August Horch

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August Horch in una foto del 1924

August Horch (Winningen, 12 ottobre 1868Münchberg, 3 febbraio 1951) è stato un imprenditore e ingegnere tedesco.

Fu pioniere dell'automobile e fondatore del colosso automobilistico che sarebbe poi diventata la Audi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Horch nacque a Winningen. Il suo primo mestiere fu quello di fabbro, poi studiò alla Hochschule Mittweida (Scuola tecnica di Mittweida). Dopo aver ricevuto la laurea in ingegneria, iniziò a lavorare nella costruzione navale. Horch lavorò poi per Karl Benz dal 1896.

Horch & Cie.[modifica | modifica sorgente]

August Horch su un veicolo Horch nel 1908

Nel 1899 fonda la Horch & Cie a Köln-Ehrenfeld e nel 1900 progetta la sua prima automobile con l'innovativo sistema „stoßfreien Motor“. Con il socio Moritz Bauer spostano la sede nel 1902 a Reichenbach im Vogtland. Nel 1903 producono la loro prima automobile con motore quattro cilindri, il Modell 3 con cilindrata 2382 cm³ e potenza di 22 PS (16 kW).[1] Con il nuovo socio Friedrich Paul Fikentscher, a capo del consiglio comunale di Zwickau, nel 1903 spostano la sede nella parte occidentale della città ove già presente il Sächsisch-Thüringischer Automobil-Club (SThAC), diventandone soci. La città era sede anche della Kreishauptmannschaft Zwickau nell'ordinamento giuridico dell'epoca. Nel 1904 l'azienda di Horch viene registrata il 10. maggio come A. Horch & Cie. Motorwagenwerke Actiengesellschaft preso la camera di commercio. La Herkomer-Konkurrenz venne vinta nel 1906 dall'avvocato Rudolf Stöss su una Horch-Wagen. Nel 1907 la Horch & Cie. presenta la Horch 26/65 PS con motore sei cilindri. Causa contrasti con il consiglio di sorveglianza della società, Horch lascia l'azienda nel 1909, non avendo la maggioranza delle azioni. La sua nuova azienda fu inizialmente chiamata Automobil Horch-Werke GmbH, ma a seguito di una controversia legale sul nome Horch, fu costretto a cambiare il nome della società; il giudice decise che Horch era un marchio registrato a nome degli ex soci della Horch e lo stesso August Horch non era più legittimato a utilizzarlo.

Horch fonda Audi[modifica | modifica sorgente]

Con il socio Friedrich Paul Fikentscher e suo nipote Franz fondano la August Horch Automobilwerke GmbH, il giorno 16. luglio 1909, come risulta dal registro della camera di commercio di Zwickau.

Entrarono in controversia con i vecchi soci per il marchio di fabbrica Horch, con una causa intentata presso il tribunale di Lipsia.

Un figlio di Franz Fikentschers trovò la soluzione al problema coniando il nome Audi; la traduzione del modo imperativo "horch!" (audi = höre! = horch!) in latino.

Il 25 aprile 1910 l'azienda fu registrata come Audi Automobilwerke GmbH. Inizialmente si occuparono di riparazioni e solo successivamente con l'ingegnere August Hermann Lange, proveniente dalla Horch AG, progettarono una nuova vettura. Nel luglio 1910 consegnarono la prima Audi. Nel 1915 la società divenne società per azioni e quotarono la Audiwerke AG Zwickau in Borsa.[1] August Horch, fondatore della nuova marca, vinse con la sua scuderia Audi, a tre riprese nel 1912, 1913 et 1914, la difficile gara alpina internazionale austriaca al volante del modello Audi Tipo C, da cui il suo celebre soprannome di «Vincitore delle Alpi».

Dopo l'Audi, Berlino[modifica | modifica sorgente]

Horch lasciò la Audi nel 1920 e andò a Berlino dove svolse vari lavori. Dopo la fondazione di Audi, Horch non ebbe molta influenza sulle decisioni aziendali, non occupandosi più attivamente. Dal 1920 al 1933 lavora come dipendente pubblico presso la camera di commercio di Berlino in qualità di esperto di veicoli a motore. In questo periodo Horch riceve vari riconoscimenti. Membro dell aprima gara automobilistica Avus-Rennen (1921), membro di controllo della corsa „AUKA“ del 1923, dal gennaio 1924 capo della Normenausschusses dell'industria tedesca. Nel 1922 riceve il dottorato honoris causa dalla TU Braunschweig.[2][3]

Negli anni '20 August Horch crea un'azienda agricola, un allevamento di polli sul Mosel. Le perdite di tale attività portarono nell'autunno del 1931 a dover vendere la casa di Berlino, causa anche problemi di salute della moglie. Dal 1932 la DKW, la Horch, la Audi e la Wanderer si riunirono il 1 novembre 1931 sotto il marchio Auto Union con sede a Zschopau facendo August Horch presidente nel 1933. Nel 1935 ricevette mensilmente 500 marchi; Nel 1938 la malattia della moglie, in cura presso una clinica, costrinse Horch ad un finanziamento.[4] Pubblicò la sua autobiografia, Io costruisco auto (Ich Baute Autos) nel 1937. Durante la seconda guerra mondiale Horch trasferì la propria residenza nella vicina Münchberg nell'Alta Franconia.

