Aster amellus

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Astro di Virgilio
Aster Gawedka.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Asterinae
Genere Aster
Specie A. amellus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroidea
Tribù Astereae
Sottotribù Asterinae
Nomenclatura binomiale
Aster amellus
L., 1753
Nomi comuni

Amello
(DE) Berg-Aster
(FR) Aster amelle
(EN) Italian aster

L'Astro amello (nome scientifico Aster amellus L., 1753) è una piccola pianta erbacea, perenne spontanea dei prati italiani appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Aster) deriva dal greco e significa (in senso ampio) "fiore a stella". Fu introdotto da Linneo nel 1735 ma sicuramente tale denominazione era conosciuta fin dall'antichità. Dioscoride fa riferimento ad un Astro attico (un fiore probabilmente dello stesso genere)[1]. Il termine specifico (amellus) si trova per la prima volta nel poema Georgiche (Libro IV, 271-280) del poeta latino Publio Virgilio Marone (70 a.C. - 19 a.C.), ma l'etimologia rimane oscura e incerta.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Aster amellus) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

È una pianta che può arrivare fino a 2 – 5 dm (massimo 7 dm) di altezza. La forma biologica è definita come emicriptofita scaposa (H scap): ossia è una pianta perennante per mezzo di gemme al livello del terreno e con asse fiorale di tipo cespitoso.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: consiste in un rizoma di colore bruno e a portamento obliquo.
  • Parte epigea: la parte aerea è cilindrica (lievemente striata), mollemente pubescente, eretta e ramificata in alto portante diversi capolini.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie cauline sessili
Località: Villa Prima, Limana (BL), 350 m s.l.m. - 2008

Le foglie sono un po' coriacee (membranose) a forma ovato-lanceolata con i bordi interi o finemente seghettati; la superficie è pubescente. Sui peduncoli delle infiorescenze sono presenti delle brattee (quelle inferiori sono revolute verso l'esterno).

  • Foglie basali: sono cordiformi (ovalo-ellittiche) e picciolate. Dimensione delle foglie: larghezza 15 – 17 mm; lunghezza 25 – 30 mm. Lunghezza del picciolo: 2 – 3 cm.
  • Foglie cauline: le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno e sessili; sono progressivamente più ristrette. Dimensione delle foglie: larghezza 11 – 17 mm; lunghezza 30 – 35 mm

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino (infiorescenza)
Località: Villa Prima, Limana (BL), 350 m s.l.m. - 2008

L'infiorescenza è di tipo corimboso ed è composta da un diversi capolini (da 2 a 6 e anche di più – fino a 15) con la forma di una margherita. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: il peduncolo sorregge un involucro conico composto da diverse squame che fanno da protezione al ricettacolo nudo e piano nella parte terminale sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: i fiori esterni ligulati, e i fiori centrali tubulosi. In particolare quelli periferici sono femminili, sono disposti su una unica circonferenza (o raggio o serie)[3] ed hanno una corolla ligulata con la ligula molto allargata; quelli interni, tubulosi, sono altrettanto numerosi e sono ermafroditi. Le squame sono delle brattee arrossate a forma ob-cuneata, rotondeggianti e patenti all'apice e disposte in modo embricato su più serie. Diametro dei capolini: 2,5 – 4 mm. Peduncoli di 5 – 10 mm (in genere sono rivolti tutti dallo stesso lato a destra e a sinistra). Dimensione dell'involucro: larghezza 6 – 7 mm; lunghezza 7 – 8 mm. Dimensione delle squame: larghezza 2,5 mm; lunghezza 5 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

L'involucro con le squame
Località: Villa Prima, Limana (BL), 350 m s.l.m. - 2008
I fiori tubulosi del disco
Località: Villa Prima, Limana (BL), 350 m s.l.m. - 2008

I fiori sono zigomorfi (quelli periferici ligulati) e attinomorfi(quelli centrali tubolosi). Entrambi sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla sono formati da 5 elementi)[4].

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[5]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame quasi inesistenti.
  • Corolla: i petali della corolla sono 5; i fiori di tipo tubuloso sono saldati a tubo e terminano in cinque dentelli (o lacinie) appena visibili, quelli ligulati sono saldati a tubo nella parte basale e si prolungano in una ligula lanceolata. I fiori periferici (ligulati) sono violetti (blu-lilla); quelli centrali (tubulosi) sono giallo-arancio. Lunghezza dei fiori ligulati: 18 – 21 mm.
  • Androceo: gli stami (5) hanno delle antere arrotondate alla base; sono saldate e formano una specie di manicotto avvolgente lo stilo.
  • Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario bicarpellare infero uniloculare. Lo stilo è unico, appiattito e terminante in uno stigma bifido con appendici sterili e brevi peli[6].
  • Fioritura: da luglio a settembre

