Associazione Calcio Cesena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
AC Cesena
Calcio Football pictogram.svg
Cesenastemma.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Nero.svg bianco-nero
Simboli Cavalluccio marino
Inno Forza Cesena
Primino Partisani e Vittorio Borghesi
Dati societari
Città Cesena
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1940
Presidente Italia Giorgio Lugaresi
Allenatore Italia Pierpaolo Bisoli
Stadio Orogel Stadium-Dino Manuzzi
(23 860 posti)
Sito web www.cesenacalcio.it
Palmarès
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Cesena, meglio nota come Cesena, è una società calcistica italiana con sede nella città di Cesena, in provincia di Forlì-Cesena. Nella stagione 2014-15 milita in Serie A, la massima divisione del campionato italiano.[1]

Tra le formazioni calcistiche più blasonate della regione, può vantare 13 partecipazioni nella massima serie, nonché una alla coppa UEFA.[1] Il Cesena detiene attualmente il 37º miglior risultato storico nella classifica perpetua della Serie A, assommando i punteggi ottenuti nella varie annate secondo il regolamento dell'epoca.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli albori del calcio cesenate agli anni 1940: i primi passi dell'A.C. Cesena[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra Alberto Rognoni, Renato Piraccini e Arnaldo Pantani, i fondatori dell'A.C. Cesena

Nel 1921 compare per la prima volta il calcio a Cesena grazie al pioniere Aldo Proli che, seguito da un gruppo di appassionati di calcio, dà vita alla prima società calcistica cesenate, l'Unione Sportiva Renato Serra, intitolata ad un giovane poeta e patriota cesenate deceduto combattendo durante la prima guerra mondiale sulle alture del Carso. La divisa scelta per disputare le gare è costituita da quattro grandi scacchi alternati di colore bianco e nero, gli stessi utilizzati dallo stemma cittadino, mentre il luogo degli incontri è la cosiddetta "Barléda", un campo situato lungo il fiume Savio, sostituito successivamente da un impianto costruito appositamente in zona Casali. Nel 1939, con l'inizio del secondo conflitto mondiale, la squadra è costretta a sciogliersi per la chiamata alle armi dei suoi componenti, pur lasciato come eredità una passione per il calcio che verrà ritrovata successivamente.[1]

Il primo campo da calcio del Cesena, ricavato all'interno dell'anello ippico dell'Ippodromo del Savio

Nel 1940 il conte Alberto Rognoni, all'epoca ventunenne, dopo essersi avvicinato al calcio grazie al fratello minore Carlo, portiere del Forlì, ha l'idea di creare una società calcistica, sempre con gli stessi colori dello stemma cittadino. I fratelli, con la collaborazione di Arnaldo Pantani, ex calciatore del "Renato Serra" e del Prato in serie C, e Renato Piraccini, titolare di un negozio di pelletteria in corso Mazzini ed ex dirigente della "Renato Serra", gettano le basi per la fondazione della società. A questi si aggiungono in seguito il dottor Montemaggi, il dottor Sarti, l'ingegner Mazzotti e altri, che insieme costituiscono il primo consiglio direttivo della nuova società.[3] Il 21 aprile 1940 ha luogo la prima riunione del consiglio presieduta da Giuseppe Ambrosini, il quale decreta la nascita ufficiale dell'Associazione Calcio Cesena riprendendo come colori sociali gli stessi precedentemente utilizzati dalla "Renato Serra", e stabilendo la sede in corso Umberto I[4] presso la Casa del fascio. Come presidente viene eletto Rognoni, mentre Piraccini assume il ruolo di direttore sportivo, e Pantani, il più esperto di calcio, quello di allenatore-giocatore. Tuttavia Pantani non compare nell'atto costitutivo societario in quanto non possedeva la tessera del Partito Fascista, e non poteva quindi assumere cariche societarie. L'affiliazione della società alla FIGC avviene l'8 agosto, e contestualmente viene effettuata anche l'iscrizione al campionato di Prima Divisione.[1]

Una delle prime foto ufficiali della squadra dell'A.C.Cesena, che mostra i calciatori con una divisa composta da una maglia nera con bordi bianchi e calzoncini grigi

Il neonato consiglio cerca subito di richiamare i cesenati che si erano distinti nei vari tornei di quartiere e che militavano nelle squadre vicine.[3] Il primo acquisto importante dell'Associazione Calcio Cesena è quello di Iro Bonci, che Piraccini preleva dal Forlimpopoli per 1 500 lire.[1] La trattativa si svolge al ristorante Casali di Cesena, dove agli ospiti forlimpopolesi viene offerta una cena pantagruelica, apprezzata al punto tale che alla fine decidono di offrire al Cesena anche il cartellino gratuito di Renato Casali, terzino minuto ma agonisticamente particolarmente aggressivo.[5] Il debutto ufficiale della squadra avviene in trasferta il 17 novembre 1940 alla prima di campionato di Prima Divisione con la squadra riserve del Rimini, con la quale vince per 1-8.[3]

Al termine della sospensione di tutti i campionati di calcio per le attività belliche dal 1943 al 1945, dopo aver preso parte al campionato misto serie B-C dell'Alta Italia, il Cesena viene ammesso d'ufficio alla serie B 1946-47. A soli 6 anni dalla fondazione, dunque, il "Cavalluccio" si ritrova a disputare un campionato cadetto; l'esperienza si rivela però poco fortunata, e termina con la retrocessione in serie C, dopo essersi piazzati all'ultimo posto in classifica del girone, che comprendeva squadre più blasonate all'epoca come la Lucchese, il Padova e l'Hellas Verona.[6]

Gli anni 1950 e 1960: dalla discesa nelle serie inferiori all'era Dino Manuzzi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio "La fiorita", costruito appositamente per l'A.C.Cesena nel 1957

Dopo l'esperienza in serie B nella stagione 1946-47, durante gli anni 1950 il Cesena scivola progressivamente nelle serie inferiori, fino a raggiungere i campionati regionali di Promozione che all'epoca rappresentavano il quinto livello del campionato italiano, il punto più basso dell'intera storia della società cesenate. Ciononostante è proprio in questi anni che tanti calciatori, tra cui Azeglio Vicini, sfruttano la visibilità della formazione bianconera per raggiungere successivamente palcoscenici più elevati.[1] La passione dei dirigenti bianconeri, unitamente a quella dei tifosi che sempre più copiosamente affollano le tribune dell'ippodromo del Savio, convincono l'amministrazione pubblica della città a fare in modo di abbandonare il campo ricavato all'interno della struttura ippica, dove il Cesena aveva giocato fino ad allora, per dotare il sodalizio romagnolo di un nuovo impianto dedicato. Nel 1957 infatti viene costruito il nuovo stadio "La Fiorita", che prende il nome dal quartiere in cui è situato, costituito inizialmente da una sola tribuna coperta e dalla pista di atletica. In seguito sarà sensibilmente ampliato per tre volte, nel 1961, nel 1969 e nel 1988.[1][7]

Dino Manuzzi, presidente dell'A.C. Cesena dal 1964 al 1979

Gli anni 1960 vedono il Cesena approdare nuovamente alla terza serie, una categoria che riusciranno a mantenere e consolidare, in attesa del salto verso le serie maggiori. Intanto, nel 1961, allo stadio "la Fiorita" viene aggiunta una nuova gradinata opposta alla tribuna coperta.[7]

