Associazione Calcio Cesena

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AC Cesena
Calcio Football pictogram.svg
Cesenastemma.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Nero.svg bianco-nero
Simboli Cavalluccio marino
Inno Forza Cesena
Primino Partisani e Vittorio Borghesi
Dati societari
Città Cesena
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1940
Presidente Italia Giorgio Lugaresi
Allenatore Italia Pierpaolo Bisoli
Stadio Stadio Dino Manuzzi
(23 860 posti)
Sito web www.cesenacalcio.it
Palmarès
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Cesena, meglio nota come Cesena, è una società calcistica italiana con sede nella città di Cesena, in provincia di Forlì-Cesena. Nella stagione 2014-2015 milita in Serie A, la massima divisione del campionato italiano.[1]

Tra le formazioni calcistiche più blasonate della regione, può vantare 13 partecipazioni nella massima serie, nonché una alla coppa UEFA.[1] Il Cesena detiene attualmente il 37º miglior risultato storico nella classifica perpetua della Serie A, assommando i punteggi ottenuti nella varie annate secondo il regolamento dell'epoca.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli albori del calcio cesenate agli anni 1940: i primi passi dell'A.C. Cesena[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra Alberto Rognoni, Renato Piraccini e Arnaldo Pantani, i fondatori dell'A.C. Cesena

Nel 1921 compare per la prima volta il calcio a Cesena grazie al pioniere Aldo Proli che, seguito da un gruppo di appassionati di calcio, dà vita alla prima società calcistica cesenate, l'Unione Sportiva Renato Serra, intitolata ad un giovane poeta e patriota cesenate deceduto combattendo durante la prima guerra mondiale sulle alture del Carso. La divisa scelta per disputare le gare è costituita da quattro grandi scacchi alternati di colore bianco e nero, gli stessi utilizzati dallo stemma cittadino, mentre il luogo degli incontri è la cosiddetta "Barléda", un campo situato lungo il fiume Savio, sostituito successivamente da un impianto costruito appositamente in zona Casali. Con l'inizio del secondo conflitto mondiale la squadra è costretta a sciogliersi per la chiamata alle armi dei suoi componenti, pur lasciato come eredità una passione per il calcio che verrà ritrovata successivamente.

Il primo campo da calcio del Cesena, ricavato all'interno dell'anello ippico dell'Ippodromo del Savio

Nel 1940 il conte Alberto Rognoni, all'epoca ventunenne, dopo essersi avvicinato al calcio grazie al fratello minore Carlo, portiere del Forlì, ha l'idea di creare una società calcistica, sempre con gli stessi colori dello stemma cittadino. I fratelli, con la collaborazione di Arnaldo Pantani, ex calciatore del "Renato Serra" e del Prato in serie C, e Renato Piraccini, titolare di un negozio di pelletteria in corso Mazzini ed ex dirigente della "Renato Serra", gettano le basi per la fondazione della società. A questi si aggiungono in seguito il dottor Montemaggi, il dottor Sarti, l'ingegner Mazzotti e altri, che insieme costituiscono il primo consiglio direttivo della nuova società. Il 21 aprile 1940 ha luogo la prima riunione del consiglio presieduta da Giuseppe Ambrosini, il quale decreta la nascita ufficiale dell'Associazione Calcio Cesena riprendendo come colori sociali gli stessi precedentemente utilizzati dalla "Renato Serra", e stabilendo la sede in corso Umberto I[3] presso la Casa del fascio. Come presidente viene eletto Rognoni, mentre Piraccini assume il ruolo di direttore sportivo, e Pantani, il più esperto di calcio, quello di allenatore-giocatore. Tuttavia Pantani non compare nell'atto costitutivo societario in quanto non possedeva la tessera del Partito Fascista, e non poteva quindi assumere cariche societarie. L'affiliazione della società alla FIGC avviene l'8 agosto, e contestualmente viene effettuata anche l'iscrizione al campionato di Prima Divisione.

Una delle prime foto ufficiali della squadra dell'A.C.Cesena, che mostra i calciatori con una divisa composta da una maglia nera con bordi bianchi e calzoncini grigi

Il neonato consiglio cerca subito di richiamare i cesenati che si erano distinti nei vari tornei di quartiere e che militavano nelle squadre vicine.[4] Il primo acquisto importante dell'Associazione Calcio Cesena è quello di Iro Bonci, che Piraccini preleva dal Forlimpopoli per 1 500 lire. La trattativa si svolge al ristorante Casali di Cesena, dove agli ospiti forlimpopolesi viene offerta una cena pantagruelica, apprezzata al punto tale che alla fine decidono di offrire al Cesena anche il cartellino gratuito di Renato Casali, terzino minuto ma agonisticamente particolarmente aggressivo.[5]

Al termine della sospensione di tutti i campionati di calcio per le attività belliche dal 1943 al 1945, dopo aver preso parte al campionato misto serie B-C dell'Alta Italia, il Cesena viene ammesso d'ufficio alla serie B 1946-47. A soli 6 anni dalla fondazione, dunque, il "Cavalluccio" si ritrova a disputare un campionato cadetto; l'esperienza si rivela però poco fortunata, e termina con la retrocessione in serie C, dopo essersi piazzati all'ultimo posto in classifica del girone, che comprendeva squadre più blasonate all'epoca come la Lucchese, il Padova e l'Hellas Verona.[6]

Gli anni 1950 e 1960: dalla discesa nelle serie inferiori all'era Dino Manuzzi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio "La fiorita", costruito appositamente per l'A.C.Cesena nel 1957

Dopo l'esperienza in serie B nella stagione 1946-47, durante gli anni 1950 il Cesena scivola progressivamente nelle serie inferiori, fino a raggiungere i campionati regionali di Promozione che all'epoca rappresentavano il quinto livello del campionato italiano, il punto più basso dell'intera storia della società cesenate. Ciononostante è proprio in questi anni che tanti calciatori, tra cui Azeglio Vicini, sfruttano la visibilità della formazione bianconera per raggiungere successivamente palcoscenici più elevati. La passione dei dirigenti bianconeri, unitamente a quella dei tifosi che sempre più copiosamente affollano le tribune dell'ippodromo del Savio, convincono l'amministrazione pubblica della città a fare in modo di abbandonare il campo ricavato all'interno della struttura ippica, dove il Cesena aveva giocato fino ad allora, per dotare il sodalizio romagnolo di un nuovo impianto dedicato. Nel 1957 infatti viene costruito il nuovo stadio "La Fiorita", che prende il nome dal quartiere in cui è situato, costituito inizialmente da una sola tribuna coperta e dalla pista di atletica. In seguito sarà sensibilmente ampliato per tre volte, nel 1961, nel 1969 e nel 1988.

Dino Manuzzi, presidente dell'A.C.Cesena dal 1964 al 1979

Gli anni 1960 vedono il Cesena approdare nuovamente alla terza serie, una categoria che riusciranno a mantenere e consolidare, in attesa del salto verso le serie maggiori. Intanto, nel 1961, allo stadio "la Fiorita" viene aggiunta una nuova gradinata opposta alla tribuna coperta.

Nel 1964, a ventiquattro anni dalla fondazione e con il Cesena solidamente stabilizzatosi in serie C, il conte Rognoni decide di passare la mano e di cedere la società ad una cordata di imprenditori orto-frutticoli, capitanata da Dino Manuzzi e Giovanni Casadei, i due maggiori esportatori di Cesena dell'epoca. Manuzzi assume la presidenza, e grazie ad un'accorta gestione economica, unitamente ad una convinta politica di valorizzazione dei giovani, riesce in poco tempo a trasformare il Cesena in una società modello per le altre provinciali, e in un sodalizio vocato ad identificarsi fortemente con il territorio romagnolo. Il 15 gennaio 1967 esordisce in prima squadra contro la Carrarese Giampiero Ceccarelli, un giovane difensore diciannovenne proveniente dalle giovanili bianconere, che successivamente diventerà un pilastro della squadra per diciannove stagioni professionistiche consecutive, disputatndo con la stessa maglia 520 partite in campionato, 69 in Coppa Italia e 2 in Coppa UEFA. Ceccarelli è stato per lungo tempo detentore del record italiano di "fedeltà" ad una società, e per questo viene considerato una vera e propria "bandiera" del calcio cesenate.[7]

Sotto la guida di Cesare Meucci il Cesena raggiunge nuovamente la serie B nella stagione 1967-68, esattamente venti anni dopo la prima ed isolata esperienza nel dopoguerra. Nonostante le difficoltà iniziali nel mantenere la categoria durante le prime tre stagioni, la squadra migliora i risultati progressivamente, fino ad ottenere il salto di qualità al termine del quinto anno consecutivo trascorso nella serie cadetta.

