Assiah

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I Cinque Mondi
nella Cabala
Shiviti on vellumTetragrammaton.jpg
Adam Qadmon
Atziluth
Beri'ah
Yetzirah
Assiah
Illustrazione tradizionale della visione del Carro, basata sulla descrizione di Ezechiele.
Rappresentazione dei Cinque Mondi con le 10 Sefirot in ognuno, come cerchi concentrici in sequenza, derivati dalla luce di Kav dopo lo Tzimtzum.

Assiah (o ‘Asiyah, noto anche come Olam Asiyah, עולם עשיה in ebraico, letteralmente il Mondo dell'Azione) è l'ultimo dei quattro mondi spirituali della Cabala — Atziluth, Beri'ah, Yetzirah, Asiyah — basati sul passo biblico di Isaia 43:7.

Secondo il Maseket Aẓilut è la regione corrispondente agli Ofanim che promuovono l'ascolto delle preghiere, sostengono gli intendimenti umani e combattono il male. Ophanim o ofanim, anche Ophde (ebraico: "ruote" אְוּפַּנים; sing. ofan) si riferisce alle ruote viste da Ezechiele nell'apparizione del Carro (ebraico: merkavah), dal passo biblico 1:15-21.

Esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il sistema della successiva Cabala israeliana, Assiah è il più basso dei mondi spirituali contenenti i Dieci Cieli e l'intero sistema della Creazione mondana. La luce delle Sefirot emana da questi Dieci Cieli; anche qui le "Dieci Sefirot di Assiah": attraverso di loro la spiritualità e la pietà vengono impartite al reame della materia — sede anche dei poteri oscuri e impuri.[1][2]

Rappresentando puramente l'esistenza materiale, questo è il Mondo dell'Azione, il Mondo degli Effetti o Mondo del Fare.

È preceduto dal Mondo di Yetzirah.

Associazioni non canoniche ebraiche[modifica | modifica wikitesto]

Queste ruote vengono inizialmente interpretate come angeli in uno dei Manoscritti del Mar Morto (4Q405), e come una classe di esseri celestiali in successive sezioni del Libro di Enoch (61:10 71:7) dove, insieme ai Cherubim e Seraphim, non dormono mai ma stanno a guardia del Trono di Dio. Il loro sovrano è Sandalphon.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cordovero, Moses ben Jacob, Pardes Rimmonim
  2. ^ Vital, Hayyim ben Joseph, ’Eẓ Ḥayyim

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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