Ascoli Picchio F.C. 1898

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Ascoli Picchio F.C. 1898
Calcio Football pictogram.svg
Stemma Ascoli Picchio F.C. 1898.png
Picchio
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianconero ascolano.png bianco e nero
Inno Ascoli sei grande
Well's Fargo
Dati societari
Città Ascoli Piceno
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1898
Rifondazione 2014
Presidente Italia Canada Francesco Bellini
Allenatore Italia Mario Petrone
Stadio Cino e Lillo Del Duca
(20.550 posti)
Sito web www.ascolipicchio.com
Palmarès
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Torneo di Capodanno
1 Supercoppa di Lega di Serie C1
Trofei internazionali 1 Coppa Mitropa
1 The Red Leaf Cup
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Ascoli Picchio F.C. 1898 è una società calcistica italiana con sede nella città di Ascoli Piceno. È la più blasonata società delle Marche, vantando il maggior numero di stagioni in massima serie e diversi trofei. Fondato nel 1898 o, più credibilmente, nel 1901,[1] l'Ascoli è un club di lunga tradizione e fra i più antichi d'Italia. I colori sociali sono il bianco e il nero. Nella stagione 2014-2015 milita in Lega Pro.

Ha disputato 16 stagioni in serie A (miglior piazzamento il 4º posto nel 1979-80) e 18 in serie B. Dalla serie cadetta ha ottenuto cinque promozioni. Ha vinto due campionati di serie B, uno di serie C, uno di serie C1, una Mitropa Cup, un Torneo di Capodanno e una Supercoppa di Lega Serie C1. Il 22 giugno 1980, a Hamilton in Canada, vinse il torneo internazionale The Red Leaf Cup, cui parteciparono anche Botafogo, Nancy e Rangers. Ha giocato inoltre una finale della Coppa Anglo-Italiana a Wembley contro il Notts County nel 1995.
Vanta il record assoluto dei punti totalizzati in un campionato di serie B a 20 squadre con 2 punti a vittoria: i 61 punti della stagione 1977-78 furono il risultato di 26 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. La squadra era guidata dal tecnico Mimmo Renna. L'Ascoli ha ottenuto i suoi maggiori successi sotto la presidenza di Costantino Rozzi (dal 1968 al 1994).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La data di nascita della società, nominata in principio Candido Augusto Vecchi, è tradizionalmente ritenuta il 1º novembre 1898,[2] ma è probabile che essa sia, in realtà, il 2 giugno 1901.[1] I dodici giovani ascolani che la fondarono la intitolarono alla memoria dell'omonimo colonnello garibaldino, nato a Fermo, ma adottato dalla città di Ascoli Piceno tramite il matrimonio con una donna della nobile famiglia ascolana dei Luciani. Il sodalizio, nei primi tempi, si occupò di varie discipline sportive, tra le quali il calcio e, in prevalenza, il ciclismo. Nel 1905, soprattutto per motivi politici, la società cambiò nome in Ascoli Vigor, ma fino al 1907 il gioco del calcio era praticato solo in gare amichevoli contro squadre misconosciute.

In seguito all'interruzione del primo conflitto mondiale la passione per il calcio si riaccese nel 1919 e, dopo lunga gestazione, nel 1921 si costituì l'Unione Sportiva Ascolana, presieduta dal giornalista Giuseppe Secondo Squarcia. Nel 1925 fu costruito lo stadio comunale dei Giardini (poi intitolato a Ferruccio Corradino Squarcia). Nel 1926 l'impianto fu inaugurato con un'amichevole contro la Lazio.

Il primo vero campionato federale ufficiale di Terza Divisione fu disputato nel 1927, e l'Ascoli si classificò al 1º posto. Fu la prima di tante promozioni che videro la squadra salire gradualmente in serie C, raggiungendo in quegli anni il miglior piazzamento del 2º posto in tale categoria. Nel 1936 si pensò di rinnovare il fondo dello Squarcia, di dotarlo di manto erboso e di migliorare le piste di atletica leggera. Anche in questo caso all'inaugurazione partecipò la Lazio, ma a causa della pioggia il campo tornò nelle condizioni precedenti.

Negli anni 1930 e 1940 l'Ascoli disputò stagioni di serie C e serie D, giocando i primi derby con le altre principali società marchigiane: l'Anconitana, la Fermana, la Maceratese e la Sambenedettese ed altre.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1944-45 vi fu un primo timido tentativo di ripresa delle competizioni calcistiche con le squadre rionali, poi unificate nell'Associazione Sportiva Ascoli. Questa squadra riprese a giocare ereditando il livello occupato, prima del conflitto, dall'Unione Sportiva Ascolana (Lega Sud della serie C). Nel 1947-48 la Lega deliberò la riforma dei campionati italiani di serie B e C (al quale ultimo risultavano iscritte ben 286 società). Fu disposto il blocco delle promozioni e l'Ascoli, 12º nel girone F della Lega Centro, fu iscritto al nuovo campionato di Promozione, come tutte le squadre classificate dal 3º posto in poi.

Nel 1952 la Lega decise di suddividere il campionato di Promozione in due serie: le migliori classificate avrebbero dato vita al campionato di IV Serie, le altre avrebbero formato il campionato di Promozione regionale. L'Ascoli, 3º nel girone L, conquistò l'accesso al livello superiore.

L'interessamento di Cino Del Duca[modifica | modifica wikitesto]

Cino Del Duca (al centro col bicchiere in mano).

Nella stagione 1954-55 l'Ascoli toccò il punto più basso della sua storia retrocedendo in Promozione regionale, con la società preda di gravissimi problemi finanziari. Si legge sulla stampa quotidiana locale di quel periodo: «Davanti ad un passivo di oltre dodici milioni la situazione era talmente critica che il presidente Giammiro fece contattare Mario Benvenga, nipote dell'editore Cino Del Duca, per lanciare un SOS ad un uomo che, nato in provincia, a Montedinove, era divenuto uno degli editori più importanti a livello francese».

L'appello fu accolto. Deliberata la fusione con la Del Duca di Montedinove, l'editore e produttore cinematografico Cino Del Duca presentò ad Ascoli in anteprima mondiale il film Grisbì e consegnò un assegno di un milione di lire. La nuova società prese il nome di Del Duca Ascoli. Il mecenate divenne presidente onorario, e Benvenga fu nominato commissario con l'incarico di riorganizzare il sodalizio e risollevare economicamente la società. Già nella stagione 1956-1957 l'Ascoli, classificandosi al 1º posto, tornò in IV Serie.

Nella stagione 1958-59 il nuovo club risalì in serie C, pur essendosi classificato al 4º posto nel campionato vinto dalla Maceratese. La Lega, infatti, cambiò le regole dopo l'inizio del campionato, deliberando un nuovo allargamento della serie C. Ma ciò non era ancora sufficiente, e la promozione fu determinata da ripescaggio in extremis in seguito all'esclusione del Viareggio, afflitto da problemi economici e finanziari. Decisivo fu l'invervento del ministro del turismo e dello spettacolo Umberto Tupini.