Gli anni 1970: la prima promozione in serie A[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1972-73 il Cesena, guidato da Gigi Radice, viene allestito con il dichiarato obbiettivo della promozione. Sulle rive del Savio giungono infatti alcuni giocatori di notevole spessore, come Claudio Mantovani, per alcuni stagioni secondo portiere del Milan e reduce da due positive stagioni in serie B, col Perugia; oppure Augusto Scala, dotato centrocampista già in forza al Bologna in serie A, coadiuvati da un nutrito manipolo di giocatori tutti provenienti dall'hinterland bianconero come il già citato Ceccarelli, il difensore Paolo Ammoniaci (che aveva preceduto la futura bandiera cesenate approdando in prima squadra nel 1966, un anno prima di lui, e che in tutta la sua carriera ha totalizzato ben 218 partite in 9 stagioni bianconere); l'ala Otello Catania e il centrocampista Maurizio Orlandi. Va segnalata inoltre la presenza, tra i titolari, del futuro direttore sportivo del Milan Ariedo Braida.[8]

Con questo mix ben assortito di giocatori d'importazione e prodotti locali, i bianconeri partono col piede giusto con una vittoria corsara a Brescia (0-1) alla prima giornata. Ma dopo il buon pareggio interno con il Genoa (1-1) alla terza partita subiscono un brusco stop ad Arezzo (2-0). Una sconfitta, però, che i bianconeri digeriscono velocemente perché già a partire dalla domenica successiva, con il 2-0 all'Ascoli alla "Fiorita", danno il via ad una striscia "quasi" perfetta di 10 gare composta da 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta a metà strada (3-0 a Catanzaro). È il segnale che il Cesena vuole fare sul serio. Infatti, con uno score finale di 17 vittorie, 15 pareggi e solo 6 sconfitte, il Cavalluccio Marino raggiunge per la prima volta nella sua storia la massima serie, addirittura con una giornata d'anticipo: l'apoteosi bianconera viene celebrata il 10 giugno 1973, allo stadio "La fiorita" di Cesena, con la vittoria sul Mantova (2-1) che dà il via alla festa.[9]

Ottenuto questo prestigioso risultato, Gigi Radice si lascia attrarre dalle lusinghe toscane della Fiorentina, e tre anni più tardi riporterà il Torino alla vittoria dello scudetto, il primo (e finora unico...) dopo la tragedia di Superga. Così il primo campionato di serie A del storia cesenate, è affidato alle mani di Eugenio Bersellini.

La promozione nella massima divisione rende necessario un ampliamento dello stadio, che conserva la preesistente struttura in cemento eretta nel 1968, ma che vede costruire su di essa, per buona parte del perimetro, delle impalcature in legno sorrette da tubolari "Innocenti", che praticamente ne triplicano la capienza. È proprio in questa prima stagione in serie A che viene segnato il record di affluenza nella storia dell'impianto cesenate: il 10 febbraio 1974 arriva il Milan (sconfitto per 1-0) e la Fiorita registra un'affluenza ufficiale di 35.991 spettatori, abbonati compresi, Un record tuttora ineguagliato (e forse ineguagliabile) per lo stadio di Cesena.[10]

Lamberto Boranga, portiere cesenate degli anni settanta

Al debutto su una panchina in serie A, Bersellini ha operato subito una profonda trasformazione nel modo di giocare dei bianconeri, contrassegnata da possesso palla e rapidi fraseggi a centrocampo: la sua squadra pratica un bel gioco e i risultati si vedono non solo in campionato ma anche in coppa Italia, dove i bianconeri sfiorano la finale.

L'ascesa nel calcio italiano di questa matricola non passa inosservata ai media nazionali: dopo alcune partite in cui i bianconeri di Bersellini hanno affrontato e bloccato le formazioni più quotate (0-0 con la Lazio capolista e futura campione d'Italia alla Fiorita, 2-2 contro la Juventus a Torino) il giocatore Pietro Anastasi, sulle pagine de La Stampa afferma senza esitazione di "non aver mai incontrato una provinciale così"[11], mentre il giornalista Italo Cucci, sulle colonne del Guerin Sportivo, lo definisce "il piccolo Brasile"[12], scatenando così le ire dei tifosi del Mantova (che quel "riconoscimento" lo attribuiscono ad uso esclusivo dei biancorossi che Edmondo Fabbri aveva guidato in quattro anni dalla serie D alla serie A, dal 1957 al 1960[13]).

Sull'onda di questi lusinghieri riconoscimenti il Cesena, sotto la guida di Bersellini, ottiene due salvezze consecutive in serie A, quasi identiche nei risultati; la prima al debutto nella stagione 1973-1974, con un 11º posto e 27 punti totali, frutto di 6 vittorie, 15 pareggi e 9 sconfitte. La seconda nel campionato 1974-1975, sempre con un 11º posto finale e 25 punti finali, scaturiti da 5 vittorie, 15 pareggi e 10 sconfitte. In particolare, in questa stagione, il Cavalluccio Marino riesce ad espugnare per la prima volta S.Siro: è il 30 marzo 1975 e il Cesena, che sta lottando alacremente per raggiungere la salvezza, mette a segno il colpaccio grazie ad un gol di Orlandi al 55' del secondo tempo. Un gol che vale la vittoria in casa dell'Inter di Facchetti e Mazzola, e che getta le basi per la seconda salvezza consecutiva.

Il Cesena del 1975-1976, 6º classificato in Serie A – miglior piazzamento della sua storia nella massima categoria – e qualificato alla Coppa UEFA

Nella stagione 1975/76 i bianconeri raggiungono il punto fino ad ora più alto della loro storia e l'attenzione internazionale: le 9 vittorie, i 14 pareggi e le 7 sconfitte permettono al Cesena di raggiungere il sesto posto nella classifica di Serie A e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA, (grazie anche alla migliore differenza reti rispetto al Bologna).

La doppia sfida che aspetta la società cesenate è con i tedeschi orientali del Magdeburgo, all'epoca una delle più importanti squadre del continente e spina dorsale della nazionale della D.D.R., che si impongono all'andata per 3-0 ma che nel ritorno rischiano la qualificazione quando al 6' della ripresa Pepe porta il Cesena sul 2-0; la gara terminerà 3-1 per i bianconeri, comunque eliminati.

La stagione della Coppa UEFA presenta un rovescio della medaglia molto amaro, con la retrocessione in Serie B e l'inizio di un periodo difficile, che passa per la cessione della guida societaria da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi: Manuzzi infatti nel 1979 rimane vittima di una banale caduta che lo costringe ad un delicato intervento chirurgico che necessiterà di un lungo periodo di convalescenza.

Gli anni 1980: inizio dell'era di Edmeo Lugaresi[modifica | modifica wikitesto]

Edmeo Lugaresi - presidente del Cesena dal 1980 al 2002

Lugaresi, cresciuto all'ombra dello zio, mostra una certa abilità nella gestione sportiva, già alla prima stagione di presidenza, 1980-81, centra il ritorno nella massima divisione con una squadra guidata dal giovane Osvaldo Bagnoli che segna record della sua storia come le 14 vittorie casalinghe ed il maggior numero di spettatori in serie B (28 602 per Cesena-Milan). Proprio la presenza di grandi del calcio quali Milan, Genoa – entrambe promosse con i bianconeri – e Lazio (quest'ultima battuta al Manuzzi per 2-1) rendono l'impresa degna di maggior rilievo. La Lazio si arrenderà solo nelle ultimissime partite, quando il Cesena andrà a vincere a Foggia per 3 a 1 e si assicurerà la promozione con la vittoria casalinga sull'Atalanta all'ultima giornata per 2-0 davanti a 20 000 tifosi entusiasti.

La squadra costruisce la promozione con un ruolino di marcia fatto di vittorie in casa – spesso la pratica è sbrigata nei primi 20 minuti, per poi controllare agevolmente la reazione degli avversari – e di pareggi fuori casa.

La formazione tipo – e praticamente mai cambiata nel corso dell'anno – è composta dal portiere Angelo Recchi, i terzini Giovanni Mei e Giampiero Ceccarelli, il mediano Massimo Bonini, lo stopper Giancarlo Oddi, il libero Antonio Perego, le ali Giovanni Roccotelli e Oliviero Garlini, il cursore Adriano Piraccini, il regista Fabrizio Lucchi e la punta centrale Antonio Bordon.

Adriano Piraccini, con la maglia del Cesena nel 1981

I migliori realizzatori sono Bordon (con 13 gol) e Garlini; buon bottino anche per Perego, i cui sganciamenti in avanti gli fruttano 6 reti.

Per la nuova avventura in A, stante l'abbandono di Bagnoli anche per motivi familiari, viene scelto Giovan Battista Fabbri e vengono acquistati ed inseriti tra i titolari il centravanti austriaco Walter Schachner, per il quale si parla di un ingaggio di 120 milioni di Lire, il centrocampista Vinicio Verza e Massimo Storgato dalla Juventus, Roberto Filippi dall'Atalanta e Antonio Genzano.

A metà stagione la squadra, pur avendo vinto 2-1 contro la capoclassifica Fiorentina, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica e dopo il pareggio casalingo contro il Como Fabbri verrà licenziato e sostituito da Renato Lucchi, che raggiungerà la salvezza grazie ad un girone di ritorno con exploit quali le vittorie ad Udine e Roma, il pareggio al San Paolo di Napoli (dopo essere passati in vantaggio per 0-2), il pareggio casalingo con la Juventus e sonanti vittorie contro Bologna e Catanzaro (entrambe 4-1). La squadra impostata da Lucchi è un osso duro per qualunque avversario e difficilmente si rassegna alla sconfitta. Emblematico l'1-3 rimediato in casa dall'Inter, quando in svantaggio per 0-2 chiude gli avversari nella loro area di rigore; la permanenza in A è però turbata dalla scomparsa, il 29 maggio 1982 di Dino Manuzzi, a cui la città intitola lo stadio.

