Astragalus glycyphyllos
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| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Fabales |
| Famiglia | Fabaceae |
| Sottofamiglia | Faboideae |
| Genere | Astragalus |
| Specie | A. glycyphyllos |
| Classificazione APG | |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi I |
| Ordine | Fabales |
| Famiglia | Fabaceae |
| Nomenclatura binomiale | |
| Astragalus glycyphyllos L., 1753 |
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| Nomi comuni | |
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Liquirizia selvatica |
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L'Astragalo falsa liquerizia (nome scientifico Astragalus glycyphyllos L.) è un piccolo arbusto, erbaceo, glabro a portamento strisciante, appartenente alla famiglia delle Fabaceae.
Indice |
[modifica] Sistematica
Il genere Astragalus è molto corposo: comprende oltre 1000 specie di cui almeno 40 vivono in Italia.
Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Astragalus è chiamata Leguminosae ma anche Papilionaceae. Anche la sottofamiglia, a seconda degli autori, può essere assegnato alle Lotoideae (invece che Faboideae).
Specie simili:
- Astragalus cicer L. - Cece selvatico: si differenzia per il tipo e dimensioni del fusto (fino a 1 metro. coperto di peli e non strisciante) e per le foglioline che sono lanceolate e non ellittiche.
[modifica] Etimologia
Il nome del genere deriva dal greco astragalos, probabilmente in riferimento alla forma spigolosa dei semi come quella dell’astragalo, un osso del tarso. Teofrasto, però, fa derivare il nome da tragos (capra) e da akantha (spine) per la somiglianza di questi arbusti alla barba delle capre.
[modifica] Morfologia
La forma biologica è del tipo emicriptofita reptante (H rept): quindi sono piante perenni che si propagano per mezzo di gemme poste sul terreno i cui fusti sono striscianti e non molto alti.
È una delle poche specie del genere Astragalus prive di spine.
[modifica] Radici
La radice è del tipo fascicolato.
[modifica] Fusto
Fusto epigeo è strisciante (a portamento prostrato), glabro o peli semplici, poco ramificato. Dimensione massima 30–100 cm di estensione, ma al massimo arriva a 20 cm di altezza. Alla fioritura il fusto acquista un colore rossastro.
[modifica] Foglie
Le foglie sono alterne, imparipennate (quindi in numero di dispari: da 9 a 15 segmenti ovato-ellittici, glabri), di lunghezza 2–4 cm e patenti. Mentre la lunghezza complessiva della foglia è al massimo 20 cm. Il colore è verde pallido. Alla base del picciolo sono inoltre presenti delle stipole intere a forma lanceolata.
[modifica] Infiorescenza
Infiorescenze di tipo a racemo ascellare eretto (dimensione minore delle foglie). Fiori radi: 8 - 30 per infiorescenza.
[modifica] Fiori
Il fiore, pentamero, ermafrodito, dialipetalo, zigomorfo, è brevemente peduncolato e lungo 11–15 mm. Il più delle volte il portamento del peduncolo è pendulo.
Il calice gamosepalo è glabro di forma campanulata, brevemente dentato.
La corolla è papilionacea con 5 petali profumati di colore crema o giallo verdastro. È carenata con l’estremità ottusa.
Gli stami sono 10, mentre l’ovario è monocarpellare e supero.
Impollinazione: tramite farfalle (anche notturne).
Fioritura: da maggio a luglio.
[modifica] Frutti
I frutti sono dei legumi acuminati di sezione circolare e lievemente arcuati, glabri lunghi circa 3–4 cm. A volte possono essere conniventi.
[modifica] Distribuzione e habitat
Il tipo corologico è definito come S-Europ.-S-Siber.. ossia Sud Eurosberiano; abitante quindi delle zone calde dell’Europa e fascia meridionale della Siberia.
In Italia è comune e vegeta nei luoghi erbosi e calcari e nei boschi caducifogli e mesofili. Non è presente nelle isole.
Altitudine preferita: 100 - 1400 m s.l.m..
[modifica] Usi
[modifica] Agricoltura
A.glycyphyllos ha un buon impiego come pianta da foraggio, infatti le foglie sono molto appetite dal bestiame. Il valore nutritivo della pianta seccata è molto alto: sostanze azotate, grassi greggi, cellulosa, acqua e altro.
[modifica] Cucina
Dal nome (falsa liquirizia, chiamata così per la sua radice zuccherina) si capisce che non è la pianta dalla quale si ricava la vera liquerizia che è Glycyrrhiza glabra ; invece può essere utilizzata per fare il tè.
[modifica] Galleria di foto
[modifica] Bibliografia
- Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori , TN Tuttonatura, 1980.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta , Milano, Federico Motta Editore, 1960.
[modifica] Collegamenti esterni
- Fungoceva.it. URL consultato il 10-11-2007.
- Flora delle Alpi Marittime. URL consultato il 10-11-2007.
- Flora Italica. URL consultato il 10-11-2007.
- Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 10-11-2007.
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