Associazione Calcio Cesena

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Associazione Calcio Cesena
Calcio Football pictogram.svg
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa UEFA
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Detentore della Copa Sudamericana Detentore della Copa Sudamericana
Detentore della Recopa Sudamericana Detentore della Recopa Sudamericana
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Campione di Portogallo in carica
FA Cup Detentore della FA Cup
Campione d’Olanda in carica
Campione di Grecia in carica
Campione d'Uruguay in carica
Cesenastemma.png
Cavalluccio marino
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali: 600px Bianco e Nero.png Bianco e nero
Dati societari
Città: Cesena
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: Flag of Italy.svg FIGC
Campionato: Serie B
Fondazione: 1940
Presidente: Igor Campedelli
Allenatore: Pierpaolo Bisoli
Stadio: Dino Manuzzi
(23.860 posti)
Sito web: www.cesenacalcio.it
Palmarès
Trofei nazionali: 1 Coppe Italia Serie C
Trofei internazionali:
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

L'Associazione Calcio Cesena è una società calcistica di Cesena, fondata nel 1940 dal conte Alberto Rognoni. Attualmente milita in Serie B.

Indice

[modifica] Organigramma

[modifica] Organigramma societario

[modifica] Consiglio di amministrazione

25 membri: Anselmo Campedelli, Augusto Campedelli, Massimo Campedelli, Fabio Campedelli, Edmeo e Giorgio Lugaresi, Marino Vernocchi, Graziano Pransani, Gianluca Salcini, Annunzio Santerini, Mauro Giorgini, Edo e Lorenzo Lelli, Umberto Filippi, Delio Valentini, Giorgio Tosi e Michele Manuzzi, Luca Della Vedova, Luca Leoni, Dino Tisselli, Marco Da Dalto, Gianluca Cola, Mirco Casalboni, Thomas Rossini e Maurizio Marin.

  • Amministratore delegato: Luca Della Vedova

[modifica] Organigramma tecnico

[modifica] Settore giovanile

  • Direttore: Andrea Galassi
  • Attività di base e campi estivi: Giacomo Laurino
  • Staff medico: Roberto Evangelisti
  • Segr. organizzativa: Marco Valentini

[modifica] Storia della società

[modifica] Il calcio cesenate tra le due guerre

Dal 1920 fino a metà degli anni 1930 il calcio a Cesena era rappresentato dalla Unione Sportiva Renato Serra, intitolata ad un giovane poeta e patriota cesenate morto, combattendo durante la Prima guerra mondiale sulle alture del Carso. Durante il fascismo la squadra fu costretta a sciogliersi per la chiamata alle armi dei suoi giovani componenti, pur avendo lasciato come eredità una passione che la guerra non sopì.

[modifica] I primi passi dell'A.C. Cesena

Nel 1940 il conte Alberto Rognoni, studente universitario ventiseienne, ebbe l'idea di creare una società di football con i colori dello stemma cittadino, Rognoni si era avvicinato al calcio grazie al fratello minore, portiere del Forlì. La squadra venne fondata il 21 aprile dal conte, da Arnaldo Pantani e da Renato Piraccini, questi ultimi rispettivamente allenatore-giocatore e direttore sportivo, e prese il nome di Associazione Calcio Cesena. L'affiliazione della società alla FIGC avvenne l'8 agosto.

Il primo acquisto importante della società fu quello di Iro Bonci, che Piraccini prelevò dal Forlimpopoli per 1.500 lire. La compagine cesenate debuttò nel campionato di prima divisione il 17 novembre 1940 vincendo in trasferta contro il Rimini "B".

[modifica] La Fiorita

Il Cesena, nato sul vecchio campo dell'ippodromo, si dimostrò in pochi anni una realtà importante. Nel 1957 fu costruito il nuovo Stadio "la Fiorita", che fu poi intitolato a Dino Manuzzi, dopo la sua scomparsa. Esso fu ampliato con la costruzione delle gradinate e la copertura nel 1961. È proprio in questi anni che tanti calciatori di belle speranze approdano nella formazione bianconera nella speranza di trovare visibilità per palcoscenici più vasti. Un nome su tutti: Azeglio Vicini. Negli anni '80 è stato eseguito un importante ammodernamento, con l'eliminazione della pista di atletica e la ricostruzione della tribuna "distinti" e delle curve ("curva mare" e "curva ferrovia"), in sostituzione delle vecchie strutture.