Da segnalare in quegli anni anche la vittoria per ben due volte del Campionato Nazionale Primavera nelle stagioni 1981-82 e 1985-86, la prima delle quali ottenuta con in panchina Arrigo Sacchi.

Sebastiano Rossi al Cesena nella stagione 1989-90

Inoltre si mettono in luce alcuni giocatori di levatura nazionale, come Sebastiano Rossi, Ruggiero Rizzitelli, Alessandro Bianchi o Massimo Agostini, tutti provenienti dal vivaio bianconero.

Al termine dell'annata 1982-83, con alla guida Bruno Bolchi il Cesena retrocede, ma è lo stesso Bolchi che porta i bianconeri di nuovo in Serie A al termine della stagione 1986-87 grazie alla vittoria nello spareggio di San Benedetto del Tronto contro il Lecce (gol di Roberto Bordin e Agatino Cuttone, entrambi di testa), in una partita per lunghi tratti in mano ai giallorossi.

Durante la stagione di Serie A 1987-1988, il Cesena è involontario protagonista di un episodio esemplare per il concetto di "responsabilità oggettiva" delle società di calcio, come era inteso allora. Al termine del primo tempo della partita Juventus-Cesena, il centrocampista cesenate Dario Sanguin, mentre rientra negli spogliatoi, rimane stordito dallo scoppio di un petardo proveniente dalla curva juventina. Il giocatore del Cesena si accascia al suolo e, secondo i medici al seguito della formazione romagnola, non è più in grado di disputare il secondo tempo della partita, gara che si conclude con la vittoria dei torinesi per 2-1. Ma in seguito al reclamo della società romagnola il giudice sportivo infligge alla Juventus la sconfitta a tavolino per 2-0 per "responsabilità oggettiva".[14] Questo, ovviamente, non è l'unico episodio del genere di questa stagione, ma è uno dei più discussi dai media del periodo e dà il via al processo di riforma del concetto di "responsabilità oggettiva" delle squadre di calcio.[15] A fine stagione viene ristrutturato lo stadio Dino Manuzzi per la terza volta, e in questa occasione in maniera più radicale delle precedenti, con l'eliminazione della pista d'atletica e la ricostruzione completa della tribuna "distinti" e delle curve ("curva mare" e "curva ferrovia"), in sostituzione delle vecchie strutture. L'impianto diviene così uno dei primi stadi italiani ad essere costruito principalmente per il gioco del calcio, con le tribune a due piani disposte a ridosso del campo di gioco, sull'esempio del "Meazza" di Milano e del "Ferraris" di Genova.

Nella stagione 1989-90 il Cesena riesce a centrare una salvezza insperata grazie all'allenatore Marcello Lippi, autore di una grande rimonta dopo che nel girone di andata la squadra si era ritrovata pesantemente distante dalla zona salvezza.

Gli anni 1990: il Cesena saluta la serie A per due decenni[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena permane in Serie A fino al termine della stagione 1990-91. La discesa nella serie cadetta non verrà più riscattata per quasi vent'anni. In realtà i bianconeri hanno anche l'occasione di ritornare nella massima serie dopo tre stagioni in quella cadetta: l'episodio avviene al termine della stagione 1993/94 quando, dopo un ottimo campionato, conquistano il diritto di disputare lo spareggio promozione. Ma nella gara unica contro il Padova, giocata sul campo neutro di Cremona, questa opportunità sfuma: infatti il Cesena, passato in vantaggio dopo appena 6' grazie ad un gol di Dario Hubner, ha l'occasione per raddoppiare dopo solo due minuti, sempre con lo stesso attaccante, che però questa volta fallisce il colpo. Così il Padova può riorganizzarsi e prima pareggia con una rovesciata di Cuicchi sotto porta e quindi, a metà del secondo tempo, segna con il centrocampista Coppola il gol della vittoria che vale la serie A per i patavini[16].

Nelle due stagioni successive in serie B (1994/95 e 1995/96) il Cesena staziona sempre a centro classifica, raggiungendo tranquillamente la salvezza, ma senza grandi ambizioni di promozione. Successivamente nella stagione 1996-97 i bianconeri scivolano in Serie C1, una categoria in cui la formazione romagnola non era scesa per quasi 30 anni: dal 1968 al 1997, infatti, il Cesena aveva disputato 10 campionati di serie A e 19 campionati di serie B.

In questa occasione, però, i romagnoli trovano subito la forza per riscattarsi e risalire immediatamente tra i cadetti dopo un campionato contrassegnato da un acceso duello a distanza con il Livorno: memorabile, a questo proposito, lo scontro diretto al Manuzzi del 9 novembre 1997, con i labronici che invadono con più di 10.000 tifosi al seguito la cittadina romagnola, ma devono assistere alla disfatta della loro squadra, sconfitta per 4-0 dal Cesena, che interrompe così una lunghissima striscia di vittorie degli amaranto.[17]

Ma il ritorno fra i cadetti è di breve durata e infatti, nella stagione 1999-2000, il Cesena torna nuovamente in Serie C1. Quest'ultima retrocessione è particolare in quanto subita a fronte di sole 9 sconfitte su 38 incontri e di una differenza reti positiva (47 gol fatti e 45 subiti).

Gli anni 2000: il momento più grigio della storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo millennio si apre dunque con la retrocessione in Serie C1, e i bianconeri passeranno metà della prima decade del 2000 nel terzo livello del campionato italiano, facendo registrare così il momento più grigio degli ultimi 50 anni di storia del Cavaluccio.

Il periodo consecutivo più lungo in terza serie dura lo spazio di 4 stagioni (dalla stagione 2000-2001 a quella 2003-2004) ed è un periodo contrassegnato anche dal progressivo passaggio di consegne tra il presidente Edmeo Lugaresi e il figlio Giorgio, che nella stagione 2002-2003 raccoglie il testimone dal padre e diventa il 4º presidente della storia del sodalizio romagnolo.

Si tratta, dunque, di un periodo di transizione, a cui pone fine un allenatore che lascerà il segno nella storia della società: Fabrizio Castori.

Un primo segnale di risveglio, infatti, il sodalizio bianconero lo fa registrare al termine del campionato 2003/2004 vincendo la Coppa Italia Serie C e giungendo terzo in classifica alle spalle di Arezzo e Lumezzane. Accede così ai play-off per la promozione, dove elimina il Rimini pareggiando al Neri 1-1 e sconfiggendo i biancorossi al Manuzzi per 2-0. La finale di andata dei play-off con il Lumezzane si disputa a Cesena, e termina 1-1 grazie ai gol di Centi e Bocchini; il ritorno è preceduto da varie polemiche incentrate principalmente sull'ordine pubblico e la possibilità di non disputare la gara nello Stadio Comunale di Lumezzane, capace di soli 4 150 posti, ma nello stadio "Mario Rigamonti" di Brescia (circa 27 000 posti), per la massiccia richiesta di biglietti da parte dei tifosi cesenati.

Il 20 giugno 2004 si gioca la partita che vale l'intera stagione: al termine dei tempi regolamentari le squadre sono bloccate sullo 0-0, ma i bianconeri vincono ai supplementari con i gol di Roberto Biserni e Marco Ambrogioni, facendo riconquistare alla società la Serie B. Ma la gara è funestata da un episodio che difficilmente sarà dimenticato dai tifosi: dopo il gol del momentaneo pareggio del Lumezzane, infatti, scoppia una rissa in mezzo al campo, di cui si rendono protagonisti, tra gli altri, i giocatori del Cesena Manolo Pestrin e Domenico Rea e l'allenatore Fabrizio Castori, entrato in campo per colpire Pietro Strada dopo essere stato provocato dai giocatori lombardi che erano andati ad esultare davanti alla panchina romagnola. In seguito a questo episodio, mister Castori viene punito della corte disciplinare con una squalifica di tre anni, poi ridotti a due.

Nella stagione 2004-2005 la conferma di Castori sulla panchina del Cesena, nonostante la squalifica, è una vera prova della fiducia che il presidente Lugaresi ripone nell'allenatore di Tolentino. La formazione bianconera disputa un discreto campionato, ottenendo la salvezza nelle ultime giornate. Nella stagione 2005-06, invece, grazie all'estro di giocatori come Luigi Turci, Emiliano Salvetti, Manolo Pestrin, Maurizio Ciaramitaro, Adriano Ferreira Pinto e Marco Bernacci, e grazie alla conduzione di Fabrizio Castori e del vice Massimo Gadda, il Cesena riesce a centrare i play-off promozione raggiungendo il sesto posto utile, ma viene poi sconfitto dal Torino in semifinale.

Nell'annata 2006-2007, il Cesena accusa un periodo di difficoltà, susseguente anche alla decisione (fortemente contestata dai tifosi) di cedere il centrocampista Manolo Pestrin. L'arrivo di giocatori di rilievo come Umberto Del Core, Diaw Doudou e Maurizio Anastasi non bastano a soddisfare le esigenze di organico della squadra, che conclude il campionato al 16º posto, a un solo punto dalla zona play-out.