Nel 1964, a ventiquattro anni dalla fondazione e con il Cesena solidamente stabilizzatosi in serie C, il conte Rognoni decide di passare la mano e di cedere la società ad una cordata di imprenditori orto-frutticoli, capitanata da Dino Manuzzi e Giovanni Casadei, i due maggiori esportatori di Cesena dell'epoca. Manuzzi assume la presidenza, e grazie ad un'accorta gestione economica, unitamente ad una convinta politica di valorizzazione dei giovani, riesce in poco tempo a trasformare il Cesena in una società modello per le altre provinciali, e in un sodalizio vocato ad identificarsi fortemente con il territorio romagnolo.[1] Il 15 gennaio 1967 esordisce in prima squadra contro la Carrarese Giampiero Ceccarelli, un giovane difensore diciannovenne proveniente dalle giovanili bianconere, che successivamente diventerà un pilastro della squadra per diciannove stagioni professionistiche consecutive, disputatndo con la stessa maglia 520 partite in campionato, 69 in Coppa Italia e 2 in Coppa UEFA. Ceccarelli è stato per lungo tempo detentore del record italiano di "fedeltà" ad una società, e per questo viene considerato una vera e propria "bandiera" del calcio cesenate.[8]

Sotto la guida di Cesare Meucci il Cesena raggiunge nuovamente la serie B nella stagione 1967-68, esattamente venti anni dopo la prima ed isolata esperienza nel dopoguerra. Nonostante le difficoltà iniziali nel mantenere la categoria durante le prime tre stagioni, la squadra migliora i risultati progressivamente, fino ad ottenere il salto di qualità al termine del quinto anno consecutivo trascorso nella serie cadetta.[1]

Gli anni 1970: la prima promozione in serie A[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 1972-73 il Cesena, guidato da Gigi Radice, viene allestito con l'obbiettivo della promozione. Sulle rive del Savio giungono infatti alcuni giocatori di notevole spessore come Claudio Mantovani, per alcune stagioni secondo portiere del Milan e reduce da due positive stagioni in serie B col Perugia, e Augusto Scala, centrocampista con trascorsi in serie A col Bologna, coadiuvati da un nutrito manipolo di giocatori provenienti dall'hinterland bianconero come il già citato Ceccarelli, il difensore Paolo Ammoniaci (che era approdato in prima squadra nel 1966, un anno prima di Ceccarelli, e che in la carriera totalizzerà 218 partite in 9 stagioni consecutive disputate in bianconere), l'ala Otello Catania e il centrocampista Maurizio Orlandi. Tra i giocatori titolari anche Ariedo Braida, futuro direttore sportivo del Milan.[9] In campionato i bianconeri partono con una vittoria a Brescia per 0-1 alla prima giornata, mentre la prima sconfitta giunge alla quarta giornata ad Arezzo per 2-0. Dopo questa sconfitta i bianconeri intraprendono una striscia di risultati positiva di 10 gare composta da otto vittorie, un pareggio e una sola sconfitta nel mezzo per 3-0 a Catanzaro. Il Cesena mantiene il passo per tutta la stagione totalizzando al termine 17 vittorie, 15 pareggi e 6 sconfitte, che permettono ai bianconeri di raggiungere la promozione in serie A con una giornata d'anticipo. Il "Cavalluccio Marino" raggiunge dunque per la prima volta nella sua storia la massima serie, celebrando il successo il 10 giugno 1973 allo stadio "La fiorita" con la vittoria sul Mantova per 2-1.

Lamberto Boranga, portiere cesenate degli anni 1970

Ottenuto questo prestigioso risultato, Gigi Radice si lascia attrarre dalle lusinghe toscane della Fiorentina, e tre anni più tardi riporterà il Torino alla vittoria dello scudetto; così la prima stagione in serie A della storia cesenate è affidata al tecnico Eugenio Bersellini. La promozione nella massima divisione rende necessario inoltre l'ampliamento dello stadio, che conserva la preesistente struttura in cemento eretta nel 1968, ma vede la costruzione per buona parte del perimetro di impalcature in legno sorrette da tubolari che ne triplicano la capienza.[1] Grazie a questo, in questa prima stagione in serie A, viene segnato il record di affluenza nella storia dell'impianto cesenate: il 10 febbraio 1974, in occasione dell'incontro col Milan (poi sconfitto per 1-0), "la Fiorita" registra un'affluenza ufficiale di 35 991 spettatori, un record ancora ineguagliato.[10]

Al debutto su una panchina in serie A, Bersellini opera subito una profonda trasformazione nel modo di giocare dei bianconeri, contrassegnato da possesso palla e rapidi fraseggi a centrocampo. I risultati portano il Cesena a sfiorare l'accesso alla finale di Coppa Italia. L'ascesa nel calcio italiano di questa matricola non passa inosservata ai media nazionali, e dopo alcune partite in cui i bianconeri di Bersellini affrontano e bloccano le formazioni più quotate del campinato (0-0 con la Lazio capolista e futura campione d'Italia alla Fiorita, 2-2 con la Juventus a Torino), il giocatore Pietro Anastasi, sulle pagine de La Stampa, afferma di "non aver mai incontrato una provinciale così"[11], mentre il giornalista Italo Cucci, sulle colonne del Guerin Sportivo, lo definisce "il piccolo Brasile"[12], scatenando tra l'altro le ire dei tifosi del mantovani, che quel "riconoscimento" lo attribuiscono ad uso esclusivo dei biancorossi di Edmondo Fabbri.[13] Sotto la guida di Bersellini, il Cesena ottiene dunque due salvezze consecutive in serie A, entrambe concluse all'undicesimo posto in classifica: la prima al debutto con 27 punti, e la seconda stagione con 25 punti, impreziosita dalla prima vittoria a San Siro con l'Inter per 0-1.

La formazione del Cesena del 1975-76 che ottiene il 6º posto in Serie A, il miglior piazzamento della storia

Nella stagione 1975-76 i bianconeri migliorano ancora i risultati ottenuti nei precedenti campionati, raggiungendo il punto più alto della storia cesenate. Con il totale di 9 vittorie, 14 pareggi e 7 sconfitte, il Cesena raggiunge infatti il sesto posto in classifica e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA, grazie anche alla migliore differenza reti rispetto al Bologna. Nella successiva stagione la società romagnola affronta dunque la prima sfida a livello europeo in una gara a turno doppio con i tedeschi orientali del Magdeburgo, in cui subiscono 3-0 all'andata in Germania, ma sfiorano la qualificazione con la vittoria per 3-1 al ritorno a "la Fiorita". Rispetto le stagioni passate, in campionato presenta un cattivo rovescio della medaglia con la retrocessione in Serie B, che decreta l'inizio di un periodo difficile. Nel 1979 avviene poi la cessione della guida societaria da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi.[1]

Gli anni 1980: inizio dell'era di Edmeo Lugaresi[modifica | modifica wikitesto]

Edmeo Lugaresi, presidente del Cesena dal 1980 al 2002

Già alla prima stagione di presidenza, Lugaresi mostra una certa abilità nella gestione sportiva, e nella stagione 1980-81 centra il ritorno nella massima divisione con una squadra guidata dal giovane Osvaldo Bagnoli, ottenendo i record di 14 vittorie casalinghe e il maggior numero di spettatori in serie B (28 602) in Cesena-Milan. I bianconeri riescono nel successo nonostante la presenza nel campionato cadetto di Milan, Genoa (entrambe promosse con i romagnoli), Sampdoria e Lazio (battuta al Manuzzi per 2-1). Proprio su quest'ultima il Cesena riesce a prevalere nelle ultime partite stagionali, con la vittoria a Foggia per 3-1 e la vittoria casalinga sull'Atalanta all'ultima giornata per 2-0 di fronte a 20 000 tifosi. I migliori realizzatori romagnoli in campionato sono Bordon (con 13 gol) e Garlini.[1]

Adriano Piraccini, con la maglia del Cesena nel 1981

Per la nuova avventura in serie A, in seguito all'abbandono di Bagnoli, viene scelto l'allenatore Giovan Battista Fabbri, e vengono acquistati il centravanti austriaco Walter Schachner, con un ingaggio di 120 milioni di Lire, Roberto Filippi dall'Atalanta, il centrocampista Vinicio Verza e Massimo Storgato dalla Juventus e Antonio Genzano. A metà stagione la squadra, pur avendo vinto 2-1 con la capolista Fiorentina, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica, e dopo il pareggio casalingo con il Como, Fabbri verrà sostituito da Renato Lucchi, che raggiunge la salvezza grazie ad un girone di ritorno con risultati importanti, come le vittorie ad Udine e Roma, il pareggio al San Paolo di Napoli (dopo essere passati in vantaggio per 0-2), il pareggio casalingo con la Juventus e le vittorie con Bologna e Catanzaro (entrambe per 4-1).[1] La permanenza in serie A viene turbata però il 29 maggio 1982 dalla scomparsa di Dino Manuzzi, a cui viene intitolato lo stadio.[7]

Sebastiano Rossi al Cesena nella stagione 1989-90

In questi anni le giovanili del Cesena ottengono la vittoria del Campionato Nazionale Primavera nelle stagioni 1981-82 e 1985-86, la prima delle quali ottenuta con in panchina Arrigo Sacchi.[1] Nel vivaio bianconero si mettono in luce infatti alcuni giocatori come Sebastiano Rossi, Ruggiero Rizzitelli, Alessandro Bianchi e Massimo Agostini.