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti con i pappi

Il frutto è un achenio ispido che matura fine estate. Si presenta sormontato da un pappo con peli biancastri disposti su due serie[3] e con la superficie pluri-solcata longitudinalmente. Dimensione degli acheni: 2,5 mm. Lunghezza del pappo: 4 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (prima di toccare il suolo possono percorrere diversi metri grazie al pappo spinto dal vento – fase di disseminazione anemocora) sono dispersi poi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta (Distribuzione regionale[7] – Distribuzione alpina[8])
  • Habitat: l'habitat tipico sono le zone sassose calcaree, i cespuglietti e i bordi dei boschi cedui; ma anche le praterie rase subalpine. Il substrato preferito è calcareo con pH basico e terreno a bassi valori nutrizionali e lievemente secco.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[8]:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Trifolio-Geranietea sanguinei
Ordine: Origanetalia vulgaris
Alleanza: Geranion sanguinei

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Aster amellus (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11]). Il genere Aster comprende oltre 200 specie diffuse in tutto il mondo ma in prevalenza si trovano nel vecchio mondo. Una decina di specie sono proprie del territorio italiano (va ricordato soprattutto Aster alpinus - Astro alpino).
Da un punto di vista orticolo le specie di questo genere vengono divise in 4 gruppi esaminando il tipo di infiorescenza e la forma delle foglie. La specie Aster amellus appartiene al secondo gruppo in quanto i capolini sono sempre numerosi e le foglie basali sono del tipo cordiforme e picciolate.
Il numero cromosomico di A. amellus è: 2n = 18[2]

Varietà e forme[modifica | modifica wikitesto]

La checklist dell'istituto americano “USDA - Germplasm Resources Information Network” considera valida la seguente sottospecie di origine asiatica:

  • subsp. ibericus (Steven) V. E. Avet. (1972)

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Con la specie Aster alpinus la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico:

  • Aster × alpinoamellus Novopokr. ex Tzvelev (1994)

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. La tabella seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti[12]:

  • Amellus officinalis Gaterau
  • Amellus vulgaris Opiz
  • Aster acmellus Pall.
  • Aster albus Willd. ex Spreng.
  • Aster amelloides Hoffm.
  • Aster amellus subsp. bessarabicus (Bernh. ex Rchb.) Soó
  • Aster atticus Pall.
  • Aster bessarabicus Bernh. ex Rchb.
  • Aster collinus Salisb.
  • Aster elegans Nees
  • Aster noeanus Sch.Bip. ex Nyman
  • Aster ottomanum Velen.
  • Aster pseudoamellus DC.
  • Aster purpureus Gueldenst. ex Ledeb.
  • Aster scepusiensis Kit. ex Kanitz
  • Aster tinctorius Wallr.
  • Aster trinervius Gilib.
  • Diplopappus asperrimus (Nees) DC.
  • Diplopappus laxus Benth.
  • Galatella asperrima Nees
  • Kalimares amellus (L.) Raf. ex B.D.Jacks. (1894)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie di questa pianta hanno (secondo la medicina popolare) le seguenti proprietà[13]:

  • antinfiammatoria (attenua uno stato infiammatorio);
  • antitosse;
  • depurativa (facilita lo smaltimento delle impurità);
  • emostatica (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia);
  • espettorante (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali).

Da analisi fatte[13], le foglie, per ogni 100 grammi di sostanza secca forniscono 305 calorie e contengono tra l'altro:

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Sono piante molto ornamentali per cui sono coltivate nei giardini. La moltiplicazione può avvenire per divisione dei cespi in autunno, o per seme in primavera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta, op. cit., Vol. 1 - p. 219
  2. ^ a b Tropicos Database. URL consultato il 28 dicembre 2010.
  3. ^ a b Pignatti, op. cit., Vol. 3 - p. 7
  4. ^ Pignatti, op. cit., Vol. 3 - p. 1
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  6. ^ Pignatti, op. cit., Vol. 3 - p. 18
  7. ^ Checklist of the Italian Vascular Flora, op. cit., p. 58
  8. ^ a b Flora Alpina, op. cit., Vol. 2 - p. 432
  9. ^ Germplasm Resources Information Network. URL consultato il 29 dicembre 2010.
  10. ^ Botanica Sistematica, op. cit., p. 520
  11. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - p. 858
  12. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 28 dicembre 2010.
  13. ^ a b Plants For A Future. URL consultato il 28 dicembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 219.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • AA.VV., The Astereae Working Group.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag.20, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 432.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 58, ISBN 88-7621-458-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]