Dopo gli incidenti di Catania del 2 febbraio 2007 ed i successivi provvedimenti del governo, lo stadio "Dino Manuzzi" si trova con una capienza ridotta a 10 000 posti a causa del completamento dei lavori di messa a norma. Al termine di questi lavori, lo stadio di Cesena torna alla sua capienza originaria per la stagione 2007-2008.

Nella stagione 2007-2008 i bianconeri vivono un momento di profonda crisi di risultati. Il 27 ottobre il Cesena apre una serie di quattro sconfitte consecutive che si conclude il 10 novembre (14ª giornata), quando il cavalluccio viene battuto per 4-1 a Rimini. L'ennesima sconfitta costa la panchina a mister Fabrizio Castori, che viene sostituito da Giovanni Vavassori.

Nei giorni che seguono la partita di Rimini iniziano i primi contatti per la cessione della società, che si concretizza il 21 dicembre in un cambio storico al vertice societario, con Giorgio Lugaresi che cede la maggioranza assoluta delle quote societarie a Igor Campedelli, giovane imprenditore edile locale, che ne diventa il nuovo presidente dopo 27 anni di regno incontrastato della famiglia Lugaresi.

Alla 17ª giornata, nell'incontro interno col Frosinone, il Cesena torna alla vittoria con un 3-0 che pone fine ad un digiuno-record durato 25 giornate. Il Cesena continua però ad avere un cammino stentato, e il 25 febbraio 2008 i bianconeri subiscono una pesante sconfitta in casa contro l'Albinoleffe (0-3). Campedelli decide quindi di sciogliere il rapporto con Vavassori e ridà fiducia a Fabrizio Castori, che viene richiamato in panchina. Ciononostante la stagione si chiude con la retrocessione in Lega Pro con due giornate d'anticipo (17 maggio, Treviso-Cesena 2-1).

Emanuele Giaccherini, tra i protagonisti della doppia promozione, dalla serie C alla serie A nel biennio 2008-2010

All'inizio della stagione 2008-2009, Fabrizio Castori lascia la società ed al suo posto arriva Pierpaolo Bisoli.

I bianconeri, dopo un avvio poco brillante, migliorano progressivamente le loro prestazioni e a fine stagione vincono il campionato di Lega Pro Prima Divisione, tornando immediatamente in Serie B a spese della Pro Patria, sorpassata nelle ultime giornate dopo un lungo testa a testa. In questa stagione la squadra romagnola si è distinta anche per il costante afflusso di tifosi sia nei match in casa che in trasferta[18].

Il Cesena affronta la stagione 2009-2010 in serie B con l'obiettivo della salvezza. La squadra si mostra subito ben organizzata e di carattere e i risultati non tardano ad arrivare: già dopo le prime giornate i romagnoli si trovano infatti a lottare per i primi posti del campionato. Nel frattempo, il 24 febbraio 2010, Luca Mancini viene nominato nuovo vicepresidente e direttore generale della società.

Nel girone di ritorno il Cesena è in lizza per la promozione diretta, insieme a Brescia e Sassuolo. Proprio con gli emiliani il cavalluccio marino subisce un'importante sconfitta. Venerdì 5 marzo, infatti, si gioca l'anticipo della 29ª giornata, e quando mancano 14 minuti alla fine, con le squadre sul punteggio di 0-0, la partita viene sospesa per neve. Da regolamento la partita viene conclusa martedì 16 marzo, disputando solo i 14 minuti restanti e il Sassuolo riesce ad aggiudicarsi l'incontro con una rete di Donazzan nel primo minuto di gioco. I bianconeri però rimangono sul campo al termine della partita per disputare subito un allenamento per l'incontro successivo: secondo l'allenatore Pierpaolo Bisoli, fu quello il momento in cui comprese che il Cesena avrebbe potuto coronare il sogno di tornare in Serie A.

La partita che dà la svolta al campionato dei bianconeri si disputa il 14 maggio a Lecce, a sole tre giornate dalla fine del campionato. Ai locali, primi in classifica, basta un pareggio per festeggiare la promozione ma, dopo essere passato in svantaggio nel primo tempo, il Cesena riesce a ribaltare il risultato nella ripresa vincendo così per 2-1, grazie alla doppietta di Dominique Malonga. Il 30 maggio 2010, ultima giornata di campionato, a Piacenza, di fronte ad oltre seimila sostenitori bianconeri presenti nella cittadina emiliana, il Cesena supera i locali per 1-0, e grazie alla concomitante sconfitta del Brescia a Padova, scavalca i lombardi portandosi al secondo posto della classifica finale. I romagnoli completano così uno storico doppio salto con la promozione diretta in Serie A, ritornando per la quarta volta nella massima serie, e stabiliscono il record di essere riusciti per la prima volta in 70 anni di storia ad ottenere due promozioni consecutive.

Gli anni 2010: di nuovo in serie A dopo 20 anni[modifica | modifica wikitesto]

Yuto Nagatomo, scoperto dal Cesena in Serie A nel 2011

La nuova decade si apre con la triste notizia della scomparsa del presidente onorario Edmeo Lugaresi, morto il 26 settembre 2010, a 82 anni.[19]

Nella stagione 2010-2011 il Cesena disputa il suo undicesimo campionato di Serie A e saluta il suo ritorno nella massima serie prima pareggiando 0-0 all'Olimpico con la Roma e poi, alla seconda giornata di campionato, superando per 2-0 il Milan di Massimiliano Allegri al Dino Manuzzi, con gol di Erjon Bogdani e Emanuele Giaccherini. Questa vittoria, in particolare, suscita notevole clamore nei media internazionali perché rappresentava, tra le altre cose, la gara di esordio di Zlatan Ibrahimović in maglia rossonera (macchiata da un rigore sbagliato a pochi minuti dalla fine), che dedicherà a questa partita una nota significativa della sua autobiografia.[20][21] Alla terza giornata, con la vittoria sul Lecce per 1-0, il Cesena si trova per la seconda volta nella sua storia in testa alla classifica di Serie A, in compagnia dell'Inter.[22] Il 12 febbraio 2011 la società viene premiata dal CONI con la Stella d'oro al Merito Sportivo in riconoscimento delle benemerenze acquisite dalla società bianconera in 70 anni di attività.[23] Il 15 maggio 2011, con la vittoria casalinga per 1-0 contro il Brescia, il Cesena conquista la permanenza in serie A con una giornata di anticipo anche per il campionato successivo. In questa stagione calcistica mette in mostra giocatori come Marco Parolo, Emanuele Giaccherini e, per la prima parte di stagione, Yuto Nagatomo (che si trasferirà all'Inter nel mercato di gennaio).

Nella stagione 2011-2012 il Cesena disputa il suo dodicesimo campionato di Serie A, che inizia con un avvicendamento in panchina: Marco Giampaolo rileva alla guida dei bianconeri Massimo Ficcadenti, che lascia il Cesena dopo una sola stagione conclusasi con la salvezza. Decisamente importante anche la prima operazione di mercato messa a segno dai romagnoli che nel giugno 2011 convincono il giocatore Adrian Mutu a firmare un contratto biennale, con opzione per il terzo anno. Dopo un inizio non positivo, il 30 ottobre 2011 Marco Giampaolo viene esonerato dal presidente Campedelli, al quale gli subentra Daniele Arrigoni. Il 21 febbraio, dopo la pesante sconfitta interna con il Milan per 1-3, Arrigoni rassegna le dimissioni, e viene sostituito da Mario Beretta. Con quest'ultimo in panchina il Cesena non vince nessuna partita, perdendone 9 e pareggiandone 5. Il 25 aprile, dopo la sconfitta interna per 1-0 contro la Juventus, il Cesena è matematicamente all'ultimo posto della classifica. La stagione 2011-2012 si rivela dunque fallimentare per il Cesena, che in campionato riesce a vincere solo 4 volte (tutte arrivate nella gestione di Arrigoni), di cui 2 consecutive contro Bologna (0-1 nel derby) e Genoa (2-0); le altre 2 vittorie sono arrivate contro Palermo (0-1) e Novara (3-1). Il Cesena termina dunque il campionato con 22 punti in classifica retrocedendo nuovamente in serie B.

