Associazione Calcio Reggiana 1919
| AC Reggiana 1919 Calcio |
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| La Regia | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Inno | Alè Reggiana Little Taver |
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| Dati societari | |||
| Città | |||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione | ||
| Fondazione | 1919 | ||
| Rifondazione | 2005 | ||
| Presidente | |||
| Allenatore | |||
| Stadio | Stadio Giglio (20.084 posti) |
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| Sito web | www.reggianacalcio.it | ||
| Palmarès | |||
| Titoli nazionali | 1 Supercoppa di Serie C2 | ||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
L'Associazione Calcio Reggiana 1919 è la principale società calcistica di Reggio Emilia, Emilia-Romagna. Fondata nel 1919, gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Giglio di Reggio Emilia, ed il suo colore sociale è il granata. Attualmente milita nella Prima Divisione Girone A della Lega Pro, la terza serie del calcio italiano.
Promossa in Serie A per la prima volta nel 1993, la Reggiana ha disputato tre campionati nella massima divisione, raggiungendo il miglior piazzamento (14º posto e salvezza) nella stagione del debutto (1993-1994).
[modifica] Storia
La società venne fondata nel 1919 e tra i fondatori storici figura Severino Taddei. Taddei (detto "Umberloun") scelse il granata (già utilizzato dal 1912 dal Reggio F.C.) come colore sociale della maglia in onore del Torino, squadra nella quale aveva militato. Fin dagli anni venti la squadra navigò tra Prima e Seconda Divisione nazionali (corrispondenti alle attuali serie A e B), e proprio in quel periodo Felice Romano fu il primo (e finora unico) granata a vestire la maglia della Nazionale A italiana. La storia "moderna" della Reggiana incominciò nell'immediato dopoguerra e nei primi anni '50.
[modifica] Anni '50: la Serie A sfiorata, la retrocessione in IV Serie e la pronta risalita
Nel dopoguerra la Reggiana milita per moltissimi anni nel campionato di Serie B sfiorando in molte occasioni la promozione nella massima serie (che sfortunatamente veniva sempre a mancare nelle battute conclusive) lanciando numerosi giovani calciatori e rivitalizzando "vecchie" glorie (ricordiamo fra gli altri Ilario Castagner, Dante Crippa, Gianni Cappi, il dottore Lamberto Boranga, Flaviano Zandoli, Roberto Mozzini, Francesco Romano, Andrea Carnevale, Giancarlo Corradini e Giovanni Francini). A metà anni '50 la Reggiana fu retrocessa in IV Serie per un presunto illecito sportivo denunciato dai dirigenti del Parma Calcio. La squadra granata impiegherà ben tre anni per uscire dall'inferno di quei campionati collezionando anche magre figure nei campetti di provincia di mezza Italia. Alla fine la squadra si risolleverà e, capeggiata dall'allenatore (successivamente direttore sportivo) parmense Luigi Del Grosso, ritornerà in serie C nella stagione 1955/56 dopo gli spareggi di Bolzano. La "vendetta" granata arriverà (sempre grazie a Del Grosso) dopo due anni nel campionato cadetto nel 1958/59 imponendosi in entrambi gli incontri contro i crociati costringendoli ad una affannosa salvezza finale e nel 1959/60 replicando i derby vittoriosi dell'anno precedente.
[modifica] Anni '60-'70: la Serie A sfuma di nuovo ed il ritorno in C
Gli anni '60 e '70 scivolarono via tra mancate promozioni in Serie A (una costante nella lunga storia granata) alternate da qualche retrocessione in serie C ma per lo più vissuti in buoni campionati di Serie B. Rimarranno a lungo nei ricordi dei tifosi reggiani le promozioni in serie A mancate nelle stagioni '60-'61, '68-'69 e '71-'72; nella prima la Reggiana giunge 4a (promosse le prime 3) dietro di soli 3 punti al Palermo quando vi era a pari merito a due giornate dal termine, nella stagione '68-'69 la compagine granata arriva di nuovo 4a stavolta ad un solo punto dal Bari complici tre pareggi nelle ultime quattro partite mentre nel '71-'72 sono due sconfitte alla terz'ultima ed alla penultima di campionato a pregiudicare il sogno della massima serie ai granata. Da quell'annata dal triste epilogo la Reggiana non combatterà più per la Serie A per i successivi 17 anni che vivrà tra salvezze sofferte in B e lotte per la promozione in Serie C. La Reggiana retrocede con largo anticipo dalla cadetteria nella stagione '75-'76 dopo che nei due anni precedenti era giunta la salvezza all'ultima giornata ad Arezzo ('73-'74) e nello spareggio contro l'Alessandria a San Siro ('74-'75). Non riesce ai granata il ritorno immediato in serie B sebbene nei primi tre anni di Serie C, che nel frattempo si divide in C1 e C2, ci vada vicino per ben due volte negli anni '77-'78 e '78-'79 con un terzo ed un quarto posto.
