Atleta di Taranto

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L'Atleta di Taranto è il soprannome dato ad un uomo vissuto nella città magnogreca di Taranto, presumibilmente nel V secolo a.C., campione di molte gare olimpiche nella specialità del Pentathlon.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La scoperta

Le notizie su quest'uomo sono poche e confuse, ma la storia di questo campione comincia a costruirsi il 9 dicembre 1959, data in cui a Taranto, all'altezza del civico 9 di via Genova, in occasione della costruzione delle fondamenta di un edificio, fu rinvenuta una tomba gloriosa e pluridecorata, nella quale l'uomo veniva indicato come una vera leggenda dell'epoca per aver vinto quattro olimpiadi in una delle specialità più difficili e poliedriche, il Pentathlon. Non ci si meravigli del fatto che una potenza come Taranto, importante città della Magna Grecia, partorisse atleti entrati nella leggenda.

[modifica] Il fisico

Dalla struttura ossea, perfettamente intatta al suo ritrovamento, è stato possibile risalire alla sua dieta alimentare, alla sua età e allo stile della sua acconciatura: si trattava di un uomo sui 30 anni e di corporatura robusta, alto circa 170 cm (una statura eccezionale per quell'epoca), per un peso di 77 kg. Evidenti erano anche i segni della sua potenza nel lancio del disco, nel salto in lungo, nel lancio del giavellotto, nella corsa e nella lotta, le discipline sportive tipiche del Pentathlon. I suoi capelli erano ricci e scuri come i suoi occhi.

[modifica] La dieta alimentare

La sua dieta alimentare era costituita principalmente da cereali e frutta, ricchi di carboidrati, come erano anche soliti usare i suoi colleghi, ma che lui accompagnava ad una buona dose di fonti proteiche, come il pesce azzurro di piccola taglia quali acciughe, sarde, sgombri, crostacei ed ostriche, talvolta anche carne.

[modifica] Le ipotesi sulla sua morte

Le ipotesi sulla morte dell'atleta sono principalmente due. Secondo la prima, in quanto campione, ebbe presumibilmente pochi rivali nelle sue discipline sportive, che lo condussero purtroppo allo stremo delle sue forze e alla morte all'età di 35 anni. La seconda ipotizza un possibile avvelenamento tramite arsenico, quando l'atleta aveva circa 27 anni, assassinato molto probabilmente per interesse sportivo.

[modifica] La tomba

Alla sua morte, quando la sua bell'anima salì all'Olimpo, fu adagiato in un sarcofago monumentale per il meritato eterno riposo, seppellendolo come lui desiderava con le sue quattro anfore panatenaiche, raffiguranti ognuna le sue precedenti gloriose vittorie. Al ritrovamento della tomba però, ne furono rinvenute solo tre, in quanto la quarta andò perduta. Ora la sua tomba troneggia in una sala del Museo nazionale archeologico di Taranto.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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