Ateles geoffroyi

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Atele di Geoffroy
Ateles-geoffroyi 48090548.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Platyrrhini
Superfamiglia Ceboidea
Famiglia Atelidae
Sottofamiglia Atelinae
Genere Ateles
Specie A. geoffroyi
Nomenclatura binomiale
Ateles geoffroyi
Kuhl, 1820
Sinonimi

L'atele di Geoffroy o atele centroamericano (Ateles geoffroyi Kuhl, 1820) è un primate platirrino della famiglia degli Atelidi.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Ateles geoffroyi ornatus.

Con cinque sottospecie (Ateles geoffroyi geoffroyi, Ateles geoffroyi griseiscens, Ateles geoffroyi ornatus, Ateles geoffroyi vellerosus, Ateles geoffroyi yucatanensis) il suo areale si estende dal Messico (stati di Tamaulipas e Jalisco) fino alla Colombia nord-occidentale. Predilige la foresta pluviale pedemontana e montana.

Alcuni autori riconoscono come sottospecie valide anche Ateles geoffroyi azurensis, Ateles geoffroyi frontatus ed Ateles groffroyi panamensis.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura fino a un metro e mezzo di lunghezza, di cui più di metà spetta alla coda, per un peso medio di 7 kg.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare in cattività.

A seconda della sottospecie, il pelo può essere nero, bruno o rossiccio nella zona dorsale, con tendenza a schiarirsi in quella ventrale. La faccia è nera, circondata da peli allungati dello stesso colore del mantello: attorno agli occhi è presente un cerchio di pelle biancastra, ed anche il muso è dello stesso colore. La coda e le lunghe zampe sono nerastre.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali prettamente arboricoli, diurni e molto sociali: a seconda del tipo di habitat e dalla sua produttività, si riuniscono in grandi gruppi (sono stati osservati gruppi comprendenti più di 100 individui). Generalmente il gruppo è comandato da una femmina dominante che definisce le rotte da seguire per trovare il cibo all'interno di un territorio ben definito, all'interno del quale il gruppo si frammenta in numerosi sottogruppi comprendenti 5-6 esemplari.
Grazie alla lunga coda, questi animali sono praticamente dotate di un arto accessorio: possono rimanere appesi solo per la coda mentre maneggiano oggetti con le quattro zampe, oppure usare la coda stessa per maneggiare oggetti. Quest'ultima è più lunga del corpo (fino a 80 cm contro i 65 cm massimi di lunghezza muso-radice della coda) e dotata di una parte glabra e zigrinata all'estremità inferiore, che permette una presa sicura ed una grande sensibilità all'appendice.
Il pollice opponibile è stato soppresso nelle zampe anteriori in favore di una maggiore funzionalità alla vita arboricola: le mani anteriori contano solo quattro dita ed hanno la forma di uncini, mentre le mani posteriori hanno 5 dita. Durante la locomozione fra le fronde, queste scimmie utilizzano la brachiazione, in maniera simile ai gibboni.
In caso di pericolo, emettono suoni simili all'abbaiare di un cane di media taglia e tendono a rifugiarsi sulle cime degli alberi, fra i rami sottili, da dove lanciano oggetti all'assalitore ed urinano e defecano su di esso.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutrono essenzialmente di frutta matura: in misura minore mangiano foglie, semi, fiori ed accettano anche insetti e uova.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La femmina ha un ciclo estrale di circa 25 giorni: il calore dura per circa due giorni, durante il quale essa tende ad accoppiarsi promiscuamente con più maschi. La gestazione dura circa sei mesi, al termine dei quali viene dato alla luce un unico cucciolo, che assorbe tutte le energie della femmina (il maschio si disinteressa della prole, visto che la specie non forma coppie stabili) che sopprime l'ovulazione per tutto il periodo della cura della prole.
La crescita dei piccoli è molto lenta: lo svezzamento avviene attorno all'anno e mezzo d'età, ma generalmente i giovani divengono del tutto autosufficienti in 2-3 anni. I maschi raggiungono la maturità sessuale a 5 anni, le femmine circa un anno prima: queste ultime tendono ad allontanarsi dal proprio gruppo con la maturità, mentre i maschi restano nello stesso gruppo nel quale sono nati.

La speranza di vita di questi animali in cattività si aggira attorno ai 30 anni.

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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