Auditorium Parco della Musica

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Coordinate: 41°55′44.67″N 12°28′28.41″E / 41.929075°N 12.474557°E41.929075; 12.474557

Auditorium Parco della Musica
Parco della Musica di Roma 3.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Viale Pietro de Coubertin, 30
Dati tecnici
Tipo Complesso multifunzionale
Capienza 3 sale + Teatro Studio:
  • Sala Santa Cecilia: 2756
  • Sala Sinopoli: 1133
  • Sala Petrassi: 673
  • Teatro Studio: 300 posti
Realizzazione
Costruzione 1995
Architetto Renzo Piano
auditorium.com

L'auditorium Parco della Musica è un complesso multifunzionale di Roma, realizzato per ospitare eventi musicali e culturali di varie tipologie. Fu inaugurato il 21 aprile 2002 con l'apertura della Sala Sinopoli; il 21 dicembre dello stesso anno fu poi aperto il resto del complesso e inaugurata la Sala Grande (intitolata a Santa Cecilia), con un concerto diretto da Myung-Whun Chung.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si sviluppa su un'area di 55.000 nel quartiere Flaminio, tra la Villa Glori, la collina dei Parioli e il Villaggio Olimpico, ed è stato progettato dall'architetto italiano Renzo Piano.[1]

Visuale della cavea esterna

I volumi principali del complesso sono costituiti dalle tre sale da concerto, allocate in edifici di diverse dimensioni, con una forma che richiama quella di uno scarabeo; le tre sale sono coperte con lastre di piombo e disposte a raggiera intorno a un anfiteatro all'aperto, la cavea, che può accogliere circa 3.000 spettatori.[2] Lo spazio circostante, dove le costruzioni non superano l'altezza della cavea, è occupato da altre strutture - ambienti di servizio, studi di registrazione, sale prove - mentre attorno all'insieme degli edifici corre un vasto terrazzo praticabile. Da qui, tra la sala Santa Cecilia e la sala Sinopoli, sono visibili i resti della villa romana venuti in luce durante la costruzione del complesso (la cui scoperta comportò una sostanziale modifica del progetto originario di Piano), i cui reperti sono esposti in un piccolo museo ricavato sotto la cavea.[3]

Oltre alle tre sale da concerto la struttura comprende anche il Teatro Studio, tre diversi studi di registrazione, e il foyer (che in realtà è l'atrio comune alle sale). Sono stati aperti un bar, un bar-caffetteria e (con accesso anche alla strada) un bar-ristorante e una grande libreria. Il complesso ospita anche gli uffici della Fondazione Musica per Roma, che gestisce la struttura, e dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia, della quale è sede principale.

La Fondazione Musica per Roma[modifica | modifica sorgente]

La Fondazione Musica per Roma è diretta, fin dalla nascita dell'auditorium Parco della Musica, da Carlo Fuortes con la carica di Amministratore delegato.[4]

l'Accademia nazionale di Santa Cecilia[modifica | modifica sorgente]

Dal novembre 2005 l'Accademia nazionale di Santa Cecilia ha trasferito il suo intero fondo bibliotecario e archivistico al Parco della Musica, con l'apertura della Bibliomediateca, una struttura pubblica di carattere prevalentemente musicale. Dal febbraio 2008 l'accademia ha aperto, sempre al Parco della Musica, anche la nuova sede del suo museo degli strumenti musicali ("MUSA"), che conserva ed espone la collezione di sua proprietà.

L'auditorium è la sede stabile della stagione sinfonica e cameristica dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia e della fitta programmazione della Fondazione Musica per Roma, che comprende eventi multidisciplinari, concerti di musica rock, pop, jazz, contemporanea, lirica, elettronica e etnica, rassegne di teatro, danza, circo, letteratura e poesia, mostre, incontri con gli autori, Festival di scienze e del libro e le stagioni delle quattro orchestre residenti dedicate al jazz, alla muisca contemporanea e alla musica popolare.

Le sale[modifica | modifica sorgente]

Vista d'insieme delle tre sale coperte

Le tre sale sono esternamente formate da una base in mattone e dalla sala vera e propria, rivestita esternamente con listelli in piombo. Le sale sono state così battezzate:

A queste si aggiunge la cavea di 3000 posti, intitolata a Luciano Berio.

Sala Santa Cecilia[modifica | modifica sorgente]

Posta nel punto di maggior impatto visivo dal parcheggio della struttura, la Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre, ma anche quella acusticamente più difficile da gestire (vedi paragrafo Elogi e critiche).