[modifica] Anni '80
Occorrerà aspettare la fine degli anni '80 e i primi '90 per poter vedere la miglior pagina granata. Infatti il periodo più glorioso della lunga storia granata iniziò alla fine degli anni ottanta, il club, in cui militarono Angelo Di Livio, Fabrizio Ravanelli, Andrea Silenzi, Giuseppe Scienza, Fernando De Napoli, Dario Morello, Francesco Antonioli, Eugenio Sgarbossa e Luca Bucci prima ottenne una meritata promozione dalla C1 alla B e per due campionati sfiorò ripetutamente la promozione in Serie A ma il ciclo più glorioso della Reggiana ebbe ufficialmente inizio nei primi anni '90.
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[modifica] Anni '90: il periodo d'oro
La promozione in Serie A arrivò infine nella primavera del 1993, con la vittoria nel campionato 1992-93 di Serie B. Il vecchio Stadio Comunale Mirabello e tutta la città vissero giornate di grande festa: il tifo granata non lesinò festeggiamenti e ovazioni ai propri beniamini per la prima storica promozione nella massima serie nazionale. L'allenatore di quella squadra era Giuseppe Marchioro; all'esordio in A, la formazione della "Regia" poteva vantare grandi giocatori del calibro di Paulo Futre, Michele Padovano, Massimiliano Esposito, Gigi De Agostini e Cláudio Taffarel (che alla fine della stagione si laureò campione del mondo con il Brasile). Proprio quest'ultimo contribuì in modo determinante alla salvezza della squadra, che avvenne il 1º maggio 1994 a San Siro contro il Milan di Fabio Capello: la Reggiana infatti si impose con il risultato di 0-1 (gol di Massimiliano Esposito). La squadra granata terminò quel campionato al tredicesimo posto, appaiata all'Inter e si salvò a discapito del Piacenza. Da parte piacentina vi furono notevoli polemiche, per l'anticipo dell'ultima partita di campionato in casa del Parma, a causa dell'impegno di quest'ultimo nella finale di Coppa delle Coppe.
La Reggiana del 1994-95 non emulò quella dell'anno precedente, complice anche l'infortunio di Padovano; alla settima giornata (dopo aver raccolto solo un punto contro la Fiorentina), dopo sette stagioni, viene esonerato l'allenatore Giuseppe Marchioro (in sella alla squadra granata dalla stagione 1988/1989) e viene chiamato Enzo Ferrari (che poi lascerà spazio all'allenatore della primavera Cesare Vitale). Nonostante gli acquisti estivi di Francesco Antonioli, Fernando De Napoli e Sunday Oliseh, nel primo campionato in cui si assegnavano i tre punti per la vittoria, i granata ne raccolsero soltanto 18 finendo la stagione al penultimo posto (a sedici punti dal Foggia terzultimo, davanti solo al Brescia a 12, record negativo di punti in Serie A). Comunque, nello stesso anno fu inaugurato nella gara casalinga contro la Juventus il nuovo Stadio Giglio, primo impianto di proprietà di una società di calcio in Italia[1] (il match terminò con la vittoria dei bianconeri per 2-1[2]).