[modifica] L'era Manuzzi

Nel 1964, a ventiquattro anni dalla fondazione - il Cesena si trova in Serie C - il Conte Rognoni consegna la società a Dino Manuzzi, imprenditore nel settore frutticolo che, con una accorta gestione ed una politica di valorizzazione dei giovani, trasformò il Cesena in una sorta di società modello. Manuzzi intese creare una grande società che si identificasse nella terra in cui era nata: la Romagna.

Sotto la guida di Cesare Meucci la società raggiunge la Serie B nella stagione 1967/68, e fatica a mantenerla nei tre anni seguenti, ma nel 1972/73 il Cesena raggiunge la massima serie guidato da Gigi Radice, sostituito l'anno successivo da Eugenio Bersellini che opera una profonda trasformazione nel modo di giocare ed ottiene una storica salvezza, preludio all'apice della storia cesenate.

Il Cesena del primo periodo "Manuzzi", ha ispirato il Borgorosso F.C., suo alter ego cinematografico nel film Il presidente del Borgorosso Football Club (1970), con il noto Alberto Sordi che interpreta il Presidente Benito Fornaciari.

[modifica] La partecipazione alla Coppa UEFA

Nella stagione 1975/76 i bianconeri raggiungono l'apice della loro storia e l'attenzione nazionale: le 9 vittorie, i 14 pareggi e le 7 sconfitte permettono al Cesena di raggiungere il sesto posto nella classifica di Serie A e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA. La doppa sfida che aspetta la società cesenate è con i tedeschi orientali del Magdeburgo, che si impongono all'andata per 3-0 ma che nel ritorno rischiano la qualificazione quando al 6' della ripresa Pepe porta il Cesena sul 2-0; la gara terminerà 3-1 per i bianconeri, comunque eliminati.

La stagione della Coppa UEFA presenta un rovescio della medaglia molto amaro, con la retrocessione in Serie B e l'inizio di un periodo difficile, che passa per la cessione della guida societaria da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi: Manuzzi infatti nel 1979 rimane vittima di una banale caduta che lo costringe ad un delicato intervento chirurgico che necessiterà di un lungo periodo di convalescenza.

[modifica] Gli anni '80

Lugaresi, cresciuto all'ombra dello zio, mostra una certa abilità nella gestione sportiva, già alla prima stagione di presidenza, 1980/81, centra il ritorno nella massima divisione con una squadra guidata dal giovane Osvaldo Bagnoli che segna record della sua storia come le 14 vittorie casalinghe ed il maggior numero di spettatori (28.602 per Cesena-Milan). Proprio la presenza di grandi del calcio quali Milan, Genoa - entrambe promosse con i bianconeri - e Lazio (quest'ultima battuta al Manuzzi per 2-1) rendono l'impresa degna di ancora maggior rilievo. La Lazio si arrenderà solo nelle ultimissime partite, quando il Cesena andrà a vincere a Foggia per 3 a 1 e si assicurerà la promozione con la vittoria casalinga sull'Atalanta all'ultima giornata per 2-0 davanti a 20.000 tifosi entusiasti.

La squadra costruisce la promozione con un ruolino di marcia fatto di vittorie in casa - spesso la pratica è sbrigata nei primi 20 minuti con uno-due micidiali, per poi controllare agevolmente la reazione degli avversari - e di pareggi fuori casa.

La formazione tipo - e praticamente mai cambiata nel corso dell'anno - è composta dal portiere Angelo Recchi, i terzini Mei e Ceccarelli, il mediano Bonini, lo stopper Oddi, il libero Perego, le ali Roccotelli e Garlini, il cursore Piraccini, il regista Lucchi e la punta centrale Bordon.