È caratterizzata dalla vastità del palco e dall'innovativa soluzione per la copertura del soffitto, formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di 180 m². L'intera sala assume funzione di vera e propria cassa armonica. Attorno al palco, compresa la parte posteriore, si sviluppa una galleria con ulteriori posti a sedere, forse non favoriti acusticamente.

Questa sala, espressamente progettata per la musica classica ma utilizzata anche per ospitare altri tipi di eventi, ha caratteristiche di riverberazione uniche in Italia, con un tempo di ritorno di 2,2 secondi per le dimensioni assolutamente fuori dal comune della struttura, e per l'effetto dei già citati gusci lignei che fungono da specchio acustico. L'effetto prodotto consiste nella netta sensazione che l'intensità sonora diminuisca solo fino alla decima fila, oltre la quale sembra mantenersi costante.

Le motivazioni alla base di una simile scelta progettuale sono insite nella destinazione d'uso della sala che nelle intenzioni sarebbe dovuta essere impiegata unicamente per la musica classica, nella quale la sola pressione sonora a disposizione per raggiungere a un volume soddisfacente gli oltre 2.700 posti è quella fornita dallo strumento, da qui la necessità di centellinare ogni singolo metro di superficie per "far suonare" opportunamente la sala.

Sala Sinopoli[modifica | modifica sorgente]

L'interno della sala Sinopoli

La sala mediana dell'auditorium è stata intitolata al maestro Giuseppe Sinopoli. Ha come prerogativa l'adattabilità dello spazio interno in funzione del numero di esecutori e del comportamento acustico richiesto dall'evento. L'interno si presenta in modo esteticamente più sobrio, con pareti e controsoffitto perpendicolari. Una galleria si estende su tre dei quattro lati della sala.

Sala Petrassi[modifica | modifica sorgente]

La più piccola delle sale da concerto dell'auditorium di Roma è stata intitolata al maestro Goffredo Petrassi dopo la sua morte nel 2003. All'epoca dell'inaugurazione era ancora nominata genericamente Sala Settecento dal numero di posti a sedere. Appare verosimile che l'intenzione di dedicargli una delle sale dell'auditorium fosse già da tempo nell'animo degli amministratori capitolini. Il maestro Petrassi, nonostante l'età avanzata, volle assistere all'inaugurazione, ed ebbe l'onore della prima assoluta nella Sala Sinopoli dell'Ouverture da Concerto per Orchestra da lui composta nel 1931.

Il repertorio a cui si dedica la Sala Petrassi è principalmente costituito da musica lirica, musica jazz, spettacoli di teatro, di danza, e proiezione di film. Per assecondare le necessità teatrali è stata realizzata l'apposita fossa d'orchestra, oltre alle pareti laterali del palco semoventi, che permettono di ridurre le dimensioni del palco e ricavare spazio ai lati per l'ingresso in scena degli attori.

Elogi e critiche[modifica | modifica sorgente]

Gli esterni[modifica | modifica sorgente]

Una panoramica del quartiere Parioli intorno all'auditorium

Il nuovo auditorium di Roma è uno dei vanti dell'amministrazione cittadina. A più di sessant'anni dalla demolizione della sala dell'Augusteo, la Capitale ha ritrovato una sala ideata espressamente per la musica classica. Renzo Piano, vincitore del concorso a inviti del 1993, ha lavorato in sinergia con Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco di Baviera, che si è preoccupato di dotare le tre sale di un'acustica ottimale, e con l'architetto paesaggista Franco Zagari che si è occupato della consulenza urbanistica e degli spazi esterni.

Dal punto di vista urbanistico, una volta che la sagoma della nuova struttura ebbe preso forma ci si rese conto che, a causa delle dimensioni enormi, il complesso risultava fuori scala rispetto al tessuto urbanistico circostante. Un'ulteriore difficoltà derivò dalla necessità di modificare radicalmente il progetto a causa dei ritrovamenti archeologici: ad esempio, due dei tre "scarabei" furono traslati a Ovest, fino a sfiorare il viadotto di Corso Francia che taglia in due il Villaggio Olimpico, con la necessità di adottare alcuni accorgimenti relativi alla viabilità come, ad esempio, la chiusura al traffico automobilistico di viale De Coubertin.

Per quanto riguarda le tecniche di costruzione, il cantiere ebbe vicende molto travagliate, sulle cui responsabilità è ancora in corso una vertenza giudiziaria (in corso d'opera il contratto con la ditta aggiudicataria fu risolto e fu indetta una nuova gara d'appalto). Ne è conseguita una forte lievitazione dei costi, sulla quale si sono concentrate critiche e accuse da parte della Corte dei conti.