Anni sessanta e settanta[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Mazzone: nove stagioni da giocatore e sette totali da allenatore dell'Ascoli. Autore della prima promozione in A.

Negli anni 1960 si posero le basi per il futuro sviluppo della società. L'iniziativa fu presa da un gruppo di giovani imprenditori e operatori economici che ritennero importante favorire l'affermazione di una forte società sportiva con i colori bianconeri.

Nel 1962 fu inaugurato il nuovo stadio, che l'amministrazione comunale avrebbe in seguito intitolato ai fratelli Cino e Lillo Del Duca. Durante la sua presidenza, Del Duca acquistò un intero piano del palazzo costruito dai fratelli Santori in corso Vittorio Emanuele, destinandolo a sede della società e a residenza degli atleti. Alla sua morte (1967) la presidenza onoraria passò alla vedova, la signora Simone, che donando cento milioni alle casse della società espresse il desiderio di rinunciare all'incarico quando la squadra raggiunse la promozione.

Negli stessi anni l'Ascoli giocò in serie C numerosi derby con la Sambenedettese, tutti segnati dall'accesa rivalità delle due compagini. Quello giocato al Ballarin il 14 febbraio 1965 è ricordato però in modo particolare per il tragico episodio della morte del portiere bianconero Roberto Strulli. Strulli, in uscita bassa su Alfiero Caposciutti, venne colpito involontariamente al viso da una ginocchiata dell'attaccante, e riportò la frattura della mandibola. Morì all'ospedale di San Benedetto del Tronto dopo 14 ore di coma.

L'avvento di Costantino Rozzi[modifica | modifica wikitesto]

L'Ascoli della prima promozione in Serie A stagione 1973-74

Alcuni giovani imprenditori ascolani, intanto, avevano cominciato ad interessarsi delle sorti dell'Ascoli Calcio. Il loro punto di ritrovo era il bar/ristorante "Trieste". Si trattava di Bruno Loreti, commerciante, Carlo Sabatini, imprenditore edile, Giuliano Moricone, assicuratore, Iachino Pallotta, medico dentista, Roberto Benigni, imprenditore, Gino Regoli, imprenditore nel settore trasporti, Walter Panichi, imprenditore edile. Il loro obiettivo a questo punto era rilevare la società e rilanciarla. Innanzitutto era necessario avere un capitale iniziale e da questo punto di vista si diede molto da fare Giuliano Moricone che girava costantemente con un blocchetto di ricevute pronto ad accogliere ogni nuovo contributo. Poi serviva un Presidente. Nel corso di un incontro avvenuto presso la sede di Corso Vittorio Emanuele questi imprenditori riconobbero in Costantino Rozzi, figura emergente nell'economia locale, la persona giusta cui proporre l'incarico data la sua esuberanza, il suo entusiasmo, la grande capacità comunicativa. Si decise quindi di contattarlo.

Nel 1968 Costantino Rozzi, fino a quel momento digiuno di calcio, divenne il nuovo presidente con l'intento di rimanervi solo sei mesi, giusto il tempo di risanare il bilancio. La sua comparsa fu, invece, la svolta decisiva poiché il costruttore si appassionò al calcio ed alla sua squadra al punto che non solo non rinunciò all'incarico, ma si spinse a dichiarare che l'avrebbe portata fino alla serie A. Gino Regoli e Walter Panichi erano i veri "esperti" di calcio, e operavano come un direttore generale ed un direttore sportivo.

Nel 1971 la società, affrancandosi dagli ultimi retaggi della Del Duca, prese il nome di Ascoli Calcio 1898. Nella stagione 1971-72 la squadra, affidata all'emergente Carlo Mazzone e trascinata dal marcatore Renato Campanini, vinse il campionato e approdò per la prima volta alla serie cadetta. Già l'anno seguente la matricola bianconera si classificò al 4º posto, mancando la promozione per un solo punto; ma il torneo successivo la vide totalizzare 51 punti e piazzarsi al 1º posto insieme al Varese. Era la prima squadra marchigiana a conquistare massima serie; per questo motivo e per le numerose partecipazioni al campionato di serie A i tifosi rivendicano all'Ascoli il titolo di Regina delle Marche.

L'estate della promozione lo stesso Rozzi si occupò dei lavori di ampliamento dello stadio, aumentandone in tempi strettissimi la capienza fino a 36.000 posti (anni dopo essi sarebbero stati ridotti a 20.550). Nel campionato del debutto in serie A (stagione 1974-75) i bianconeri di Mazzone conquistarono la salvezza. La stagione successiva vide però la prima retrocessione, arrivata solo all'ultima giornata a causa della peggior differenza reti rispetto alla Lazio.

L'Ascoli dei record[modifica | modifica wikitesto]

L'Ascoli della seconda promozione in A nel 1977-78

La società bianconera si riscattò ampiamente due anni dopo, nella stagione 1977-78, celebre come il Campionato dei record. Benché partisse senza i favori del pronostico, la squadra macinò punti su punti, distanziando di 17 lunghezze la seconda in classifica e abbattendo tutti i record (di punteggio, vittorie conquistate e reti segnate) della serie cadetta a 20 squadre. Ottenne infine 61 punti (2 a vittoria), con 26 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte, realizzando 73 marcature e subendone 30. La formazione era guidata da Mimmo Renna. Capocannoniere dell'Ascoli 1977-78 fu il giovane Claudio Ambu (17 reti), seguito da Giovanni Quadri (14) e dal regista Adelio Moro (13, di cui 9 su rigore). La stagione è ricordata anche per i famosi cross alla Roccotelli (o rabona), già sperimentati dal centrocampista Giovanni Roccotelli nella sua precedente stagione a Cagliari.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni 1980 furono per l'Ascoli un vero e proprio periodo d'oro fin dall'inizio. E fu in questo periodo che il Presidente Costantino Rozzi prese con più decisione in mano le redini e la gestione della squadra. Nel 1979-80 i bianconeri guidati da Giovan Battista Fabbri raggiunsero il miglior risultato di sempre piazzandosi al 4º posto, che valse ai marchigiani il primato fra tutte le squadre del Centro-Sud, e sfiorando la qualificazione in Coppa UEFA. Quell'anno il Milan, che si era classificato terzo, fu retrocesso per illecito sportivo, ma la classifica finale restò invariata.

L'Ascoli della terza promozione in A nel 1985-1986

A fine campionato l'Ascoli fu invitato in Canada per rappresentare il calcio italiano nel torneo The Red Leaf Cup (la Coppa della Foglia Rossa), organizzato dalla federazione canadese per promuovere questo sport nel Nordamerica. I giocatori erano riluttanti a partecipare, e dopo una stagione piena di soddisfazioni avrebbero preferito andare in vacanza, ma Costantino Rozzi li motivò rimarcando il significato di un torneo del genere per gli emigrati italiani e per il nome dell'Ascoli nel mondo. Il torneo, cui parteciparono anche squadre del calibro di Botafogo, Nancy e Rangers, fu vinto proprio dalla formazione marchigiana.

