Atella (PZ)

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Atella
Atella (PZ) - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Potenza
Coordinate: 40°52′0″N 15°39′0″E / 40.86667, 15.65Coordinate: 40°52′0″N 15°39′0″E / 40.86667, 15.65
Altitudine: 500 m s.l.m.
Superficie: 88 km²
Abitanti:
3.885 31-08-07
Densità: 44 ab./km²
Frazioni: Monticchio Laghi, Montesirico, Sant'Andrea, Sant'Ilario 
Comuni contigui: Avigliano, Bella, Calitri (AV), Filiano, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele
CAP: 85020
Pref. telefonico: 0972
Codice ISTAT: 076006
Codice catasto: A482 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: atellani 
Santo patrono: Santa Maria Nives 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Atella è un comune di quasi 4.000 abitanti della provincia di Potenza.

Indice

[modifica] Geografia

Atella si trova nel cuore della Valle di Vitalba, ampia zona perlopiù pianeggiante che si estende da Lagopesole al Vulture e il cui nome deriva da un casale (chiamato appunto Vitalba, scomparso alla fine del 1200) che sorgeva sul colle di San Marco vicino alla fiumara.

[modifica] Storia

Sebbene il secolo più accreditato della sua fondazione sia il trecento, esistono alcune ipotesi che identificano un'origine ancor più antica del comune. Alcuni ritengono che Atella fosse stata fondata nel III secolo a.C., da profughi provenienti dall’omonima città campana, o che fosse sorta sulle rovine di un’altra città (Celenna), menzionata dal poeta latino Virgilio nell’Eneide. Anche se alcuni reperti come una necropoli del IV secolo a.C. e un sarcofago d’epoca imperiale romana (oggi conservato nel Museo archeologico nazionale di Napoli) sembrano comprovare un'origine più antica di quella riconosciuta attualmente, alla situazione attuale sono prive di fondamento.

Secondo la versione ufficiale, Atella ebbe origine tra il 1320 ed il 1330, a seguito di una riorganizzazione economico-sociale voluta dagli angioini. Giovanni d'Angiò, figlio di re Carlo II, nonché conte di Gravina e signore di San Fele, Vitalba ed Armaterra, promise l’esenzione dalle imposte per 10 anni a coloro che si sarebbero trasferiti nella città che stava sorgendo per suo volere. Questa proposta si rivelò vantaggiosa per tutti quei cittadini che furono impoveriti dalle continue guerre e oppressi dai pesanti tributi dei feudatari del Vulture e dintorni.

Fu così che Atella venne popolata da gente proveniente perlopiù dalle zone di Rionero, Monticchio, Lagopesole, Agromonte, Balvano, Caldane, Sant'Andrea ed altri luoghi della zona. Sotto il governo angioino, Atella divenne un centro economico e militare molto importante, tanto da essere, a quel tempo, una delle città più ricche della Basilicata e, proprio per il suo crescente sviluppo, subì un notevole incremento demografico. La città venne dotata di mura e di un castello, il suo accesso era assicurato da due porte di cui al giorno oggi è rimasta solamente una, quella di San Michele. I prodotti atellani come cereali, formaggi e salumi venivano esportati nelle città più importanti del meridione e diversi atellani strinsero rapporti con alcune corti principesche italiane.

Quest'epoca di pace e prosperità duro circa un secolo e per Atella si prospettò un progressivo declino, causa i ripetuti saccheggi, i continui passaggi da un feudatario all'altro e violente scosse sismiche. Nel 1423, la città divenne feudo di Giovanni Caracciolo mentre nel 1496 fu saccheggiata dall'esercito francese di Gilberto di Montpensier e conquistata dal generale aragonese Gonzalo Fernández de Córdoba dopo un assedio di circa 30 giorni. In seguito numerosi nobili ebbero in dote Atella, come Filippo Chalon nel 1530, Antonio de Leyva nel 1532 e altre famiglie come i Capua, i Gesualdo e i Filomarino.

