Omicidio di Tupac Shakur

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L'MGM Grand Las Vegas all'esterno di questo grande hotel poche ore prima di essere assalito ha avuto una rissa con il membro della gang dei Crips Orlando Anderson

1leftarrow.pngVoce principale: Tupac Shakur.

L'assassinio di Tupac Shakur avvenne il 7 settembre 1996 quando il cantante statunitense venne colpito a morte da 5 proiettili esplosi da un'auto in corsa, di cui uno al polmone destro, sparati a Las Vegas, in Nevada, dopo aver assistito a un combattimento di pugilato tra Mike Tyson e Bruce Seldon.

Morì dopo sei giorni di agonia nell'Ospedale dell'Università del Nevada per le conseguenze delle ferite riportate, alle ore 16:03. Era il 13 settembre 1996.

Dopo la sparatoria di New York, i rapporti tra Tupac e Notorious B.I.G. si erano inaspriti, poiché quest'ultimo era stato accusato di essere il mandante del tentato omicidio proprio dallo stesso Tupac. Tutto ciò scatenò il cosiddetto scontro fra West Coast e East Coast nel quale i due protagonisti principali, Pac e Biggie si insultavano a colpi di beat come Hit 'Em Up di 2Pac e Who Shot Ya di Biggie. A causa di questi numerosi indizi, Biggie e il suo amico Puff Daddy furono accusati per diverso tempo di essere i mandanti dell'omicidio di Tupac.

Il precedente tentativo di rapina aveva convinto il rapper a cercare una protezione esterna, per cui aveva assunto delle guardie del corpo dopo essere uscito di galera nell'ottobre 1995. Era noto inoltre che indossava sempre un giubbotto antiproiettile in pubblico, [1] perché non lo portasse quella notte rimane tuttora un mistero.

Agguato[modifica | modifica sorgente]

La notte del 7 settembre 1996, Shakur partecipò all'incontro di pugilato Mike Tyson vs. Bruce Seldon tenutosi al MGM Grand in Las Vegas. Al termine dell'incontro, Tupac fu coinvolto in una maxi-rissa tra l'entourage della Death Row, composto in gran parte da Bloods (altra celebre gang di L.A., rivale dei Crips) e un Crip di Southside Crip di nome Orlando Anderson, nella hall dello stesso MGM Grand. Shakur iniziò a fare a botte dopo aver notato bighellonare nella hall il ventunenne "Baby Lane" Anderson, che alcune settimane prima aveva picchiato e derubato insieme a un paio di altri Crips una delle sue guardie del corpo in un negozio Foot Locker di un centro commerciale. La rissa fu ripresa dal circuito chiuso di videosorveglianza dell'hotel.

Dopo il violento diverbio, Shakur si recò a incontrare Suge per recarsi al Club 662 (oggi club Seven) della Death Row. Si sedette nel posto accanto al guidatore in una berlina BMW E38 del 1996, con al seguito diverse macchine facenti parte di un corposo convoglio con membri della propria entourage.

Alle 22.55, fermi al semaforo rosso con l'auto, un fotografo sostò accanto al finestrino e Shakur lo abbassò per farsi fotografare.[2] Intorno alle 23.00/23.05, Suge e Shakur furono fermati su Las Vegas Boulevard da alcuni poliziotti metropolitani in bicicletta a causa della musica troppo alta dello stereo e per la targa mancante. Dopo pochi minuti, Suge trovò nel bagagliaio le targhe e i due furono lasciati liberi dalla polizia.[2][3] Attorno alle 23.10, fermi al rosso su Flaming Road, vicino all'incrocio di Koval Lane, di fronte l'Hotel Maxim, Shakur dialogò con due donne in macchina alla loro destra, invitandole a venire al Club 662.[2]

