Atom Heart Mother (brano musicale)

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Atom Heart Mother
Artista Pink Floyd
Autore/i Gilmour-Mason-Waters-Wright-Geesin
Genere Rock progressivo
Pubblicazione
Incisione Atom Heart Mother
Data 1970
Durata 23:44
Atom Heart Mother – tracce
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Atom Heart Mother è una suite musicale in sei parti, di quasi 24 minuti, scritta dai Pink Floyd e Ron Geesin, un compositore d'avanguardia. Occupa l'intera prima facciata dell'omonimo album in vinile del 1970.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

La divisione interna della suite non ha nulla di strutturale o di giustapposto. In quel periodo i gruppi percepivano le royalties in base alle tracce presenti sul disco: con questo sistema i brani risultarono 12 e non 5. I Pink Floyd iniziarono a lavorare a Untitled Epic, come fu inizialmente chiamata, nel novembre del 1969, come brano principale da provare nel loro imminente tour. Il tema principale fu elaborato da Gilmour e indicato come Theme from an imaginary Western, perché gli ricordava la colonna sonora de I magnifici sette. Della stessa opinione era anche Waters. Successivamente varie persone collaborarono con idee diverse alla stesura del pezzo che fu diviso in cinque parti principali, collegate per mezzo di riprese di chitarra, pianoforte o effetti su nastro. Fu suonata la prima volta dal vivo il 18 gennaio 1970 al Croydon Town Hall, e qualche giorno dopo, il 23 gennaio 1970, al Theatre Des Champe Elysèes di Parigi, con il nome provvisorio di The Amazing Pudding. Il brano proposto al pubblico non aveva ancora né orchestra né cori, fu verso aprile, dopo l'inserimento di altri segmenti che si comprese la necessità di inserire un'orchestra per rendere il pezzo più corposo. Ron Geesin fece la sua comparsa durante l'ennesimo tour Americano, col compito di arrangiare questo Western immaginario. Il primo a conoscerlo fu Nick Mason, che seguiva abitualmente i suoi spettacoli per lo show di John Peel (conduttore di un famoso programma radiofonico per la BBC). I Floyd gli affidarono un nastro (di qualità scadente, trattandosi di parti messe insieme, senza un filo conduttore) e qualche indicazione di massima prima di ripartire per concerti promozionali. Gilmour registrò di nuovo il tema principale, mentre Wright fornì l'idea di base per il coro; Waters e Mason si occuparono degli effetti su nastro.

All'inizio di maggio Geesin si trovò a scrivere tutta la partitura da solo, non potendo usufruire dell'aiuto di nessuno (a parte Wright, nessuno degli altri Floyd sapeva leggere la musica). La EMI mise a disposizione del compositore la Abbey Road Pops Orchestra, un gruppo di musicisti esperti ma pagati a ora, utilizzata per lavori di questo tipo. Il gruppo era così composto: 1 violoncello, 3 trombe, 3 corni, 3 tromboni, 1 tuba, 2 violini e 2 legni. Con loro anche le 22 voci del coro di John Aldiss. Il fatto che i musicisti venissero pagati a ore costituì un problema durante le sedute perché le cose dovevano essere fatte con una certa rapidità. La composizione stessa era un ostacolo a causa dei frequenti cambi di tempo a cui l'orchestra scritturata evidentemente non è abituata. Durante le registrazioni si creò subito un clima difficile e le ultime fasi furono supervisionate da John Aldiss, che prese il posto di un Geesin molto provato. Nonostante le difficoltà il brano fu terminato verso giugno e definitivamente mixato a luglio dopo essere stato eseguito anche dal vivo al Festival di Bath. L'edizione americana dell'album presenta un missaggio differente dei brani.

Nel giugno 2008 la suite è stata nuovamente suonata dal vivo con coro e orchestra nell'ambito del Chelsea Festival. L'evento si è tenuto alla centralissima Cadogan Hall, a Londra, con la partecipazione di Ron Geesin, Caroline Dale, la band italiana dei MUN (Andre Beghi alla batteria, Nadir Morelli al basso, Federico Maremmi alla chitarra, Emanuele Borgi all'organo Hammond) e l'intervento straordinario di David Gilmour. In ottobre la suite è stata nuovamente proposta a Firenze, alla Galleria degli Uffizi, in versione per trio, con Ron Geesin al pianoforte, Caroline Dale al violoncello e Federico Maremmi alla chitarra acustica e Lap Steel.

Secondo il giornalista e critico musicale tedesco Raoul Hoffmann (Zoom-Boom. Die elektrische Rock-und Pop Musik, München, DTV, 1974, pag. 144), Atom Heart Mother è strutturata come una rock-symphony in mi minore, i cui sei movimenti sono collegati senza soluzione di continuità. Formalmente hanno una costruzione ciclica, nel senso che alla fine di ciascuno di essi si ritorna al punto iniziale. Si può individuare una prima parte che è formata da tre temi («Father’s Shout», «Breast Milky» e «Mother Fore»), configurati alla maniera di una passacaglia: ciò vuol dire che la base armonica si ripete secondo una sorta di modo «ostinato». Né bisogna sottovalutare il continuo aumento dell’intensità sonora, procedimento dinamico che si ripete in ogni tema.