Il comune venne seriamente danneggiato da un terremoto avvenuto nel 1694, che rovinò gran parte del patrimonio urbano, soprattutto il castello, di cui rimane, al giorno d'oggi, solamente la Torre Angioina. Il sisma costrinse anche molti abitanti della cittadina a trasferirsi a Melfi che, seppure anch’essa danneggiata, presentava migliori condizioni di vivibilità. Nel 1851 ci fu un altro sisma che quasi distrusse il paese. Nel periodo dell'unità d'Italia, Atella, afflitta sempre più da miseria, disoccupazione ed analfabetismo partecipò attivamente al brigantaggio. Circa un centinaio furono gli atellani coinvolti nelle rivoluzioni brigantesche nel 1861. Rappresentante illustre del brigantaggio atellano fu Giuseppe Caruso, luogotenente dell'esercito di Carmine Crocco che poi tradì il suo capo dopo essersi costituito alla Guardia Nazionale Italiana.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa madre di Santa Maria ad Nives

È una struttura risalente al XIV secolo, ha subito numerosi restauri per via dei numerosi terremoti che, sin dalla sua costruzione, ne hanno minato la stabilità. Proprio per questo l'edificio presenta vari fasi temporali di costruzione, la facciata trecentesca si contrappone infatti all'interno datato XVIII secolo. È stata dedicata a "Santa Maria della Neve" (in latino della neve è traducibile in "ad nives"). La facciata, che si affaccia sulla piazza principale del comune, è composta da un portale con arco a sesto acuto, in alto un rosone e due nicchie con le statue di S. Antonio Abate e S. Nicola di Bari, su un livello superiore vi è un crocifisso arcaico. La parte interna della chiesa, composta da una singola navata, presenta dipinti di epoca conquecentesca come "L'Annunciazione" e un quadro del 1800 raffigurante "La Madonna della Neve", a cui è dedicata la struttura.

[modifica] Chiesa di Santa Lucia

Fu fondata nel 1389 e ha subito profonde ristrutturazioni nel 1694. Conserva al suo interno un affresco quattrocentesco della Madonna Riparatrice, riscoperto nel 1851, quando un grave terremoto colpì la zona del Vulture. L'affresco è considerato da certi "miracoloso" perché riuscì a proteggere Atella dal sisma, che causò solamente due morti, mentre nelle città limitrofe si registrarono ingenti danni a cose e persone. Questo presunto evento soprannaturale colpì perfino il re Ferdinando II delle Due Sicilie che, in visita nella zona, volle ammirare l'opera con i suoi occhi, ordinandone la riproduzione. Inoltre diede un contributo di 1.500 ducati per la ricostruzione della chiesa.

[modifica] Monastero delle Suore Benedettine

Venne edificato nel XV secolo con il finanziamento di Nardo De Alessandrellis, esponente di una delle famiglie più nobili di Atella, morto nel 1426. Formato da un'unica navata, l’edificio si sviluppa su due livelli intorno a due chiostri di cui quello più piccolo di forma regolare costituisce il nucleo più antico ed è composto da portali e da bifore in pietra scolpita.

[modifica] Monastero di Santa Maria degli Angeli

Risalente al XIV secolo, appartenne inizialmente a una comunità di frati Francescani e fu abbandonato a causa dei terremoti che rovinarono la struttura. Nel 1706 venne affidato al Padre Cono da Cancellara. Secondo una descrizione del 1723, il monastero è composto da trenta stanze abitabili con altri ambienti al primo piano, al piano terreno vi è un refettorio, le cucine ed altre sette stanze. Attorno al chiostro si erige un porticato, composto da volte a crociera, con loggiato superiore. All’epoca era anche coperta da volta a tutto sesto, poi crollata.