La stagione seguente (1980-81) vide il ritorno di Mazzone, che sarebbe restato al timone dell'Ascoli per tutta la prima metà degli anni 1980. Fu un campionato difficile e la squadra, pur essendo sostanzialmente immutata, si ritrovò di nuovo a lottare per la salvezza. Ma anche questa stagione riservò un successo: l'Ascoli si aggiudicò infatti il Torneo di Capodanno, organizzato dalla Lega a causa di un lungo stop del campionato in gennaio. Qualificatasi per la finale, in programma vari mesi dopo a fine campionato, la squadra si aggiudicò il trofeo battendo la blasonata Juventus.

Nel campionato 1981-82, dopo un inizio stentato, l'Ascoli disputò una grande stagione chiudendo al 6º posto e sfiorando di nuovo la qualificazione alla Coppa UEFA. In questo torneo si ricorda la contestazione del direttore di gara Barbaresco per aver arbitrato in modo discutibile l'incontro Ascoli-Roma alla fine vinto per 1-0 dai giallorossi.

Costantino Rozzi con la Coppa Mitropa 1986-1987 vinta dal club ascolano

La stagione 1981-82 fu l'ultimo campionato di vertice per l'Ascoli Calcio, che da quel momento avrebbe sempre rincorso l'obiettivo minimo della salvezza, fallendolo nelle stagioni 1984-85 e 1989-90 ma centrando ambo le volte una nuova promozione al primo tentativo. Un episodio singolare caratterizzò la stagione 1985-86. L'Ascoli ottenne la promozione matematica in serie A accontentandosi di un pareggio (0-0) in un incontro giocato piuttosto male. Si trattava però proprio del derby contro la Sambenedettese, e il particolare significato della partita scatenò i tifosi, che si spinsero fino ad assediare la squadra nello stadio proprio nel giorno del trionfo. Lo stesso tecnico Vujadin Boskov, presentatosi a fornire spiegazioni, rischiò l'aggressione e dovette ripararsi dentro l'impianto.

Nel decennio d'oro l'Ascoli si accreditò come “provinciale terribile”, battendo più volte in casa (e talora anche in trasferta) le formazioni più blasonate del calcio italiano e meritando al Del Duca una fama di campo difficile. Dalla seconda metà degli anni 1980 crebbe anche il prestigio del vivaio ascolano, che sfornava calciatori di buon livello. I vari Agostini, Carillo, Iachini, Scarafoni furono i componenti di maggior rilievo di una prima squadra costruita in buona parte anche su atleti ascolani.

Nel 1987 l'Ascoli si aggiudicò anche una coppa europea, la Mitropa, sebbene la competizione fosse ormai decaduta e riservata alle vincitrici dei tornei di seconda divisione.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

L'Ascoli della quarta promozione in A nel 1990-1991

Gli anni 1990 sembrarono iniziare nel segno del decennio trascorso, con una nuova promozione in serie A conquistata in extremis (all'ultimo minuto dell'ultima giornata). La squadra era guidata da Nedo Sonetti (subentrato a Ciccio Graziani prima ancora dell'inizio del campionato) e si valeva dell'apporto di uomini di spicco come l'attaccante brasiliano Walter Casagrande e il portiere Fabrizio Lorieri; qualcosa stava però cambiando e divenne evidente già nel campionato 1991-92, quando la formazione bianconera retrocesse per la prima volta alla fine della stagione successiva alla promozione posizionandosi all'ultimo posto in classifica. Il 1992 segnò anche le dimissioni da Consiglieri di Walter Panichi e Roberto Benigni che rimasero tuttavia azionisti della Società. Le due stagioni che seguirono videro l'Ascoli in corsa per il ritorno in A, anche grazie alle marcature di Oliver Bierhoff, che pure aveva deluso in massima serie. L'obiettivo però sfuggì entrambe le volte. Nel 1992-93, in particolare, i bianconeri si giocarono la promozione all'ultima giornata, in uno scontro diretto con il Padova che passò negli 11' finali ribaltando il risultato da 1-2 a 3-2.

La morte di Costantino Rozzi[modifica | modifica wikitesto]

Per stagione 1994-1995 la dirigenza si affidò al tecnico Mario Colautti che ottenne risultati non positivi e il presidente Rozzi decise due esoneri in successione. Rimosso Colautti, sulla panchina ascolana arrivò Angelo Orazi, che tuttavia condivise la sorte del predecessore. La formazione fu infine assegnata ad Alberto Bigon.

Il 18 dicembre 1994, poco dopo la vittoria per 3-0 contro il Pescara, muore Costantino Rozzi. I funerali si svolsero alla presenza di allenatori, calciatori e dirigenti convenuti da tutta Italia, del presidente federale Antonio Matarrese, dei lavoratori dipendenti dell'impresa Rozzi e di migliaia di tifosi che resero necessario il blocco del centro storico di Ascoli Piceno. In tutto si stimò una partecipazione di circa 20.000 persone.[3]

La squadra, già povera di risultati, entrò definitivamente in crisi. Bigon si dimise e al suo posto fu richiamato Colautti, ma la classifica finale condannò l'Ascoli dopo 23 anni alla retrocessione in serie C1. I bianconeri conquistarono comunque un secondo posto nel Coppa Anglo-Italiana, battendo 2-1 in semifinale l'Ancona e uscendo sconfitti dalla finale di Wembley contro la formazione inglese del Notts County sempre per 2-1.

Gli anni della serie C1 (1995-2002)[modifica | modifica wikitesto]

Nicolini, tecnico dell'Ascoli in C e suo ex giocatore.

La morte di Rozzi e la retrocessione segnarono la conclusione di un'era, e le circostanze concomitanti lasciavano presagire la fine dello stesso Ascoli, sommerso dai debiti e con una società allo sbando, sull'orlo del fallimento. Alla prima riunione del dopo-Rozzi parteciparono una trentina di persone e fu fatto il punto sulla situazione economica. Alla riunione successiva il numero di partecipanti si ridusse di due terzi, una decina in tutto.

Fu così che alcuni imprenditori locali, guidati dall'industriale ascolano Roberto Benigni che elesse Presidente il notaio Nazzareno Cappelli, presero l'iniziativa di ripianare i debiti, iscrivendo la squadra al campionato di serie C1 1995-96. Nonostante gli sfavori del pronostico (la formazione era stata allestita in fretta e furia), l'Ascoli guidato da Enrico Nicolini giocò un campionato di vertice, anche grazie alle marcature di Walter Mirabelli. Disputato un girone di andata quasi sempre al comando della classifica, giunse infine la qualificazione ai play-off. In una nervosa semifinale i bianconeri superarono 1-0 la Nocerina, scesa al Del Duca con una moltitudine di tifosi, e ottennero poi un pareggio nella gara di ritorno. In finale trovarono il sorprendente Castel di Sangro che sbarrò loro la strada ai calci di rigore, con errore decisivo proprio di Mirabelli.