Approssimativamente per le 23.15, una Cadillac ultimo modello, bianca, quattro porte, con a bordo un numero imprecisato di occupanti, a tutta velocità si fermò sul lato destro della berlina e sparò 12 o 13 colpi contro Shakur in rapida successione. Il cantante fu raggiunto da quattro di essi, nonostante la potenza del fuoco, e fu colpito a: petto, bacino, coscia e mano destra.[4][2] Uno dei proiettili che lo colpì al petto, pare che gli abbia trafitto un polmone.[5] Suge, per un caso molto fortuito fu raggiunto solo da frammenti di proiettile, anche se solo uno di essi lo sfiorò seriamente.[6] Secondo Suge, un proiettile si sarebbe piantato nel cranio, ma i referti medici in seguito smentirono questa affermazione.[7]

Al momento della sparatoria, la guardia del corpo di Shakur seguiva il veicolo del cantante dietro, in un'auto appartenente a Kidada Jones, fidanzata di Shakur all'epoca. La guardia del corpo, Frank Alexander, dichiarò che al momento di salire nelle macchine per andare al Club 662, Shakur lo aveva invitato a guidare l'auto con la Jones e non mettersi in auto con lui perché, in caso lui e Suge fossero stati ubriachi, sarebbero servite loro altre auto del seguito per fare ritorno in albergo. Alexander commentò nel suo documentario Tupac Shakur: Before I Wake... , come una delle auto del convoglio facesse retromarcia dopo l'aggressione, ma che nessuno degli occupanti fece ritorno.

Ricovero[modifica | modifica sorgente]

All'arrivo sulla scena dell'agguato, polizia e paramedici presero Suge e Shakur trasportandoli all'Ospedale dell'Università del Nevada. Secondo Gobi, uno dei più cari amici di Shakur, mentre era in ospedale in attesa di notizie sullo stato del cantante un dipendente della Death Row lo informò del fatto che degli sconosciuti avevano chiamato alla casa discografica delegando minacce di morte al cantante, annunciando che stavano recandosi per "finirlo". Sentito ciò, Gobi avvertì immediatamente la polizia di Las Vegas, ma la centrale sostenne che essendo a corto di personale, non avrebbe potuto inviare agenti. Comunque, nessun assassino si presentò sul posto per uccidere Gobi.[8]

In ospedale, Shakur passò stati di coscienza e di incoscienza, e fu fortemente sedato. Per il peggioramento delle condizioni cliniche, fu messo sotto respiratore e macchine di sostentamento per tenerlo in vita, per essere poi infine messo in coma farmacologico attraverso l'iniezione di barbiturici.[4][8][9]

Dopo una serie di interventi chirurgici, tra i quali la rimozione del polmone destro danneggiato irreparabilmente, Shakur superò un forte trauma interno e i medici rapportarono quindi, come a quel punto, attraversata la fase critica della terapia medica, ci fosse un buon 50% di probabilità di sopravvivenza.[5] La sesta notte di ricovero, Gobi venne a sapere che l'amico aveva guadagnato un altro 13% di possibilità, e lasciò l'ospedale per andare a riposarsi.[8] Le condizioni si aggravarono improvvisamente il pomeriggio del 13 settembre 1996 a causa di un'emorragia interna, che nonostante le cure veloci da parte dell'unità di terapia intensiva, ebbe la meglio sul cantante, e non fu possibile fermarla.[5][9] Fu dichiarato morto alle 16.03 (PDT), ufficialmente a causa di insufficienza respiratoria e dell'arresto cardiorespiratorio, in connessione ai diversi colpi di pistola ricevuti in parti vitali.[4] Il corpo di Shakur fu cremato.[10] Alcune delle ceneri del corpo furono in seguito mescolate con cannabis e fumate da alcuni membri degli Outlawz.[11]

Indagini[modifica | modifica sorgente]

Dovuto al fatto che diverse persone percepivano un sostanziale disinteresse da parte delle autorità giudiziarie sul caso dell'omicidio, alcuni investigatori indipendenti provarono a seguire piste alternative nel tentativo di dare una soluzione alla vicenda, scatenando l'insorgere di teorie cospirative su chi fosse realmente responsabile della morte del cantante ma anche sulla sua possibile fittizia morte inscenata per togliersi dai riflettori e dai problemi legati alla faida hip hop.