Al termine della stagione 1982-83, con alla guida Bruno Bolchi, il Cesena retrocede, ma è lo stesso Bolchi che riporta i bianconeri di nuovo in serie A al termine della stagione 1986-87, grazie alla vittoria negli spareggi con Lecce e Cremonese.[1]

Durante la stagione di serie A 1987-88, il Cesena è involontario protagonista di un episodio che darà il via ad un processo di riforma riguardante la "responsabilità oggettiva" delle società di calcio rispetto i propri tifosi.[14] Al termine del primo tempo della partita Juventus-Cesena, il centrocampista cesenate Dario Sanguin, mentre rientra negli spogliatoi, rimane stordito infatti dallo scoppio di un petardo proveniente dalla curva juventina. Il giocatore del Cesena si accascia al suolo e, secondo i medici al seguito della formazione romagnola, non è più in grado di disputare il secondo tempo della partita, che si conclude con la vittoria dei torinesi per 2-1. In seguito al reclamo della società romagnola, il giudice sportivo infligge però alla Juventus la sconfitta a tavolino per 2-0, proprio per "responsabilità oggettiva".[15] A fine stagione viene ristrutturato lo stadio Dino Manuzzi per la terza volta, e in questa occasione in maniera più radicale delle precedenti, con l'eliminazione della pista d'atletica e la ricostruzione completa della tribuna "distinti" e delle curve ("curva mare" e "curva ferrovia"), in sostituzione delle vecchie strutture. L'impianto diviene così uno dei primi stadi italiani ad essere costruito principalmente per il gioco del calcio, con le tribune a due piani disposte a ridosso del campo di gioco, sull'esempio del "Meazza" di Milano e del "Ferraris" di Genova.[7][1]

Nella stagione 1989-90 il Cesena è guidato da Marcello Lippi, e riesce a centrare la salvezza grazie ad una pesante rimonta, dopo che nel girone d'andata la squadra si trovava molto distante dalla zona salvezza.[1]

Gli anni 1990 e 2000: il Cesena saluta la serie A per due decenni[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena permane in serie A fino al termine della stagione 1990-91, ma alla terza stagione tra i cadetti ha l'occasione di tornare in massima serie: al termine del campionato nel 1993-94 disputa infatti lo spareggio promozione con il Padova in gara unica sul campo neutro di Cremona, ma perde per 1-2 dopo essere passato in vantaggio.[16]

Dopo le due successive stagioni in serie B in cui il Cesena raggiunge tranquillamente la salvezza, nella stagione 1996-97 i bianconeri scivolano in serie C1, il terzo livello italiano dell'epoca, al quale i romagnoli mancavano da trenta anni. In questa occasione però i bianconeri trovano subito la forza per riscattarsi e risalire immediatamente tra i cadetti dopo un campionato contrassegnato da un acceso duello a distanza con il Livorno. Il ritorno in serie B è di breve durata, e nella stagione 1999-00 il Cesena retrocede nuovamente in serie C1. Quest'ultima retrocessione è particolare in quanto subita a fronte di sole 9 sconfitte su 38 incontri, e di una differenza reti positiva (47 gol fatti e 45 subiti).[1]

Marco Bernacci festante dopo la vittoria della semifinale play-off con il Rimini in serie C1 2003-04, nella quale ha siglato il gol decisivo

Il nuovo millennio si apre dunque con i bianconeri in serie C1, categoria che disputano per quattro stagioni consecutive, e durante le quali avviene il passaggio di presidenza da Edmeo Lugaresi al figlio Giorgio, che diventa il quarto della storia del sodalizio romagnolo.[17] Per la stagione 2003-04 viene assunto nel ruolo di allenatore Fabrizio Castori,[17] con il quale il Cesena conquista la Coppa Italia Serie C 2003-04 e il terzo posto in classifica, tramite il quale ottiene il diritto a disputare i play-off per la promozione. In semifinale deve affrontare il Rimini, che elimina dopo aver pareggiato per 1-1 fuori casa e vinto per 2-0 al "Manuzzi", e in finale il Lumezzane, con il quale nella gara di andata in casa pareggia per 1-1. Il ritorno è preceduto da varie polemiche incentrate principalmente sull'ordine pubblico e la possibilità di non disputare la gara nello stadio Tullio Saleri di Lumezzane, capace di soli 4 150 posti, ma nello stadio Mario Rigamonti di Brescia (contenente circa 27 000 posti), per la massiccia richiesta di biglietti da parte dei tifosi cesenati.[1] Il 20 giugno 2004 si gioca comunque la partita a Lumezzane, e al termine dei tempi regolamentari le squadre restano bloccate sullo 0-0; i gol di Roberto Biserni e Marco Ambrogioni ai tempi supplementari consegnano la promozione in Serie B. Ma la gara è funestata da un grave episodio: dopo il gol del momentaneo pareggio del Lumezzane, infatti, scoppia una rissa in campo, di cui si rendono protagonisti, tra gli altri, i giocatori del Cesena Manolo Pestrin e Domenico Rea e l'allenatore Fabrizio Castori, entrato in campo per colpire Pietro Strada dopo essere stato provocato dai giocatori lombardi che erano andati ad esultare davanti alla panchina romagnola. In seguito a questo episodio, Castori viene punito della corte disciplinare con una squalifica di tre anni, poi ridotti a due.[1]

Nella stagione 2004-05, nonostante la squalifica, viene confermato Fabrizio Castori sulla panchina romagnola, con il quale la formazione bianconera ottiene la salvezza nelle ultime giornate di campionato. Al termine della stagione successiva invece, grazie alle prestazioni di giocatori come Luigi Turci, Emiliano Salvetti, Manolo Pestrin, Maurizio Ciaramitaro, Adriano Ferreira Pinto e Marco Bernacci, il Cesena raggiunge il sesto posto utile per l'accesso ai play-off, dai quali però ne escono sconfitti in semifinale dal Torino. Dopo gli incidenti di Catania del 2 febbraio 2007 ed i successivi provvedimenti del governo, lo stadio "Dino Manuzzi" viene ridimensionato a 10 000 posti. Al termine dei lavori di messa a norma, l'impianto torna tuttavia alla sua capienza originaria.[1][7] Nella stagione 2007-08, dopo una serie di quattro sconfitte consecutive, Fabrizio Castori, viene sollevato dall'incarico che ha ricoperto per quattro anni consecutivi, per essere sostituito sostituito da Giovanni Vavassori. Intanto il 21 dicembre 2007 Giorgio Lugaresi cede la maggioranza assoluta delle quote societarie a Igor Campedelli, giovane imprenditore edile locale, che ne diventa il nuovo presidente dopo 27 anni di presidenza della famiglia Lugaresi.[1] In campionato il Cesena continua ad avere un cammino stentato, e il 25 febbraio 2008, dopo una pesante sconfitta in casa con l'Albinoleffe per 0-3, Campedelli decide di richiamare in panchina Fabrizio Castori. Ciononostante la stagione si chiude con la retrocessione in Lega Pro Prima Divisione con due giornate d'anticipo.

