Aspersorio

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Un aspersorio

Un aspersorio o asperges (dal latino asperges, "aspergerai") è uno strumento per aspergere l'assemblea con l'acqua benedetta.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il nome latino deriva dall'antifona cantata durante l'aspersione (al di fuori nel Tempo di Pasqua), ricavata dal Salmo 50: «Asperges me Domine hyssopo et mundabor, lavabis me et super nivem dealbabor».

Aiuto
Antiphona (info file)
Asperges me — versione per Organo liturgico

Il latino ecclesiastico contempla la denominazione di aspersorium per definire il secchiello dell'acqua benedetta e aspergillum per descrivere lo strumento che vi si intinge. In italiano è invalso l'uso di aspersorio per indicare lo strumento.

Forme presso i vari culti[modifica | modifica wikitesto]

Nella liturgia cattolica, l'aspersorio è costituito da un bastoncino di metallo con una sfera traforata e munita di setole, da utilizzarsi nel rito dell'aspersione[1]. In questa sua versione è sempre accompagnato dal secchiello. Recentemente sono comparse versioni dotate di serbatoio interno e un sistema di chiusura per evitare la dispersione dell'acqua benedetta.

Anticamente al posto del globo vi era una spazzola a setole corte, a dimostrazione di un legame tra il rito cristiano e quello ebraico, che infatti prevedeva come aspersorio, l'uso di un ramoscello d'ulivo oppure una specie di pennello derivato dal crine di un cavallo.

Presso alcuni movimenti musulmani si usa come aspersorio un cilindro argentato da cui fuoriesce una frangia di fili argentei.

Un esemplare mirabile di aspersorio di oreficeria italiana è quello conservato al Louvre, di fabbricazione toscana, risalente al XVI secolo, formato da un secchiello e da un aspersorio dorato e di argento cesellato.

Anche nel rito anglicano, sia l'aspersorio sia il secchiello si sono tradizionalmente conservati e si ispirano a forme stilistiche italiane.

Altri significati[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVI secolo, venne definito aspersorio anche un pugnale piccolo, costituito da tre lame, una fissa e due più brevi che si allungavano grazie ad un meccanismo a molla. In Inghilterra, all'incirca nello stesso periodo, si definì asperges un'arma che possedeva le caratteristiche sia dell'arma bianca sia di quella da fuoco[2]. Dal termine "aspersorio" il biologo e sacerdote italiano Micheli prese spunto per dare il nome ad un fungo da lui scoperto, detto appunto Aspergillus per la sua caratteristica forma simile a tale strumento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Dizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1971, p. 182.
  2. ^ Le muse, De Agostini, Novara, Vol.I, pag. 412

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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