a carico sia del documento di circolazione (es. revisione scaduta) che della patente di guida (es. patente scaduta) o il non possesso di entrambi, non può procedere ad accertare ulteriori sanzioni pecuniarie, diversamente da quanto previsto per gli altri soggetti indicati dall'Art. 12 del CdS.

Il dibattito della giurisprudenza sulle sanzioni irrogabili[modifica | modifica sorgente]

I poteri degli Ausiliari del Traffico sono stati molto discussi fin dai primi anni di istituzione di questa nuova figura professionale, dando origine a molti ricorsi giudiziari innanzi ai vari Giudice di Pace d'Italia contro gli atti da essi compilati nell'esercizio delle loro funzioni.

La Giurisprudenza non è stata sempre chiara e univoca nel tempo, e ha interpellato più volte la Corte di Cassazione per fare chiarezza sulle loro attribuzioni in caso di infrazioni che esulino dal semplice "Ticket scaduto" o "Mancato pagamento della Sosta", passando attraverso la Sentenza della Cassazione N° 7336 del 7 aprile 2005 (che riconosce il loro potere di contestare il Divieto di Sosta sulla carreggiata ma non sul marciapiede a meno che quest'ultimo non sia adibito a parcheggio o permette l'accesso attraverso il suo uso da un'area parcheggio ad un'altra) fino alla Sentenza della II Sezione Civile di Cassazione N° 20558 del 28 settembre 2007 (" il potere dell'Ausiliario dipendente dalla società concessionaria del parcheggio a pagamento, previsto dall'art. 17 comma 132 della Legge 127/1997, non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso (ovvero il mancato pagamento della tariffa o il pagamento effettuato in misura inferiore al dovuto, l'intralcio alla sosta degli altri veicoli negli appositi spazi e così via), ma è esteso anche alla prevenzione ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona oggetto della concessione, in relazione al fatto che nella suddetta zona la sosta deve ritenersi consentita esclusivamente negli spazi concessi e previo pagamento della tariffa stabilita; pertanto ogni infrazione alle norme sulla sosta in tali zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria, essendo quest'ultima direttamente interessata, nell'ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa medesima"), che riconosce agli Ausiliari del Traffico - dipendenti delle società private concessionarie delle aree di sosta a pagamento, il potere di multare le auto in divieto di sosta anche fuori dalle strisce blu.

Allo scopo di fare definitivamente chiarezza sull'argomento e raggiungere un orientamento unico della Corte di Cassazione sulle competenze degli Ausiliari del Traffico, dare certezza del diritto sia agli operatori che agli utenti della strada ed evitare nel tempo pronunce della Cassazione discordanti, la Seconda Sezione della Cassazione con l'Ordinanza N° 166 dell'8 gennaio 2008 ha investito del problema il Primo Presidente affinché valuti l'opportunità di una pronuncia a Sezioni Unite che faccia chiarezza e stabilisca se gli Ausiliari del Traffico Art. 17 comma 132 Legge 127/1997 - dipendenti delle società private concessionarie della gestione dei parcheggi a pagamento nelle aree comunali - possono accertare solo le violazioni in materia di sosta dei veicoli o se possono accertare tutte le violazioni delle norme sulla circolazione stradale nell'intera zona oggetto della concessione.

La Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite, con sentenza N° 5621/09 del 9 marzo 2009, ha definitivamente risolto l’annosa questione relativa alla competenza degli Ausiliari del Traffico, stabilendo il seguente principio di diritto: “le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell'area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu)".