Emanuele Giaccherini, tra i protagonisti della doppia promozione dalla Lega Pro Prima Divisione alla serie A nel biennio 2008-2010

All'inizio della stagione 2008-09, Castori lascia la società ed al suo posto arriva Pierpaolo Bisoli. I bianconeri, dopo un avvio poco brillante, migliorano progressivamente le loro prestazioni, e a fine stagione vincono il campionato, tornando immediatamente in serie B, a spese della Pro Patria sorpassata nelle ultime giornate dopo un lungo testa a testa. Il Cesena affronta la stagione 2009-10 in serie B con l'obiettivo della salvezza. La squadra si mostra subito ben organizzata e i risultati non tardano ad arrivare: già dopo le prime giornate i romagnoli si trovano infatti a lottare per i primi posti del campionato, e nel girone di ritorno il Cesena è in lizza per la promozione diretta insieme a Brescia e Sassuolo. Proprio con gli emiliani, nell'anticipo della 29ª giornata venerdì 5 marzo, il cavalluccio marino subisce un'importante sconfitta: quando mancano 14 minuti al termine della gara, con le squadre sul punteggio di 0-0, la partita viene sospesa per neve. Da regolamento la partita viene conclusa martedì 16 marzo, disputando solo i minuti restanti, e il Sassuolo riesce ad aggiudicarsi l'incontro con una rete di Donazzan nel primo minuto di gioco. Il 30 maggio 2010, nell'ultima giornata di campionato a Piacenza, di fronte ad oltre seimila sostenitori bianconeri presenti nella cittadina emiliana, il Cesena supera i locali per 1-0, e grazie alla concomitante sconfitta del Brescia a Padova, scavalca i lombardi portandosi al secondo posto della classifica finale. I romagnoli completano così uno storico doppio salto con la promozione diretta in serie A, ritornando per la quarta volta nella massima serie, e stabiliscono il record societario di due promozioni consecutive.[1]

Gli anni 2010: il ritorno in serie A[modifica | modifica wikitesto]

La nuova decade si apre con la triste notizia della scomparsa del presidente onorario Edmeo Lugaresi, morto il 26 settembre 2010, a 82 anni.[18]

Yuto Nagatomo, scoperto dal Cesena nel 2010

Nella stagione 2010-11 il Cesena disputa il suo undicesimo campionato di serie A, nel quale, dopo le prime tre gare in cui pareggia 0-0 all'Olimpico con la Roma, vince per 2-0 col Milan e supera il Lecce per 1-0, si ritrova in testa alla classifica (a parimerito dell'Inter)[1] per la seconda volta nella sua storia. Il 12 febbraio 2011 la società viene premiata dal CONI con la stella d'oro al merito sportivo in riconoscimento delle benemerenze acquisite dalla società bianconera in 70 anni di attività.[19] La stagione si conclude con la conquista della permanenza nella massima serie ottenuta con una giornata in anticipo,[1] grazie anche all'allenatore Massimo Ficcadenti e a giocatori che si sono messi in mostra come Marco Parolo, Emanuele Giaccherini e, nella prima parte di stagione, Yuto Nagatomo, che si trasferisce all'Inter durante la sessione di mercato di gennaio.

Massimo Ficcadenti, l'allenatore della stagione 2010-11, in cui il Cesena ha ottenuto la salvezza in serie A

Per la stagione 2011-12 i romagnoli mettono a segno come prima operazione di mercato l'acquisto di Adrian Mutu, mentre come guida dei bianconeri in panchina viene scelto Marco Giampaolo. L'esperienza dell'allenatore al Cesena tuttavia dura fino al 30 ottobre 2011 quando, dopo un inizio di campionato non positivo, viene esonerato dal presidente Campedelli in favore di Daniele Arrigoni. I risultati non migliorano, e il 21 febbraio, dopo la pesante sconfitta interna con il Milan per 1-3, Arrigoni rassegna le dimissioni, e viene sostituito da Mario Beretta. Con quest'ultimo in panchina il Cesena non vince nessuna partita, perdendone nove e pareggiandone cinque. Il 25 aprile, dopo la sconfitta interna per 1-0 con la Juventus, il Cesena è matematicamente all'ultimo posto della classifica e retrocede nuovamente in serie B.[1]

La stagione successiva i romagnoli concludono il campionato in serie B al quattordicesimo posto, durante il quale alla guida dei bianconeri si sono succeduti prima Nicola Campedelli, fratello del presidente Igor, e poi Pierpaolo Bisoli, al ritorno dopo la doppia promozione dalla Lega Pro Prima Divisione alla serie A.[1] Nel frattempo, il 7 dicembre 2012, Igor Campedelli decide di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente della società e di ripassare la mano al suo predecessore Giorgio Lugaresi.[1][20][21] Dopo poche settimane però, al termine della gestione Campedelli di 5 anni e mezzo, la società sembra essere sull'orlo del fallimento, con un debito stimato attorno ai 35 milioni di Euro.[22] I sospetti di una gestione non appropriata delle disponibilità economiche della società spingono gli inquirenti ad inserire nel registro degli indagati Igor Campedelli assieme ad altri 3 dirigenti del sodalizio bianconero, con l'accusa di false fatturazioni e violazione delle leggi fiscali.[23][24] Per tentare di risolvere le problematiche economiche, Lugaresi chiede e riceve l'aiuto di un nutrito gruppo di imprenditori locali per evitare il fallimento societario.[25] Anche i tifosi si mobilitano per dare una mano alla società dando vita all'associazione "Cesena Per Sempre", attraverso la quale, autotassandosi per dare un contributo ai problemi societari, ottengono di portare due loro rappresentanti all'interno del consiglio di amministrazione della società.[26]

Risolti momentaneamente in questo modo i problemi finanziari più impellenti, la stagione 2013-14 comincia positivamente e, seppure con fortune alterne, alla fine del campionato i bianconeri ottengono il quarto posto della classifica, conquistando l'accesso ai play-off. Nella semifinale i bianconeri riescono a superare il Modena, con una vittoria per 0-1 all'andata al Braglia e un pareggio per 1-1 al ritorno al Manuzzi; quindi sconfiggono in finale il Latina, con una doppia vittoria per 2-1, sia in casa che al ritorno in terra laziale. Il 18 giugno 2014, dunque, i bianconeri ottengono la quinta promozione in serie A della loro storia, dove ritornano dopo due anni di assenza.[1] A fine stagione il presidente Lugaresi dichiara che il debito societario è stato abbattuto del 30%, e che ora si aggira attorno ai 27 milioni di Euro; grazie però alla nuova promozione in serie A, che porta nuove risorse economiche, il futuro della società sembra essere meno in pericolo.[27]

Mister Bisoli, dopo aver condotto il Cesena in serie A per la seconda volta, ottiene la riconferma alla guida dei romagnoli, che conduce quindi nella massima serie per la prima volta.[28]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Cesena
  • 1940 - Fondazione dell'Associazione Calcio Cesena.
  • 1940-41 - 1º nel girone A della Prima Divisione Emiliana. Promosso in Serie C.
  • 1941-42 - 3º nel girone F della Serie C.
  • 1942-43 - 4º nel girone H della Serie C.
  • 1943-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945-46 - 8º nel girone C della Serie B-C Alta Italia. Ammesso d'ufficio in Serie B.
  • 1946-47 - 21º nel girone B della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1947-48 - 2º nel girone B della Lega Interregionale Centro di Serie C.
  • 1948-49 - 8º nel girone B della Serie C.
  • 1949-50 - 12º nel girone B della Serie C.