[modifica] Architetture militari

[modifica] Torre Angioina

La Torre Angioina è l'unico elemento rimanente del castello costruito dagli angioini, distrutto dal terremoto del 1694. Il castello, che era formato da quattro torri laterali di guardia e circondato da un profondo fossato, fu oggetto di due lunghi e sanguinosi assedi, avvenuti nel 1361 e del 1496.

[modifica] Siti archeologici

[modifica] Area archeologica paleolitica

Posta nelle vicinanze del cimitero di Atella, possiede reperti che testimoniano la presenza di insediamenti preistorici sul territorio. Da menzionare è il fossile di un mammut vissuto probabilmente tra i 650.000 e i 550.000 anni fa. L'area certifica che questo posto fu abitato da gruppi di homo erectus che cacciavano animali quali il bisonte, l'elefante e altri ancora con armi costruite in pietra.

[modifica] Altro

[modifica] Fiumara

Conosciuta in era medievale col nome Triepi, nasce dalle sorgenti nelle vicinanze di Lagopesole e attraversa la Valle di Vitalba, riversandosi infine nell'Ofanto dopo una trentina di chilometri. È molto ricca di vegetazione, in particolare di castagno, frassino, acero, olmo, noce, e faggio e di fauna, come lontra, tasso, riccio e cinghiale. Sulle cime più alte che sovrastano la fiumara di Atella è possibile trovare il lupo, il gatto selvatico e la volpe mentre nei corsi d'acqua vivono cavedano, barbo, rovella, anguilla e alborella meridionale che purtroppo rischia l’estinzione. La fiumara è anche luogo in cui si trovano spesso varie specie di volatili, tra cui airone cinerino, beccaccino, martin pescatore e germano.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate ad Atella

[modifica] Eventi

  • San Giuseppe lavoratore (19 marzo) - vengono accesi i falò nei diversi rioni del paese, ove la popolazione si riunisce per cantare e ballare. Al ritorno a casa, è tradizione portare un po' di brace con sè come benedizione.
  • Sacra Rappresentazione del Giovedì Santo - rappresentazione della passione di Cristo, in cui vengon recitati il suo processo, la sua condanna e la sua crocifissione.
  • Lunedì dell'Angelo - Processione del quadro di Santa Maria della Nives, all'alba. Il corteo di fedeli durante il tragitto per raccogliere le offerte (la "licita"), e il termine della festività avviene con i fuochi pirotecnici in serata.
  • Ascensione - durante il giorno dell'Ascensione vengono preparati i "tagliulin' cu' r' latt", tagliolini di pasta all'uovo fatti in casa, cotti nel latte e conditi con zucchero e cannella.
  • San Michele (8 maggio) - viene fatta una scampagnata al tabernacolo dedicato al Santo, che si trova alla periferia del paese.

[modifica] Economia

Atella è uno dei comuni addetti alla produzione di Aglianico del Vulture, vino riconosciuto DOC nel 1971 e dell'olio del "Vulture", in tempi recenti riconosciuto con il marchio DOP. Il comune ospita anche l'area industriale della Valle di Vitalba, con una superficie di 840.000 mq e che ospita aziende come la Filatura di Vitalba, di proprietà del gruppo Miroglio, insediatasi nei primi anni ’90. Lo stabilimento dolciario della Vicenzi si è insediato nel 2005, dove in passato vi era uno della Parmalat, e impiega circa 150 lavoratori. Da segnalare inoltre la C.M.D. (Costruzioni Motori Diesel) che destina i suoi prodotti allo stabilimento FIAT di Melfi.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Roberto Telesca (centrosinistra) dal 15/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 0972 716273
Posta elettronica: info@comune.atella.pz.it

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV., Basilicata Atlante Turistico, Istituto Geografico De Agostini, 2006 .
  • AA. VV., Basilicata , Touring Editore, 2004.

[modifica] Collegamenti esterni

Sito del comune di Atella

Strumenti personali