Dibattito sulla qualifica di pubblico ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Gli Ausiliari del Traffico, nell'esercizio delle loro funzioni, hanno la qualifica giuridica di Pubblici Ufficiali. Subito dopo la promulgazione della Legge 127 del 15 maggio 1997, in giurisprudenza si è molto dibattuto se gli Ausiliari del Traffico fossero da considerare a tutti gli effetti degli Incaricati di Pubblico Servizio, e quindi la loro attività di accertamento e prevenzione si dovesse limitare ad una mera segnalazione alla Polizia Municipale delle infrazioni rilevate al Codice della Strada, o se invece rivestissero la natura di Pubblico ufficiale, e quindi dotati di potere accertatorio autonomo e indipendente dalla Polizia Municipale, con la potestà di redigere Avvisi di Accertamento o Contestazioni Immediate delle Infrazioni al Codice della Strada con la valenza dell'Atto Pubblico e godendo quindi della Fede Privilegiata fino a querela di falso.

A fare chiarezza in merito è intervenuto il governo con un atto legislativo, che con l'articolo 68 della Legge N° 488 del 23 dicembre 1999 (Legge Finanziaria del 2000) ha stabilito che gli Ausiliari del Traffico nominati ai sensi dell'articolo 17 commi 132 e 133 della Legge 15 maggio 1997 N° 127 hanno il potere di Contestazione Immediata nonché redazione e sottoscrizione del Verbale di Accertamento, avente la validità dell'Atto Pubblico di cui agli articoli 2699 e 2700 del Codice Civile (per cui godono della Fede Privilegiata fino a querela di falso) e gli è stata anche attribuita la competenza a disporre la rimozione dei veicoli nei casi previsti dell'articolo 158 comma 2 lettere b), c) e d) del CdS.
Pur in presenza di tale chiarimento di legge, ci sono stati comunque dei tentativi di non far riconoscere all'Avviso di Accertamento redatto dagli Ausiliari del Traffico la valenza di Prova Legale, per cui ne è stata investita la Corte Costituzionale mettendo in dubbio che potesse rivestire la qualifica di Pubblico Ufficiale colui che non è dipendente della Pubblica Amministrazione.
La Corte Costituzionale, con la sentenza N° 157 del 2001 ha fatto chiarezza anche su questo dubbio, rigettando la questione di legittimità costituzionale, e ha statuito che: "il legislatore ordinario può prevedere che l'autorità amministrativa possa attribuire specifiche funzioni di accertamento o di verifica, oltre che a propri dipendenti, anche a dipendenti di enti o società cui sia stato affidato il servizio pubblico o che siano concessionari di un servizio in senso largo, quando questo accertamento o verifica sia connesso o sia utile per il migliore svolgimento dello stesso servizio".
Quindi, a seguito di tale pronuncia della Corte Costituzionale, si è stabilito che l'Ausiliare del Traffico nominato dal Sindaco è un Pubblico Ufficiale, indipendentemente se è legato alla Pubblica Amministrazione da un rapporto di lavoro pubblico o privato, e i loro atti hanno la stessa validità di quelli redatti dagli altri organi di Polizia Stradale, compresi nell'articolo 12 del Codice della Strada.
Difatti l'articolo 357 del Codice Penale collega la qualifica di Pubblico Ufficiale non al rapporto che lega il soggetto con la Pubblica Amministrazione ma ai caratteri propri dell'attività esercitata dal soggetto agente.
Infatti l'Ausiliare del Traffico dipendente o di una società che gestisce la Sosta a Pagamento o dipendente di una società di Trasporto Pubblico, redige Atti Pubblici ai sensi degli articoli 2699 e 2700 del C.C. perché svolge una vera funzione pubblica con carattere certificativo, che alla luce dell'articolo 357 del C.P. lo qualifica come Pubblico Ufficiale.
D'altronde è proprio lo spirito della Legge Bassanini Bis, che verte sulle procedure urgenti per lo snellimento sia dell'attività amministrativa che dei procedimenti di decisione e controllo, a volere svincolare l'esercizio di pubblici poteri dal requisito del rapporto di dipendenza da una Pubblica Amministrazione, con lo scopo di raggiungere un'azione amministrativa efficiente.
L'Ausiliare del Traffico, assumendo la qualifica di Pubblico Ufficiale, è soggetto alle disposizioni del Codice Penale che riguardano i Pubblici Ufficiali, che puniscono i particolari reati che possono commettere nell'esercizio delle loro funzioni, come l'Abuso d'Ufficio, l'Omissione di Atti di ufficio, la Concussione, la Corruzione, la Falsità Materiale e Ideologica e l'Interesse Privato in Atti Pubblici.