Ma fu un giovane allenatore reggiano, Carlo Ancelotti, a riportare immediatamente il club granata nella massima divisione, al termine di una lunga rimonta che si concluse con la seconda promozione in A. Infatti il campionato non iniziò sotto la migliore stella per i granata: alla settima giornata una cocente sconfitta contro il Pescara fa vacillare la panchina dell'esordiente allenatore reggiano che però resiste alle critiche della piazza e riesce con coraggio e astuzia a portare la Reggiana nelle zone più alte della classifica. La squadra guadagnerà aritmeticamente la seconda promozione in serie A con una giornata d'anticipo allo Stadio Marcantonio Bentegodi contro l'Hellas Verona per 1-0 grazie ad una rete del giovane Pietro Strada. Tra i protagonisti di quella stagione, oltre a Strada, si distinsero l'esperto portiere Marco Ballotta, il difensore Angelo Gregucci e il russo Igor Simutenkov. Nel 1996/1997, al ritorno nella massima serie la squadra fu inizialmente allenata dal tecnico rumeno Mircea Lucescu; i granata espressero un buon calcio ma i risultati però non arrivarono così fu esonerato e al suo posto chiamato Francesco Oddo. La stagione si concluse con un'amara retrocessione in serie B, con sole due vittorie (entrambe fuori casa) nonostante la presenza di validi giocatori ed un gioco spumeggiante espresso per buona parte del campionato. Tra i protagonisti di quella sfortunata annata si ricordano Filippo Galli, Georges Grün, Sandro Tovalieri e Max Tonetto. La stagione successiva la Reggiana mancò l'obiettivo della promozione in Serie A, malgrado l'allontanamento all'ottava giornata di Oddo e la sostituzione con Franco Varrella, e non arrivò oltre il decimo posto in classifica.
La stagione 1998/1999 finisce con la retrocessione nonostante sulla panchina granata si avvicendino ben tre allenatori differenti: inizia la stagione il confermato dall'anno precedente Varrella, che avrà il suo apice nella vittoria contro l'Hellas Verona alla seconda giornata per 5-2 in trasferta, poi lo succede Attilio Perotti ed infine la coppia che terminerà la stagione formata da Fabiano Speggiorin e Angelo Gregucci (all'esordio da allenatore). Non basteranno quattro vittorie nelle ultime quattro giornate per salvarsi e a soli tre anni dalla promozione in A la Reggiana si trova in Serie C1.
[modifica] Anni 2000: l'era Foglia ed il fallimento
Le successive tre stagioni saranno molto deludenti: nel 1999/2000 i granata si salvano all'ultima giornata grazie alla vittoria casalinga contro il già promosso Siena per 1-0 con gol di Francesco Ciullo. In questa stagione si svolge per la prima volta il derby del tricolore tra la Reggiana e il Brescello. Nel doppio confronto i canarini vincono l'andata allo stadio Mirabello per 1-0 (scatenando la contestazione della tifoseria reggiana) e il ritorno, in notturna, finisce con uno scialbo 0-0. Nell'annata seguente i granata termineranno la stagione al terzultimo posto e si salveranno grazie ai play-out nel doppio confronto contro l'Alzano Virescit (2-1 al 'Giglio', 0-0 al ritorno). Stesso finale nel 2001/2002 in cui la Reggiana arriva a giocarsi i play-out nuovamente contro l'Alzano (che era stata ripescata al termine della passata annata). Negli spareggi il primo match se lo aggiudicano i bergamaschi per 2-1. Al ritorno la Reggiana passa in vantaggio con un gol di Santunione ma è raggiunta all'81 minuto. Solo un guizzo di testa di Jero Shakpoke dà ai granata il vantaggio definitivo al 94' e regala la seconda salvezza consecutiva.