  • 1950-51 - 20º nel girone B della Serie C. Retrocesso in Promozione.
  • 1951-52 - 16º nel girone G della Promozione. Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1952-53 - 1º nel girone A della Promozione Emiliana. Promosso in IV Serie.
  • 1953-54 - 16º nel girone E della IV Serie. Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1954-55 - 9º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1955-56 - 7º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1956-57 - 1º nel girone A della Promozione Emiliana. Promosso nel Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1957-58 - 9º nel girone D del Campionato Interregionale - Seconda Categoria dopo spareggi con Sangiorgese e Mirandolese.
  • 1958-59 - 6º nel girone D del Campionato Interregionale. Ammesso nella nuova Serie D.
  • 1959-60 - 1º nel girone C della Serie D. Promosso in Serie C.

3º nel girone C di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
5º nel girone 5 di Coppa Italia.
2º nel girone 5 di Coppa Italia.
3º nel girone B di Coppa Italia.
2º nel girone 6 di Coppa Italia.
2º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 4 di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
2º nel girone 1 di Coppa Italia.
3º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 7 di Coppa Italia.

4º nel girone 4 di Coppa Italia.
4º nel girone 2 di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3º nel girone 4 di Coppa Italia.
4º nel girone 4 di Coppa Italia.
3º nel girone 5 di Coppa Italia.
3º nel girone 1 di Coppa Italia.
3º nel girone 2 del secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1997-98 - 1º nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
2º nel girone 2 di Coppa Italia.

  • 2000-01 - 6º nel girone A della Serie C1.
4º nel girone 5 di Coppa Italia.
  • 2001-02 - 8º nel girone A della Serie C1.
  • 2002-03 - 3º nel girone A della Serie C1, perde la semifinale playoff con il Pisa.
  • 2003-04 - 2º nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B dopo la vittoria in finale playoff con il Lumezzane.
Secondo turno di Coppa Italia.
Vincitore della Coppa Italia Serie C (1º titolo).
2º nel girone 4 Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finale di Supercoppa di Lega di Prima Divisione.
Terzo turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della maglia del Cesena sono il bianco e il nero: nel corso nella storia del club le maglie sono bianche con colletto e bordi delle maniche nere, tuttavia dal 1992-93 il corvino spicca maggiormente sulle divise, diventando il colore prevalente delle decorazioni del body. Nel 2003-04 è da segnalare una maglia a strisce bianconere, nel 2005-06, nel 2006-07 e nel 2014-15 le maniche sono completamente nere, mentre nel 2000-01 la maglia diventa nera con decorazioni bianche.[29]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Cesena è uno scudo sannitico antico decorato con sottili strisce bianconere e un cavalluccio marino nero posto al centro.[30]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo inno del Cesena è Forza Cesena scritto da Primino Partisani e musicato da Vittorio Borghesi nel 1968 dopo la prima promozione nel campionato cadetto.[31]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte del Cesena è un cavalluccio marino bianconero, il quale esordisce nel gennaio 2010.[32]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orogel Stadium-Dino Manuzzi.
Visuale dell'impianto dal terreno di gioco

La squadra gioca le sue partite casalinghe all'Orogel Stadium-Dino Manuzzi, situato nell'area cosiddetta "La Fiorita", nel quartiere Fiorenzuola (zona orientale di Cesena).[33] Si tratta dello stadio di calcio più grande e importante della Romagna, e anche il secondo impianto sportivo all'aperto dopo l'Autodromo di Imola. Inizialmente chiamato "La Fiorita", nel 1982 viene intitolato a "Dino Manuzzi", presidente della società dal 1964 al 1980. Successivamente, il 27 settembre 2014, il presidente del Cesena Giorgio Lugaresi, stipulò un contratto di sponsorizzazione con la Orogel, mutando il nome dell'impianto sportivo in Orogel Stadium - Dino Manuzzi. [33] L'impianto nel corso della sua storia subisce due ristrutturazioni, una nel 1988 e l'altra nel 2011.[34]

Uno scorcio della "Curva Mare", sede della tifoseria locale

Nel progetto originale era prevista la demolizione e ricostruzione anche della tribuna centrale, sulla falsariga del resto della nuova struttura, ma i fondi per completare l'opera non sono in quel momento sufficienti e si decide di procrastinare la costruzione in un secondo momento. In realtà per un paio di decenni, anche a causa delle alterne fortune del Cesena Calcio, l'idea di ultimare il progetto originale va a poco a poco scemando. Ritorna in auge solo nel 2009, quando lo stadio Manuzzi entra nel lotto degli impianti selezionati per la candidatura italiana all'organizzazione del campionato europeo di calcio 2016.[35][36] In quell'occasione è presentato un nuovo progetto di ultimazione dell'impianto, che prevede tra le altre cose la completa ricostruzione della tribuna. Con l'assegnazione di Euro 2016 alla Francia il progetto viene nuovamente accantonato.[37]

Il 10 settembre 2011 è il primo stadio in Italia ad ospitare una partita di serie A su un terreno in erba sintetica, e sempre nella stessa occasione è anche il primo stadio in Europa ad ospitare due Real Box, strutture in plexiglas interamente chiuse posizionate appena fuori dal campo in corrispondenza delle bandierine del calcio d'angolo, in grado di ospitare ciascuna 8 spettatori che possono assistere alla partita da bordo campo.[33]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena svolge le sue sedute di allenamento nel Centro Sportivo Alberto Rognoni, fondatore del club. La stuttura si trova a Celletta, in provincia di Forlì-Cesena e, oltre agli allenamenti della prima squadra, ospita anche quelli delle giovanili, soprattutto della Primavera. Presenta tre campi di allenamento (uno dei quali dal 2011 presenta erba sintetica), di cui uno ospita le partite della Primavera. Sono inoltre presenti due spogliatoi, macchine di manutenzione dei campi, sala pesi, palestra e una stanza atta alle conferenze stampa.[38]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'A.C. Cesena.

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 2 ottobre 2014.[39]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Giorgio Lugaresi - Presidente
  • Italia Graziano Pransani - Vice presidente vicario
  • Italia Mauro Urbini - Vice presidente
  • Italia Guido Aldini - Componente del CDA
  • Italia Walther Casadei - Componente del CDA
  • Italia Annunzio Santerini - Componente del CDA
  • Italia Marino Vernocchi - Componente del CDA
  • Italia Roberto Checchia - Componente del CDA e delegato ai rapporti con la tifoseria
  • Italia Samuele Mariotti - Componente del CDA
  • Italia Christian Dionigi - Area legale e sviluppo strategico
  • Italia Claudio Manuzzi - Area finanza
  • Italia Gabriele Valentini - Direttore generale
  • Italia Marco Valentini - Segretario generale
  • Italia Maurizio Marin - Dirigente area tecnica
  • Italia Leonardo Scirpoli - Ufficio comunicazione
  • Italia Matteo Gozzoli - Ufficio comunicazione
  • Italia Gianluca Campana - Responsabile stadio e biglietteria
  • Italia Sara Galligani - Ufficio marketing
  • Italia Nadia Battistini - Amministrazione
  • Italia Diletta Sarti - Segreteria
  • Italia Mauro Giorgini - Logistica campi e strutture
  • Italia Lorenzo Lelli - Presidente del settore giovanile
  • Italia Luigi Piangerelli - Direttore sportivo del settore giovanile
  • Italia Roberto Biondi - Responsabile reclutamento e società affiliate
  • Italia Filippo Biondi - Segretario settore giovanile