Nessuna persona fu elencata nella lista dei sospettati per l'omicidio, ma nelle indagini seguite dalla polizia metropolitana di Las Vegas furono vagliate diverse piste che portarono in un primo tempo a ipotizzare il ruolo della banda dei Crips nell'agguato su ordine di Christopher Wallace, Puff Daddy e altri membri di spicco della East Coast.

Ruolo di Christopher Wallace[modifica | modifica sorgente]

Vista la faida all'epoca in corso con Wallace, i sospetti ricaddero subito su di lui, che verrà ancora attaccato dal giornalista Chuck Philips sul Los Angeles Times nel settembre del 2002 [12]. Wallace si difese asserendo di non avere niente a che fare con l'assassinio e sostenendo che, al momento dell'omicidio, era impegnato in uno studio di registrazione newyorkese[13]. Ad appoggiare il cantante, si mosse anche la sua famiglia e la sua casa musicale, negando con veemenza ogni accusa mossagli contro e screditando le teorie cospirative.[14] In seguito, la famiglia Wallace portò a MTV la documentazione provante la presenza del cantante nello studio di registrazione di New York la notte dell'agguato a 2pac. In sostegno dei familiari si mossero anche il suo manager Wayne Barrow e il cantante Lil' Cease, che smentirono categoricamente ogni coinvolgimento dell'amico nell'omicidio e sostenendo d'essere stati con lui a registrare la notte dei fatidici eventi.

Mentre continuavano ad aprirsi possibili piste alla soluzione della morte enigmatica, nel marzo 1997, Wallace fu ucciso in circostanze molto simili in un agguato.[15]

Ruolo dei Crips[modifica | modifica sorgente]

La polizia metropolitana di Las Vegas e la polizia di Compton, sebbene non abbiano mai risolto ufficialmente il caso, conclusero inizialmente che Shakur era stato colpito dai Crips (una delle più celebri gang della zona di Los Angeles) di Southside dopo il combattimento di Tyson ma in seguito l'ipotesi fu smentita. A questo proposito Orlando Anderson e altri furono in seguito sentiti dalla polizia in relazione all'omicidio, anche se non venne mai fatto il nome pubblicamente di alcun sospetto. [16]

Va notato che Shakur e la crew alla Death Row si affidavano in genere a membri della gang Bloods per la loro sicurezza, mentre Biggie e quelli della Bad Boy si affidavano a membri dei Crips quando venivano in California. Una inchiesta del Las Vegas Times, pur non affermando quali fossero le fonti all'interno delle gang, concluse che Biggie si fosse offerto di pagare i Crips in cambio della morte di Shakur. La "Compton Gang Unit" aggiunse che, ritornati a Compton, i Crips si vantarono dell'omicidio commesso.

Questa pista verrà in seguito battuta anche dallo scrittore Chuck Phillips, il quale dichiarò nel 2002 - su false documentazioni - il pieno coinvolgimento della banda dietro l'agguato in accordo con Wallace.[17]

Tuttavia, nel 2008, il LA Times pubblicò un articolo di prima pagina ritrattando in definitiva la storia di Phillips.[17]

In seguito, The Smoking Gun scoprì come i documenti portati come prova da Phillips fossero completamente fraudolenti. In conseguenza a questo, l'autore fu licenziato dalla redazione del giornale poco meno di cinque mesi dopo.[17]

Orlando Anderson[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orlando Anderson.

