Auld Lang Syne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Auld Lang Syne
Artista
Autore/i Robert Burns,
Davide Rizzio
Genere Folk
Canto natalizio
Esecuzioni notevoli Guy Lombardo
Jimi Hendrix
Louis Armstrong
Elvis Presley
Billy Joel
Mariah Carey
Susan Boyle
Lea Michele
The Tannahill Weavers
Note Provenienza: Scozia
Anno: 1788
Aiuto
Robert Burns (info file)
Auld lang syne — Vers. per violino, violoncello e pf.

Auld Lang Syne, nota in Italia come Valzer delle candele, oppure Il canto dell'addio nello scautismo, è una canzone tradizionale (la melodia fu composta dal torinese Davide Rizzio[1]) diffusissima nei paesi di lingua inglese, dove viene cantata soprattutto nella notte di capodanno per dare l'addio al vecchio anno e in occasione di congedi, separazioni e addii (per esempio dai compagni di classe alla fine di un corso di studi, o dai commilitoni al termine del servizio militare, o dai colleghi di lavoro in occasione del pensionamento, o ancora per salutare gli amici conosciuti in vacanza al momento del rientro).

Il testo della canzone è un invito a ricordare con gratitudine i vecchi amici e il tempo lieto passato insieme a loro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo della canzone, Auld Lang Syne, è un'espressione scozzese ormai accolta nei dizionari della lingua inglese, dove è tradotta letteralmente come "old long since", o, in modo meno letterale ma più corretto, "the good old days" nel senso de "i bei tempi andati".

La stesura della musica originale si fa risalire al musicista Davide Riccio (o Rizzio) cantore, liutista e compositore piemontese del Cinquecento che, al servizio di Casa Savoia, insieme al fratello Giuseppe si recò in Scozia a seguito della delegazione torinese nel 1561 e fu assunto al servizio di Maria Stuarda. Il brano originale non era un valzer, ma si presentava nella scansione ritmica del 4/4.[2]

Nel 1792 Robert Burns, poeta nazionale scozzese, pubblicò Select Collection of Original Scottish Airs, un libro che raccoglieva circa 100 ballate scozzesi da lui trascritte e rielaborate. Tra queste figurava Auld Lang Syne rielaborato in forma di valzer.

In Scozia è tradizionalmente cantata nel corso delle celebrazioni di Hogmanay, il capodanno scozzese. Insieme agli emigranti scozzesi si diffuse in tutta la Gran Bretagna e negli Stati Uniti d'America.

Dal 1896 è documentata negli archivi dei giornali statunitensi l'usanza sulle due sponde dell'Atlantico di salutare l'anno nuovo sulle note di Auld Lang Syne.[3]

Il direttore d'orchestra Guy Lombardo contribuì a rendere popolare il pezzo in America e a legarlo indissolubilmente ai festeggiamenti di capodanno, eseguendola annualmente, a partire dal 1929 e per più di 30 anni, nel corso di una popolarissima trasmissione radiofonica e televisiva di fine anno.

Negli Stati Uniti è considerata la canzone della vigilia di capodanno (The New Year's Eve song) per eccellenza ed è stata incisa da innumerevoli artisti in decine di versioni, spesso diversissime tra loro: da quella ormai classica dell'orchestra di Guy Lombardo fino a quella psichedelica di Jimi Hendrix, passando per Louis Armstrong, Frank Sinatra, i Platters, i Beach Boys, Bruce Springsteen, Elvis Presley, Billy Joel, Susan Boyle, Mariah Carey (che ne ha inciso una versione dance-pop, con il titolo Auld Lang Syne (The New Year's Anthem)), Lea Michele, Rod Stewart, John McDermott e altri.

Popolarissima anche fuori del mondo anglosassone, la melodia di Auld Lang Syne in Italia è spesso chiamata Il valzer delle candele; in Francia è conosciuta con il titolo Ce n'est qu'un au revoir (Non è che un arrivederci), con testo francese; in Corea del Sud era addirittura la musica dell'inno nazionale Aegukga, prima che il compositore Ahn Ik Tae scrivesse una nuova melodia sul testo preesistente; in Giappone è la base melodica di Hotaru no hikari (La luce delle lucciole), un celebre inno studentesco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Stampa - Il valzer delle candele ha un cuore torinese
  2. ^ Enc. Utet: Le biografie, K.Elliot, Grove.
  3. ^ Ad esempio, The New York Times del 5 gennaio 1896, a pagina 10 riporta: «Festeggiamenti a Lenox (Massachusetts) - Nella grande sala da ballo gli ospiti, tenendosi per mano, hanno cantato "Auld Lang Syne" allo scoccare del dodicesimo rintocco che segna l'arrivo del nuovo anno». Il Washington Post del 02 gennaio 1910, a pagina 12: «Notte di capodanno a Londra - L'addio al vecchio anno è stato celebrato a Londra per lo più nel solito modo. I residenti scozzesi si sono riuniti fuori della St. Paul's Church e hanno intonato Auld Lang Syne non appena è risuonato l'ultimo dei 12 colpi del campanile.»

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]