[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena è attivo nel campo sociale e umanitario. Il giorno 11 dicembre 2013 viene presentato il calendario del club bianconero i cui proventi vengono successivamente donati al reparto di Pediatra dell'Ospedale Bufalini di Cesena,[42] il 24 febbraio 2014 sempre al Bufalini alcuni calciatori, l'addetto stampa e il responsabile marketing fanno visita al reparto pediatrico, regalando maglie e gadget.[43] Sono da segnalare inoltre l'incontro con due centri per la terza età il 1º aprile 2014,[44] la partecipazione all'iniziativa della Lega Serie B "Un giorno per la nostra Città" nel Centro di Terapia Occupazionale della Cils di Cesena[45] e la messa all'asta del kit del capitano Manuel Coppola il 5 maggio 2014.[46] Riguardo le divise è inoltre da notare come il 26 aprile 2014 il Cesena abbia indosssato una patch speciale dedicata a "Pediatria a misura di bambino", progetto che dal 2005 lavora per i bambini ricoverati al già citato ospedale Bufalini.[47] Il 22 maggio dello stesso anno il Cesena si scontra con il Forlimpopoli vincendo 6-0 e l'incasso viene devoluto in beneficenza alla Croce Rossa Italiana.[48]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Cesena è formato da tre squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali e Giovanissimi Nazionali), due partecipanti a livello regionale (Allievi Regionali e Giovanissimi Regionali), due rappresentative di Esordienti e Pulcini.[49] Il primo trofeo giovanile del club bianconero è il campionato Primavera del 1981-82,[50] a cui segue quello 1985-86.[50] Dopo quattro anni un'altra conquista: il Torneo di Viareggio 1990 conquistato battendo il Napoli 1-0 in finale,[51] mentre l'ultimo riconoscimento è del 1995 con la vittoria del Campionato nazionale Dante Berretti "Juniores".[52]

L'AC Cesena nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena, essendo una delle "provinciali" più note della penisola, è spesso presente in varie opere della cultura italiana.

In campo cinematografico è da ricordare L'ultimo terrestre (2011), nel quale un ascoltatore del TG3, sentendo la notizia dell'invasione aliena, si preoccupa del vivaio del club bianconero poiché i giocatori corrono il rischio di essere sostituiti dagli extraterrestri.[53] Da segnalare inoltre il presidente Borlotti, interpretato da Camillo Milli ne L'allenatore nel pallone (1984), una parodia del numero uno cesenate del periodo, Edmeo Lugaresi;[54] simile scimmiottatura si ritrova anche ne Il presidente del Borgorosso Football Club (1970), dove Benito Fornaciari, interpretato da Alberto Sordi, ricalca ampiamente lo storico presidente romagnolo Dino Manuzzi.[55] Altra citazione la troviamo in Scusate il ritardo (1983) di Massimo Troisi, nel quale il suo Napoli perde proprio contro il club bianconero.[56]

Per quanto riguarda la televisione, nel corso degli anni 1990 divennero celebri le ironie nei confronti di Lugaresi da parte della Gialappa's Band, facendone un vero e proprio "personaggio" mediatico.[57]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.C. Cesena e Categoria:Presidenti dell'A.C. Cesena.

Negli oltre 70 anni solamente cinque sono stati i presidenti del club bianconero.

Molti allenatori, lanciati in serie A dal Cesena, hanno poi raggiunto traguardi prestigiosi come lo scudetto, e addirittura un campionato mondiale di calcio. In ordine cronologico si possono elencare: Luigi Radice che ha guidato per la prima volta nella storia il Cesena alla promozione in serie A nella stagione 1972-73, per poi laurearsi Campione d'Italia col Torino nel 1975-76, Eugenio Bersellini che ha debuttato in serie A col Cesena nel 1973-74, e ha poi conquistato lo scudetto con l'Inter nella stagione 1979-80, Osvaldo Bagnoli che ha raggiunto la serie A per la prima volta col Cesena nella stagione 1980-81, per poi vincere uno storico scudetto col Verona nella stagione 1984-85, Alberto Bigon che ha esordito in serie A col Cesena nella stagione 1987-88, e ha portato al suo secondo scudetto il Napoli nella stagione 1989-90, ed infine Marcello Lippi che ha debuttato in serie A col Cesena nella stagione 1989-90 per poi vincere 5 scudetti con la Juventus a partire dal 1994-95, oltre che a trionfare con la Nazionale italiana al campionato mondiale di calcio 2006.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Cesena dall'anno di fondazione a oggi.[17]

Allenatori
Presidenti


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C. Cesena.

L'AC Cesena e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Walter Schachner

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi giocatori del Cesena che hanno indossato la maglia azzurra sono da ricordare Maurizio Orlandi, principale calciatore bianconero per presenze nell'Italia Under-21 e Under-23,[59] Luigi Danova, con 6 presenze nell'Under-23 e una in Nazionale maggiore,[60] Corrado Benedetti e Giacomo Piangerelli, entrambi con una presenza in Under-21.[61][62] Negli anni 1980 spiccano le presenze in Under-21 di Augusto Gabriele,[63] quelle di Ruggiero Rizzitelli[64] e Massimo Bonini – il quale, nonostante la cittadinanza sammarinese, debutta proprio quando è a Cesena nell'Under-21 italiana poiché la UEFA, all'epoca, equiparava i calciatori del Titano a quelli del Bel Paese.[65] Negli anni 2000 e 2010 troviamo infine Luca Caldirola convocato in Under-21 anche durante il periodo a Cesena,[66] così come Nicola Leali[67] ed Ezequiel Schelotto.[68]

Altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 1980 Walter Schachner oltre a essere attaccante del Cesena è anche un punto fisso della Nazionale austriaca.[69] All'inizio del terzo millennio troviamo l'islandese Hörður Magnússon nella corrispondente Under-21,[70] Constantin Nica con la Nazionale maggiore romena,[71] Milan Đurić con l'Under-21 bosniaca,[72] Luka Krajnc con l'Under-21 slovena,[73] Hugo Almeida con il Portogallo[74] e Carlos Carbonero con la Colombia.[75]

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

  • 12: ritirata il 29 luglio 2009 e dedicata ai tifosi della "Curva Mare", attribuendo loro, simbolicamente, il ruolo di 12º uomo in campo. Nell'occasione la maglia viene messa in vendita dai tifosi cesenati appartenenti al gruppo ultras "WSB", devolvendo il ricavato alle vittime del Terremoto dell'Aquila del 2009.[76][77]
  • 21: ritirata in seguito alla prematura scomparsa di Paolo Martelli. Il giocatore militante nel Cesena muore a 29 anni, il 12 aprile 1999 a San Mauro Pascoli, a causa di un incidente stradale. La sua maglia non è più assegnata a partire dalla gara Reggiana-Cesena del 25 aprile 1999 valida per il campionato di Serie B 1998-99.[78][76]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una tabella raffigurante la partecipazione del Cesena ai campionati di calcio.[81]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 13 1973-74 2014-15 13
Serie B 29 1946-47 2013-14 29
Serie B-C Alta Italia 1 1945-46 21
Serie C 14 1941-42 1967-68
Serie C1 5 1997-98 2003-04
Lega Pro Prima Divisione 1 2008-09
Promozione 1 1951-52 4
IV Serie 1 1953-54
Campionato Interregionale 1 1958-59
Serie D 1 1959-60
Campionato Interregionale - 2ª cat. 1 1957-58 1

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Includendo la stagione in corso, il club ha partecipato a 68 campionati nazionali, di cui 13 in serie A, 29 in serie B, 21 in campionati di terzo livello, 4 di quarto e uno di quinto. La massima vittoria interna del club bianconero risale al 4 novembre 1951, quanto il Cesena batte 8-0 la Medicense, per quanto riguarda quella esterna, il 26 aprlie 1953 il Cesena batte 11-0 il Catignola, infine riguardo i pareggi con maggior numero di reti sono in totale 12, tutti per 3-3.[81] Le massime sconfitte interne sono un 1-5 contro l'Inter il 9 dicembre 1990, uno 0-4 contro il Solvay Rosignano l'11 ottobre 1953, un altro con la Lazio 15 dicembre 1968 e un altro contro la Fiorentina il 26 maggio 1991, mentre le massime sconfitte esterne sono un 1-7 contro il Perugia il 7 marzo 1954, uno 0-6 contro il Mestrina il 27 marzo 1949 e un altro contro il Prato il 27 settembre 1953.[81] La partita interna con il maggior numero di reti risale invece al 15 dicembre 1957 (Cesena-Sangiorgese 6-5), quella esterna al 26 aprile 1953 (Cotignola–Cesena 0-11).[81]

