Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

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Membri dell'ISKCON impegnati in un bhajan a Vienna

Il Movimento Hare Krishna è il nome con cui è più nota l’International Society for Krishna Consciousness (Società Internazionale per la coscienza di Krishna), o ISKCON, l'associazione induista fondata a New York nel 1966 dal maestro spirituale indiano A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. L'ISKCON, espressione del movimento vaiṣṇava dell'India Nord Occidentale, si basa sull'insegnamento del mistico bengalese Caitanya Mahaprabhu (1486 - 1533)[1], secondo una linea disciplica di maestri spirituali (sampradaya) che i membri dell'ISKCON fanno risalire a Krishna[2].

La dottrina si basa su una focalizzazione della fede religiosa sulla figura di Krishna e sulla promozione di un'attiva azione missionaria.

Indice

[modifica] Gli obiettivi

L'associazione si propone sin dalla fondazione sette obiettivi:

  • Diffondere la conoscenza spirituale
  • Diffondere la coscienza di Krishna tramandata dalle scritture
  • Diffondere il movimento del sankirtana (canto collettivo del nome di Dio) di Caitanya Mahaprabhu
  • Costruire templi e luoghi dedicati a Krishna
  • Creare occasioni di incontro per i membri, diffondendo tra loro uno stile di vita improntato alla semplicità
  • Redigere, pubblicare e diffondere libri e periodici[3][4]

[modifica] Le regole

L'associazione chiede a tutti i membri la recita di un certo numero di japa mala del mantra Hare Krishna (Namasmarana) ed il rispetto di quattro principi regolatori[5][6][7][8]:

I nuovi membri devono affrontare un periodo di prova di almeno sei mesi, rispettando rigorosamente i principi regolatori, al termine del quale, possono scegliere un guru dell'ISKCON e prendere l'iniziazione.[12] L'iniziazione avviene attraverso la celebrazione di uno yajña, un rituale durante il quale il devoto riceve dal maestro un nome legato alla tradizione vaishnava (completato dal suffisso "das" o "dasi", "servitore" o "servitrice") ed un rosario, il japa mala.
I membri segnano tradizionalmente il corpo e la fronte con il tilaka. Gli uomini si rasano i capelli, lasciando un codino (sikha)[13], e vestono di color zafferano se celibi (brahmachari) o di bianco se sposati (grihastha). Le donne indossano abitualmente il sari, bianco se sono vedove o se hanno raggiunto lo stadio di sannyāsa.

Gopal Krishna Goswami a Navadwipa nel 2008

[modifica] La storia e la struttura

Dopo la grande espansione negli anni settanta, incentrata soprattutto sul monachesimo e sulla rinuncia alla vita materiale, oggi l'ISKCON si compone soprattutto di membri che vivono all'esterno di templi e comunità e che spesso rinunciano al tradizionale abbigliamento dei monaci indiani (vestiti color zafferano, capelli rasati con un unico codino, etc.). L'associazione si articola oggi in circa 400 centri, 50 comunità rurali e fattorie, 10 scuole e 60 ristoranti vegetariani in tutto il mondo.[1]

La sede centrale dell'Associazione è Mayapur, in India.[8] L'ISKCON è gestita dalla Governing Body Commission (GBC), creata da Prabhupada nel 1970 affinché dapprima lo affiancasse nella gestione organizzativa, e perché amministrasse l'associazione dopo la sua morte, per garantirne la crescita ed il successo della missione. Dal 1997 i dodici membri del GBC vengono supportati da un forum di devoti anziani. È il GBC che nomina i sannyasi (appartenenti all'ordine di rinuncia) ed i maestri spirituali (diksha guru) dell'associazione, autorizzati a concedere iniziazioni agli altri membri. Dal 2009 il GBC stabilisce che anche le donne potranno diventare maestri.[12][14]

Nel 1972 viene creata la BBT - Bhaktivedanta Book Trust, una casa editrice impegnata nella diffusione delle opere di Prabhupada e della letteratura vaishnava, che pubblica in sessanta lingue diverse, la cui sede centrale è a Los Angeles.[15][16]

Ispirato e in parte finanziato dall'ISKCON, Food for life è un programma che si occupa della distribuzione di pasti vegetariani e di altre iniziative benefiche, quali la creazione di scuole, la protezione delle vedove, il soccorso alle vittime di catastrofi naturali, adozioni a distanza, ecc.[17]

[modifica] Note

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Eugenio Fizzotti; Federico Squarcini, Gli Hare Krishna, ed Elledici, 2000, ISBN 8801018002
  • Satsvarūpa dāsa Goswami, Srila Prabhupada - ha costruito una casa in cui il mondo intero può vivere, Ed. Bhaktivedanta Book Trust, 1983, ISBN 0-89213-133-0
  • Graham Dwyer, Richard J. Cole, The Hare Krishna movement: forty years of chant and change, Ito da I.B.Tauris, 2007, ISBN 9781845114077
  • Edwin Bryant, Maria Ekstrand, The Hare Krishna movement: the postcharismatic fate of a religious transplant, Columbia University Press, 2004, ISBN 9780231122566

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Centri ISKCON in Italia

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