Le rovine di una villa romana all'interno dell'auditorium

L'area del Villaggio Olimpico, scelta dal consiglio comunale di Roma nel 1992 dopo un annoso dibattito non era considerata da tutti ideale,[5] non solo per le dimensioni e la conformazione del terreno, ma anche per la distanza dalla metropolitana (la stazione più vicina si trova in piazzale Flaminio) e dalle direttrici del trasporto pubblico. Il progetto risentì anche di una situazione legislativa piuttosto precaria, poiché all'epoca non erano ancora entrate in vigore le nuove disposizioni comunitarie in materia d'impatto ambientale e le norme sulle opere pubbliche confluite nella "legge Merloni". Nel 1995 e nel 1997 il Consiglio superiore dei lavori pubblici emise dei pareri fortemente critici, che furono minimizzati dal sindaco di Roma Francesco Rutelli, che in quell'occasione fu sostenuto della stampa e da larga parte dell'opinione pubblica.

Altro problema irrisolto sono i parcheggi[6]; i pochi parcheggi, all'interno dell'auditorium, sono considerati troppo cari dal pubblico, scoraggiandone l'uso. Pertanto le auto in sosta per i concerti invadono il quartiere del Villaggio Olimpico.

Gli interni[modifica | modifica sorgente]

Una volta inaugurato nella sua integrità, l'auditorium ha incontrato sia consensi che critiche, soprattutto da parte degli architetti: in particolare, è stata criticata la scelta dei materiali per i rivestimenti (mattonelle di terracotta color ocra e lastre di travertino).[senza fonte]

Le critiche alla sala grande si sono concentrate sull'inadeguatezza del riscaldamento e sulla difficile accessibilità. Non essendo stato possibile intervenire nel sottosuolo, la sala insiste su un piano molto elevato rispetto al piano di campagna, e per raggiungere le gallerie sono a disposizione solo due ascensori. Altre critiche sono state rivolte all'insufficienza dei servizi igienici e dell'aerazione, nei momenti di massima affluenza.[7]

A cinque anni dall'inaugurazione, alcuni sostengono che una sala da oltre 2.700 posti sia sovradimensionata rispetto alle esigenze effettive del pubblico abituale dei concerti di musica classica: a parte poche occasioni (ad esempio, il Festival Abbado dell'ottobre 2005), sono numerose le poltrone che restano vuote.[senza fonte] I costi elevatissimi richiesti per la manutenzione della gigantesca struttura hanno poi portato la società a cui è affidata la gestione dell'auditorium ad autofinanziarsi[senza fonte], cedendo i locali per manifestazioni come mostre, congressi, convegni, sfilate di moda e piste di pattinaggio. Dall'ottobre 2006, la "Città della Musica" ospita anche la Festa del cinema, che ha visto l'installazione di numerosissimi stand interni ed esterni e un'affluenza di pubblico notevole. Queste manifestazioni hanno tuttavia luogo in sale e ambienti che mal si prestano a questo genere di funzioni, con il rischio di favorire il veloce degrado delle strutture.[senza fonte]

La resa acustica[modifica | modifica sorgente]

Nei primi mesi di vita dell'auditorium sono stati riscontrati alcuni problemi di acustica delle sale. Il celebre direttore d'orchestra Wolfgang Sawallisch mosse alcune critiche all'indomani dell'inaugurazione («Il nuovo Auditorium è impressionante, ma della sala non mi convincono il palcoscenico e l'acustica»), e furono riscontrati problemi con l'acustica del concerto del cantuatore Ivano Fossati.[8] In seguito ai problemi riscontrati, sono state apportate alcune modifiche per ottimizzare l'acustica delle sale.[9][10][11]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Il 16 marzo 2010 hanno preso il via le trasmissioni di Radio Parco della Musica, web-radio ufficiale dell'auditorium, ascoltabile tramite il sito della struttura romana. Tra le peculiarità della radio, la diffusione, in esclusiva, dei grandi concerti dell'auditorium.

Il 4 ottobre 2011 ha debuttato Auditorium TV, canale YouTube ufficiale del Parco della Musica. Caratteristiche del canale, i filmati d'archivio esclusivi, le interviste agli artisti, le incursioni nel backstage dei concerti e il fortunato format "I Cinque Comandamenti".

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

È raggiungibile dalle fermate Flaminia/Reni e Apollodoro del tram Rete_tranviaria_di_Roma

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Dal 2006, ogni autunno ospita il Festival Internazionale del Film di Roma.