Al termine del campionato la società viene rilevata dall'imprenditore parmense Ernesto Foglia e dal reggiano Chiarino Cimurri. L'uscita dalla società di Franco Dal Cin dona entusiasmo all'ambiente e nelle campagne abbonamenti dei due anni successivi si superera quota 2000 tessere. L'entrata di Foglia scaturisce anche l'arrivo di nuovi giocatori dal Brescello (Foglia era il proprietario della squadra canarina) come Luigi Giandomenico, Girolamo Bizzarri e altri come Giovanni Bia. I risultati però non arrivano e nella prima stagione dell'era-Foglia la Reggiana arriva al dodicesimo posto salvandosi all'ultima giornata. Nel 2003/2004 arriva a Reggio Emilia un grande difensore, Michele Paramatti e la squadra sembra ambire alla promozione. L'entusiasmo di inizio stagione viene però ridimensionato dopo poche giornate. L'avvio deludente costringe la società all'esonero di Adriano Cadregari e all'assunzione di Antonio Sala (che poi sarà anche lui cacciato per far posto di nuovo a Cadregari). Il ritorno del mister e l'acquisto dal Dundee United dell'attaccante Juan Manuel Sara (che si infortunerà alla sua seconda partita) non evitano i play-out e alla vigilia degli spareggi la società, un po' a sorpresa, licenzia nuovamente l'allenatore nativo di Crema. La squadra per le ultime due partite è affidata a Bruno Giordano. I granata, non senza fatica, riusciranno ad evitare nuovamente la retrocessione contro il Varese grazie alla miglior posizione in classifica (1-0 a Varese, 1-2 al ritorno). Nel 2004/2005 i granata sono protagonisti di una grande stagione: grazie all'arrivo del ds Marco Valentini la squadra subisce qualche cambiamento e a Reggio Emilia arrivano Costantino Borneo (che deluderà fortemente le attese causa anche i brutti rapporti con Giordano), Andrea Deflorio, Gabriele Paoletti; durante la stagione si metteranno in luce l'attaccante Alberto Bertolini e i giovani difensori Matthew Olorunleke e Andrea Costa. La vittoria più significativa si ebbe il 10 ottobre 2004 quando i granata, con una grande prestazione, sconfissero il Napoli Soccer per 2-0 (reti di Deflorio al 46' e Leke al 61'). La Reggiana arriva ai play-off in cui guadagna il diritto di affrontare l'Avellino. L'andata si svolge allo Stadio Giovanni Zini di Cremona (causa inagibilità del 'Giglio'). Malgrado la città lombarda venga occupata da 7000 sostenitori granata, gli uomini di Giordano sono sconfitti dagli Irpini per 2-1. Nel ritorno, allo Stadio Partenio, i biancoverdi passano immediatamente in vantaggio su punizione ma la squadra reggiana non è intenzionata a mollare e con una doppietta Fabio Lauria porta sul 2-1 la Reggiana. Al termine della prima fase di gara l'Avellino sigla il definitivo 2-2 che concluderà la serie e chiude la stagione granata. Il momento più brutto però arriverà pochi giorni dopo la sconfitta.
L'epilogo amaro di un'incredibile annata avviene il 13 luglio 2005, quando la vecchia società viene dichiarata insolvente e fallisce. (Ancora oggi non si conosce l'esatto debito prodotto dalle gestioni scriteriate degli anni "gloriosi", ma si è ipotizzato potesse essere arrivato attorno agli 80 milioni di euro). Dall'agosto del 2005 la società, che nel frattempo aderisce al "Lodo Petrucci" e si iscrive nel campionato di Serie C2 con il nome di Reggio Emilia Football Club, è guidata da alcuni imprenditori autonomi e da una società compartecipata dalle principali forze cooperative ed industriali della città e della provincia. Dopo breve tempo la società ha ripreso la storica denominazione di A.C. Reggiana 1919, avendo acquistato per € 200.000 il vecchio marchio dal curatore fallimentare.
[modifica] La rifondazione
[modifica] Stagione 2005-06: un nuovo inizio
Nel campionato 2005/2006 di Serie C2 girone B, la nuova Reggiana, allenata da mister Luciano Foschi, disputa una buona stagione (considerando la situazione societaria e la preparazione estiva che è partita in ritardo causa il fallimento). Dopo il fallimento solo due giocatori decidono di rimanere in granata: Fabio Caselli e Antonio Foschini (che saranno nominati vice-capitano e capitano). Il primo match casalingo è un derby contro il Forlì che termina 0-0 (con gli ospiti che falliranno un calcio di rigore). La squadra inizia male ed alla settima giornata è contestata dai tifosi dopo la sconfitta nel derby contro il Sassuolo Calcio per 1-0. Poi una serie di dodici partite consecutive senza sconfitte porta i granata nei play-off. La serie terminerà proprio nel ritorno casalingo contro i neroverdi modenesi (sconfitta sempre per 1-0). Da qui i granata avranno un periodo di calo fisico e la mancanza di risultati provocherà l'uscita della Reggiana dalla zona play-off. Al termine del campionato la squadra emiliana raggiunge l'ottavo posto.