Orlando Anderson, che venne poi ucciso il 29 maggio 1998, era un affiliato dei Southside Crips, che la notte del 7 settembre 1996 partecipò alla rissa scoppiata nel MGM Grand Hotel contro l'entourage di Tupac Shakur poco più di tre ore prima dell'omicidio. In relazione a questi eventi, Anderson fu sentito come persona informata sui fatti, ma dopo due giorni di interrogatorio, il tenente Larry Spinosa dichiarò pubblicamente che basandosi sulla testimonianza dell'interrogatorio, Anderson era ufficialmente escluso dalla lista dei sospettati.[18][19]

Anderson fu comunque indagato nel corso dell'inchiesta, anche in seguito ad alcune sue presunte affermazioni circa lo sparare al rapper, che in seguito smentì in una intervista per VIBE[19], dicendo anzì di essere stato sempre un grande ammiratore del cantante sia prima che dopo la sua morte, e continuando a chiarire come non fu più sospettato per l'omicidio dopo l'interrogatorio di due giorni alla polizia di Las Vegas[20]. Particolarmente interessato al caso fu l'investigatore Tim Brennan della polizia di Compton, che presentò una dichiarazione giurata per inserirlo nell'elenco dei principali sospettati per l'agguato.[21]

Afeni Shakur, madre del rapper, morto in seguito alla sparatoria, accusò Anderson di tentato omicidio per la rissa del MGM Grand Hotel. Il caso sarebbe finito in tribunale a settembre 1998, ma l'avvenuto decesso dell'unico imputato impedì che ciò avvenisse. Infatti Anderson venne ucciso il 29 maggio 1998, mentre si trovava insieme a Michael Stone e al nipote Jerry Stone ad un autolavaggio di Compton. Alcuni colpi esplosi da una macchina in transito colpirono lui e gli Stone e tutti e tre morirono poco dopo al King-Drew Medical Center di Los Angeles. Michael Reed Dorrough fu in seguito arrestato e accusato dell'omicidio, ma nessuno fu mai condannato come assassino.[22][23][24]

L'investigatore Leonard Jefferson in Inside the Crime nel 2004 parlò del caso dell'omicidio in generale, dicendo di non essere sicuro della reale implicazione di Anderson nella vicenda, essendo una delle persone ad aver seguito il caso da più vicino e quindi con le idee altrove. Jefferson si disse anche deluso in conclusione dal lavoro svolto dal Dipartimento di Las Vegas, a suo dire troppo frettoloso e superficiale, ragion per cui l'ipotesi vagliata inizialmente, nonché l'unica dopo l'archiviazione del caso, sarebbe stata sbagliata. Diede lo stesso parere anche per l'omicidio di Notorious B.I.G., secondo lui due omicidi avvenuti in modo similare e per entrambi i quali non si era trovato un colpevole era una cosa che avrebbe dovuto essere indagata in maniera più approfondita ma che anche in quell'occasione fu invece trattata con superficialità.

Death Row Records e Jewish Defense League[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile 2011, in regolamentazione con il Freedom of Information and Privacy Acts, l'FBI ha pubblicato alcune indagini relative le connessioni fra la casa discografica Death Row Records e l'organizzazione - bannata come terroristica da FBI, Jewish Defense League. Secondo quanto emerso dalle indagini FBI, Tupac e altri cantanti, tra cui Eazy-E, sarebbero stati vittime di estorsioni da parte del gruppo ebraico, previe minacce di morte al mancato versamento, in cambio delle quali veniva offerto loro un servizio di protezione personale. Comunque sia, l'ente investigativo negli atti pubblicati, non azzarda alcuna connessione fra la JDL e la morte di Tupac.[25][26][27]

Eventi successivi[modifica | modifica sorgente]

Anche se molti sperarono che la morte di Shakur avrebbe aiutato a fermare l'eterno dualismo tra East Coast e West Coast, il suo rivale Notorious B.I.G. venne ucciso in circostanze molto simili circa sei mesi dopo. A peggiorare ulteriormente la situazione, giunse la notizia della morte di Orlando Anderson, colui che più tardi fu ritenuto il sospetto assassino, il quale nel maggio 1998 venne ammazzato in una sparatoria tra gang non legata alla morte di Tupac.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assassinio di Notorious B.I.G..