I migliori realizzatore sono Bordon con 13 gol, e Garlini; buon bottino anche per Perego, i cui sganciamenti in avanti gli fruttano ben 6 reti.

Per la nuova avventura in A, stante l'abbandono di Bagnoli anche per motivi familiari, viene scelto G.B. Fabbri e vengono acquistati ed inseriti tra i titolari il centravanti austriaco Walter Schachner, per il quale si parla di un ingaggio di 120 milioni di Lire, il centrocampista Verza e Storgato dalla Juventus, Roberto Filippi dall'Atalanta e Antonio Genzano.

A metà stagione la squadra, pur avendo compiuto una impresa come la vittoria per 2-1 contro la capoclassifica Fiorentina, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica, e dopo il pareggio casalingo contro il Como Fabbri verrà licenziato e sostituito da Renato Lucchi, che raggiungerà la salvezza grazie ad un girone di ritorno con exploit quali le vittorie ad Udine e Roma, il pareggio al San Paolo di Napoli - dopo essere passati in vantaggio per 0-2 -, il pareggio casalingo con la Juventus e sonanti vittorie contro Bologna e Catanzaro (entrambe 4-1). La squadra impostata da Lucchi è comunque un osso duro per qualunque avversario, e difficilmente si rassegna alla sconfitta. Emblematico l'1-3 rimediato in casa dall'Inter, quando in svantaggio per 0-2 chiude gli avversari nella loro area di rigore.

Ma la permanenza in A è turbata dalla scomparsa, il 29 maggio 1982 di Dino Manuzzi, a cui la città intitola lo stadio.

Da segnalare in quegli anni anche la vittoria per ben due volte del Campionato Nazionale Primavera nelle stagioni 1981/82 e 1985/86, la prima delle quali ottenuta con in panchina Arrigo Sacchi.

Al termine dell'annata 1982/83, con alla guida Bruno Bolchi il Cesena retrocede, ma è lo stesso Bolchi che porta i bianconeri di nuovo in Serie A al termine della stagione 1986/87 grazie alla vittoria nello spareggio di San Benedetto del Tronto contro il Lecce (gol di Roberto Bordin e Agatino Cuttone, entrambi di testa), in una partita per lunghi tratti in mano ai giallorossi.

Nella stagione 1989/90 il Cesena riesce a centrare una salvezza insperata grazie all'allenatore Marcello Lippi, autore di una rimonta stupenda dopo che nel girone di andata la squadra era già data per spacciata.

[modifica] Gli amari anni '90

Il Cesena permane in Serie A fino al termine della stagione 1990/91. La discesa nella serie cadetta non verrà più riscattata.

I bianconeri hanno l'occasione di ritornare nella massima serie al termine della stagione 1993/94 quando, dopo un ottimo campionato, conquistano il diritto di disputare lo spareggio promozione, ma nella sfida contro il Padova, disputata a Cremona l'occasione sfuma.

Successivamente i bianconeri scivolano due volte in Serie C1 , nelle annate 1996/97 e 1999/2000. Quest'ultima retrocessione è alquanto anomala in quanto subita a fronte di sole 9 sconfitte su 38 incontri e di una differenza reti positiva (47-45).

L'ultimo periodo di C1 dura lo spazio di 4 stagioni, a cui pone fine un allenatore che lascerà il segno nella storia della società, ovvero Fabrizio Castori.

[modifica] Il rocambolesco ritorno in B

Il Cesena termina il campionato 2003/2004 vincendo la Coppa Italia Serie C e giungendo terzo in campionato alle spalle di Arezzo e Lumezzane, ai playoff per la promozione elimina il Rimini pareggiando al Neri 1-1 e sconfiggendo i biancorossi a Cesena per 2-0. La finale di andata dei playoff si disputa a Cesena e termina 1-1 grazie ad i gol di Centi e Bocchini, il ritorno si preannuncia caldo ed è preceduto da varie polemiche incentrate principalmente sull'ordine pubblico e la possibilità di non disputare la gara nello Stadio Comunale di Lumezzane, capace di soli 4.150 posti, ma nello stadio "Mario Rigamonti" di Brescia (circa 27.000 posti), per la massiccia richiesta di biglietti da parte dei tifosi cesenati.