[modifica] Stagione 2006-07: la promozione sfumata
Nella stagione successiva i granata partono con l'obiettivo dichiarato di salire in Serie C1. L'inizio però non è soddisfacente e alla quarta giornata, dopo la sconfitta casalinga contro il Rovigo Calcio per 1-0, l'allenatore Luciano Foschi viene esonerato e al suo posto viene chiamato Alessandro Pane. Al termine della stagione sportiva 2006/07, la Reggiana si classifica quinta nel campionato di Serie C2/B, guadagnandosi la partecipazione ai playoff per la promozione in serie C1 contro la Cisco Roma di Paolo Di Canio. In entrambi i confronti contro i capitolini i granata si impongono per 1-0 al termine di due partite dall'alto contenuto agonistico e questo garantisce ai granata il passaggio al turno finale contro i campani della Paganese. Il primo match si svolge allo Stadio Giglio e vede la Reggiana vincente per 1-0 grazie ad un gol di Giuseppe Ingari e ad una grande prestazione degli uomini di Pane. Allo Stadio Marcello Torre di Pagani, al ritorno, un'altra grande partita dei granata non basta per guadagnare la C1: Izzo a circa due minuti dalla fine trafigge Raffaele Nuzzo e manda il match ai tempi supplementari. Al 2' minuto del primo tempo supplementare la Paganese raddoppia grazie al nigeriano Ibekwe che regala agli azzurrostellati la promozione nella terza serie.
[modifica] Stagione 2007-08: il ritorno in C1
La stagione sportiva 2007/2008 si apre con gli addii del giovane difensore Simone Gozzi (ceduto in comproprietà al Modena FC) e quello, molto discusso dalla piazza, del portiere Nuzzo, vero e proprio idolo della tifoseria reggiana. A sostituirli arriveranno i pari ruolo Danilo Zini e Marco Ambrosio (che ha alle spalle un anno di esperienza al Chelsea nel 2003/2004). La stagione vede i granata subito protagonisti insieme ai veneti del Bassano Virtus e del Portogruaro Calcio e i rivali della SPAL. La lotta per la promozione però è soprattutto tra gli uomini di Pane ed il Bassano che lotteranno insieme per tutto il campionato. A Reggio Emilia, a cinque giornate dal termine, la sfida tra le due grandi compagini del girone termina 1-1 e la Reggiana, che insegue i veneti a tre lunghezze, sembra ormai destinata ai play-off. Ma qui inizia un nuovo campionato e nelle successive due partite i granata otterranno due vittorie a differenza degli uomini di Ezio Glerean che le perdono entrambe contro Prato (in casa) e Portogruaro in trasferta. Il 27 aprile 2008, con una giornata di anticipo sulla fine del campionato di C2/B, la Reggiana guadagna la matematica certezza della promozione in serie C1 grazie al risultato utile sul campo di Castelnuovo Garfagnana (1-1, Grieco all'84 e Micchi all'88) ed alla contemporanea sconfitta casalinga dei diretti inseguitori del Bassano Virtus contro il Gubbio (0-1). Grandi protagonisti di questa stagione sono sicuramente il giovane attaccante reggiano Andrea Catellani, il capitano Vito Grieco, i difensori Mirko Stefani e Danilo Zini e i centrocampisti Paolo Ponzo (motorino infaticabile, al rientro in granata dopo le esperienze in Serie B) e Antonio Maschio. È il primo risultato di fine stagione positivo dall'ultima promozione in serie A, avvenuta 12 anni prima. Il 18 maggio 2008 la "Regia" conquista anche la Supercoppa di Lega Serie C2 grazie alle due vittorie contro il Benevento (vincitore del Girone C) in casa per 2-1 e Pergocrema (vincitore del Girone A) in trasferta per 1-0.