Il 3 agosto 1996 la nuova dirigenza rese omaggio al presidente scomparso nel 1° Memorial Costantino Rozzi, cui furono invitati il Milan e il Perugia. Il torneo, trasmesso in diretta da Italia 1, fu vinto proprio dall'Ascoli, e l'attaccante bianconero Stefano Pompini fu premiato come miglior giocatore. Nella stagione 1996/97 torna dopo 40 anni il derby con la Fermana, sia all'andata che al ritorno termina 2-2. L'Ascoli si piazza a 43 punti al 7º posto, sei punti fuori dai play off. L'anno dopo piazzamento peggiore, a 41 punti (pari merito con la Fermana), con la salveza conquistata a due giornate dalla fine.

Nell'anno del presunto centenario (1998/99) la dirigenza ritenne di compiere uno sforzo economico per riportare l'Ascoli in serie B. Affidati a Massimo Cacciatori, i bianconeri puntavano soprattutto sulle prestazioni del cannoniere Sossio Aruta, prelevato dalla Fermana. La presentazione della squadra si accompagnò a una grande festa in Piazza del Popolo e per l'occasione furono confezionate divise speciali, con gagliardetto ricamato a mano e la scritta "cento" sulla manica. L'Ascoli del "centenario" fu però ampiamente sopravvalutato, al punto che uno degli attaccanti in forza alla squadra preferì risolvere il contratto dopo aver ricevuto una proposta di lavoro a tempo indeterminato come operaio. Cacciatori fu esonerato e sostituito da Enzo Ferrari, che chiuse la stagione all'8º posto mancando i play-off all'ultima giornata. In questa stagione tra l'altro l'Ascoli dopo 42 anni perde (1-0) il derby con la Fermana che sale in serie B al suo posto.

Scaduto il mandato quadriennale di Cappelli, la società si diede un nuovo assetto e con il restante Benigni, la squadra fu rinforzata da nuovi acquisti, tra cui spiccava l'attaccante Eddy Baggio. Nel 1999-2000 l'Ascoli riprese a navigare nelle parti alte della classifica, concludendo il torneo al 3º posto. Ai play-off superò la Viterbese e approdò in finale, trovandovi la rivale Ancona. A differenza di quanto previsto nel 1995-96, un pareggio in finale avrebbe promosso la squadra con il miglior piazzamento in campionato, cioè la formazione dorica. Prevalse infatti l'Ancona con un pareggio ai tempi supplementari: dopo il momentaneo vantaggio siglato da Baggio, il giovane anconetano Mirko Ventura segnò la rete decisiva a 2' dalla fine.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

L'era Benigni e il ritorno in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Nedo Sonetti, per tre volte alla guida dell'Ascoli e mister della quarta promozione in A.

La stagione 2000-2001 vide una nuova rivoluzione societaria e Roberto Benigni, azionista di maggioranza rimasto per sua scelta fino a quel momento in secondo piano, assunse la carica di presidente. La sua presidenza fu caratterizzata da un'oculata gestione del bilancio che permise di estinguere in pochi anni i debiti che l'Ascoli si trascinava dal 1995. Il primo anno l'Ascoli di Benigni centrò di nuovo i play-off, ma stavolta si arrese in semifinale al Messina. L'anno seguente pervenne invece alla promozione diretta. La squadra di Giuseppe Pillon si presentò ai nastri di partenza quasi ignorata dalle testate sportive nazionali, ma fin dalla prima giornata prese il comando della classifica senza più abbandonarla. Si laureò virtualmente campione nello scontro diretto con il Catania, vinto in casa per 1-0, e conquistò la promozione matematica al Del Duca contro la Lodigiani di fronte a circa 20.000 sostenitori. Nell'anno dei diabolici, come fu detto, la rosa dell'Ascoli includeva anche il giovanissimo Andrea Barzagli, futuro campione del mondo.

Nelle due stagioni che seguirono l'Ascoli ottenne altrettante salvezze, prima con Giuseppe Pillon e poi con Aldo Ammazzalorso subentrato a Loris Dominissini. Nel 2004-2005 Benigni si affidò alla coppia Silva-Giampaolo nella speranza di centrare i play-off della serie B. Dopo un avvio stentato, il binomio d'attacco Bucchi-Colacone cominciò a rendere e trascinò la squadra a ridosso dell'obiettivo. L'Ascoli, pur concludendo il campionato con una differenza reti negativa (51 reti all'attivo, 52 al passivo) si guadagnò l'accesso alle eliminatorie nello scontro diretto con il Modena all'ultima giornata. Ciò nonostante, deboli erano le aspettative di vittoria dei bianconeri, che subirono infatti una doppia sconfitta in semifinale dal Torino. Ma nell'estate una serie di circostanze favorì la società marchigiana: il Genoa, primo classificato, fu retrocesso all'ultimo posto, mentre Torino e Perugia fallirono; così, insieme all'Empoli (2°) si ritrovarono in serie A il Treviso (5°) e appunto l'Ascoli (6°).

Il nuovo biennio in massima serie[modifica | modifica wikitesto]

Gianluca Pagliuca, portiere dell'Ascoli nella stagione 2006-2007.

Nel 2005-06 l'Ascoli disputò un campionato al di sopra delle aspettative, a cominciare dal clamoroso pareggio alla 1ª giornata contro il Milan, ottenuto al Del Duca sotto un violento acquazzone (1-1 con reti di Cudini e Shevchenko). L'organico costruito in pochi giorni non lasciava ben sperare i tifosi, che tuttavia si risentirono quando commentatori sportivi come Ruggiero Palombo, Boban[4] e Zazzaroni pronosticarono una rapida retrocessione.[5] La squadra, ancora guidata da Silva e Giampaolo (il quale ultimo però incorse in una squalifica, essendo privo del tesserino per allenare in A), si salvò invece con due giornate d'anticipo, stabilendo il proprio record di reti segnate in massima divisione (43), totalizzando 43 punti (9 vittorie, 16 pareggi e 13 sconfitte) e chiudendo il torneo al 10º posto insieme all'Udinese.

Fu però la stagione seguente, nonostante l'ingaggio di rinforzi di prestigio come il portiere Pagliuca e l'attaccante Delvecchio, a sancire il ritorno in B. L'Ascoli, allenato inizialmente da Attilio Tesser, proseguì il campionato con l'esperto Nedo Sonetti, che non riuscì tuttavia a ripetere l'impresa di Silva e Giampaolo. La squadra si classificò al 19º posto, risparmiandosi l'ultima posizione solo all'ultima giornata, quando si lasciò indietro il Messina.

Gli anni successivi alla nuova retrocessione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007-08 la squadra chiuse il campionato a metà classifica, sotto la guida di Ivo Iaconi. Il rapporto del tecnico con la società si sciolse il 25 giugno 2008, quando fu ingaggiato con contratto biennale Nello Di Costanzo.