Tornato in Serie B, il club annuncia il nuovo allenatore: Nicola Campedelli, fratello del presidente Igor. La squadra inizia in maniera negativa il campionato perdendo 0-3 contro il Sassuolo, 3-1 contro il Vicenza e 1-4 contro il Novara. Dopo questa partita Campedelli esonera suo fratello alla guida tecnica e ingaggia Pierpaolo Bisoli, che così ritorna alla guida dei cesenati dopo la doppia promozione dalla Prima Divisione alla Serie A. Con Bisoli la squadra esce dalla zona calda della classifica e chiude la stagione al quattordicesimo posto. Nel frattempo, il 7 dicembre 2012, Igor Campedelli decide di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente della società e di ripassare la mano al suo predecessore Giorgio Lugaresi.[24][25]

Dopo poche settimane però alcune ombre si allungano sulla situazione economica della società in seguito ai 5 anni e mezzo della gestione Campedelli, accompagnato dal vicepresidente Luca Mancini. Nonostante infatti la permanenza in serie A del Cesena per due stagioni, e il conseguente accesso ai diritti televisivi per non meno di 50 milioni di Euro, la società sembra essere sull'orlo del fallimento, con un debito stimato attorno ai 35 milioni di Euro.[26] I sospetti di una gestione non appropriata delle disponibilità economiche della società spingono gli inquirenti ad inserire nel registro degli indagati l'ex presidente Campedelli assieme ad altri 3 dirigenti del sodalizio bianconero, con l'accusa di false fatturazioni e violazione delle leggi fiscali.[27][28]

La stagione 2013-2014 del Cesena comincia l'11 luglio 2013 con il ritorno in società di Rino Foschi in qualità di direttore dell'area tecnica.[29] Inoltre, per tentare di risolvere le problematiche economiche e finanziarie ereditate dalla precedente gestione Campedelli, Lugaresi chiede e riceve l'aiuto di un nutrito gruppo di imprenditori locali per evitare il fallimento societario.[30] Anche i tifosi si mobilitano per dare una mano alla società dando vita all'associazione "Cesena Per Sempre", attraverso la quale, autotassandosi per dare un contributo ai problemi societari, ottengono di portare due loro rappresentanti all'interno del Consiglio di Amministrazione del Cesena Calcio.[31] Risolti momentaneamente in questo modo i problemi finanziari più impellenti, la stagione sportiva nel campionato di Serie B 2013-14 comincia positivamente con due vittorie (in casa con il Varese per 1-0 e a Crotone per 1-2). Seppure con fortune alterne, alla fine del girone d'andata la squadra allenata da Mister Bisoli si mantiene sempre in zona play-off, posizione che conserva anche per tutto il girone di ritorno. A partire dalla 27ª giornata però, il Cesena incappa in una striscia pesante di sconfitte (contro Spezia, Cittadella e Brescia) di cui due in casa, sconfitte che sembrano di fatto precludere un esito positivo del campionato. I bianconeri riescono comunque a riprendersi grazie a 4 vittorie consecutive (contro Avellino, Padova, Empoli e Reggina) che la issano al 3º posto della classifica. La settimana successiva sono costretti tuttavia a cedere il terzo gradino del podio al Latina, che li supera ad una giornata dal termine vincendo (1-3) il confronto diretto al Manuzzi. All'ultima giornata il Cesena riesce comunque a difendere la sua posizione in classifica pareggiando a Modena per 0-0, terminando così la stagione regolare al quarto posto e conquistando l'accesso ai play-off. In maniera del tutto singolare e casuale, saranno proprio queste ultime due squadre (Modena e Latina) a contendergli l'ultimo biglietto per la serie A. Nella semifinale dei play-off, infatti, i bianconeri prima riescono a superare il Modena (vittoria per 0-1 all'andata al Braglia, 1-1 il ritorno al Manuzzi) e quindi sconfiggono in finale il Latina (con una doppia vittoria per 2-1, sia in casa che al ritorno in terra laziale). Il 18 giugno 2014, dunque, i bianconeri ottengono la quinta promozione in serie A della loro storia, dove ritornano dopo due anni di assenza, e dove disputeranno il 13º campionato nella massima serie.

Mister Pierpaolo Bisoli, dopo aver raggiunto un suo record personale per essere riuscito a portare il Cesena in serie A per la seconda volta, a 4 anni dalla doppia promozione (dalla Lega Pro alla serie A) delle stagioni 2008-09 e 2009-10, ottiene anche la riconferma del suo posto alla guida dei romagnoli, che condurrà quindi nella massima serie per la prima volta.[32] Inoltre il presidente Lugaresi dichiara che il debito societario è stato abbattuto del 30%, e che ora si aggira attorno ai 27 milioni di Euro. Grazie però alla nuova promozione in serie A, che porterà nuove risorse economiche, e ad alcune dilazioni di pagamento ottenute dall'Erario, il futuro della società sembra meno in pericolo.[33]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Cesena
  • 1940 - Fondazione dell'Associazione Calcio Cesena.
  • 1940-41 - 1º nel girone A della Prima Divisione Emiliana. Promosso in Serie C.
  • 1941-42 - 3º nel girone F della Serie C.
  • 1942-43 - 4º nel girone H della Serie C.
  • 1943-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945-46 - 8º nel girone C della Serie B-C Alta Italia. Ammesso d'ufficio in Serie B.
  • 1946-47 - 21º nel girone B della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1947-48 - 2º nel girone B della Lega Interregionale Centro di Serie C.
  • 1948-49 - 8º nel girone B della Serie C.
  • 1949-50 - 12º nel girone B della Serie C.

  • 1950-51 - 20º nel girone B della Serie C. Retrocesso in Promozione.
  • 1951-52 - 16º nel girone G della Promozione. Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1952-53 - 1º nel girone A della Promozione Emiliana. Promosso in IV Serie.
  • 1953-54 - 16º nel girone E della IV Serie. Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1954-55 - 9º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1955-56 - 7º nel girone A della Promozione Emiliana.
  • 1956-57 - 1º nel girone A della Promozione Emiliana. Promosso in IV Serie.
  • 1957-58 - 9º nel girone D del Campionato Interregionale - Seconda Categoria dopo spareggi con Sangiorgese e Mirandolese.
  • 1958-59 - 6º nel girone D del Campionato Interregionale.
  • 1959-60 - 1º nel girone C della Serie D. Promosso in Serie C.

3º nel girone C di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
5º nel girone 5 di Coppa Italia.
2º nel girone 5 di Coppa Italia.
3º nel girone B di Coppa Italia.
2º nel girone 6 di Coppa Italia.
2º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 4 di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
2º nel girone 1 di Coppa Italia.
3º nel girone 3 di Coppa Italia.
3º nel girone 7 di Coppa Italia.

4º nel girone 4 di Coppa Italia.
4º nel girone 2 di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3º nel girone 4 di Coppa Italia.
4º nel girone 4 di Coppa Italia.
3º nel girone 5 di Coppa Italia.
3º nel girone 1 di Coppa Italia.
3º nel girone 2 del secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1997-98 - 1º nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
2º nel girone 2 di Coppa Italia.

  • 2000-01 - 6º nel girone A della Serie C1.
4º nel girone 5 di Coppa Italia.
  • 2001-02 - 8º nel girone A della Serie C1.
  • 2002-03 - 3º nel girone A della Serie C1, perde la semifinale playoff con il Pisa.
  • 2003-04 - 2º nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B dopo la vittoria in finale playoff con il Lumezzane.
Secondo turno di Coppa Italia.
Vincitore della Coppa Italia Serie C (1º titolo).
2º nel girone 4 Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finale di Supercoppa di Lega di Prima Divisione.
Terzo turno di Coppa Italia.

Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della maglia del Cesena sono il bianco e il nero: nel corso nella storia del club le maglie sono bianche con colletto e bordi delle maniche nere, tuttavia dal 1992-93 il corvino spicca maggiormente sulle divise, diventando il colore prevalente delle decorazioni del body. Nel 2003-04 è da segnalare una maglia a strisce bianconere, nel 2005-06, nel 2006-07 e nel 2014-15 le maniche sono completamente nere, mentre nel 2000-01 la maglia diventa nera con decorazioni bianche.[34]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Cesena è uno scudo sannitico antico decorato con sottili strisce bianconere e un cavalluccio marino nero posto al centro.[35]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo inno del Cesena è "Forza Cesena" scritto da Primino Partisani e musicato da Vittorio Borghesi nel 1968 dopo la prima promozione nel campionato cadetto.[36]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte del Cesena è un cavalluccio marino bianconero, il quale esordisce nel gennaio 2010.[37]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Dino Manuzzi.
Visuale del Dino Manuzzi dal terreno di gioco

La squadra gioca le sue partite casalinghe allo stadio Dino Manuzzi, situato nell'area cosiddetta "La Fiorita", nel quartiere Fiorenzuola (zona orientale di Cesena).[38] Si tratta dello stadio di calcio più grande e importante della Romagna, e anche il secondo impianto sportivo all'aperto dopo l'Autodromo di Imola. Inizialmente chiamato "La Fiorita", nel 1982 viene intitolato a "Dino Manuzzi", presidente della società dal 1964 al 1980.[38] L'impianto nel corso della sua storia subisce due ristrutturazioni, una nel 1988 e l'altra nel 2011.[39]

Uno scorcio della "Curva Mare", sede della tifoseria locale

Nel progetto originale era prevista la demolizione e ricostruzione anche della tribuna centrale, sulla falsariga del resto della nuova struttura, ma i fondi per completare l'opera non sono in quel momento sufficienti e si decide di procrastinare la costruzione in un secondo momento. In realtà per un paio di decenni, anche a causa delle alterne fortune del Cesena Calcio, l'idea di ultimare il progetto originale va a poco a poco scemando. Ritorna in auge solo nel 2009, quando lo stadio Manuzzi entra nel lotto degli impianti selezionati per la candidatura italiana all'organizzazione del campionato europeo di calcio 2016.[40][41] In quell'occasione è presentato un nuovo progetto di ultimazione dell'impianto, che prevede tra le altre cose la completa ricostruzione della tribuna. Con l'assegnazione di Euro 2016 alla Francia il progetto viene nuovamente accantonato.[42]

Il 10 settembre 2011 è il primo stadio in Italia ad ospitare una partita di serie A su un terreno in erba sintetica, e sempre nella stessa occasione è anche il primo stadio in Europa ad ospitare due Real Box, strutture in plexiglas interamente chiuse posizionate appena fuori dal campo in corrispondenza delle bandierine del calcio d'angolo, in grado di ospitare ciascuna 8 spettatori che possono assistere alla partita da bordo campo.[38]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena svolge le sue sedute di allenamento nel Centro Sportivo Alberto Rognoni, fondatore del club. La stuttura si trova a Celletta, in provincia di Forlì-Cesena e, oltre agli allenamenti della prima squadra, ospita anche quelli delle giovanili, soprattutto della Primavera. Presenta tre campi di allenamento (uno dei quali dal 2011 presenta erba sintetica), di cui uno ospita le partite della Primavera. Sono inoltre presenti due spogliatoi, macchine di manutenzione dei campi, sala pesi, palestra e una stanza atta alle conferenze stampa.[43]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'A.C. Cesena.