[modifica] Stagione 2008-09: la B sfiorata
Nella stagione 2008/2009 la squadra è composta quasi totalmente dalla quella che ha vinto nella stagione precedente il campionato di C2. Le partenze più importanti sono quelle di Martinetti verso il Gubbio, Catellani al Catania e Anderson al Venezia. Alla corte di Pane giungono Stefano Dall'Acqua dal Grosseto, Giovanni Bruno dal Potenza, Riccardo Nardini dall'Avellino, Massimiliano Mei e Davide Scantamburlo dal Venezia. Il campionato vede i granata sempre nelle posizioni di vertice e alla terza giornata di ritorno la Reggiana si ritroverà in solitaria in testa alla classifica dopo cinque vittorie consecutive tra cui spuntano quelle su Cesena e Pro Patria, entrambe per 1-0, nella prima e seconda giornata di ritorno. Nel mercato di riparazione alla Reggiana giunge Marco Martini dal Frosinone e viene promosso in prima squadra il giovane talento Maxwell Acosty. Le speranze di salire in Serie B direttamente permangono fino alla terz'ultima giornata quando la Reggiana (in testa a pari merito con Pro Patria e Cesena, ma prima nella classifica avulsa) perde sciaguratamente 3-2 un rocambolesco match contro la Cremonese. La stagione regolare si chiude in flessione, con un pareggio contro la Sambenedettese per 0-0 che assicura agli uomini di Pane il quinto posto, ultimo valido per entrare nella griglia dei play-off. Tuttavia i granata verranno eliminati al primo turno perdendo ambedue gli scontri, finiti con il rocambolesco risultato di 4-5 e 3-2, con la Pro Patria.
[modifica] Stagione 2009/2010: una stagione sfortunata
La nuova stagione inizia con molti addii. Oltre al mister Pane, sostituito dall'ex granata Loris Dominissini, abbandonano la squadra il capitano Vito Grieco, Paolo Ponzo, il promettente attaccante Maxwell Acosty (alla Fiorentina), Stefano Dall'Acqua, Padoin e Scantamburlo, Bruno e Migliaccio. Tra i nuovi acquisti molti giovani, tra loro l'attaccante Umberto Eusepi, il difensore D'Alessandro, il centrocampista Romizi e il portiere Manfredini. Ma i colpi più grossi sono ad agosto: viene preso in prestito l'attaccante Paolo Rossi e dalla Cremonese arrivano a titolo definitivo Davide Saverino e l'attaccante Temelin. La Reggiana si trova quindi con un nuovo allenatore e una squadra completamente rimaneggiata. Le aspettative sono tante, la nuova rosa è di qualità e il sogno della promozione in Serie B sembra alla portata della compagine di Dominissini. La stagione non inizia però sotto i migliori auspici, così fino a novembre i granata si trovano a galleggiare tra play-off e play-out a metà classifica, che fortunatamente per loro rimane molto corta. La svolta avviene il 22 novembre quando la reggiana al Giglio batte il Pescara, da allora i granata inanelleranno una serie di ben 7 vittorie consecutive raggiungendo la vetta della classifica. I problemi di inizio campionato sembrano spariti, ma nella partita contro il Real Marcianise un intervento molto duro su Saverino lo mette fuori causa per quasi 3 mesi. La Reggiana, privata del metronomo del centrocampo, crolla in casa contro il Portogruaro e poi contro la Cavese terzultima. L'ingranaggio che aveva portato i granata in testa sembra essersi inceppato: soprattutto a causa di una serie di squalifiche, arbitraggi scandalosi e infortuni che riempirà l'infermeria fino a fine stagione. Così il finale di campionato si trasforma in un calvario: a partire dalla partita col Portogruaro nelle ultime 13 giornate la Reggiana perde 6 partite ne pareggia 4 e ne vince solo 3 (tra cui la memorabile vittoria per 2 a 1 contro il Verona capolista al Bentegodi con una squadra infarcita di riserve). I ragazzi di Dominissini riescono nonostante i pessimi risultati a restare in zona play-off (segno della mediocrità del campionato); ma alla penultima giornata vengono scavalcati dal Rimini, vittorioso col Verona, e si ritrovano sesti. La trentaquattresima e ultima giornata vede la Reggiana impegnata in casa contro la Ternana che le è davanti di soli 3 punti e il Rimini sfidare il Giulianova penultimo e già destinato ai play-out. L'unica speranza per i granata di riagguantare i play-off è