Il 20 giugno 2004 si gioca la partita che vale una stagione. Al termine dei tempi regolamentari le squadre sono bloccate sullo 0-0. I bianconeri vincono ai supplementari con i gol di Roberto Biserni e Marco Ambrogioni, facendo riconquistare alla Società la Serie B.
Tutti i tifosi ricorderanno sempre un episodio capitato durante il primo tempo supplementare. Dopo il gol del momentaneo pareggio del Lumezzane scoppia una rissa di cui si rendono protagonisti, tra gli altri, i giocatori del Cesena Pestrin, Rea, e l'allenatore Castori, su cui si abbatterà la mannaia della corte disciplinare con una squalifica di ben tre anni, poi ridotti a due.

Nella stagione 2004/05 la squadra disputa un discreto campionato, lottando con cuore e grinta, salvandosi nelle ultime giornate. Nella stagione 2005/06 al di là di ogni aspettativa, e grazie all'estro di giocatori come Luigi Turci, Emiliano Salvetti, Manolo Pestrin, Maurizio Ciaramitaro, Adriano Ferreira Pinto, e Marco Bernacci, ma soprattutto grazie alla grande conduzione di Mister Castori e del vice Gadda il Cesena riesce a centrare i play-off promozione, raggiungendo il sesto posto utile, venendo poi sconfitto dal Torino in semifinale.

Nell'annata 2006/07, dopo un anno di sole gioie, il Cesena affronta un periodo di calo, causato soprattutto dall'invecchiamento dei giocatori-simbolo come Emiliano Salvetti e Luigi Turci, ma anche dalla cessione inaspettata, quanto contestata, del fulcro del centrocampo bianconero nonché uomo di punta: Manolo Pestrin. Gli arrivi di giocatori importanti come Del Core, Doudou e Anastasi non bastano a soddisfare le esigenze dei tifosi e della dirigenza. La continuazione di Castori sulla panchina del Cesena è una vera conferma della fiducia che il presidente ripone nell'allenatore di Tolentino, nonostante debba scontare la lunga squalifica. La squadra conclude il campionato al 16'posto, a solo un punto dalla zona play-out.

Dopo gli incidenti di Catania del 2 febbraio 2007 ed i successivi provvedimenti del governo, lo stadio "Dino Manuzzi", fino a completamento dei lavori di messa a norma, si trova con una capienza ridotta a 10.000 posti. Dopo il completamento dei lavori, lo stadio di Cesena torna alla sua capienza originaria in tempo per la stagione 2007/08.

[modifica] L'amaro 2007/2008

Nella stagione 2007/2008 i bianconeri vivono un momento di profonda crisi di risultati. Il 27 ottobre il Cesena apre una serie di quattro sconfitte consecutive che si conclude il 10 novembre (14ª giornata), quando il cavalluccio viene battuto per 4 a 1 a Rimini in casa dei rivali storici. L'ennesima sconfitta costa la panchina al mister Fabrizio Castori, che viene sostituito da Giovanni Vavassori.

Nei giorni che seguono la partita di Rimini iniziano i primi contatti per la cessione della società, che si concretizza il 21 dicembre in un cambio storico al vertice societario, con Giorgio Lugaresi che cede la maggioranza assoluta delle quote societarie a Igor Campedelli, giovane imprenditore edile locale, che ne diventa il nuovo presidente dopo 27 anni di regno incontrastato della famiglia Lugaresi.

Alla 17ª giornata, nello scontro interno col Frosinone, il Cesena torna finalmente alla vittoria con un 3 a 0 che pone fine ad un digiuno-record durato 25 giornate.

Il Cesena continua però ad avere un cammino stentato. Il 25 febbraio 2008 i bianconeri subiscono una pesante sconfitta in casa contro l'Albinoleffe (0-3). Nel dopopartita Vavassori ammette che la squadra non va. Campedelli decide di sciogliere il rapporto con Vavassori e ridà fiducia a Fabrizio Castori, che viene richiamato in panchina.

