Ausculum

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Asculum, a volte scritta come Ausculum, è l'antico nome di due città italiane, Ascoli Piceno e Ascoli Satriano.

Ascoli Piceno[modifica | modifica sorgente]

La prima era la capitale del regno dei Piceni, che si estendeva all'incirca nei territori delle attuali Marche e nord dell'Abruzzo.

Le origini del nome Asculum si devono probabilmente ad un condottiero di origine pelasga, Aesis. Secondoo il poeta latino Silio Italico, infatti, la popolazione greca dei pelasgi, guidati da Aesis, risalirono le coste dell'Adriatico e si insediarono nel territorio piceno, fondendosi con le popolazioni autoctone. Dalla radice del nome del condottiero greco risalirebbero quindi alcuni toponimi quali Ascoli, Jesi (Aesis in età romana) e Aso. L'appellativo Piceno indica che la città venne a far parte del territorio dei Piceni, una popolazione di origine sabina stanziatasi nelle coste dell'Italia centrale fin dall'età del ferro.

I primi contatti tra Asculum e Roma avvennero per via dei commerci che avvenivano lungo la futura via Salaria, importante collegamento tra Tirreno ed Adriatico. In seguito alla sua sconfitta da parte dei Romani nel 268 a.C., Asculum divenne una civitas foederata.

Nel 90 a.C. fu la prima città a ribellarsi al dominio di Roma, e la rivolta scoppiata diede origine alla guerra sociale. I Romani, guidati da Gneo Pompeo Strabone, conquistano e saccheggiano Asculum nell'89 a.C., che diventa quindi municipio romano. La città assaggia un periodo di grande prosperità sotto l'impero di Augusto (che istituirà la Regio V Picenum), in cui si arricchisce di templi, teatri, domus, ponti e fortificazioni.

Ascoli Satriano[modifica | modifica sorgente]

La seconda Asculum era una città sul territorio dei Dauni, posta lungo la via Appia Antica che collegava Roma con Brindisi. L'origine del nome deriva dalla parola aus(s), che significa fonte. Tale toponimo è presente, scritto in lingua greca, su delle monete coniate dalla città tra il IV e il III secolo a.C.[1]

Vi si combatterono due battaglie:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R.Garrucci, II volume del libro Monete dell'Italia Antica, e V. B. Head, Storia numismatica