Franco Colomba guidò l'Ascoli in Serie B alla salvezza nel 2008-2009

La stagione seguente si aprì all'insegna dei risultati sfavorevoli, e il 20 ottobre lo stesso Di Costanzo fu sostituito dall'esordiente Vincenzo Chiarenza. Il cambio d'allenatore non recò benefici: l'Ascoli raggranellò due soli punti in cinque giornate, al Del Duca contro Rimini e Pisa, sprofondando all'ultimo posto. Anche Chiarenza fu esonerato (7 dicembre) e al suo posto arrivò Franco Colomba. La scelta si rivelò azzeccata: la squadra ottenne subito tre vittorie consecutive, e nel girone di ritorno proseguì altrettanto bene, inanellando sei risultati utili. A sei giornate dal termine, battuto 2-1 il Frosinone, l'Ascoli aveva quasi raggiunto la salvezza e si era avvicinato alla zona play-off, ma un inatteso crollo con quattro sconfitte di seguito riportò la squadra a ridosso dei play-out. Con un vantaggio di soli 3 punti, per la permanenza aritmetica in serie B occorreva una vittoria in trasferta contro il già retrocesso Treviso. Fu invece un pareggio (1-1), mentre all'ultima giornata i bianconeri furono sconfitti al Del Duca per 3-2 dal Livorno. La concomitanza di altri risultati fruttò ugualmente la salvezza, ottenuta con un 16º posto a 51 punti insieme a Modena e Salernitana.

All'inizio della stagione 2009-10 Colomba fu svincolato e la presidenza si mise in cerca di un nuovo tecnico, con l'obiettivo di riconquistare la massima serie. Il 17 giugno 2009 fu ingaggiato Alessandro Pane, che aveva appena condotto la Reggiana ai play-off di Prima Divisione. La campagna acquisti estiva portò rinforzi come Mirco Antenucci e Marco Bernacci, tornato all'Ascoli dopo un anno di serie A con il Bologna. L'inizio di campionato fu favorevole ai bianconeri, imbattuti fino alla 7ª giornata, con 13 punti conquistati ed una posizione d'alta classifica. La netta sconfitta interna (1-5) contro il Sassuolo interruppe bruscamente la serie positiva, innescando una crisi che si prolungò per altre 7 giornate, che produssero solo due punti. La sconfitta interna per 1-3 nel derby contro l'Ancona (22 novembre) convinse Benigni a sostituire Pane richiamando Pillon. Dopo due sconfitte nelle prime partite, alla vigilia di Natale arrivò il primo punto da uno 0-0 al Via del Mare in casa del Lecce capolista, e subito dopo la vittoria con il Padova. Il 2010 si aprì all'insegna di una forte ripresa, con cinque vittorie consecutive, che riportò la squadra a metà classifica. Verso la fine del campionato, la squadra iniziò anche a nutrire qualche piccola speranza di poter agguantare un posizionamento play-off, ma non ci riuscì, chiudendo la stagione al nono posto, a quota 57 punti.

La stagione 2009-10 si caratterizzò anche per un episodio di fair play che ebbe per protagonista la compagine bianconera. Il 5 dicembre 2009, al Del Duca, su indicazione di Pillon la squadra lasciò pareggiare la Reggina dopo essere passata in vantaggio mentre un giocatore ospite era a terra. L'episodio contribuì alla sconfitta per 3-1 dei padroni di casa, ma destò scalpore e sfociò nella proposta, rivolta alla FIFA dallo Herald Tribune e dal New York Times, di insignire la società marchigiana del premio Fair play 2009 al termine della stagione.[6]

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 maggio 2010, all'indomani dell'ultima partita di campionato e congedando Pillon, la società ufficializzò l'ingaggio di Elio Gustinetti per la stagione successiva (contratto di un anno)[7]. Dopo 12 giornate, a causa degli scarsi risultati ottenuti (l'Ascoli si trovò ultimo con 10 punti, senza contare una penalizzazione di 3), il tecnico bergamasco venne sollevato dal proprio incarico e sostituito da Fabrizio Castori. Nel corso della stagione la società ricevette complessivamente 6 punti di penalizzazione, per irregolarità nella gestione amministrativa, e la situazione di classifica divenne sempre più difficile. Ma a pochi mesi dal termine del campionato la squadra iniziò ad infilare una notevole serie di risultati positivi, che la portò, il 29 maggio 2011, all'ultima giornata di campionato alla salvezza diretta. La squadra chiuse a 50 punti la stagione (56 effettivi escludendo la penalizzazione).

Per la stagione successiva, 2011-2012, la società confermò in panchina Fabrizio Castori. La stagione si aprì nuovamente all'insegna delle difficoltà: furono infatti assegnati ai marchigiani 7 (in origine erano 10, poi ridotti tramite vari ricorsi) punti di penalizzazione (1 per inadempienze di carattere amministrativo in relazione al versamento dei contributi Enpals e delle ritenute Irpef a beneficio di propri tesserati, 3 per violazione dell'articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, per responsabilità oggettiva nelle accuse mosse ai calciatori Vincenzo Sommese e Vittorio Micolucci nello scandalo scommesse e 3 per non aver provveduto nei termini previsti al deposito di una serie di attestazioni finanziarie). Dopo le prime 13 giornate di campionato sotto la guida Castori la squadra aveva ottenuto 2 vittorie e 3 pareggi, e all'indomani di una sconfitta con l'AlbinoLeffe, la società decise di cambiare tecnico, scegliendo di puntare su Massimo Silva, il quale 5 anni prima sedeva già sulla panchina dei bianconeri nell'avventura in serie A assieme a Marco Giampaolo. Piano piano, seppur nei primi tempi della nuova gestione il rendimento non fosse ancora così diverso dal precedente, la squadra trovò nuovamente la forza per conquistare quei punti necessari ad evitare non solo la retrocessione diretta, ma anche lo spareggio playout. Come avvenuto negli anni precedenti, infatti, la squadra racimolò molti punti nell'ultima fase della stagione, vincendo partite importantissime contro dirette concorrenti per la salvezza. La salvezza matematica fu ufficialmente sancita all'ultima giornata, quando i bianconeri si imposero 2-0 in casa del Padova, con reti di Lorenzo Pasqualini ed Andrea Soncin. I bianconeri chiusero pertanto il loro campionato al quindicesimo posto, avendo conquistato 49 punti (56 effettivi escludendo la penalizzazione).

La stagione 2012-2013 inizia tra alti e bassi, anche se verso la fine del girone d'andata l'Ascoli ottiene 13 punti in cinque partite avvicinandosi alla zona play-off ma dopo la sconfitta per 4-3 contro lo Spezia incomincia una serie di risultati negativi che porta i bianconeri a giocarsi il tutto per tutto all'ultima giornata (Cittadella-Ascoli) per disputare almeno i play-out. Invece, dopo aver sprecato diverse occasioni, al '50 del s.t. il Cittadella segna il gol dell'1-0 decisivo con Baselli a pochi secondi dalla fine condannando di fatto l'Ascoli a retrocedere in Lega Pro, dopo 12 anni tra Serie A e Serie B.