Ciononostante la stagione si chiude con la retrocessione in Serie C con due giornate di anticipo (17 maggio, Treviso-Cesena 2-1).

[modifica] Il nuovo corso

Stagione 2008/09

Castori recede il contratto e lascia definitivamente la Romagna. Anche il capitano Emiliano Salvetti se ne va. A Cesena arriva Pierpaolo Bisoli, tecnico emergente (Foligno, C1) ed ex centrocampista di Cagliari, Perugia e Brescia. Il Mister ed il ds Minotti ricostruiscono la squadra.
I tifosi mostrano di credere nella nuova squadra: vengono rinnovati ben 4.700 abbonamenti.
L'inizio della stagione 2008/09 è stentato. La prima vittoria arriva alla terza giornata (col Portogruaro); a novembre la squadra viaggia a metà classifica. Ma nel mese di dicembre arrivano quattro vittorie consecutive (contro Lumezzane, Spal, Cremonese e Verona) che portano il Cesena ai piani alti della classifica. Motta è il vicecapocannoniere del campionato.
Il 2009 si apre con una sconfitta di misura a Reggio Emilia. Il 19 gennaio c'è il derby con il Ravenna. L'incontro è memorabile: sotto per 0-2 dopo 25 minuti, Veronese accorcia le distanze a un quarto d'ora dalla fine. Poi nei minuti dal 90' al 93' Djuric ed ancora Veronese ribaltano il risultato, consegnando la vittoria al cavalluccio.
Comincia un altro ciclo di vittorie (contro Portogruaro, Sambenedettese e Lecco). Con la vittoria di Lecco il Cesena aggancia la vetta della classificata (15 febbraio). Comincia così il duello a distanza con la Pro Patria, squadra che veleggia in testa dall'inizio del campionato. Il calendario prevede lo scontro diretto il 6 aprile. Il Cesena fallisce una sola delle tappe di avvicinamento (a Crema). Le due squadre arrivano all'appuntamento a pari punti. Il «big match» si svolge davanti a 12.000 spettatori. Il Cesena va in gol con Motta, ma l'azione viene annullata per fuorigioco. La partita non ha più sussulti e le due squadre concludono su uno 0-0 che accontenta solo i lombardi.
Nel turno successivo, alla vigilia di Pasqua, il Cesena commette un passo falso perdendo a Monza; i rivali invece vincono e si riportano a +3 in classifica. Mancano solo cinque giornate alla fine. Bisoli non perde la fiducia nella squadra.
Arrivano un successo con il Venezia ed un pareggio con il Lumezzane. A Ferrara, dove non aveva mai vinto, il Cesena compie un'impresa facendo bottino pieno (l'uomo della partita è l'argentino Schelotto, neoacquisto arrivato a Cesena all'inizio di aprile). I bianconeri tornano in lizza per la promozione diretta in B.
Si arriva alla penultima giornata con Cesena e Pro Patria ancora appaiate in testa alla classifica (ma i lombardi hanno il vantaggio negli scontri diretti). Il Cesena batte la Cremonese, la Pro Patria, invece è bloccata 1-1 in casa dalla Sambenedettese. A 90 minuti dalla fine avviene il sorpasso.
All'ultima giornata 3.700 tifosi raggiungono Verona, dove il Cesena si gioca la promozione. Le due squadre non vanno oltre lo 0-0. Poi tutti aspettano il risultato finale dei rivali. Anche la Pro Patria pareggia per 0-0 a Padova. Il Cesena ottiene la promozione diretta in Serie B, dopo solo un anno di Lega Pro Prima Divisione.