Nello stesso tempo, essendo un Pubblico Ufficiale, gode di tutte quelle garanzie che la Legge penale pone a tutela dell'imparzialità del suo operato. Sono applicabili le stesse sanzioni in caso di violenza e/ oltraggi a pubblico ufficiale.

L’ausiliario del traffico non è un pubblico ufficiale:Gli ausiliari della sosta non sono pubblici ufficiali e i dipendenti di una società affidataria del servizio di accertamento e contestazione delle violazioni in materia di sosta non possono essere qualificati come pubblici impiegati. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 26222, depositata il 14 giugno u.s.

La fattispecie:Il dipendente di una società, incaricata dell’accertamento delle violazioni in materia di sosta dei veicoli di un Comune, viene accusato per aver alterato un verbale nell’indicazione del numero di targa di un’autovettura (art. 476 c.p.) e distrutto la copia del verbale destinata ad essere consegnata all’autore dell’infrazione (art. 490 c.p.). Intervenuto sulla vicenda, il S.C., in primis, sottolinea che i cosiddetti “ausiliari del traffico” «non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali» o di pubblici impiegati (se dipendenti, come nella fattispecie, di una società privata); in pratica, ad avviso degli Ermellini, nella posizione dell’imputato manca la qualifica soggettiva che consente di configurare a suo carico il reato di cui all’art. 476 c.p. Infine - si legge sempre nella sentenza - alla copia del verbale «può essere riconosciuta unicamente la natura di attestati e non quella di atti o certificati pubblici», ecco perché i magistrati di legittimità escludono la configurabilità anche del reato di cui all’art. 490 c.p.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La legge 127/1997 su Giustizia.it]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giandomenico Protospataro. Ausiliario della sosta, Egaf Editore, 2013, pp. 448
  • D. Lgs. N° 285 del 30 aprile 1992 (Codice della Strada)
  • Sentenza della XII Sezione del Tribunale di Roma N° 22862 del 08 ottobre 1999 (l'Ausiliare è un Pubblico Ufficiale)
  • Sentenza della Corte di Cassazione N° 7336 del 07 aprile 2005 (Ausiliari: niente multe ai motorini sui marciapiedi)
  • Sentenza II Sezione Civile della Corte di Cassazione N° 9287 del 20 aprile 2006
  • Sentenza I Sezione Civile della Corte di Cassazione N° 4173 del 22 febbraio 2007
  • Sentenza II Sezione Civile della Corte di Cassazione N° 20558 del 28 settembre 2007 (gli Ausiliari del Traffico possono multare per Divieto di Sosta anche fuori dalle Strisce Blu)
  • Sentenza II Sezione Civile della Corte di Cassazione N° 20291 del 23 luglio 2008 (gli Ausiliari del Traffico possono multare i cittadini non solo se non pagano il parcheggio a pagamento, ma anche se la macchina, parcheggiata male fuori le Strisce Blu, è d'intralcio all'ingresso degli altri veicoli)
  • Sentenza Cassazione Sezioni Unite N° 5621 del 9 marzo 2009 (gli Ausiliari possono contestare il divieto di sosta solo quando lo stesso comporta pregiudizio alla funzionalità delle aree a pagamento)
  • Sentenza Cassazione N° 21271 del 5 ottobre 2009 (esporre il Contrassegno Invalidi non esonera dal pagamento del Ticket quando si sosta in un'area a pagamento)

Corte di Cassazione Penale, con sentenza 14.6.2013, n. 26222

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]