La Lega Pro e l'era Manocchio[modifica | modifica wikitesto]

La nuova stagione dell'Ascoli inizia nel peggiore dei modi. Prima dell'inizio del campionato, i tifosi marchigiani si ritrovano con il sito web della società sospeso e con una società in silenzio per varie settimane, con il mercato ormai aperto. Dopo una serie di avvertimenti degli ultras ascolani verso la dirigenza per impegni dichiarati e non mantenuti (presentazione del nuovo allenatore e direttore sportivo, e un mercato soddisfacente), viene presentato il nuovo tecnico dell'Ascoli, Rosario Pergolizzi; il 20 luglio viene poi ufficializzato Angelo Fabiani come nuovo direttore sportivo. Il 22 luglio viene organizzata dagli Ultras 1898 e tutti i tifosi una manifestazione al C.S. Città di Ascoli contro la dirigenza bianconera in occasione del raduno della squadra, con presenti circa 1000 persone.

Il 30 settembre 2013 tramite assemblea viene decretato il nuovo consiglio di amministrazione e il nuovo presidente Guido Manocchio[8] con l'ex presidente Benigni che lascia la carica dopo 18 anni.

Tuttavia dopo due mesi, Manocchio lascia la presidenza a Costantino Nicoletti nel mese di novembre tentando di risanare i conti della società che il 17 dicembre 2013 fallisce per bancarotta.

La nascita dell'Ascoli Picchio F.C. 1898[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento, la società viene affidata ad una curatela fallimentare formata da Walter Gibelleri, Franco Zazzetta ed Emidio Verdecchia. Il 13 gennaio 2014 viene firmato il bando d'asta dove viene descritto il procedimento per l'acquisto della società in cui entro il 6 febbraio doveva essere pagata la somma per rilevare il sodalizio.

Il 6 febbraio nella tarda mattinata viene depositata una sola offerta e nel tardo pomeriggio dello stesso giorno viene aperta l'unica busta presentata in Tribunale: è quella dell'imprenditore italo-canadese Francesco Bellini[9], nasce così l'Ascoli Picchio F.C. 1898[10]. Il 13 maggio 2014 la F.I.G.C. ha trasferito il titolo sportivo dell'Ascoli Calcio 1898 S.p.A. all'Ascoli Picchio F.C. 1898 S.p.A., con il Comunicato Ufficiale N. 147/A[11].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Ascoli Picchio F.C. 1898
  • 1898 o 1901[1]: Fondazione della società sportiva Candido Augusto Vecchi.[1]
  • 1905: Cambio denominazione in Ascoli Vigor.

  • 1921: Cambio denominazione in Unione Sportiva Ascolana.
  • 1926-27: 1° nella Divisione Marchigiana del campionato di Terza Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso nel campionato di Seconda Divisione.
  • 1927-28: 3º nel girone Sud A del campionato di Seconda Divisione. Ammesso al nuovo Campionato Meridionale per allargamento quadri.
  • 1928-29: 8º nel girone B della del Campionato Meridionale. Red Arrow Down.svg Retrocesso nel campionato di Seconda Divisione.
  • 1929-30: 1º nel girone B del Direttorio Meridionale del campionato di Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso nel campionato di Prima Divisione.

  • 1930-31: 8º nel girone F Sud del campionato di Prima Divisione.
  • 1931-32: 10º nel girone E del campionato di Prima Divisione.
  • 1932-33: 6º nel girone G del campionato di Prima Divisione. Rinuncia alla categoria e riparte dal campionato di Seconda Divisione.
  • 1933-34: 6° nel girone unico del Direttorio IX Zona (Marche) del campionato di Seconda Divisione.
  • 1934-35: Partecipa al Direttorio IX Zona (Marche) del campionato di Seconda Divisione. Ammesso al nuovo campionato di Prima Divisione.
  • 1935-36: Partecipa al Direttorio IX Zona (Marche e Abruzzi) del campionato di Prima Divisione.
  • 1936-37: Partecipa al Direttorio IX Zona (Marche) del campionato di Prima Divisione.
  • 1937-38: 3° nel Direttorio IX Zona (Marche - Abruzzi - Dalmazia) del campionato di Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C a seguito dell'allargamento del numero di squadre iscritte.
  • 1938-39: 9º nella Prima fase del girone F della Serie C.
  • 1939-40: 13º nella Prima fase del girone F della Serie C.

  • 1940-41: 13º nella Prima fase del girone F della Serie C.
  • 1941-42: 12º nella Prima fase del girone F della Serie C.
  • 1942-43: 2º nella Prima fase del girone H della Serie C.
  • 1943-1945: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945: Riunione delle squadre rionali nell'Associazione Sportiva Ascoli.
  • 1945-46: 9º nel girone Bdella Lega Centro-Sud di Serie C.
  • 1946-47: 12º nel girone F della Lega Centro di Serie C vincendo lo spareggio con la Sangiorgese; sconfitto in semifinale salvezza dal Poligrafico, viene successivamente ripescato.
  • 1947-48: 12º nel girone F della Lega Centro di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1948-49: 11º nel girone L della Lega Interreg. Centro di Promozione.
  • 1949-50: 12º nel girone L della Lega Interreg. Centro di Promozione.

  • 1950-51: 10º nel girone L della Lega Interreg. Centro di Promozione.
  • 1951-52: 3º nel girone L della Lega Interreg. Centro di Promozione. Ammesso nella nuova IV Serie in quanto fondatore della nuova divisione.
  • 1952-53: 2º nel girone E della IV Serie.
  • 1953-54: 4º nel girone F della IV Serie.
  • 1954-55: 15º nel girone G della IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione Regionale. A fine stagione si fonde con la Del Duca e cambia denominazione in Del Duca Ascoli.
  • 1955-56: 2° nel girone unico della Promozione Marchigiana.
  • 1956-57: 1° nel girone unico della Promozione Marchigiana. Green Arrow Up.svg Promosso nel Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1957-58: 5º nel girone G del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1958-59: 4º nel girone G del Campionato Interregionale. Green Arrow Up.svg Ripescato in Serie C a tavolino dalla FIGC.
  • 1959-60: 7º nel girone B della Serie C

  • 1960-61: 6º nel girone B della Serie C.
  • 1961-62: 14º nel girone B della Serie C.
  • 1962-63: 13º nel girone C della Serie C.
  • 1963-64: 4º nel girone C della Serie C.
  • 1964-65: 4º nel girone C della Serie C.
  • 1965-66: 8º nel girone C della Serie C.
  • 1966-67: 10º nel girone C della Serie C.
  • 1967-68: 8º nel girone B della Serie C.
  • 1968-69: 3º nel girone B della Serie C.
  • 1969-70: 4º nel girone B della Serie C.

  • 1970-71: 4º nel girone B della Serie C.
  • 1971: Assume la denominazione di Ascoli Calcio 1898 rilevando, per continuità, la fondazione del sodalizio storico Candido Augusto Vecchi.
  • 1971-72: 1º nel girone B della Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1972-73: 4º in Serie B.
  • 1973-74: 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1974-75: 12º in Serie A.
  • 1975-76: 14º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 1976-77: 9º in Serie B.
  • 1977-78: 1º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1978-79: 10º in Serie A.
  • 1979-80: 4º in Serie A. Vince la The Red Leaf Cup contro il Rangers Glasgow.