Stagione 2009/10

Per il campionato cadetto 2009-10 viene confermato in panchina Bisoli e vengono acquistati giocatori di rilievo come il portiere Antonioli, e Do Prado e Bucchi, quest'ultimo però non potrà giocare le prime partite a causa di un infortunio muscolare. Nello stesso tempo vengono ceduti alcuni artefici del ritorno in Serie B come il bomber Simone Motta, capocannoniere nel campionato 2008-09, e Marco Veronese, entrambi dopo un solo anno di contratto con la squadra romagnola.
Il Cesena, che punta ad una salvezza tranquilla, parte bene e, dopo sole tre giornate, è al quinto posto in classifica con buoni attaccanti come Djuric e Giaccherini e un bravo centrocampista come Do Prado. Dopo otto giornate la squadra si può già definire rivelazione, con i suoi 15 punti e il momentaneo 2°posto in classifica, dietro alla capolista Frosinone.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria dell'Associazione Calcio Cesena
  • 1940: Fondazione dell'Associazione Calcio Cesena.
  • 1940-41: Promosso in Serie C.
  • 1941-42: 3° nel girone F della Serie C.
  • 1942-43: 4° nel girone H della Serie C.
  • 1943-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945-46: 8° nel girone C del Campionato Misto B/C dell'Alta Italia. Ammesso in Serie B.
  • 1946-47: 21° nel girone B della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1947-48: 2° nel girone B della Lega Centro di Serie C.
  • 1948-49: 8° nel girone B della Serie C.
  • 1949-50: 12° nel girone B della Serie C.
  • 1950-51: 20° nel girone B della Serie C. Retrocesso nel Campionato Interregionale.
  • 1951-52: 16° nel girone G del Campionato Interregionale. Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1952-53: Promosso in IV Serie.
  • 1953-54: 16° nel girone E di IV Serie. Retrocesso in Promozione Regionale.
  • 1954-55: Promozione Regionale.
  • 1955-56: Promozione Regionale.
  • 1956-57: Promosso in IV Serie.
  • 1957-58: 9° nel girone D di II Categoria di IV Serie.
  • 1958-59: 6° nel girone D di Serie D.
  • 1959-60: 1° nel girone C di Serie D. Promosso in Serie C.
  • 1960-61: 15° nel girone B di Serie C.
  • 1961-62: 6° nel girone B di Serie C.
  • 1962-63: 10° nel girone B di Serie C.
  • 1963-64: 9° nel girone B di Serie C.
  • 1964-65: 9° nel girone B di Serie C.
  • 1965-66: 5° nel girone B di Serie C.
  • 1966-67: 5° nel girone B di Serie C.
  • 1967-68: 1° nel girone B di Serie C. Promosso in Serie B.
  • 1968-69: 16° in Serie B.
  • 1969-70: 11° in Serie B.
  • 1970-71: 16° in Serie B.
  • 1971-72: 6° in Serie B.
  • 1972-73: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1973-74: 11° in Serie A.
  • 1974-75: 11° in Serie A.
  • 1975-76: 6° in Serie A.
  • 1976-77: 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Eliminato al primo turno in Coppa UEFA.
  • 1977-78: 9° in Serie B.
  • 1978-79: 13° in Serie B.
  • 1979-80: 4° in Serie B.
  • 1980-81: 3° in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1981-82: 10° in Serie A.
  • 1982-83: 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1983-84: 13° in Serie B.
  • 1984-85: 12° in Serie B.
  • 1985-86: 8° in Serie B.
  • 1986-87: 3° in Serie B dopo spareggi con Lecce e Cremonese. Promosso in Serie A.
  • 1987-88: 9° in Serie A.
  • 1988-89: 13° in Serie A.
  • 1989-90: 12° in Serie A.
  • 1990-91: 17° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1991-92: 8° in Serie B.
  • 1992-93: 9° in Serie B.
  • 1993-94: 5° in Serie B dopo spareggio con il Padova.
  • 1994-95: 8° in Serie B.
  • 1995-96: 10° in Serie B.
  • 1996-97: 18° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
  • 1997-98: 1° nel girone A di Serie C1. Promosso in Serie B.
  • 1998-99: 13° in Serie B.
  • 1999-00: 17° in Serie B dopo spareggio con la Pistoiese. Retrocesso in Serie C1.
  • 2000-01: 6° nel girone A di Serie C1.
  • 2001-02: 8° nel girone A di Serie C1.
  • 2002-03: 3° nel girone A di Serie C1, perde la semifinale playoff col Pisa.
  • 2003-04: 2° nel girone A di Serie C1. Promosso in Serie B dopo la vittoria in finale playoff col Lumezzane. Vince la Coppa Italia Serie C.
  • 2004-05: 15° in Serie B per effetto della condanna sportiva del Genoa.
  • 2005-06: 6° in Serie B, perde la semifinale playoff col Torino.
  • 2006-07: 16° in Serie B.
  • 2007-08: 22° in Serie B. Retrocesso in Lega Pro Prima Divisione.
  • 2008-09: 1° nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Promosso in Serie B.