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 2 ottobre 2014.[44]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Giorgio Lugaresi - Presidente
  • Italia Graziano Pransani - Vice presidente vicario
  • Italia Mauro Urbini - Vice presidente
  • Italia Guido Aldini - Componente del CDA
  • Italia Walther Casadei - Componente del CDA
  • Italia Annunzio Santerini - Componente del CDA
  • Italia Marino Vernocchi - Componente del CDA
  • Italia Roberto Checchia - Componente del CDA e delegato ai rapporti con la tifoseria
  • Italia Samuele Mariotti - Componente del CDA
  • Italia Christian Dionigi - Area legale e sviluppo strategico
  • Italia Claudio Manuzzi - Area finanza
  • Italia Gabriele Valentini - Direttore generale
  • Italia Marco Valentini - Segretario generale
  • Italia Maurizio Marin - Dirigente area tecnica
  • Italia Leonardo Scirpoli - Ufficio comunicazione
  • Italia Matteo Gozzoli - Ufficio comunicazione
  • Italia Gianluca Campana - Responsabile stadio e biglietteria
  • Italia Sara Galligani - Ufficio marketing
  • Italia Nadia Battistini - Amministrazione
  • Italia Diletta Sarti - Segreteria
  • Italia Mauro Giorgini - Logistica campi e strutture
  • Italia Lorenzo Lelli - Presidente del settore giovanile
  • Italia Luigi Piangerelli - Direttore sportivo del settore giovanile
  • Italia Roberto Biondi - Responsabile reclutamento e società affiliate
  • Italia Filippo Biondi - Segretario settore giovanile


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Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena è attivo nel campo sociale e umanitario. Il giorno 11 dicembre 2013 viene presentato il calendario del club bianconero i cui proventi vengono successivamente donati al reparto di Pediatra dell'Ospedale Bufalini di Cesena,[47] il 24 febbraio 2014 sempre al Bufalini alcuni calciatori, l'addetto stampa e il responsabile marketing fanno visita al reparto pediatrico, regalando maglie e gadget.[48] Sono da segnalare inoltre l'incontro con due centri per la terza età il 1º aprile 2014,[49] la partecipazione all'iniziativa della Lega Serie B "Un giorno per la nostra Città" nel Centro di Terapia Occupazionale della Cils di Cesena[50] e la messa all'asta del kit del capitano Manuel Coppola il 5 maggio 2014.[51] Riguardo le divise è inoltre da notare come il 26 aprile 2014 il Cesena abbia indosssato una patch speciale dedicata a "Pediatria a misura di bambino", progetto che dal 2005 lavora per i bambini ricoverati al già citato ospedale Bufalini.[52] Il 22 maggio dello stesso anno il Cesena si scontra con il Forlimpopoli vincendo 6-0 e l'incasso viene devoluto in beneficenza alla Croce Rossa Italiana.[53]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del Cesena è formato da tre squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali e Giovanissimi Nazionali), due partecipanti a livello regionale (Allievi Regionali e Giovanissimi Regionali), due rappresentative di Esordienti e Pulcini.[54] Il primo trofeo giovanile del club bianconero è il campionato Primavera del 1981-82,[55] a cui segue quello 1985-86.[55] Dopo quattro anni un'altra conquista: il Torneo di Viareggio 1990 conquistato battendo il Napoli 1-0 in finale,[56] mentre l'ultimo riconoscimento è del 1995 con la vittoria del Campionato nazionale Dante Berretti "Juniores".[57]

L'AC Cesena nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Cesena, essendo una delle "provinciali" più note della penisola, è spesso presente in varie opere della cultura italiana.

In campo cinematografico è da ricordare L'ultimo terrestre (2011), nel quale un ascoltatore del TG3, sentendo la notizia dell'invasione aliena, si preoccupa del vivaio del club bianconero poiché i giocatori corrono il rischio di essere sostituiti dagli extraterrestri.[58] Da segnalare inoltre il presidente Borlotti, interpretato da Camillo Milli ne L'allenatore nel pallone (1984), una parodia del numero uno cesenate del periodo, Edmeo Lugaresi;[59] simile scimmiottatura si ritrova anche ne Il presidente del Borgorosso Football Club (1970), dove Benito Fornaciari, interpretato da Alberto Sordi, ricalca ampiamente lo storico presidente romagnolo Dino Manuzzi.[60] Altra citazione la troviamo in Scusate il ritardo (1983) di Massimo Troisi, nel quale il suo Napoli perde proprio contro il club bianconero.[61]

Per quanto riguarda la televisione, nel corso degli anni 1990 divennero celebri le ironie nei confronti di Lugaresi da parte della Gialappa's Band, facendone un vero e proprio "personaggio" mediatico.[62]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.C. Cesena e Categoria:Presidenti dell'A.C. Cesena.

Negli oltre 70 anni solamente cinque sono stati i presidenti del club bianconero.

Molti allenatori, lanciati in serie A dal Cesena, hanno poi raggiunto traguardi prestigiosi come lo scudetto, e addirittura un campionato mondiale di calcio. In ordine cronologico si possono elencare: Luigi Radice che ha guidato per la prima volta nella storia il Cesena alla promozione in serie A nella stagione 1972-73, per poi laurearsi Campione d'Italia col Torino nel 1975-76, Eugenio Bersellini che ha debuttato in serie A col Cesena nel 1973-74, e ha poi conquistato lo scudetto con l'Inter nella stagione 1979-80, Osvaldo Bagnoli che ha raggiunto la serie A per la prima volta col Cesena nella stagione 1980-81, per poi vincere uno storico scudetto col Verona nella stagione 1984-85, Alberto Bigon che ha esordito in serie A col Cesena nella stagione 1987-88, e ha portato al suo secondo scudetto il Napoli nella stagione 1989-90, ed infine Marcello Lippi che ha debuttato in serie A col Cesena nella stagione 1989-90 per poi vincere 5 scudetti con la Juventus a partire dal 1994-95, oltre che a trionfare con la Nazionale italiana al campionato mondiale di calcio 2006.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Cesena dall'anno di fondazione a oggi.[63]

Allenatori
Presidenti


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C. Cesena.

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

  • Maglia numero 12: ritirata il 29 luglio 2009 e dedicata ai tifosi della "Curva Mare", attribuendo loro, simbolicamente, il ruolo di 12º uomo in campo. Nell'occasione la maglia è stata messa in vendita dai tifosi cesenati appartenenti al gruppo ultras "WSB", devolvendo il ricavato alle vittime del terremoto in Abruzzo.[65][66]
  • Maglia numero 21: ritirata in seguito alla prematura scomparsa di Paolo Martelli. Il giocatore militante nel Cesena morì a 29 anni, il 12 aprile 1999 a San Mauro Pascoli, a causa di un incidente stradale. La maglia che indossava non è stata più assegnata a partire dalla gara Reggiana-Cesena del 25 aprile 1999 valida per il campionato di Serie B 1998-1999.[67][65]

L'AC Cesena e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Walter Schachner

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi giocatori del Cesena che hanno indossato la maglia azzurra sono da ricordare Maurizio Orlandi, principale calciatore bianconero per presenze nell'Italia Under-21 e Under-23,[68] Luigi Danova, con 6 presenze nell'Under-23 e una in Nazionale maggiore,[69] Corrado Benedetti e Giacomo Piangerelli, entrambi con una presenza in Under-21.[70][71] Negli anni 1980 spiccano le presenze in Under-21 di Augusto Gabriele,[72] quelle di Ruggiero Rizzitelli[73] e Massimo Bonini – il quale, nonostante la cittadinanza sammarinese, debutta proprio quando è a Cesena nell'Under-21 italiana poiché la UEFA, all'epoca, equiparava i calciatori del Titano a quelli del Bel Paese.[74] Negli anni 2000 e 2010 troviamo infine Luca Caldirola convocato in Under-21 anche durante il periodo a Cesena,[75] così come Nicola Leali[76] ed Ezequiel Schelotto.[77]

Altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 1980 Walter Schachner oltre ad essere attaccante del Cesena è anche un punto fisso della Nazionale austriaca.[78] Più di recente troviamo l'islandese Hörður Magnússon nella corrispindente Under-21,[79] Constantin Nica con la Nazionale maggiore romena,[80] Milan Đurić con l'Under-21 bosniaca,[81] Luka Krajnc con l'Under-21 slovena,[82] Hugo Almeida con il Portogallo[83] e Carlos Carbonero con la Colombia.[84]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una tabella raffigurante la partecipazione del Cesena ai campionati di calcio.[87]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 13 1973-74 2014-15 13
Serie B 29 1946-47 2013-14 29
Serie B-C Alta Italia 1 1945-46 21
Serie C 14 1941-42 1967-68
Serie C1 5 1997-98 2003-04
Lega Pro Prima Divisione 1 2008-09
Promozione 1 1951-52 4
IV Serie 1 1953-54
Campionato Interregionale 1 1958-59
Serie D 1 1959-60
Campionato Interregionale - 2ª cat. 1 1957-58 1

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Includendo la stagione in corso, il club ha partecipato a 68 campionati nazionali, di cui 13 in serie A, 29 in serie B, 21 in campionati di terzo livello, 4 di quarto e uno di quinto. La massima vittoria interna del club bianconero risale al 4 novembre 1951, quanto il Cesena batte 8-0 la Medicense, per quanto riguarda quella esterna, il 26 aprlie 1953 il Cesena batte 11-0 il Catignola, infine riguardo i pareggi con maggior numero di reti sono in totale 12, tutti per 3-3.[87] Le massime sconfitte interne sono un 1-5 contro l'Inter il 9 dicembre 1990, uno 0-4 contro il Solvay Rosignano l'11 ottobre 1953, un altro con la Lazio 15 dicembre 1968 e un altro contro la Fiorentina il 26 maggio 1991, mentre le massime sconfitte esterne sono un 1-7 contro il Perugia il 7 marzo 1954, uno 0-6 contro il Mestrina il 27 marzo 1949 e un altro contro il Prato il 27 settembre 1953.[87] La partita interna con il maggior numero di reti risale invece al 15 dicembre 1957 (Cesena-Sangiorgese 6-5), quella esterna al 26 aprile 1953 (Cotignola–Cesena 0-11).[87]

La miglior striscia di risultati utili in serie A è ottenuta nel 1975-76 con 12 turni di imbattibilità, mentre nel 1987-88 si ha il maggior numero di vittorie con 4 successi in serie A;[87] la peggiore striscia negativa è datata 2011-12 con 20 turni di insuccessi, mentre nel 1990-91 si ha il record di 6 sconfitte consecutive.[87]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Giampiero Ceccarelli

Il giocatore che detiene il maggior numero di presenze con la maglia del Cesena è Giampiero Ceccarelli con 591 apparizioni mentre il record di marcature bianconere appartiene a Dario Hubner con 77 gol.[87] Adriano Piraccini è invece il calciatore del Cesena con più presenze in serie A (148), Massimo Agostini è il miglior marcatore in assoluto di tale campionato con 22 reti mentre Massimo Ciocci è colui che ha segnato più gol in una sola stagione con 14 marcature nel 1990-91.[87]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori della Roma dall'anno di fondazione a oggi.[87]

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi del Cesena in Curva Mare

Il tifo organizzato bianconero nasce nel 1972, in seguito alla promozione in serie A del club, con "Forza Cesena"; nel 1973 nascono altri club che dal 1974 vengono coordinati dal "Centro Coordinamento Clubs Cesena", mentre i gruppi ultras nascono in seguito alla qualificazione del Cesena in Coppa UEFA nel 1973-74 con gli "Ultras Cesena".[88] Nel 1975 si ha la nascita delle "Brigate Bianconere", le quali occupano inizialmente la parte superiore della curva Sud, tuttavia la abbandonano per divergenze con altri gruppi per poi tornarvi nel 1981 e cambiando nome in "WeisSchwarz Brigaden" abbreviato in "WSB" ("Brigate Bianconere" in tedesco in onore dell'austriaco Walter Schachner, primo giocatore straniero del Cesena).[88] Le WSB vengono affiancate nel corso degli anni dagli "Sconvolts" (di poco successivi alle Brigate stesse), dai "Madmen" (nati nel 1988) e dai "Viking" (del 1986).[88] La tifoseria risulta essere compatta fino al 1992, quando per scissione dal Centro Coordinamento vengono fondati nuovi club, i quali creano l'organizzazione "Cuore Bianconero" all'interno della quale confluiscono pure gli ultras.[88] All'inizio degli anni 1990 si ha l'arresto di alcuni esponenti delle WSB in seguito a scontri con i tifosi del Rimini, e nei primi anni 2000 in seguito alla contestazione contro la dirigenza del Cesena per la retrocessione in serie C1.[88]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria vanta in Italia gemellaggi storici con Brescia[89] e Mantova,[89] oltre a buoni rapporti con Palermo[89] e Juve Stabia,[90] mentre all'estero sono instaurati gemellaggi con le tifoserie di Saint-Étienne[89], Osasuna[89] e Stoccarda.[89]

Da notare i rapporti con il Padova, protagonista nel 2008-09 e 2009-10 di episodi che hanno portato alla doppia promozione dell'era Bisoli.[89] Il tifo cesenate, particolarmente caldo e attivo, si accende specialmente nei derby con la principale squadra rivale, il Bologna: questa rivalità, molto sentita da entrambe le parti, deriva da quella culturale esistente tra le regioni storiche di Romagna ed Emilia. Le due squadre hanno avuto modo di affrontarsi in più occasioni tra Serie A e Serie B (nella massima serie le due squadre hanno 9 partecipazioni in comune).[89] Altre rivalità di carattere geografico sono quelle con due squadre di calcio romagnole professioniste, Ravenna e Rimini, riguardanti perlopiù le partecipazioni ai campionati di Serie B e Serie C.[89]

Ulteriori rivalità di discreta importanza oppongono Cesena soprattutto con Hellas Verona,[89] Pescara,[89] Sambenedettese,[89] Atalanta,[89] Vicenza,[89] Pisa,[89] ed anche con Genoa,[89] Fiorentina,[89] Salernitana,[89] Milan (con cui avviene un gemellaggio negli anni 1980),[89] Pistoiese,[89] Padova,[89] Ancona,[89] Triestina,[89] Livorno,[89] Monza,[89] Carrarese,[89] Empoli,[89] Arezzo,[89] Novara,[89] oltre a quelle con le emiliane Modena,[89] Reggiana,[89] SPAL[89] e Parma.[89]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Cesena 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazioni aggiornati al 29 settembre 2014.[91]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Nicola Leali
2 Romania D Constantin Nica
3 Italia D Antonio Mazzotta
4 Italia C Luca Valzania
5 Italia C Luigi Giorgi
6 Italia D Stefano Lucchini
7 Colombia C Carlos Carbonero
8 Italia C Giuseppe De Feudis
9 Spagna A Alejandro Rodríguez
10 Italia C Manuel Coppola
11 Italia A Franco Brienza
14 Italia D Massimo Volta
15 Slovenia D Luka Krajnc
16 Italia P Alberto Iglio
17 Islanda D Hörður Magnússon
18 Bosnia ed Erzegovina A Milan Djuric
N. Ruolo Giocatore
19 Italia A Davide Succi
23 Italia C Andrea Tabanelli
24 Italia D Gabriele Perico
25 Italia D Daniele Capelli
27 Portogallo A Hugo Almeida
30 Italia P Federico Agliardi
33 Italia D Francesco Renzetti
34 Italia C Emmanuel Cascione
44 Italia C Riccardo Cazzola
56 Italia C Nico Pulzetti
61 Italia A Luca Garritano
77 Brasile C Ze Eduardo
81 Italia P Walter Bressan
89 Italia A Guido Marilungo
92 Francia A Gregoire Defrel

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 18 settembre 2014.[91]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Rino Foschi[44] - Direttore Area Tecnica
  • Italia Pierpaolo Bisoli - Allenatore
  • Italia Michele Tardioli - Vice allenatore
  • Italia Riccardo Ragnacci - Preparatore atletico
  • Italia Danilo Chiodi - Area preparazione atletica
  • Italia Francesco Antonioli - Preparatore dei portieri
  • Italia Fiorenzo Treossi - Team Manager
  • Italia Paolo Bazzocchi - Responsabile sanitario
  • Italia Dante Boscherini - Medico sociale
  • Italia Stefano Valentini - Fisioterapista
  • Italia Giovanni Riva - Fisioterapista
  • Italia Massimo Ridolfi - Fisioterapista
  • Italia Giorgio Caiterzi - Osteopata
  • Italia Luca Benini - Magazziniere
  • Italia Daniele Galassi - Magazziniere
  • Italia Andrea Del Seppia - Nutrizionista
  • Italia Mauro Guido Ferrini - Collaboratore fisioterapico
  • Italia Alberto Budini - Collaboratore staff sanitario
  • Italia Andrea Alberti - Ortodonzia e gnatologia