  • 2000-01: 5º nel girone B della Serie C1. Sconfitto in semifinale playoff dal Messina.
  • 2001-02: 1º nel girone B della Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Vince la Supercoppa di Lega di Serie C (1º titolo).
  • 2002-03: 12º in Serie B.
  • 2003-04: 11º in Serie B.
  • 2004-05: 6° sul campo in Serie B. Perde la semifinale playoff contro il Torino ma, per effetto della condanna sportiva del Genoa e per le mancate iscrizioni del Perugia e dello stesso Torino, diviene il club col 3° miglior titolo sportivo. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 2005-06: 10º in Serie A.
  • 2006-07: 19º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 2007-08: 8º in Serie B.
  • 2008-09: 16º in Serie B.
  • 2009-10: 9º in Serie B.

Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2014 - 13 maggio, l'Ascoli Picchio F.C. 1898 rileva il titolo sportivo dell'Ascoli Calcio 1898 fallito per bancarotta.
  • 2014-15: ° nel girone B della Lega Pro.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Rozzi con i suoi celebri calzini rossi

I colori sociali dell'Ascoli sono il bianco e il nero. La divisa classica prevede una maglia a strisce verticali bianconere, abbinata a calzettoni e calzoncini bianchi. Una recente tradizione prevede che ogni anno, in occasione del turno casalingo più vicino al 18 dicembre – anniversario della morte dello storico presidente Costantino Rozzi –, l'Ascoli scenda in campo con dei calzettoni rossi, in ricordo dei celebri calzini indossati per scaramanzia dal Presidentissimo.[12]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa con i colori comunali
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa adottata in epoca fascista
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa classica
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa Adidas 1986


Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa UHL 2002-03
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa Lotto 2005-06
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa Legea 2006-07
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa Legea 2007-08


Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Lo stemma utilizzato nelle divise da gioco degli anni ottanta
Lo stemma in uso fino al 2014
Lo stemma attuale

Lo stemma dell'Ascoli Picchio F.C. è in uso dal 2014 quando il nuovo sodalizio ha deciso di non adottare nessuno dei loghi di proprietà dell'Ascoli Calcio acquistati all'asta fallimentare. Il logo è stato realizzato sotto la supervisione della moglie del presidente Francesco Bellini e ha la forma dello stemma originale della Del Duca nel quale sono stati inseriti i simboli del Comune (la corona e il castello) e, per la prima volta, il picchio, già apparso negli anni ottanta nella maglie del club, per rappresentare il territorio.[13]

Negli anni ottanta il gagliardetto dell'Ascoli recava sul lato destro il castello in campo rosso (simbolo del comune) e sul sinistro una serie di strisce verticali bianconere. Alla fine degli anni novanta il giallo venne sostituito dall'oro, frapposto alle bande bianconere. Lo stemma tornò circolare come negli anni settanta e fu contornato dalla scritta Ascoli Calcio 1898, sempre di color oro, su sfondo bianco.

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte dell'Ascoli è il picchio stilizzato, riferito all'uccello totemico degli antichi Piceni. Questo simbolo è l'unico utilizzato nelle maglie indossate dall'Ascoli della gestione Rozzi, ma è stato anche in uso in alcune divise sociali adottate durante le gestioni Cappelli/Benigni ove spesso si urla il nome del Lanfranco. Secondo un’antichissima tradizione greco-romana, il popolo dei Sabini attraversò l’Appennino seguendo un totem, un animale guida identificato nel “picchio”, di cui venivano interpretati i movimenti e i comportamenti per trarne indicazioni sulla direzione del viaggio, inoltre, si narra che il Picchio si posò sul loro vessillo guidandoli nel Piceno.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'Ascoli Calcio ha avuto diversi inni, tutti composti da artisti ascolani. Il primo fu scritto in occasione dell'esordio della squadra in serie A da Enzo Titta, insegnante di scienze del liceo classico di Ascoli Piceno, musicista polistrumentista. I versi iniziali sono:

« Ascoli, Ascoli, Ascoli, del calcio l'università.
Ascoli, Ascoli, Ascoli, il vanto sei della città. »

Si sono poi succeduti altri due inni. Negli anni 1980 è stata la volta di Ascoli sei grande dei Well's Fargo, comunemente intonato dalla Curva Sud. Negli anni 2000 è apparso Cuore bianconero dei Nerkias. In linea con la vocazione satirica della band, quest'inno non è scevro di elementi goliardici:

« Se il Picchio sta in vetta me ne freche de la ciuetta.[14] »

Entrambi gli inni più recenti sono eseguiti e intonati al Del Duca a inizio partita, ma quello storico del maestro Titta è ancora diffuso al termine dell'incontro in caso di vittoria.

Negli ultimi anni il cantante ascolano Claudio Zucchetti ha inciso alcune canzoni, che hanno ottenuto un ottimo gradimento tra i tifosi bianconeri come "Sono Ascolano", "Un sogno in bianco e nero", "L'ultimo grido di libertà" e "Ciao presidente" (dedicata al Presidentissimo Rozzi).

« Ascoli, favola unica, mi fai cantare e soffrire anche senza un perché.
Sarò matto ma questa canzone d'amore è per te.
(Un sogno in bianco e nero) »

L'ultima canzone di Zucchetti dedicata all'Ascoli è uscita nell'agosto 2012, dal titolo "La Regina delle Marche".

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Cino e Lillo Del Duca.

L'Ascoli Calcio disputa gli incontri casalinghi allo stadio Cino e Lillo Del Duca in via delle Zeppelle.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 2014-15 l'Ascoli Picchio ha abbandonato il centro sportivo "Città di Ascoli" (attualmente di proprietà di Banca Marche) ed è tornato ad allenarsi presso il centro "Ecoservices" di Campolungo di Ascoli. Le squadre giovanili invece si dividono tra il centro "F.lli Agostini", situato in zona basso Marino, e il campo "Tony Stipa" di Piattoni di Castel di Lama.

Recentemente il presidente Bellini non ha escluso la possibilità della costruzione ex novo di un complesso sportivo per gli allenamenti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'Ascoli Picchio F.C. 1898.

Dal 6 febbraio 2014 il nuovo presidente è Francesco Bellini, altri soci sono Battista Faraotti, Giuliano Tosti e Gianluca Ciccoianni, tutti imprenditori ascolani.