Yafeu "Kadafi" Fula, amico di infanzia di Shakur, oltre che co-fondatore e membro degli Outlawz, era nella colonna di auto quando iniziò la sparatoria e disse alla polizia che forse avrebbe potuto identificare gli assalitori. Venne però ucciso poco tempo dopo nel New Jersey da Roddy, cugino di Napoleon (altro membro degli Outlaw), ma poi venne fuori che i due erano ubriachi e stavano giocando con una pistola e partì un colpo involontariamente.[28]

Walter "King Tut" Johnson e Dexter Isaac sono due dei tre uomini appartenenti al commando che nel 1994 attentarono alla vita del cantante negli studi di New York. Johnson venne ucciso a colpi di pistola all'uscita da un ristorante nel gennaio 1997 mentre Isaac, attualmente in prigione a scontare la pena dell'ergastolo, nel 15 giugno del 2011 (proprio un giorno prima della data in cui Tupac Shakur avrebbe dovuto compiere 40 anni) ha ufficialmente confessato di aver tentato di uccidere il cantante.

Orlando Anderson, sospetto per essere esecutore materiale dell'agguato a Shakur, fu ucciso in una sparatoria il 29 maggio 1998, mentre si trovava insieme a Michael Stone e al nipote Jerry Stone ad un autolavaggio di Compton. Alcuni colpi esplosi da una macchina in transito colpirono lui e gli Stone e tutti e tre morirono poco dopo al King-Drew Medical Center di Los Angeles. Michael Reed Dorrough fu in seguito arrestato e accusato dell'omicidio, ma nessuno fu mai condannato come assassino.[22]

Teorie di cospirazione[modifica | modifica sorgente]

La morte prematura di uno dei rapper più famosi dell'epoca e la natura mai risolta del caso dell'omicidio hanno portato diverse persone a formulare teorie del complotto, le principali e probabilmente più seguite sono:

  • Suge Knight mandante diretto dell'omicidio a causa del futuro allontanamento del rapper dall'etichetta discografica per fondarne una propria;
  • Governo americano dietro l'omicidio;
  • Inscenamento della morte per uscire dalla faida tra le coste e vivere lontano dai riflettori;

Ruolo di Suge Knight[modifica | modifica sorgente]

La figura di Suge Knight non rimase immune dalle numerose teorie di cospirazione e accuse circa i mandanti dell'omicidio.

In merito al fatto che nonostante la potenza del fuoco, Knight rimase illeso, seppur seduto accanto a Tupac, ciò provocò una serie di teorie cospirative secondo le quali Knight avrebbe architettato l'omicidio del cantante perché in procinto di andarsene dall'etichetta Death Row per fondarne una propria. L'abbandono di Tupac, che all'epoca rappresentava la fonte di maggior entrate per la casa discografica, avrebbe creato un vuoto all'interno di essa, nonostante i diritti delle sue opere sarebbero comunque rimasti in mano alla Death Row per via del contratto lavorativo formulato.

Misteri e casualità a parte, numerose controversie sollevarono i primi tre secondi della traccia Intro/Bomb First (My Second Reply), nei quali si sente la frase pronunciata da uno sconosciuto «Suge shot me» ovvero «Suge mi ha sparato».[29][30]

Comunque, a screditare la teoria anche l'inserimento nella lista degli indagati di Knight per l'omicidio di Christopher Wallace, quando il cantante fu ucciso diversi mesi dopo in circostanze simili. Wallace, era inizialmente uno dei principali sospetti per l'assassinio di Tupac, per via della faida hip hop in corso all'epoca.

In una intervista per BBC Radio, il 7 marzo 2005, il regista Nick Broomfield citò le parole del cantante Snoop Dogg, il quale rispondendo alla domanda «Chi uccise Tupac?» rispose «il ragazzone accanto a lui in macchina... Suge Knight». Dogg è una delle personalità che crede alla realtà del coinvolgimento di Knight nell'omicidio.[31]

Omicidio politico[modifica | modifica sorgente]