  • Bjork "Volta Tour" 25/07/2008
  • Anastacia "Heavy Rotation Tour" 12/07/2009
  • Tracy Chapman 27/07/2009
  • Antonello Venditti 25-27-29-31/12 2010
  • Gala Viennese 1/01/2011 - 2/01/2011
  • Dentro la musica 1/02/2011 e 2/03/2011
  • Ligabue 2/02/2011
  • Orchestra e Coro dell'Accademia di Santa Cecilia 1/03/2011
  • Ottoni e percussioni dell'Accademia di Santa Cecilia 03/03/2011
  • Valerio Scanu 12 marzo 2011 : sold out della Sala Sinopoli comprese le ali laterali
  • Europa galante, Fabio Biondi 1/04/2011
  • Si canta Maggio 1/05/2011
  • Einstürzende Neubauten 1/06/2011
  • Concerto degli Allievi 3/06/2011
  • Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia 4/06/2011
  • Orchestra, Voci Bianche e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia 1/07/2011
  • Ricky Martin "Musica Alma Sexo World Tour" 2/07/2011
  • Burt Bacharach 3/07/2011
  • George Benson (apri concerto Stefano Picchi) 12/07/2011[12]
  • Stefano Bollani "Piano Solo" 1/08/2011
  • Giovanni Allevi - Alien Tour 2011 2/08/2011
  • Tori Amos "Night of Hunters" 8/10/2011
  • Orchestra di Roma e del Lazio 16/10/2011 - 23/10/2011
  • Orchestra di Roma e del Lazio 13/11/2011 - 26/11/2011
  • Pat Metheny Trio 13/11/2011
  • Elio "Figaro il barbiere" 10/12/2011
  • Orchestra di Roma e del Lazio 11/12/2011 - 18/12/2011
  • Claudio Baglioni, Dieci dita, dal 25 dicembre 2011 al 4 gennaio 2012
  • Ludovico Einaudi "The Elements" 22/09/2012
  • Valerio Scanu "And So This Is Christmas" 17/12/2012 Sala Sinopoli (Sold out)
  • Nick Cave & the Bad Seeds 27/11/2013
  • Valerio Scanu 'Live in Acustico' 24/3/2013 Sala Petrassi (Sold out)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Video sul Parco della Musica. URL consultato l'8 febbraio 2010.
  2. ^ Sito Web dell'Auditorium - Spazi e Sale
  3. ^ L'impianto romano fu edificato sul luogo di una prima piccola fattoria d'epoca arcaica datata al VI secolo a.C.; il primo edificio fu sostituito nel III secolo a.C. da una villa patrizia (la costruzione è stata interpretata anche come legata al culto di Anna Perenna, il cui bosco è stato individuato in piazza Euclide).
  4. ^ Corriere della Sera del 19 maggio 2011 "Auditorium nomine ai vertici. Alemanno conferma Fuortes"
  5. ^ Il dibattito sulla localizzazione dell'auditorium prese il via subito dopo la demolizione dell'Augusteo nel 1936, e riprese negli anni Cinquanta con l'ipotesi del Borghetto Flaminio, una vasta area espropriata nell'anteguerra allo scopo di realizzare un complesso monumentale per celebrare la Marcia su Roma. Fu anche indetto un concorso, e nel 1960 fu predisposta una variante urbanistica per rendere possibile la costruzione della nuova struttura. Una vertenza allora in corso, relativa ad alcuni espropri, fece naufragare l'iniziativa. Il dibattito riprese nel corso degli anni settanta, per concludersi soltanto nel 1992 con l'abbandono definitivo dell'area del Borghetto Flaminio, sostenuta dagli urbanisti come Piero Maria Lugli ma avversata soprattutto dagli ambientalisti capitanati all'epoca da Francesco Rutelli, e l'adozione dell'ipotesi del Villaggio Olimpico caldeggiata, tra gli altri, da Antonio Cederna, Vittorio Emiliani e Italia Nostra.
  6. ^ Cantamesa, Rafaele. Project Management (2007)
  7. ^ "Parco della musica e della discordia", La Stampa, 2 aprile 2003, riportato su Diario - Quotidiano di architettura
  8. ^ Sawallisch bacchetta l'Auditorium in Corriere della Sera, 29.3.2003.
  9. ^ Leonetta Bentivoglio, L'Auditorium disturba chi ascolta senza fantasia (Luciano Berio) in La Repubblica, 31.3.2003.
  10. ^ Piano:«Avventura meravigliosa... ...che ancora non è terminata» in La Stampa, 2.4.2003.
  11. ^ Simona Casalini, Palcoscenico "stretto" per l'orchestra in La Repubblica, 31.1.2003.
  12. ^ George Benson - The Breezing Tour

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]