Asindeto

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L'asindeto è la figura retorica che consiste in un'elencazione di termini o in una coordinazione di più proposizioni, senza l'uso di congiunzioni, spesso con l'uso di virgole. Il termine deriva dal greco antico ἀσύνδετον (asýndeton) “slegato”, cioè “giustapposto senza legami”.

L'asindeto rende il testo veloce e incalzante a differenza del polisindeto che dà invece un effetto di rallentamento e dilatazione.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

« Metton la stanga, metton puntelli, corrono a chiuder le finestre, come quando si vede venir avanti un tempo nero, e s'aspetta la grandine, da un momento all'altro. »
(Alessandro Manzoni, Promessi Sposi, capitolo XIII.)
« ...

Nell'imo petto, grave, salda, immota
Come colonna adamantina, siede
Noia immortale ... »

(Giacomo Leopardi, Canti, canto XIX - Al conte Carlo Pepoli)
« Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,

le cortesie, l'audaci imprese io canto
... »

(Ludovico Ariosto, Orlando furioso, canto I)
« Veni, vidi, vici»
(Gaio Giulio Cesare, dopo la battaglia di Zela, 47 a.C.)

È possibile rintracciarlo anche in frasi di uso comune, quotidiano come "detto fatto"; "mi piace, lo prendo"; "non vengo: non ho tempo".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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