Secondo John Potash, autore del libro-inchiesta FBI War on Tupac Shakur & Black Leaders, gli omicidi di Shakur e Wallace sarebbero da configurarsi nell'ottica di un piano governativo volto all'eliminazione di figure scomode nella lotta ai movimenti afroamericani potenzialmente dannosi per la società (come quanto accaduto negli anni '60 con le Pantere Nere). Sebbene Tupac non militasse in alcuna organizzazione per i diritti dei neri o simili, il suo carisma avrebbe potuto risvegliare sentimenti antigovernativi sopiti negli anni, specie per la natura dei suoi testi ineggianti la libertà, l'odio verso le autorità, e in generale la sua idea di vita Thug Life, molto contestata all'epoca. [32]

Anche Lil Kim, compagna di Notorious B.I.G., ha spiegato di credere all'ipotesi di un complotto governativo, al quale sarebbe stato coinvolto anche Suge Knight, teso a soppiantare possibili mire politiche dei due cantanti.[33]

Inscenamento della morte[modifica | modifica sorgente]

La teoria dell'inscenamento della morte andò molto di voga negli anni a seguire, anche alla luce di alcuni eventi che a una prima veduta provocarono dei dubbi, tra questi:

  • Il fatto che la notte dell'agguato Tupac Shakur non indossasse il giubbotto antiproiettili, che invece era solito mettersi sotto i vestiti dall'attentato alla sua vita negli studi di New York.
  • Le poche foto circolate del periodo di ricovero all'ospedale universitario.
  • Infine, la crematura del corpo avvenuta il giorno dopo il decesso e l'annullamento delle cerimonie funebri.

Secondo altri, a sostegno della tesi la canzone Killuminati dell'album postumo Still I Rise, nella quale Tupac canta «Adesso Biggie è morto... è difficile uccidere un negro, perché io sono tornato come Gesù». Ciò sarebbe un fatto discordante, dal momento che Notorious BIG venne ucciso circa 7 mesi dopo Tupac, e quindi impossibile parlare della sua morte all'epoca della registrazione. Comunque, a screditare anche questa prova portata dai sostenitori della tesi, l'uso di dire «[Tizio] è morto» nelle faide hip hop valente come "Non sei nessuno", e in quel contesto la relativa faida in corso tra i due cantanti.[29]

A rilanciare l'ipotesi dell'inscenamento della morte le parole del cantante Eminem, che nel corso di un freestyle disse: «L'hip hop non è più lo stesso da quando Tupac se n'è andato a Cuba».[34] Comunque, dal 1996, centinaia di avvistamenti veri o presunti di gente identificata nella persona di Tupac sono stati segnalati, e diversi video [35][36], di buona e dubbia qualità, pubblicati in rete. Alcuni hanno sostenuto che essendo appassionato di Niccolò Machiavelli e avendo letto diverse sue opere, Shakur potesse aver inscenato la propria uccisione proprio come suggerito in un testo del filosofo italiano come metodo strategico per deviare i pericoli dati dai nemici altrove; in linea con questa teoria avrebbe inserito la frase «I am alive» nella canzone This Life I Lead come messaggio subliminale e altre parole nascoste in altri testi cantati. [37] [38] [39]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

L'alto profilo della natura dell'uccisione e l'infiltrazione della violenza delle bande nell'intera vicenda catturò l'attenzione del regista inglese Nick Broomfield, il quale realizzò di propria mano il film documentario Biggie & Tupac esaminando il contesto della faida e i progressi fatti circa la soluzione dei casi degli omicidi dei due cantanti, ipotizzando un coinvolgimento della FBI sia nell'omicidio di Tupac che in quello di Wallace [40].

