Assedio di Costantinopoli (860)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Assedio di Costantinopoli
Impero Bizantino e Rus di Kiev nel X secolo.
Data 860
Luogo Costantinopoli
Esito Vittoria bizantina
Schieramenti
Comandanti
Michele III Sconosciuto
Effettivi
Sconosciuto 200 navi
5.000 soldati
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

L'assedio di Costantinopoli dell'860 fu attuato dalle truppe russe contro la capitale dell’Impero Bizantino.

Assedio[modifica | modifica wikitesto]

I Rus' sotto le mura di Costantinopoli

Le forze russe, provenienti dal territorio di Kiev[1], sbarcarono nei pressi della città ma, non potendo sostenere un assedio a causa delle imponenti mura di Costantinopoli, presero a devastare i dintorni della capitale. Intanto l’imperatore Michele III, che era di ritorno dalla campagna contro gli arabi riuscì ad entrare in città e a portare soccorso agli assediati. I bizantini attribuirono la vittoria ad un intervento della Vergine Maria che, secondo il racconto di Simeone Logoteta e secondo l’antica cronaca russa, scatenò una tempesta portando alla distruzione della flotta russa.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo cominciarono le prime relazioni diplomatiche tra Bisanzio e il nascente impero Russo, che porteranno ad un'importante opera missionaria in quei luoghi; infatti la conversione del giovane popolo al Cristianesimo lo avrebbe posto sotto la sfera d’influenza dell’Impero Bizantino scongiurando per sempre la nuova minaccia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La conferma che i russi provenissero dai territori di Kiev e non dal territorio turcano viene dalle numerose fonti: V. Mòsin, Varjagorusskij vopros, «Slavia»; Nacalo Rusi. Normany v vostocnoj Europe, BSI e A.A. Vasiliev, The Russian Attack on Constantinople

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Bisanzio Portale Bisanzio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Bisanzio