[modifica] Statistiche

[modifica] Campionati nazionali

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

A

10 1973-1974 1990-1991

B

27 1946-1947 2009-2010

C

21 1941-1942 2008-2009

D

5 1951-1952 1959-1960

In 63 stagioni sportive disputate a livello nazionale dall'esordio in Serie C, compreso un Campionato Misto B/C Alta Italia disputato con titolo sportivo di Serie C. Sono escluse le annate 1940-41 e 1952-53, e le stagioni fra il 1954 e il 1957, nelle quali il Cesena fu relegato nel massimo torneo del Comitato Regionale Emiliano, nonché il biennio di pausa bellica.

[modifica] Campionati regionali

[modifica] Date storiche

  • 21 aprile 1940: Giorno della fondazione del Cesena.
  • 16 giugno 1968: Rimini - Cesena 0-2 È la vittoria che sancisce la promozione in serie B.
  • 10 giugno 1973: Cesena - Mantova 2-1 Con questa vittoria il Cesena raggiunge per la prima volta la serie A.
  • 28 ottobre 1973: Cesena - Verona 1-0 Prima vittoria del Cesena in serie A.
  • 29 settembre 1974: Nazionali under 23: Italia – Jugoslavia 2-2 Prima partita di una nazionale italiana al "La Fiorita".
  • 29 giugno 1976: Il Napoli batte il Verona 4-0 nella finale di Coppa Italia e qualificandosi per differenza reti per la Coppa delle Coppe lascia libero il posto UEFA al Cesena.
  • 15 settembre 1976: Magdeburgo - Cesena 3-0 È la prima partita del Cesena nelle coppe europee.
  • 29 settembre 1976: Cesena - Magdeburgo 3-1 Gara di ritorno. Rimarrà l'unica partita di una coppa europea disputata dal Cesena nel proprio stadio.
  • 21 giugno 1981: Il Cesena batte l'Atalanta 2-0 e torna in serie A.
  • 8 luglio 1987: Il Cesena vince 2-1 lo spareggio col Lecce a S. Benedetto del Tronto ed ottiene la terza promozione in A della sua storia.
  • 9 ottobre 1988: Cesena - Lazio 0-0 È la gara che inaugura il nuovo "Dino Manuzzi", primo stadio d'Italia ad essere tutto coperto e senza pista di atletica[1].
  • 20 settembre 1989: Italia - Bulgaria 4-0 Prima partita della nazionale maggiore italiana al "Dino Manuzzi".
  • 9 maggio 1998: Lumezzane - Cesena 1-1 Il Cesena torna in serie B dopo un solo anno di permanenza nella terza serie.
  • 12 aprile 1999: In seguito ad un incidente d'auto perde la vita il difensore del Cesena Paolo Martelli. Fiorentino di nascita, non aveva ancora compiuto 29 anni.
  • 29 aprile 2004: Il Cesena si aggiudica la Coppa Italia di serie C battendo la Pro Patria nella doppia finale, Cesena - Pro Patria 4-1 all'andata e 0-1 al ritorno.
  • 20 giugno 2004: Lumezzane - Cesena 1-2 dopo i tempi supplementari. È il sospirato ritorno nei cadetti dopo 4 stagioni consecutive di C1.
  • 3 marzo [2007]: Cesena - Bologna 1-4
  • 17 maggio 2009: Verona - Cesena 0-0. Dopo un solo anno di Lega Pro il Cesena ritorna in serie B nonostante un pessimo inizio di campionato

[modifica] Giocatori celebri

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori dell'A.C. Cesena.