vincere ad ogni costo (raggiungendo così la Ternana e scavalcandola grazie agli scontri diretti a favore). Dominissini ha gli uomini contati (uno squalificato, quattro infortunati lungodegenti e tre acciaccati che stringono i denti e giocano) ma nonostante i pessimi risultati delle ultime partite e i malumori dei tifosi la sfida vede un una bella cornice di pubblico e un tifo granata molto caloroso. La Reggiana ha buone occasioni per tutto il primo tempo ma non riesce a segnare; il gol arriva a metà secondo tempo e porta la firma di Riccardo Nardini, gol che consentirà ai granata di vincere la partita e di accedere, quindi, ai play-off. Gli spareggi assegnano ai granata il Pescara, secondo della classe. La Reggiana nelle due settimane non riesce a recuperare completamente gli infortunati ed il 23 maggio, giorno della gara d'andata, è costretta a dover fronteggiare gli abruzzesi con una formazione rimaneggiata. L'incontro terminerà con un pareggio a reti bianche, sebbene il Pescara avesse dimostrato una migliore condizione e un miglior gioco. Il ritorno, giocato in uno stadio Adriatico stracolmo, vede la Reggiana perdere per due reti a zero e dire addio al sogno promozione.
[modifica] Stagione 2010/2011: arriva Mangone
Il nuovo allenatore per la stagione 10/11 è Amedeo Mangone. Dalla Reggiana vengono ceduti alcuni importanti giocatori, Nardini all'Empoli, il capitano Mirko Stefani in comproprietà alla Cremonese e il portiere Tomasig all'Albinoleffe. A settembre arrivano gli svincolati Saverino e Guidetti. Il girone di andata non parte nel migliore dei modi: dopo le prime quattro giornate la Reggiana si ritrova ad avere una delle peggiori difese del campionato. La situazione migliora nelle domeniche successive ma i risultati non sono dei migliori, infatti i granata gravitano nella cosiddetta "terra di nessuno" tra la zona playoff e la zona playout. Il periodo peggiore la Reggiana lo attraversa all'inizio del giorne di ritorno quando per ben quattro giornate consecutive esce sconfitta da tutte le partite che disputa ritrovandosi in zona playout. Una reazione d'orgoglio e alcuni cambiamenti tattici conducono la Reggiana alla vittoria di Cremona alla quale seguiranno altre due vittorie con Ravenna e Alessandria, coi nove punti i granata si riaffacciano con prepotenza nella zona playoff. Alla penultima giornata va in scena al Giglio Reggiana-Salernitana scontro diretto per accedere alle fasi finali per la serie B. I granata di Reggio però, mai pericolosi sotto porta, sono costretti a soccombere contro i granata campani che vincono con un gol di Altobello. La Reggiana conclude così il campionato all'ottavo posto in classifica e per la prima volta da 5 anni non accede agli spareggi promozione.
[modifica] Stagione 2011/2012
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria dell'Associazione Calcio Reggiana | |
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[modifica] Stagioni passate
[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Giglio. |
Il campo di gioco è lo Stadio Giglio di Reggio Emilia, che ha una capienza di 29.380 posti (attualmente ridotta a 20.084 posti). È stato il primo stadio posseduto direttamente da una società sportiva in Italia (l'A.C. Reggiana 1919).[1][2] Lo stadio Giglio è caratterizzato da una imponenza architettonica abbastanza significativa. Dal fallimento della vecchia A.C. Reggiana 1919 S.p.A. (e della controllata TuttoGiglio che possedeva lo stadio) avvenuto nel luglio del 2005, l'impianto è in mano ad un curatore fallimentare; da allora la società Reggiana Calcio ha disputato le sue partite allo stadio Giglio grazie ad una deroga concessa dall'osservatorio del Viminale, che è scaduta nel giugno 2008; dopo quella data lo stadio ha subito alcuni necessari lavori di adeguamento, come l'installazione di tornelli all'ingresso. Attualmente, sotto le tribune dello stadio, è sorto un moderno parco commerciale all'interno del quale trovano spazio un modernissimo centro fitness, un centro per l'aggregazione giovanile del Comune e alcuni uffici sempre di pertinenza comunale, un cinema multisala ed una galleria di circa 70 negozi.