Dopo il 1945[modifica | modifica sorgente]

Dopo la seconda guerra mondiale, il nuovo corso di sinistra considerò August Horch come „Nazi“ e guerrafondaio per profitto. La cittadinanza onoraria di Zwickau fu messa in discussione. Horch fu membro del NSDAP senza avere ruoli attivi nell'industria militare, così la richiesta fu annullata. All'inizio del luglio 1945 Horch si trasferisce in Alta Franconia con la figlia adottiva[5] in una abitazione presso Münchberg. Le forze di occupazione francesi furono presenti ancora a Winningen. La moglie di Horch morì il 26 marzo 1946 in una casa di cura berlinese, pochi giorni più tardi anche il figlio Eberhard. Nell'estate del 1948 sposa Else Kolmar, di famiglia ebraica, risparmiata dai nazisti al tempo della guerra per intervento dello stesso Horch.[6] Nel 1949 dopo una prima rifondazione nel 1948, viene rifondata la Auto Union GmbH a Ingolstadt; l'ottantunenne Horch diventa membro del consiglio di amministrazione.[1] La città di Winningen lo fa diventare cittadino onorario nel 1949. Muore nel 1951 e viene sepolto presso la città natale di Winningen.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Targa a Colonia-Ehrenfeld
  • 1922: Laurea honoris causa dal Technische Universität Braunschweig
  • 1939: Cittadino onorario di Zwickau
  • Varie intitolazioni di vie a August Horch sono presenti a Bremen, Erkelenz, Gifhorn, Kaisersesch, Koblenz, Köln, Lüneburg, Mainz, Münchberg, München, Münster, Polch, Reinsdorf, Simmern/Hunsrück, Winningen.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Das Rad der Zeit – die Geschichte der AUDI AG [Hrsg.: AUDI AG, Public Relations. Texte: Peter Kirchberg ...] 3. Auflage, Delius Klasing, Bielefeld 2000, ISBN 3-7688-1011-9
  • Arno Buschmann (Hrsg.): Das Auto – mein Leben. Von August Horch bis heute. 2. erweiterte Auflage. Seewald, Stuttgart 1983, ISBN 3-512-00638-8.
  • Matthias Dallinger: Automobilbau in Südwestsachsen bis 1945: Von den Anfängen bis zur Auto Union. Grin, Norderstedt 2010, ISBN 978-3-640-52454-9.
  • August Horch: Ich baute Autos. Vom Schlosserlehrling zum Autoindustriellen. Herausgeber: August Horch Museum Zwickau GmbH.
  • Peter Kirchberg: August Horch (1868-1951). In: Rheinische Lebensbilder, Band 16. Hrsg. von Franz-Josef Heyen. Rheinland Verlag, Köln 1997, S. 161-180.
  • Ulrich Löber (Hrsg.): August Horch – ein Automobilkonstrukteur aus Winningen. Eine Ausstellung des Landesmuseums Koblenz. Landesmuseum, Koblenz 1986, ISBN 3-925915-17-6.
  • Jürgen Pönisch: August Horch, Pionier der Kraftfahrt. 1868-1951. August-Horch-Museum, Zwickau 2001, ISBN 3-00-008754-0.
  • Ders.: 100 Jahre Horch Automobile. 1899-1999. August-Horch-Museum, Zwickau 2000, ISBN 3-933282-07-1.
  • Peter Kirchberg, Jürgen Pönisch: Horch – Typen – Technik – Modelle, 1. Auflage, Delius Klasing, Bielefeld 2006, ISBN 3-7688-1775-X (Edition Audi-Tradition)
  • Marion Schulz: August Horch. Wir bauen Motorenwagen für alle Zwecke. Stationen des Automobilbaus Reichenbach (Vogtl.) März 1902 – Juni 1904. Neuberin-Museum, Reichenbach 2002, ISBN 3-932626-09-5.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Peter Kirchberg, Thomas Erdmann, Ralph Plagmann: Das Rad der Zeit. Hrsg. Audi AG, Delius Klasing, ISBN 3-7688-1011-9.
  2. ^ Jürgen Pönisch: August Horch – Pionier der Kraftfahrt. Hrsg. August Horch Museum Zwickau, 2001, ISBN 3-00-008754-0, S. 151–153.
  3. ^ Zentralblatt der Bauverwaltung, 1922, S.335, abgerufen am 6. Dezember 2012
  4. ^ Jürgen Pönisch: August Horch – Pionier der Kraftfahrt. Hrsg. August Horch Museum Zwickau, 2001, ISBN 3-00-008754-0, S. 162–167 u. 176.
  5. ^ Die Bezeichnung von Else Kolmar als Pflegetochter ist den Horch-Akten im Staatsarchiv Chemnitz entnommen.
  6. ^ Jürgen Pönisch: August Horch – Pionier der Kraftfahrt. Hrsg. August Horch Museum Zwickau, 2001, ISBN 3-00-008754-0, S. 198, 201–206.

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