[modifica] Presidenti e Allenatori

[modifica] Presidenti

[modifica] Allenatori

[modifica] Rosa 2009-2010

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera dell'Italia P Francesco Antonioli
3 Bandiera dell'Italia D Maurizio Lauro
4 Bandiera dell'Italia C Luca Giunchi
6 Bandiera dell'Italia D Dario Biasi
7 Bandiera dell'Italia C Ezequiel Schelotto
8 Bandiera dell'Italia A Christian Bucchi
9 Bandiera dell'Italia A Davide Sinigaglia
10 Bandiera del Brasile C Guilherme Raymundo Do Prado
11 Bandiera dell'Argentina A Franco Chiavarini
13 Bandiera dell'Italia P Michele Tardioli
14 Bandiera dell'Italia D Massimo Volta
16 Bandiera dell'Italia C Gianluca Segarelli
17 Bandiera dell'Italia A Marco Tattini
18 Bandiera dell'Italia C Marco Parolo
19 Bandiera dell'Italia C Giuseppe De Feudis
20 Bandiera dell'Italia C Luca Castiglia
22 Bandiera della Bosnia-Erzegovina A Milan Đurić
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Nero.png
23 Bandiera dell'Italia A Emanuele Giaccherini
25 Bandiera dell'Italia C Luca Righini
26 Bandiera dell'Italia D Federico Erba
27 Bandiera della Slovacchia D Martin Petras
28 Bandiera della Francia A Dominique Malonga
29 Bandiera dell'Italia D Fabio Cusaro
30 Bandiera dell'Italia C Marco Bonura
31 Bandiera dell'Italia D Luca Ricci
32 Bandiera dell'Italia C Daniele Pedrelli
33 Bandiera dell'Italia D Ivan Franceschini
44 Bandiera dell'Italia C Luigi Piangerelli
56 Bandiera dell'Italia D Alessio Petti
77 Bandiera dell'Italia C Luca Ceccarelli
82 Bandiera della Repubblica Dominicana A Josè Elpys Espinal
88 Bandiera del Camerun C Kelwin Ewome Matute
91 Bandiera dell'Italia P Alessandro Teodorani

[modifica] Staff tecnico

Allenatore: Bandiera dell'Italia Pierpaolo Bisoli
Allenatore in seconda: Bandiera dell'Italia Giuseppe Angelini

[modifica] Numeri Ritirati


Oltre al numero 21, ritirato in seguito alla prematura scomparsa di Paolo Martelli, l'A.C. Cesena ha ritirato il numero 12[2], dedicandolo alla "Curva Mare" e ai suoi tifosi, attribuendo loro, simbolicamente, il ruolo di 12° uomo in campo.

[modifica] Tifosi

Il Coordinamento Club Cesena conta 2580 iscritti[3]. Presidente da diciannove anni è Giulio Benedetti.

[modifica] Rivalità

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Amicizie

[modifica] I giocatori più amati dai tifosi

I giocatori preferiti dalla tifoseria hanno ricevuto alcuni soprannomi:


Dopo il campionato 1999/2000, terminato con la retrocessione nella terza serie, i tifosi hanno deciso di non eleggere nessun giocatore a loro beniamino (un’eccezione è stata fatta per Manolo Pestrin): dagli spalti dello stadio Manuzzi oggi i cori vanno per tutta la squadra.

[modifica] Note

  1. ^ La struttura non è ancora totalmente agibile e per una volta la tifoseria cesenate viene dirottata in Curva Ferrovia, mentre i laziali si accomodano in gradinata.
  2. ^ Il Cesena ritira la maglia numero 12. www.cesenacalcio.it. URL consultato il 29-07-2009.
  3. ^ La Voce di Romagna, 3 gennaio 2009.

[modifica] Collegamenti esterni

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