Asti spumante

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Asti spumante

DOCG

Asti
Istituito con decreto del 14/11/1977  
Gazzetta Ufficiale del 20/01/1978,
n 20
Resa (uva/ettaro) 100 q
Resa massima dell'uva 75,0%
Titolo alcolometrico naturale dell'uva 9,0%
Titolo alcolometrico minimo del vino 12,0%
Estratto secco netto minimo 17,0‰
Vitigni con cui è consentito produrlo
fonte: Ministero delle politiche agricole


L' Asti o Asti spumante è un vino DOCG la cui produzione è consentita nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Indice

[modifica] Caratteristiche organolettiche

  • colore: giallo paglierino o giallo dorato assai tenue- limpidezza brillante-spuma fine e persistente.
  • odore: aroma caratteristico di moscato, spiccato e delicato.
  • sapore: aromatico, caratteristico di moscato, delicatamente dolce ed equilibrato

[modifica] Cenni storici

Il Moscato bianco è un vitigno antico , proveniente dal bacino orientale del Mediterraneo. La diffusione di queste uve è dovuta dal particolare gusto dolce che si otteneva facendole appassire.

A partire dal Trecento, il vino dolce aromatico divenne molto ricercato, e grazie principalmente ai commerci che Venezia aveva nel Mediterraneo orientale si diffuse nella penisola italiana con il nome di "vino greco".

Nel 1511, l'uva è citata come "Muscatellum" negli statuti di La Morra, e nel 1597, sono richieste talee di Moscato alla comunità di Santo Stefano Belbo da parte del duca di Mantova.

Giovan Battista Croce, milanese , si trasferì in Piemonte alla fine del XV secolo, gioielliere del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, può essere considerato, secondo Renato Ratti, il fondatore della branca enologica piemontese che ha dato origine ai vini dolci, aromatici e poco alcolici tra i quali primeggia il Moscato d'Asti.

Proprietario di un vigneto tra Montevecchio e Candia, il Croce produsse alcuni vini ottenuti da sperimentazioni da lui stesso eseguite e pubblicate in un libro dal titolo " Della eccellenza e diversità dei vini che sulla montagna di Torino si fanno e del modo di farli" (stampato nel 1606).

In questo manuale Giovan Battista Croce trattò di alcune tecniche ancora attuali al giorno d'oggi dalla spremitura, alla purificazione, che consiste di asportare tutte le sostanze impure dal vino ( sostanze pectiche e mucillaginose ), fino all'uso del freddo per bloccare la fermentazione.

La divulgazione di queste notizie, permise lo sviluppo del "vino bianco" in tutto il Piemonte e l'affermazione di questo sui mercati mondiali.

Carlo Gancia, nel 1865, apprese le tecniche di spumantizzazione dallo Champagne , le applicò nella sua azienda di vini a Canelli, dal principio sui vini rossi amabili ( a similitudine dei vini dello Champagne), poi estese il raggio anche alle uve moscato. A Gancia va dato il merito di essere riuscito a bloccare la fermentazione delle uve dolci , con una attenta e ripetuta filtrazione del mosto , ottenendo un prodotto ancora dolce e poco alcolico che a quel tempo venne denominato Moscato Champagne.

Il successo del vino fu eclatante. In breve tempo molte ditte dell'astigiano cominciarono a produrre il nuovo vino . Ricordiamo i F.lli Cora a Costigliole d'Asti, Francesco Cinzano a Santo Stefano Belbo e Santa Vittoria d'Alba, Martini & Rossi a Montechiaro d'Asti, Contratto, Alessandro Zoppa, Bosca e Riccadonna a Canelli.

Negli anni Cinquanta le tecniche vennero perfezionate ad opera di Martinotti, che brevettò il sistema di spumantizzazione rapido in grandi recipienti ed Alfredo Marone che migliorò il sistema di filtrazione sotto pressione.

[modifica] Zona di origine

La prima delimitazione della zona di produzione dell'Asti risale al 1932.
Erano compresi 45 comuni : Acqui Terme (AL), Alice Bel Colle (AL) , Asti, Bistagno (AL), Bubbio (AT), Calamandrana (AT), Calosso (AT),Camo (CN), Canelli (AT), Cassinasco (AT), Cassine (AL), Castagnole delle Lanze (AT), Castel Boglione (AT), Castel Rocchero (AT), Castelletto Molina (AL), Castelnuovo Belbo (AT), Castiglione Tinella (CN), Cessole (AT), Coazzolo (AT), Cossano Belbo (CN), Costigliole d'Asti (AT), Fontanile (AT), Grognardo (AL), Incisa Scapaccino (AT), Loazzolo (AT), Mango (CN), Maranzana (AT), Moasca (AT), Mombaruzzo (AT), Monastero Bormida (AT), Montabone (AT), Neive (CN), Neviglie (CN), Nizza Monferrato (AT), Quaranti (AT), Ricaldone (AL), Rocchetta Belbo (CN), San Marzano Oliveto (AT), Santo Stefano Belbo (CN), Sessame (AT), Strevi (AL), Terzo (AL), Treiso (CN), Trezzo Tinella (CN), Vesime (AT), Visone (AL).

A questi si sono aggiunti Rocchetta Palafea(AT), Alba, Santa Vittoria d'Alba(CN), Serralunga d'Alba (CN) ( nel 1967 ) e Castino (CN), Perletto (CN), San Giorgio Scarampi(AT) ( nel 1976 ).

[modifica] La spumantizzazione

Caratteristica della tecnica di produzione dell'Asti, è quella di mantenere il più possibile l'aroma del vino in tutti i suoi passaggi produttivi.

Poiché una totale fermentazione del mosto, comporta la perdita di queste specifiche proprietà organolettiche, con l'accentuazione del gusto secco e dell'amaro, lo scopo primario produttivo è quello di limitare lo svolgersi della fermentazione alcolica.

Una volta filtrato il succo di tutte le impurità, viene conservato a bassissime temperature che permettono un limitato aumento della gradazione alcolica.

Infine vengono aggiunti dei lieviti selezionati in autoclavi da permettere una fermentazione veloce, senza la possibile formazione di profumi.

A questo punto viene nuovamente riabbassata la temperatura per bloccare la fermentazione e mantenere la caratteristica quantità di fruttosio.

[modifica] Il Consorzio per la tutela dell'Asti

Il Consorzio per la tutela dell'Asti è stato ufficialmente costituito il 17 dicembre 1932 e venne riconosciuto nel 1934.

Nato con l'intento di definire la zona d'origine , il vitigno, la tecnica di preparazione e la tipologia finale, oggi ha il compito anche di promuovere la conoscenza e la diffusione dell'Asti in tutto il mondo, oltre che vigilare sulle caratteristiche qualitative.

Nel caso che il prodotto sia ritenuto non idoneo, il marchio consortile non viene concesso.

La sede del Consorzio è in Piazza Roma 10 ad Asti nel Palazzo Gastaldi.

[modifica] Abbinamenti consigliati

coppa di Asti spumante
coppa di Asti spumante

L'Asti deve essere servito ad una temperatura di 6-8 gradi centigradi. Essendo amabile con un moderato contenuto alcolico, è adatto ad essere abbinato con frutta, dolci, e nella chiusura dei pranzi.

[modifica] Produzione

Produzione annua in ettolitri

Annata Alessandria Asti Cuneo
1991/92 - _ 243646,0
1992/93 - - -
1993/94 - - 288046,0
1994/95 97771,93 254688,92 285476,15
1995/96 91783,9 235778,0 247877,0
1996/97 102041,95 271356,68 314841,2

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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