Il primo complesso tematico è palesemente di stampo classicistico, come provano l'intonazione dei fiati, il fraseggio del violoncello e il coro con voci educate. Alla tematica in mi minore fa poi riscontro la parte in modo maggiore, con accordi che hanno in comune uno stesso intervallo di terza (sono terzverwandt), particolarmente nella parte denominata «Funky Dung». Qui non abbiamo soltanto un contrasto di tipo tonale, ma riscontriamo anche una sorta di rock feeling che vi si sviluppa lentamente. I musicisti poi improvvisano con i mezzi creativi desunti dalla musica rock elettronica, usando wah-wah e distorsore. Si può poi individuare una seconda parte, a partire dalla citata «Funky Dung», in cui si verifica una sintesi di suoni elettronici con i temi in mi minore della prima parte. Da questo collage sonoro emergono di nuovo i temi della prima parte nella loro forma originaria, fino a costituire la terza e conclusiva parte. Questa termina, dopo una coda che sterza in regimi atonali, in una melodia in mi maggiore in posizione di terza (Terzlage).

Divisione interna della suite[modifica | modifica wikitesto]

  • a: Father's Shout (0:00 - 2:52)

L'introduzione con i corni balbettanti è opera di Geesin che voleva qualcosa di forte per colpire il pubblico e introdurlo nell'atmosfera del disco. Il tema doveva essere ancora più "incerto", ma non fu possibile realizzarlo a causa della qualità dell'orchestra (più preoccupata di essere pagata che di seguire le fantasie di un compositore d'avanguardia). Il tema riflette il motivo principale di Gilmour, mentre il titolo della sezione è opera dello stesso Geesin, in omaggio al suo pianista preferito, Earl Hines, soprannominato Father. Giocando con lo spettro sonoro i fiati subentrano in crescendo, salendo di tono e di intensità, sono note spezzate che cercano l'accordo finché entrano le tastiere e le percussioni. Rombo di motore e cavalli al galoppo, esplosioni, poi di nuovo sul canale destro il rombo di una moto, fino a quando le tastiere non finiscono per introdurre la chitarra slide di Gilmour, ennesima variazione sul tema principale.

  • b: Breast Milky (2:52 - 5:23)

La chitarra scompare e inizia un duetto tra organo e violoncello prima che con un lento fade in entrino anche gli altri strumenti. Anche questo caso il titolo fu scelto da Geesin.

  • c: Mother Fore (5:23 - 10:12)

In questa sezione si può ascoltare il sapiente lavoro di Geesin volto a creare una certa dinamicità all'interno del brano, il suo sforzo per far duettare strumenti classici ed elettrici (peraltro incisi in momenti diversi). La musica assume un tono quasi jazzato. Gli accordi di questa parte sono opera di Wright a sua volta influenzato da Henry Purcell (1659 – 1695, compositore inglese). Dei Floyd era l'unico ad interessarsi di jazz, musica classica, e d'avanguardia: Berlioz, Mahler, Bruckner, Carl Orff, Aaron Copland, ecc. Anche se per sua stessa ammissione questo interesse lo portò ad una certa autoindulgenza.

  • d: Funky Dung (10:12 - 14:50)

Titolo originale di questa parte, opera sempre di Geesin, era Split Knees, cambiato all'ultimo momento dal gruppo per creare riferimenti all'interno dell'album (Concime Funky, perché il pezzo aveva un andamento funky e il concime era prodotto dalle mucche!). La melodia di base è una variante di un brano sperimentato dal gruppo già nelle sedute di registrazione di Zabriskie Point.

  • e: Mind Your Throats Please (14:50 - 18:00)

Riparte da poche note l'armonia principale, che gioca come sempre sullo spettro d'ascolto; il collage sonoro, che ricorda Revolution 9 dei Beatles, è opera di Mason e Waters. L'ispirazione proviene sempre dalla colonna sonora The Body in cui c'era un collage sonoro che riguardava l'esofago e la bocca. In questa sezione compare per la prima volta un piano amplificato per mezzo di altoparlanti Leslie, esperimento ripetuto poi su Echoes nell'album Meddle.

  • f: Remergence (18:00 - 23:43)

Parte finale in cui con crescendo alternato tutti i fili delle precedenti melodie vengono al pettine fondendosi in un'unica grande ripresa. Geesin la riteneva la parte migliore, anche perché proponeva una nuova melodia di sua creazione.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Pink Floyd
Musicisti aggiuntivi
Tecnici suono

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Alcuni sostengono che le parole pronunciate dal coro nella sezione d: Funky Dung assomigliano a Tea, toast, coffee, yeah! Sa sa sa sa sa sausage rrrrrrrroast beef, e si riferiscono probabilmente al brano di chiusura Alan's Psychedelic Breakfast. In realtà si tratta di vocalizzi con sola finalità ritmica (ra-pa-ti-ta- koo-koo-chaaa...)
  • Il brano sarà l'unico a riportare i crediti di una partecipazione esterna al gruppo fino al brano The Trial su The Wall, in cui parteciperà Bob Ezrin. Solo recentemente è stato riconosciuto a Clare Torry il suo contributo vocale sul brano The Great Gig in the Sky.
  • Stanley Kubrick chiese di poter usare questa traccia per il suo film Arancia meccanica (A Clockwork Orange), ma i Pink Floyd negarono il permesso.
  • Negli anni settanta la RAI ha utilizzato molti brani dei Pink Floyd, per sigle e colonne sonore. Contemporanea all'uscita del brano, la traccia Breast Milky accompagna due sketch di Carosello, il primo per una celebre marca di detersivi - avvalendosi di sequenze psichedeliche virate in negativo o con toni falsati - e per una di acque minerali.
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