[modifica] Tifosi
Il tifo organizzato a Reggio Emilia, come in molte altre città d'Italia, nasce negli anni Settanta. Sono sparsi tra le province di Reggio nell'Emilia e Modena i circa trenta Granata Clubs affiliati al centro coordinamento. Nella curva sud dello stadio Giglio il principale gruppo ultras è quello delle Teste Quadre.
Dopo lo scioglimento dei gruppi ultras storici Front, Fedelissimi e Ghetto, scioglimento causato essenzialmente per sopraggiunti problemi di ricambio generazionale interni alla curva granata, si venne a creare una grave lacuna in curva sud. Nel 1999 nacquero così le Teste Quadre, che divennero il gruppo trainante della tifoseria più accesa.
Altro importante gruppo ultras, anche se non più posizionato in curva sud, è il Gruppo Vandelli. Nato come piccolo sottogruppo lo scioglimento del Ghetto il Vandelli divenne uno dei gruppi ultras più importanti nella curva sud. Le origini del Gruppo risalgono, circa, alla metà degli anni Ottanta, periodo in cui la Reggiana, allora militante nel Campionato di Serie B, fu acquistata dal giovane imprenditore Giovanni Vandelli. Nonostante i buoni propositi e le iniziative per i tifosi, le annate dalla sua gestione videro la Reggiana precipitare in serie C e disputarvi campionati anonimi. Il grande amore per la maglia e per la società dimostrato da Vandelli sancì però un legame fortissimo con la tifoseria.
I curvaioli reggiani si resero protagonisti di importanti trasferte, soprattutto nella stagione 93/94, primo anno di serie A. Erano infatti 6.000 all'esordio assoluto contro l'Internazionale, 4.000 contro la Juventus e 10.000 nell'ultima partita, giocata al Meazza contro il Milan, partita che vide la Reggiana vincere e salvarsi. Anche negli ultimi anni (i peggiori della storia granata) nonostante la prolungata militanza nelle serie minori i tifosi granata si sono sempre dimostrati fedeli ai colori; lo dimostrano il numero di abbonati (intorno alle 1500 tessere staccate ogni anno) e le presenze paganti. Gli ultras reggiani sono gemellati con quelli della Carrarese, del Vicenza e della Cremonese, rapporti di amicizia sono stati instaurati con quelli di Genoa e Foggia. Tra le tifoserie rivali figurano al primo posto quelle del Parma e del Modena, rivalità storica non solo sportiva ma anche campanilistica. Poi Piacenza, Cesena, Verona, Triestina, Spezia, Lucchese, Varese, SPAL, Mantova e numerosi altri.
[modifica] Gemellaggi[modifica] Amicizie[modifica] Rivalità
[modifica] Curiosità
[modifica] Allenatori
[modifica] Staff Societario 2010-2011Presidente: Alessandro Barilli Consiglieri: Stefano Buffagni, Francesco Errico, Paolo Iori, Giulio Sica Team Manager: Marco Lancetti Responsabile Area Tecnica: Tito Corsi Segreteria Generale: Monica Torreggiani Direttore Marketing: Sandro Incerti Ufficio Stampa: Mauro Romoli Responsabile Sanitario: Dr. Giovanni Tortorella [modifica] Rosa 2011-12
[modifica] Staff tecnico
[modifica] Palmarès[modifica] Competizioni Nazionali
[modifica] Competizioni Giovanili
[modifica] Campionati nazionali
In 88 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nella Lega Nord il 12 novembre 1922, compresi 4 tornei di Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 4 tornei fra Seconda Divisione e Cadetteria Mista Alta Italia (B), e 3 tornei di Serie C2. In precedenza la Reggiana afferiva al Comitato Regionale Emiliano. [modifica] Abbigliamento Tecnico
[modifica] Sponsor Ufficiali
[modifica] Giocatori celebri
[modifica] Record[modifica] Individuali
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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