Astrazione Povera

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L'Astrazione Povera è un movimento artistico teorizzato dal critico Filiberto Menna nei primi anni ottanta.[1].

Astrazione Povera[modifica | modifica sorgente]

Il movimento dell'Astrazione Povera segue la "linea minimale"[2] di pittura come riduzione: l'attenzione degli artisti si concentra sul tentativo di operare una riduzione linguistica nei mezzi utilizzati, esplicitando il processo di costruzione dell'opera d'arte.[3]

In questo senso, l'accezione solo apparentemente negativa del termine Astrazione Povera si comprende a pieno nel fare artistico essenziale, costruito con gli attrezzi minimi assolutamente indispensabili per intraprendere la costruzione di una nuova immagine del reale.[3]

Per questa ragione, l'Astrazione Povera si contrappone in maniera netta agli orientamenti allora dominanti del Post-moderno e della Transavanguardia basati su una pittura impostata sul pieno, sull'ingombro, sulla sovrabbondanza dei colori, della materia, della narrazione e dell'espressione.[4]

In questo movimento, l'opera non è il luogo della citazione, della fabula o dell'espressività immediata del soggetto, ma il punto di arrivo di uno spostamento di accento dalla dominante semantica a quella sintattica del linguaggio pittorico.[5]

Allo slogan Lyotardiano, emblema del risorgimento pittorico post-moderno maturato alla fine degli anni settanta, secondo cui "si può leggere tutto e in tutte le maniere", questo movimento contrappone una più acuta coscienza del limite e la esigenza di realizzare delle forme che hanno innanzitutto valore per sé stesse.[3]

I principali artisti che hanno fatto parte del movimento Astrazione Povera sono Gianni Asdrubali, Antonio Capaccio, Mimmo Grillo, Bruno Querci, Lucia Romualdi, Mariano Rossano, Rocco Salvia[3][6]

Principali mostre[modifica | modifica sorgente]

  • Costruttività, Tour Fromaage e Teatro Romano, Aosta 1982
  • Tridimensionale, Galleria d'Arte Contemporanea, Termoli 1983
  • La Soglia, G. Sagittaria, Pordenone 1985
  • Il meno è il più, La Salerniana, Erice 1986
  • Astrazione povera, Studio Ghiglione, Genova 1986
  • Astrazione povera, Studio Marconi, Milano 1987

Cataloghi[modifica | modifica sorgente]

  • Catalogo - F. Menna, Il meno è il più, La Salerniana, Erice, Milano, Mazzotta Editore, 1986. ISBN 88-202-0699-4.
  • Catalogo - F. Menna, Astrazione povera, Studio Ghiglione, Genova, 1986
  • Catalogo - F. Menna, Astrazione povera, Studio Marconi, Milano, 1987
  • Catalogo - F. Menna, La Soglia, Galleria Saggittaria, Pordenone, 1985
  • Catalogo - G. Cortenova, “L'arte della coscienza”; F. Menna, “Riduzione e complessità”, in Astratta. Secessioni astratte in Italia dal dopoguerra al 1990, Palazzo Forti, Verona, 23 gennaio - 15 marzo 1988, Milano, Mazzotta Editore, 1988.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Menna, Il meno è il più. Per un'astrazione povera, Milano, Mazzotta, 1986. ISBN 88-202-0699-4.
  • F. Menna, “La costruzione del vuoto” in Aggancio, Milano, Nuova Prearo Editore, 1987. IT\ICCU\VEA\0030980.
  • G. Altea, M. Magnani, Atlante: geografia e storia della giovane arte italiana, Milano, G. Politi, 1999. ISBN 88-781-6112-8.
  • G. Bonasegale Pittei, E. Zanella, Da Balla a Morandi : capolavori dalla Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea di Roma, Roma, Palombi, 2005. ISBN 88-762-1488-7.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Atlante: geografia e storia della giovane arte italiana
  2. ^ Da Balla a Morandi: capolavori dalla Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea di Roma
  3. ^ a b c d F. Menna, Il meno è il più. Per un'astrazione povera, Milano, Mazzotta, 1986. ISBN 88-202-0699-4.
  4. ^ F. Menna, “La costruzione del vuoto” in Aggancio, Milano, Nuova Prearo Editore, 1987. IT\ICCU\VEA\0030980.
  5. ^ F. Menna, L'opera d'arte e la costruzione del nuovo in Flash Art n. 138, Aprile 1987, pp. 39-41.
  6. ^ L. Cherubini, "Asrubali, Capaccio, Rossano, Salvia in Flash Art, Milano, n. 117, Dicembre 1983 - Gennaio 1984, pp. 47-48.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]