La miglior striscia di risultati utili in serie A è ottenuta nel 1975-76 con 12 turni di imbattibilità, mentre nel 1987-88 si ha il maggior numero di vittorie con 4 successi in serie A;[81] la peggiore striscia negativa è datata 2011-12 con 20 turni di insuccessi, mentre nel 1990-91 si ha il record di 6 sconfitte consecutive.[81]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Giampiero Ceccarelli

Il giocatore che detiene il maggior numero di presenze con la maglia del Cesena è Giampiero Ceccarelli con 591 apparizioni mentre il record di marcature bianconere appartiene a Dario Hubner con 77 gol.[81] Adriano Piraccini è invece il calciatore del Cesena con più presenze in serie A (148), Massimo Agostini è il miglior marcatore in assoluto di tale campionato con 22 reti mentre Massimo Ciocci è colui che ha segnato più gol in una sola stagione con 14 marcature nel 1990-91.[81]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori della Roma dall'anno di fondazione a oggi.[81]

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi del Cesena in Curva Mare

Il tifo organizzato bianconero nasce nel 1972, in seguito alla promozione in serie A del club, con "Forza Cesena"; nel 1973 nascono altri club che dal 1974 vengono coordinati dal "Centro Coordinamento Clubs Cesena", mentre i gruppi ultras nascono in seguito alla qualificazione del Cesena in Coppa UEFA nel 1973-74 con gli "Ultras Cesena".[82] Nel 1975 si ha la nascita delle "Brigate Bianconere", le quali occupano inizialmente la parte superiore della curva Sud, tuttavia la abbandonano per divergenze con altri gruppi per poi tornarvi nel 1981 e cambiando nome in "WeisSchwarz Brigaden" abbreviato in "WSB" ("Brigate Bianconere" in tedesco in onore dell'austriaco Walter Schachner, primo giocatore straniero del Cesena).[82] Le WSB vengono affiancate nel corso degli anni dagli "Sconvolts" (di poco successivi alle Brigate stesse), dai "Madmen" (nati nel 1988) e dai "Viking" (del 1986).[82] La tifoseria risulta essere compatta fino al 1992, quando per scissione dal Centro Coordinamento vengono fondati nuovi club, i quali creano l'organizzazione "Cuore Bianconero" all'interno della quale confluiscono pure gli ultras.[82] All'inizio degli anni 1990 si ha l'arresto di alcuni esponenti delle WSB in seguito a scontri con i tifosi del Rimini, e nei primi anni 2000 in seguito alla contestazione contro la dirigenza del Cesena per la retrocessione in serie C1.[82]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria vanta in Italia gemellaggi storici con Brescia[83] e Mantova,[83] oltre a buoni rapporti con Palermo[83] e Juve Stabia,[84] mentre all'estero sono instaurati gemellaggi con le tifoserie di Saint-Étienne[83], Osasuna[83] e Stoccarda.[83]

Da notare i rapporti con il Padova, protagonista nel 2008-09 e 2009-10 di episodi che hanno portato alla doppia promozione dell'era Bisoli.[83] Il tifo cesenate, particolarmente caldo e attivo, si accende specialmente nei derby con la principale squadra rivale, il Bologna: questa rivalità, molto sentita da entrambe le parti, deriva da quella culturale esistente tra le regioni storiche di Romagna ed Emilia. Le due squadre hanno avuto modo di affrontarsi in più occasioni tra Serie A e Serie B (nella massima serie le due squadre hanno 9 partecipazioni in comune).[83] Altre rivalità di carattere geografico sono quelle con due squadre di calcio romagnole professioniste, Ravenna e Rimini, riguardanti perlopiù le partecipazioni ai campionati di Serie B e Serie C.[83]

Ulteriori rivalità di discreta importanza oppongono Cesena soprattutto con Hellas Verona,[83] Pescara,[83] Sambenedettese,[83] Atalanta,[83] Vicenza,[83] Pisa,[83] ed anche con Genoa,[83] Fiorentina,[83] Salernitana,[83] Milan (con cui avviene un gemellaggio negli anni 1980),[83] Pistoiese,[83] Padova,[83] Ancona,[83] Triestina,[83] Livorno,[83] Monza,[83] Carrarese,[83] Empoli,[83] Arezzo,[83] Novara,[83] oltre a quelle con le emiliane Modena,[83] Reggiana,[83] SPAL[83] e Parma.[83]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Cesena 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazioni aggiornati al 29 settembre 2014.[85]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Nicola Leali
2 Romania D Constantin Nica
3 Italia D Antonio Mazzotta
4 Italia C Luca Valzania
5 Italia C Luigi Giorgi
6 Italia D Stefano Lucchini
7 Colombia C Carlos Carbonero
8 Italia C Giuseppe De Feudis
9 Spagna A Alejandro Rodríguez
10 Italia C Manuel Coppola
11 Italia A Franco Brienza
14 Italia D Massimo Volta
15 Slovenia D Luka Krajnc
16 Italia P Alberto Iglio
17 Islanda D Hörður Magnússon
18 Bosnia ed Erzegovina A Milan Djuric
N. Ruolo Giocatore
19 Italia A Davide Succi
23 Italia C Andrea Tabanelli
24 Italia D Gabriele Perico
25 Italia D Daniele Capelli
27 Portogallo A Hugo Almeida
30 Italia P Federico Agliardi
33 Italia D Francesco Renzetti
34 Italia C Emmanuel Cascione
44 Italia C Riccardo Cazzola
56 Italia C Nico Pulzetti
61 Italia A Luca Garritano
77 Brasile C Ze Eduardo
81 Italia P Walter Bressan
89 Italia A Guido Marilungo
92 Francia A Gregoire Defrel

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 18 settembre 2014.[85]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Rino Foschi[39] - Direttore Area Tecnica
  • Italia Pierpaolo Bisoli - Allenatore
  • Italia Michele Tardioli - Vice allenatore
  • Italia Riccardo Ragnacci - Preparatore atletico
  • Italia Danilo Chiodi - Area preparazione atletica
  • Italia Francesco Antonioli - Preparatore dei portieri
  • Italia Fiorenzo Treossi - Team Manager
  • Italia Paolo Bazzocchi - Responsabile sanitario
  • Italia Dante Boscherini - Medico sociale
  • Italia Stefano Valentini - Fisioterapista
  • Italia Giovanni Riva - Fisioterapista
  • Italia Massimo Ridolfi - Fisioterapista
  • Italia Giorgio Caiterzi - Osteopata
  • Italia Luca Benini - Magazziniere
  • Italia Daniele Galassi - Magazziniere
  • Italia Andrea Del Seppia - Nutrizionista
  • Italia Mauro Guido Ferrini - Collaboratore fisioterapico
  • Italia Alberto Budini - Collaboratore staff sanitario
  • Italia Andrea Alberti - Ortodonzia e gnatologia