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Storia Associazione Calcio Cesena 1940, blackwhiteskin.com. URL consultato il 29 settembre 2014.
  2. ^ (EN) Serie A All-time league table, worldfootball.net. URL consultato il 29 settembre 2014.
  3. ^ L'attuale corso Sozzi.
  4. ^ «Savio», «Aurora», «Cariatore», «Amici», «D'Altri», «Corridoni» e altre.
  5. ^ Lidio Rocchi, p. 34
  6. ^ Vittorio Calbucci, Giovanni Guiducci, 70° 1940-2010 - L'appassionante viaggio del Cesena Calcio
  7. ^ Filippo Fabbri, Giampiero Ceccarelli, la vera bandiera in campo. in Storie di Calcio. URL consultato il 26 giugno 2014.
  8. ^ Francesco Sirotti "Domenica Gol", P. 63-71
  9. ^ http://www.youtube.com/watch?v=7j10e6iJ5hM
  10. ^ Vittorio Calbucci - Giovanni Guiducci, 70° 1940-2010 - L'appassionante viaggio del Cesena Calcio, Cesena, Libreria Bettini, 2010.
  11. ^ http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,10/articleid,1509_02_1973_0292A_0032_23117889/
  12. ^ http://www.romagnanoi.it/news/home/1194934/-Rognoni--Ve-lo-racconto.html
  13. ^ http://www.storiedicalcio.altervista.org/mantova_piccolo_brasile.html
  14. ^ 'Ma la ferita dov'è?'. URL consultato il 26 giugno 2014.
  15. ^ L'irresponsabilità oggettiva. URL consultato il 26 giugno 2014.
  16. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1994/giugno/16/Padova_sale_sull_ultimo_treno_co_0_94061616402.shtml
  17. ^ https://www.youtube.com/watch?v=NgiVuv9yk-E
  18. ^ http://www.stadiapostcards.com/C1A08-09.htm
  19. ^ E' morto Edmeo Lugaresi. Domani l'addio in Cattedrale. Camera ardente al 'Manuzzi'. URL consultato il 24 giugno 2014.
  20. ^ Ibra: "A Cesena spaccai un tavolo nello stanzino antidoping". URL consultato il 1º luglio 2014.
  21. ^ http://www.gazzetta.it/premium/plus/Calcio/Squadre/Milan/10-11-2011/ibra-vita-spericolata-2-parte-803654848984.shtml
  22. ^ http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2010/09/19/AMufb33D-genovesi_appaiate_cesena.shtml
  23. ^ Il CONI premia il Cesena con la Stella d'Oro al Merito Sportivo, www.cesenacalcio.it, 29 gennaio 2011. URL consultato il 19 marzo 2011.
  24. ^ http://www.sportmediaset.mediaset.it/news/2012/12/07/239048.shtml
  25. ^ http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2013/04/24/news/cesena_giorgio_lugaresi_subentra_a_igor_campedelli_come_presidente-57376680/
  26. ^ http://www.calciomercato.com/news/serie-b-cesena-35-mln-di-debiti-rischio-fallimento-732407
  27. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/calcio/2014/02/03/Cesena-indagato-ex-presidente-Campedelli_10009485.html
  28. ^ http://www.corriereromagna.it/news/sport/1501/Il-Cesena-di-Campedelli-nel-mirino.html
  29. ^ Rino Foschi nuovo Direttore dell'Area Tecnica Cesenacalcio.it
  30. ^ Appello del presidente del Cesena Giorgio Lugaresi agli imprenditori locali CesenaToday.it
  31. ^ Oggi nasce Cesena per sempre, i tifosi entrano i società RomagnaNoi.it
  32. ^ http://www.calciomercato.it/news/282306/cesena-lugaresi-il-sogno--ambrosini.html
  33. ^ Deborah Dirani, Cesena, la storia bella di un miracolo romagnolo: dal fallimento scampato alla promozione in serie A in Il Sole 24 ore, 21 giugno 2014. URL consultato il 26 giugno 2014.
  34. ^ Maglie Cesena, magliecesena.sitiwebs.com. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  35. ^ A.C. Cesena sito ufficiale, cesenacalcio.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  36. ^ Mike Bongiorno suona l'inno del Cesena, tuttocesenaweb.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  37. ^ A.A.A. cercasi nome per la mascotte, romagnanoi.it. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  38. ^ a b c Orogel Stadium - Dino Manuzzi. URL consultato il 30 settembre 2014.
  39. ^ Orogel Stadium - Dino Manuzzi, cesenacalcio.it. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  40. ^ Europei 2016, l’Italia ha presentato la candidatura. URL consultato il 29 settembre 2014.
  41. ^ Il dossier presentato a Nyon. URL consultato il 29 settembre 2014.
  42. ^ Europei 2016, bocciata l'Italia. URL consultato il 29 settembre 2014.
  43. ^ Villa Silvia, blackwhiteskin.com. URL consultato il 9 ottobre 2014.
  44. ^ a b Società - organigramma. URL consultato il 29 settembre 2014.
  45. ^ Rescisso il contratto con Erreà, Il Cesena tornerà a vestire Lotto. URL consultato il 29 settembre 2014.
  46. ^ a b Sponsor. URL consultato il 29 settembre 2014.
  47. ^ Presentato il calendario benefico 2014 del Cesena, cesenacalcio.it, 11 dicembre 2013. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  48. ^ La visita dei bianconeri al Bufalini di Cesena, cesenacalcio.it, 24 febbraio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  49. ^ Mattinata solidale per i bianconeri, cesenacalcio.it, 1º aprile 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  50. ^ Mattinata solidale alla Cils, cesenacalcio.it, 28 aprile 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  51. ^ Messa all'asta la divisa "speciale" di Coppola, cesenacalcio.it, 5 maggio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  52. ^ Patch e fascia "speciali" per Cesena-Brescia, cesenacalcio.it, 25 aprile 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  53. ^ Forlimpopoli-Cesena 0-6, cesenacalcio.it, 22 maggio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  54. ^ Giovanili Cesena Calcio, cesenacalcio.it. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  55. ^ a b Campionato Primavera - Albo d'oro, legaseriea.it. URL consultato il 2 agosto 2013.
  56. ^ Albo d'oro coppa Carnevale, campionatoprimavera.com. URL consultato il 2 agosto 2013.
  57. ^ Albo d'oro, lega-pro.com. URL consultato l'11 ottobre 2014.
  58. ^ Elisa Battistini, L’ultimo terrestre in Il Fatto quotidiano, 11 settembre 2011. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  59. ^ Daniele Costantini, Un mito degli anni ’80: la maglia della Longobarda, passionemaglie.it, 25 aprile 2013. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  60. ^ Baiocco
  61. ^ Vent’anni senza Massimo Troisi: il Napoli, nel frattempo, non perde più col Cesena…, ultimecalcionapoli.it, 4 giugno 2014. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  62. ^ Addio Lugaresi, il presidente delle interviste "impossibili" in Sky Italia, 27 settembre 2010. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  63. ^ Museo bianconero. URL consultato il 9 ottobre 2014.
  64. ^ Intervista al mister del Cesena: Tazzioli tira il freno? Un pari andrebbe bene?. URL consultato il 30 settembre 2014.
  65. ^ a b Cesena calcio, assegnati i numeri di maglia. URL consultato il 29 settembre 2014.
  66. ^ Il Cesena ritira la maglia numero 12, www.cesenacalcio.it, 29 luglio 2009. URL consultato il 19 marzo 2011.
  67. ^ In memoria di Paolo Martelli. URL consultato il 29 settembre 2014.
  68. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  69. ^ Danova Luigi, enciclopediadelcalcio.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  70. ^ Cesena: morto Corrado Benedetti in sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  71. ^ Adria riparte dai giovani in ilgazzettino.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  72. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  73. ^ Ruggero Rizzitelli, italia1910.com. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  74. ^ Il trionfo degli umili, UEFA, 1º gennaio 2006. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  75. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  76. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  77. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  78. ^ (EN) Walter Schachner - International Goals, rsssf.com. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  79. ^ Hörður Magnússon, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  80. ^ Constantin Nica, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  81. ^ Milan Djuric, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  82. ^ Luka Krajnc, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  83. ^ Hugo Almeida, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  84. ^ Carlos Carbonero, transfermarkt.it. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  85. ^ Il Cesena premiato con la stella d'oro al merito sportivo del CONI.
  86. ^ Stelle al merito sportivo.
  87. ^ a b c d e f g h i Statistiche e curiosità, blackwhiteskin.com. URL consultato il 17 ottobre 2014.
  88. ^ a b c d e Curva Ospiti I tifosi del… Cesena, pianetaempoli.it, 14 dicembre 2013. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  89. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag Pozzoni, p. 134
  90. ^ Stabiesi ospitati dai cesenati dal venerdì. Amicizia tra le tifoserie. URL consultato il 30 settembre 2014.
  91. ^ a b Squadra stagione 2014/2015 Serie A. URL consultato il 29 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Baiocco, Frustalupi. Il piccolo gigante del centrocampo: Lazio, Librosi Panini, 2013.
  • Giovanni Guiducci, Carlo Fontanelli, La Romagna siamo noi 1940-2000 le 2129 partite dell'Ac Cesena, GEO Edizioni, 2000.
  • Vittorio Calbucci, Giovanni Guiducci, 70° 1940-2010 - L'appassionante viaggio del Cesena Calcio, Libreria Bettini, 2010.
  • Fabio Benaglia, Maurizio Viroli, Tutto il Cesena sotto la curva, Il Ponte vecchio, 2010.
  • Luca Alberto Montanari, Stefano Severi, Nicola Marcatelli, Comincia per C, finisce per A, Il Ponte Vecchio, 2010.
  • Emilio Buttaro, Eroi in bianconero, Costantini, 2010.
  • Lidio Rocchi, Epopea Bianconera, Costantini Editore, 2000.
  • Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Zelig, 2005.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]