Atto mancato

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L'atto mancato o paraprassia, o atto sintomatico, o lapsus d'azione, chiamato in inglese slittamento (Freudian slip), è un fenomeno psichico che consiste in un errore d'azione, si vorrebbe fare una certa azione e invece se ne fa un'altra.

Per esempio ad una cena importante si cerca di prendere un bicchiere pieno di vino dal tavolo e invece si scontra con le dita contro il bicchiere facendolo rovesciare, e profondendosi in scuse poi con tutti gli ospiti. Sembrerebbe un atto involontario ma sottoposto ad indagine psicoanalitica, potrebbe essere spiegato come una voglia non cosciente di farsi notare. Questo fenomeno psichico fu descritto per la prima volta da Freud a dimostrazione che esiste una volontà non cosciente, chiamata inconscio che funziona a nostra insaputa e talvolta ci spinge a fare delle azioni che non vorremmo, o che vorremmo e non facciamo. Secondo la teoria freudiana gli atti mancati nascondono il conflitto nevrotico fra fare una certa azione e non farla, ossia per continuare nell'esempio precedente un desiderio cosciente esibizionistico verrebbe represso da una persona e l'inconscio libererebbe l'energia dell'azione repressa, con l'atto mancato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sigmund Freud, nel suo libro del 1901 Psicopatologia della vita quotidiana, ha descritto il fenomeno e lo ha denominato Fehlleistung, che in tedesco letteralmente significa azione difettosa, mentre gli inglesi utilizzano l'espressione greca parapraxis. Freud fornisce parecchi esempi di paraprassie apparentemente insignificanti, bizzarre o assurde; l'analisi è spesso abbastanza lunga e complessa, a causa della resistenza che un individuo attua ad ammettere il progetto nevrotico inconscio.

Idee popolari[modifica | modifica sorgente]

La divulgazione del termine ha diluito il suo significato tecnico in alcuni contesti per includere tutto il fenomeno nel lapsus linguae, spesso nel tentativo di chi compie l'atto mancato di attribuire i motivi dell'errore ad uno scherzo o attribuire un significato sessuale all'errore.
Non è chiaro, tuttavia, se Freud lo considerasse un innocente errore, o se pensasse che non ci siano errori innocenti. L'enorme quantità di atti mancati analizzati nella Psicopatologia, molti dei quali sono banali o apparentemente insignificanti, sembrerebbe indicare che Freud ritenesse che una parte molto piccola di quasi tutti gli atti mancati, rispondesse ad analisi.
Un'altra idea popolare comune fra la gente che intende consigliare o fornire aiuto psicologico ad altre persone è di usare gli atti mancati come testimonianza di timidezza, ansia, o riservatezza, come indicazione che la persona che fa l'atto mancato abbia necessità di parlare in modo più approfondito sull'insieme represso più profondo dei propri pensieri.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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