Ashura

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La ʿĀshūrāʾ (in arabo: عاشوراء, da ʿashara, "dieci") indica il 10 del mese lunare di muharram, giorno di un'importante ricorrenza religiosa islamica.

Si tratta di un evento celebrato in modi diversi e con motivazioni diverse (e non sempre molto chiare) nel mondo islamico. Nel mondo sciita essa ha un carattere marcatamente luttuoso, mentre altrove ha aspetti meno severi e addirittura in Nordafrica ha aspetti di gioia sfrenata che ne fanno una sorta di carnevale.

La ʿĀshūrāʾ nel sunnismo[modifica | modifica wikitesto]

La ‘Āshūrā’ sarebbe stata istituita dal profeta Maometto, prima dell'introduzione del digiuno di Ramadan, e consisteva in un periodo di digiuno di due giorni, il 9 e il 10 di muharram (quest'ultimo giorno avrebbe poi dato il nome alla festività). Tale digiuno sarebbe un calco del digiuno ebraico dello Yom Kippur, che cade nel decimo giorno del primo mese ebraico di (tishri) e il Profeta l'avrebbe esteso anche al 9 per marcare una differenza rispetto alla celebrazione ebraica.

Secondo i ḥadīth più diffusi, vedendo che gli Ebrei praticavano questo digiuno, Muhammad avrebbe domandato loro quale fosse il significato, e questi avrebbero risposto che lo facevano in ricordo della "liberazione" di Mosè e del suo popolo da Faraone. Da notare che, sia nella Bibbia sia nel Corano, "Faraone" è il nome proprio di persona del sovrano egizio. Per ribadire la propria vicinanza con Mūsā (Mosè) maggiore di quella degli ebrei, Maometto avrebbe affermato di avere ancor più diritto lui di digiunare in questo giorno, e avrebbe così istituito la ʿĀšūrā.
Ad ogni modo, le motivazioni della ʿĀshūrāʾ sono diverse a seconda del ḥadīth che si prende in considerazione: l'approdo dell'Arca di Noè, l'abbandono del Paradiso terrestre da parte di Adamo, la nascita del profeta Ibrahim, l'edificazione della Kaʿba alla Mecca. Quando, successivamente, venne istituito l'obbligo religioso del digiuno di ramadan, il digiuno di ʿĀshūrāʾ divenne facoltativo (ancorché raccomandato), e la festività nel mondo sunnita assunse un carattere meno austero.

Nel mondo sciita[modifica | modifica wikitesto]

Una Ta'zieh nel Palazzo del Golestan di Teheran, alla fine del XIX secolo

A questo significato iniziale, per cui il digiuno era una componente importante della festività religiosa, gli sciiti aggiunsero la commemorazione del martirio dell'Imām al-Husayn ibn Ali e di 72 suoi seguaci ad opera delle truppe del califfo omayyade Yazid I. La strage avvenne il 10 del mese di muharram, ed il lutto per l'evento, presso gli sciiti, dura 40 giorni (in arabo Arbaˁīn).

Il centro principale delle celebrazioni sciite è la città di Karbalāʾ in Iraq, dove si svolge il pellegrinaggio principale. Centinaia di migliaia di pellegrini si recano ogni anno nella città di Karbalāʾ, dove si trovano le tombe dell'imam e dei suoi seguaci, per celebrare il lutto e piangere l'imam.

In Nordafrica[modifica | modifica wikitesto]

Al di fuori del mondo sciita, è in Nordafrica che la festa di ʿĀshūrāʾ viene celebrata nel modo più intenso. Vi sono varie teorie a proposito di questo dato di fatto.

Alcuni sottolineano l'importanza che ebbe, per un certo periodo, lo sciismo in Nordafrica, quando i primi Fatimidi ne conquistarono una gran parte (facendo crollare la potenza ibadita). Tuttavia, questo non basta a spiegare il forte radicamento della festa in regioni che dai Fatimidi non vennero conquistate, come il Marocco, e soprattutto il carattere essenzialmente giocoso della ricorrenza, che contrasta in modo evidente con la concezione sciita della ʿĀshūrāʾ.

Più probabile appare invece la teoria di chi vede nelle celebrazioni odierne della ʿĀshūrāʾ la continuazione di antiche feste preislamiche di inizio dell'anno (ancora conservate, in diverse regioni, riguardo al capodanno secondo il calendario berbero) o di altro tipo, confluite poi nell'alveo delle festività islamiche. La festa infatti ha un aspetto particolarmente gioioso, i bambini ne sono molto coinvolti, e in diverse località vengono preparate apposta per loro delle speciali "frittelle dell'ʿĀshūrāʾ" e altre ghiottonerie, che essi vanno raccogliendo di casa in casa in modo non dissimile da quanto fanno i bambini nelle festa anglosassone di halloween. In molte località della Cabilia era anche tradizionale fabbricare delle maschere e andare in giro mascherati, come nel carnevale occidentale. In molte località, poi dalla Libia fino al Marocco, è d'uso inscenare manifestazioni carnevalesche che hanno al centro un personaggio mascherato, che simula un leone o altro animale (bu jlud "quello della pelle" è una delle denominazioni più diffuse di questo personaggio).

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