Assedio di Drogheda

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Assedio di Drogheda (1649)
parte delle Guerre confederate irlandesi
Una rappresentazione del XIX secolo del massadro di Drogheda del 1649
Una rappresentazione del XIX secolo del massadro di Drogheda del 1649
Data 3-11 settembre 1649
Luogo Drogheda, Irlanda orientale
Esito Vittoria delle forze parlamentariste
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
3.100 12.000
Perdite
2.800 morti
200 prigionieri
150 morti
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L'assedio di Drogheda del 1649 è un episodio della conquista cromwelliana dell'Irlanda.

Contesto[modifica | modifica sorgente]

Oliver Cromwell sbarca in Irlanda nell'agosto 1649 per riconquistare il Paese. Poco prima dell'arrivo di Cromwell le forze parlamentariste erano riuscite a riconquistare Dublino sconfiggendo i realisti guidati dal duca di Ormonde[1].

Il 23 agosto 1649 i realisti tennero un consiglio di guerra a Drogheda e incaricarono Arthur Aston di difendere la città. Aston disponeva di una guarnigione di circa 2.550 uomini composta da forze realiste inglesi e da irlandesi cattolici[2].

L’assedio[modifica | modifica sorgente]

Il 3 settembre Cromwell arrivò a Drogheda alla testa di 12.000 uomini e cinse d'assedio la città schierando la maggior parte delle sue forze sul lato sud lungo il fiume Boyne e lasciando sul lato nord la cavalleria. Inoltre una flotta di navi parlamentariste bloccò il porto della città.

Sebbene Drogheda fosse protetta da mura di cinta medievali, queste non erano sufficientemente spesse da resistere dal fuoco dei cannoni. Dopo aver bombardato le porte della città ed aver aperto due brecce nelle mura, il 10 settembre Cromwell chiese ad Aston di arrendersi per impedire ulteriore spargimento di sangue.

Sebbene a corto di armi e munizioni, Aston – che attendeva rinforzi dal duca di Ormonde e dalle sue truppe schierate a Tercroghan – rifiutò di arrendersi.

L’attacco[modifica | modifica sorgente]

L'11 settembre alle 5 del pomeriggio Cromwell ordinò ai suoi uomini di attaccare la città da sud e da est e che dopo poche ore venne conquistata e saccheggiata. Circa 200 soldati realisti, compreso il comandante Aston, cercarono rifugio barricandosi in un forte. Il colonnello Daniel Axtell propose loro di aver salva la vita se si fossero arresi. In realtà, dopo essere stati arrestati, gli uomini di Aston vennero trucidati[3].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ O Siochru, pp. 73–76
  2. ^ Gilbert, xviii, xix
  3. ^ Morrill, p. 255

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Churchill, Winston. The curse of Cromwell, vol. 41, no. 21, Life, 19 November 1956
  • Gentles, Ian. The New Model Army, Cambridge 1994, ISBN 0-631-19347-2
  • Gilbert, John T., ed. (1879). A contemporary history of affairs in Ireland, from 1641 to 1652. Dublino: the Irish Archaeological and Centic Society.
  • Keegan, John & Ohlmeyer, Jane (editors). 'The Civil Wars, Oxford 1998. ISBN 0-19-866222-X
  • Lenihan, Padraig. Confederate Catholics at War, Cork 2001, ISBN 1-85918-244-5
  • Levene, Mark & Roberts, Penny (editors 1999) The massacre in history, Volume 1 of Studies on War and Genocide,Berghahn Series, Berghahn Books
  • O Siochru, Micheal, God's Executioner, Oliver Cromwell and the Conquest of Ireland, Faber & Faber 2008.
  • Morrill, John, The Drogheda Massacre in Cromwellian Context, in Edwards, Lenihan, Tait, eds, The Age of Actrocity, Four Courts Press, 2007.
  • Parker, Geoffrey, Empire War and Faith in Early Modern Europe, Penguin, 2003.
  • Scott Wheeler, James. Cromwell in Ireland, Dublino 1999, ISBN 978-0-7171-2884-6
  • Hill, Christopher. God's Englishman: Oliver Cromwell and the English Revolution, New York 1970. ISBN 0-06-131666-0
  • S.E.A., Father John, or, Cromwell in Ireland, Henry Ferris, Liverpool 1842