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac Storia Associazione Calcio Cesena 1940, blackwhiteskin.com. URL consultato il 29 settembre 2014.
  2. ^ (EN) Serie A All-time league table, worldfootball.net. URL consultato il 29 settembre 2014.
  3. ^ a b c l'Associazione Calcio Cesena. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  4. ^ L'odierno Corso Sozzi.
  5. ^ Rocchi, p. 34
  6. ^ Calbucci
  7. ^ a b c d e Stadio "Dino Manuzzi". URL consultato il 24 ottobre 2014.
  8. ^ Filippo Fabbri, Giampiero Ceccarelli, la vera bandiera in campo. in Storie di Calcio. URL consultato il 26 giugno 2014.
  9. ^ Francesco Sirotti "Domenica Gol", P. 63-71
  10. ^ Calbucci
  11. ^ La Stampa. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  12. ^ Rognoni? Ve lo racconto io. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  13. ^ Mantova: la favola del piccolo Brasile. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  14. ^ L'irresponsabilità oggettiva. URL consultato il 26 giugno 2014.
  15. ^ "Ma la ferita dov'è?". URL consultato il 26 giugno 2014.
  16. ^ Il Padova sale sull'ultimo treno. URL consultato il 31 ottobre 2014.
  17. ^ a b c Museo bianconero. URL consultato il 9 ottobre 2014.
  18. ^ E' morto Edmeo Lugaresi. Domani l'addio in Cattedrale. Camera ardente al "Manuzzi". URL consultato il 24 giugno 2014.
  19. ^ Il CONI premia il Cesena con la Stella d'Oro al Merito Sportivo, www.cesenacalcio.it, 29 gennaio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  20. ^ Shock Cesena, Campedelli cede la società. URL consultato il 4 novembre 2014.
  21. ^ Cesena, Giorgio Lugaresi subentra a Igor Campedelli come presidente. URL consultato il 4 novembre 2014.
  22. ^ Serie B, Cesena: 35 mln di debiti, rischio fallimento. URL consultato il 4 novembre 2014.
  23. ^ Cesena, indagato ex presidente Campedelli. URL consultato il 4 novembre 2014.
  24. ^ Il Cesena di Campedelli nel mirino. URL consultato il 4 novembre 2014.
  25. ^ Cesena e debiti, il grido di Lugaresi: "Chiediamo aiuto all'imprenditoria locale". URL consultato il 4 novembre 2014.
  26. ^ Oggi nasce Cesena per Sempre. URL consultato il 4 novembre 2014.
  27. ^ Deborah Dirani, Cesena, la storia bella di un miracolo romagnolo: dal fallimento scampato alla promozione in serie A in Il Sole 24 ore, 21 giugno 2014. URL consultato il 4 novembre 2014.
  28. ^ Cesena, Lugaresi: "Il sogno è Ambrosini". URL consultato il 4 novembre 2014.
  29. ^ Maglie Cesena, magliecesena.sitiwebs.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  30. ^ A.C. Cesena sito ufficiale, cesenacalcio.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  31. ^ Mike Bongiorno suona l'inno del Cesena, tuttocesenaweb.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  32. ^ A.A.A. cercasi nome per la mascotte, romagnanoi.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  33. ^ a b c Orogel Stadium - Dino Manuzzi. URL consultato il 30 settembre 2014.
  34. ^ Orogel Stadium - Dino Manuzzi, cesenacalcio.it. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  35. ^ Europei 2016, l’Italia ha presentato la candidatura. URL consultato il 29 settembre 2014.
  36. ^ Il dossier presentato a Nyon. URL consultato il 29 settembre 2014.
  37. ^ Europei 2016, bocciata l'Italia. URL consultato il 29 settembre 2014.
  38. ^ Villa Silvia, blackwhiteskin.com. URL consultato il 9 ottobre 2014.
  39. ^ a b Società - organigramma. URL consultato il 29 settembre 2014.
  40. ^ Rescisso il contratto con Erreà, Il Cesena tornerà a vestire Lotto. URL consultato il 29 settembre 2014.
  41. ^ a b Sponsor. URL consultato il 29 settembre 2014.
  42. ^ Presentato il calendario benefico 2014 del Cesena, cesenacalcio.it, 11 dicembre 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  43. ^ La visita dei bianconeri al Bufalini di Cesena, cesenacalcio.it, 24 febbraio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  44. ^ Mattinata solidale per i bianconeri, cesenacalcio.it, 1º aprile 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  45. ^ Mattinata solidale alla Cils, cesenacalcio.it, 28 aprile 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  46. ^ Messa all'asta la divisa "speciale" di Coppola, cesenacalcio.it, 5 maggio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  47. ^ Patch e fascia "speciali" per Cesena-Brescia, cesenacalcio.it, 25 aprile 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  48. ^ Forlimpopoli-Cesena 0-6, cesenacalcio.it, 22 maggio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  49. ^ Giovanili Cesena Calcio, cesenacalcio.it. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  50. ^ a b Campionato Primavera - Albo d'oro, legaseriea.it. URL consultato il 2 agosto 2013.
  51. ^ Albo d'oro coppa Carnevale, campionatoprimavera.com. URL consultato il 2 agosto 2013.
  52. ^ Albo d'oro, lega-pro.com. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  53. ^ Elisa Battistini, L’ultimo terrestre in Il Fatto quotidiano, 11 settembre 2011. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  54. ^ Daniele Costantini, Un mito degli anni ’80: la maglia della Longobarda, passionemaglie.it, 25 aprile 2013. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  55. ^ Baiocco
  56. ^ Vent’anni senza Massimo Troisi: il Napoli, nel frattempo, non perde più col Cesena…, ultimecalcionapoli.it, 4 giugno 2014. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  57. ^ Addio Lugaresi, il presidente delle interviste "impossibili" in Sky Italia, 27 settembre 2010. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  58. ^ Intervista al mister del Cesena: Tazzioli tira il freno? Un pari andrebbe bene?. URL consultato il 30 settembre 2014.
  59. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  60. ^ Danova Luigi, enciclopediadelcalcio.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  61. ^ Cesena: morto Corrado Benedetti in sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  62. ^ Adria riparte dai giovani in ilgazzettino.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  63. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  64. ^ Ruggero Rizzitelli, italia1910.com. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  65. ^ Il trionfo degli umili, UEFA, 1º gennaio 2006. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  66. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  67. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  68. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  69. ^ (EN) Walter Schachner - International Goals, rsssf.com. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  70. ^ Hörður Magnússon, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  71. ^ Constantin Nica, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  72. ^ Milan Djuric, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  73. ^ Luka Krajnc, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  74. ^ Hugo Almeida, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  75. ^ Carlos Carbonero, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  76. ^ a b Cesena calcio, assegnati i numeri di maglia. URL consultato il 29 settembre 2014.
  77. ^ Il Cesena ritira la maglia numero 12, www.cesenacalcio.it, 29 luglio 2009. URL consultato il 19 marzo 2011.
  78. ^ In memoria di Paolo Martelli. URL consultato il 29 settembre 2014.
  79. ^ Il Cesena premiato con la stella d'oro al merito sportivo del CONI.
  80. ^ Stelle al merito sportivo.
  81. ^ a b c d e f g h i Statistiche e curiosità, blackwhiteskin.com. URL consultato il 17 ottobre 2014.
  82. ^ a b c d e Curva Ospiti I tifosi del… Cesena, pianetaempoli.it, 14 dicembre 2013. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  83. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag Pozzoni, p. 134
  84. ^ Stabiesi ospitati dai cesenati dal venerdì. Amicizia tra le tifoserie. URL consultato il 30 settembre 2014.
  85. ^ a b Squadra stagione 2014/2015 Serie A. URL consultato il 29 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Baiocco, Frustalupi. Il piccolo gigante del centrocampo: Lazio, Librosi Panini, 2013.
  • Giovanni Guiducci, Carlo Fontanelli, La Romagna siamo noi 1940-2000 le 2129 partite dell'Ac Cesena, GEO Edizioni, 2000.
  • Vittorio Calbucci, Giovanni Guiducci, 70° 1940-2010 - L'appassionante viaggio del Cesena Calcio, Libreria Bettini, 2010.
  • Fabio Benaglia, Maurizio Viroli, Tutto il Cesena sotto la curva, Il Ponte vecchio, 2010.
  • Luca Alberto Montanari, Stefano Severi, Nicola Marcatelli, Comincia per C, finisce per A, Il Ponte Vecchio, 2010.
  • Emilio Buttaro, Eroi in bianconero, Costantini, 2010.
  • Lidio Rocchi, Epopea Bianconera, Costantini Editore, 2000.
  • Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Zelig, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]