Un DVD intitolato Tupac: Assassination fu pubblicato il 23 ottobre 2007, circa undici anni dopo la morte di Shakur. L'opera esplora gli aspetti che circondarono l'intera vicenda e gli eventi che ne seguirono, provvedendo a cercare nuove insinuazioni e prove per fare luce sul caso irrisolto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ TUPAC SHAKUR - icona immortale del gangsta rap
  2. ^ a b c d Tupac Shakur LV Shooting – Thugz-Network.com.
  3. ^ The Murder of Tupac Shakur.
  4. ^ a b c Tupac Shakur's death certificate details reported by Cathy Scott. Retrieved on 2007-10-05.
  5. ^ a b c Detailed information on the fatal shooting at http://www.alleyesonme.com/
  6. ^ Don Killuminati .
  7. ^ 2PACWORLD.CO.UK – MARION 'SUGE' KNIGHT BIOGRAPHY, CEO OF DEATHROW RECORDS.
  8. ^ a b c Interview with Gobi at http://www.hitemup.com/
  9. ^ a b Tupac shooting in Las Vegas at http://www.hitemup.com/
  10. ^ Tupac Amaru Shakur.
  11. ^ Tupac's life after death.
  12. ^ (EN) bbc.co.uk - Paper investigates rapper murder. URL consultato il 9-3-2009.
  13. ^ (EN) crimelibrary.com - The Murders of gangsta rappers Tupac Shakur and Notorious B.I.G.. URL consultato l'8-3-2009.
  14. ^ BBC News. September 9, 2002. Retrieved on April 10, 2006, from Rapper's family denies murder theory.
  15. ^ "Fresh probe over rapper's murder". BBC News. March 18, 2006. Retrieved from http://news.bbc.co.uk/1/hi/entertainment/4820224.stm on 2006-04-10.
  16. ^ [1]
  17. ^ a b c Los Angeles Times Writer Chuck Philips, Author of Retracted Tupac/Diddy Story, Let Go During Layoffs.
  18. ^ - NY Daily News: HE FOUGHT TUPAC ON FATAL NITE
  19. ^ a b - Transcript: Orlando Anderson's Interview with Sanyika Shakur for VIBE Magazine
  20. ^ - Shakur Was His Hero, Not His Victim, Says Man Some Suspect
  21. ^ - YouTube Video: Interview with Detective Brennan of Compton
  22. ^ a b - Report on Anderson's death
  23. ^ - Afeni Shakur Files Lawsuit Four Days After Orland Anderson Files a Lawsuit Naming Tupac Shakur and Others As Defendents
  24. ^ - Associated Press Report: Estate of Tupac Shakur settles with another slain man's family
  25. ^ FBI files on Tupac Shakur murder show he received death threats from Jewish gang - Haaretz Daily Newspaper | Israel News
  26. ^ FBI releases documents on Tupac Shakur and terrorist threats the late rapper received | The Music Mix | EW.com
  27. ^ FBI — Tupac Shakur Part 1 of 1
  28. ^ Jones, S. "The Truth is Being Covered Up". Philadelphia Weekly. 2002-09-18.
  29. ^ a b 2Paclegend - Spiegazioni Teorie
  30. ^ 2Paclegend - Teoria su Suge Kight
  31. ^ Tupac Shakur & The Outlawz - 2pac Italia - The 7 Day Theory - The Suge Knight Theory
  32. ^ (EN) Cyrus Langhorne. Author Claims 2Pac's Death Was A Government Conspiracy, "They Orchestrated The Assassination". Sohh, 14-07-2010 (ultimo accesso il 09-11-2010).
  33. ^ Lil Kim Talks Biggie and Tupac... | Notorious B.I.G. | News | MTV UK
  34. ^ Tupac Shakur è vivo e si trova a Cuba?. 01-05-2008 (ultimo accesso il 22-05-2010).
  35. ^ Video 1 su YouTube.
  36. ^ Video 2 su YouTube.
  37. ^ Video messaggio subliminale 1, su Youtube
  38. ^ Video messaggio subliminale 2, su Youtube
  39. ^ (EN) Simon Belmont. Tupac Shakur Conspiracy Theory 1: Is Tupac Alive?. MusiCouch, 06-05-2009 (ultimo accesso il 22-05-2010).
  40. ^ (EN) Jenni Miller. Tupac Shakur Movie Adds Oscar-Nominated Writers. Cinematical, 30-08-2010 (ultimo accesso il 16-09-2010).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]