Direttore Generale è l'ex giornalista di Tuttosport (unico non ascolano) Gianni Lovato.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'Ascoli Picchio F.C. 1898 e Categoria:Presidenti dell'Ascoli Picchio F.C. 1898.
Stemma Ascoli Picchio F.C. 1898.png
Allenatori
Stemma Ascoli Picchio F.C. 1898.png
Presidenti
  • 1898-1901 - Giuseppe Celani[1]
  • 1901-1905 - L. Fortis
  • 1905-1915 - Antonio Silvestri
  • 1919-1922 - Giuseppe Secondo Squarcia
  • 1922-1923 - Giovanni Tofani
  • 1923-1924 - Piero Sacconi Natali
  • 1924-1925 - Carlo Vecchiotti
  • 1925-1927 - Giovanni Poli
  • 1927-1929 - Vincenzo De Scrilli
  • 1929-1931 - Vasco Bruno Sgariglia
  • 1931-1932 - Domenico Sassaroli
  • 1932-1933 - Enrico Priori
  • 1933-1934 - Emidio Angelini
  • 1934-1935 - Ugo Liberi
  • 1935-1936 - Aldo Tarlazzi
  • 1936-1941 - Giuseppe Mazzocchi
  • 1941-1942 - Ezio Pallotta
  • 1942-1946 - Carlo Bartoli
  • 1946-1947 - Giuseppe Silva
  • 1947-1948 - Ernestina Panichi Seghetti
  • 1948-1949 - Serafino Barbieri
  • 1949-1951 - Silvio del Duca Giugni
  • 1951-1952 - Agostino Tabani
  • 1952-1954 - Augusto Giammiro
  • 1954-1955 - Mario Benvenga
  • 1955-1956 - Cino Del Duca
  • 1956-1962 - Pacifico Saldari
  • 1962-1968 - Leone Cicchi
  • 1968-1994 - Costantino Rozzi
  • 1994-1995 - Elio Rozzi
  • 1995-1999 - Nazzareno Cappelli
  • 1999-2013 - Roberto Benigni
  • set.2013-nov.2013 - Guido Manocchio
  • nov.2013-dic.2013 - Costantino Nicoletti
  • dic.2013-feb.2014 - (curatela fallimentare)
  • feb.2014 in carica - Francesco Bellini


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'Ascoli Picchio F.C. 1898.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1986-1987
1979-1980

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Ascoli Picchio F.C. 1898.png
Torneo di Capodanno - Finale

Ascoli Piceno, 14 giugno 1981, Stadio Del Duca
600px Bianconero ascolano.png Ascoli - Juventus Nero e Bianco (Strisce).svg
2 - 1


  • Ascoli: F.Pulici, Anzivino, Boldini, Bellotto, Gasparini, Perico, C.Trevisanello, Moro, Anastasi (Gibellieri), Scanziani, Torrisi (Mancini).
  • Allenatore: Carlo Mazzone.

  • Juventus: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino (Causio), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna.
  • Allenatore: Giovanni Trapattoni

  • Arbitro: Tonolini.
  • Marcatori: Gol 50’ Trevisanello (A), Gol 70’ Tardelli (J), Gol 82’ (rig.) Moro (A).
1977-1978, 1985-1986
2002
1980-1981

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

2001-2002 (girone B)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1926-1927, 1937-1938, 1956-1957

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 16 1974-1975 2006-2007 16
Serie B 18 1972-1973 2012-2013 18
Serie C 21 1938-1939 1971-1972 35
Serie C1 8 1995-1996 2013-2014
Prima Divisione 5 1927-1928 1937-1938
Lega Pro 1 2014-2015
Promozione - IV Serie 9 1948-1949 1958-1959 10
Seconda Divisione 1 1929-1930 1929-1930

In 74 stagioni sportive disputate a livello nazionale, compresi 4 tornei di terzo livello (C) e 1 di quarto livello (D) organizzati dal Direttorio Meridionale. Sono esclusi il periodo fra il 1933 e il 1938, e quello fra il 1955 e il 1957, in cui l'Ascoli decadde a livello locale nelle competenze del Comitato Regionale Marchigiano.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Ascoli Picchio F.C. 1898.png
Serie A
  • Numero di stagioni in serie A: 16
  • Numero di retrocessioni in serie B: 5
  • Maggior numero di stagioni consecutive in serie A: 7 (dal 1978-79 al 1984-85)
  • Miglior piazzamento: 5º posto (1979-80)
  • Peggior piazzamento:
14° su 16: 1975-76 e 1984-85
18° su 18: 1989-90 e 1991-92
19° su 20: 2006-07
  • Maggior numero di punti realizzati in una stagione:
34 (1979-80, 30 partite, 2 punti a vittoria)
29 (1988-89, 34 partite, 2 punti a vittoria)
43 (2005-06, 38 partite, 3 punti a vittoria)
  • Minor numero di punti realizzati in una stagione:
22 (1984-85, 30 partite, 2 punti a vittoria)
14 (1991-92, 34 partite, 2 punti a vittoria)
27 (2006-07, 38 partite, 3 punti a vittoria)
  • Maggior numero di reti realizzate in una stagione:
35 (1979-80, 30 partite)
30 (1988-89, 34 partite)
43 (2005-06, 38 partite)
  • Minor numero di reti realizzate in una stagione:
14 (1974-75, 30 partite)
20 (1989-90, 34 partite)
36 (2006-07, 38 partite)
  • Maggior numero di reti subite in una stagione:
40 (1984-85, 30 partite)
68 (1991-92, 34 partite)
67 (2006-07, 38 partite)
  • Minor numero di reti subite in una stagione:
21 (1981-82, 30 partite)
41 (1988-89, 34 partite)
53 (2005-06, 38 partite)
  • Maggior numero di vittorie in una stagione:
11 (1979-80, 30 partite)
9 (1988-89, 34 partite)
9 (2005-06, 38 partite)
  • Minor numero di vittorie in una stagione:
4 (1975-76 e 1984-85, 30 partite)
4 (1989-90 e 1991-92, 34 partite)
5 (2006-07, 38 partite)
  • Maggior numero di sconfitte in una stagione:
13 (1986-87, 30 partite)
24 (1991-92, 34 partite)
21 (2006-07, 38 partite)
  • Minor numero di sconfitte in una stagione:
7 (1979-80 e 1981-82, 30 partite)
14 (1988-89, 34 partite)
13 (2005-06, 38 partite)
  • Maggior numero di pareggi in una stagione:
15 (1975-76, 30 partite)
13 (1989-90, 34 partite)
16 (2005-06, 38 partite)
  • Minor numero di pareggi in una stagione:
9 (1982-83, 30 partite)
6 (1991-92, 34 partite)
12 (2006-07, 38 partite)
  • Maggior numero di vittorie consecutive: 3 (1980-81 e 1988-89)
  • Maggior numero di pareggi consecutivi: 5 (1974-75, 1975-76 e 1984-85)
  • Maggior numero di sconfitte consecutive: 5 (1991-92)
  • Maggior numero di risultati utili consecutivi: 12 (1981-82)
  • Maggior numero di partite consecutive senza vittoria: 18 (1989-90)
  • Vittoria più larga in casa:
Ascoli-Torino 3-0 (1978-79 e 1987-88)
Ascoli-Roma 3-0 (1979-80)
Ascoli-Udinese 3-0 (1979-80, 1981-82 e 1982-83)
Ascoli-Avellino 4-1 (1983-84)
Ascoli-Fiorentina 3-0 (1987-88)
Ascoli-Verona 3-0 (1988-89)
Ascoli-Chievo 3-0 (2006-07)
  • Vittoria più larga in trasferta:
Inter-Ascoli 2-4 (1979-80)
Udinese-Ascoli 0-2 (1981-82)
Torino-Ascoli 0-2 (1986-87)
  • Sconfitta più larga in casa:
Ascoli-Juventus 0-5 (1986-87)
Ascoli-Verona 0-5 (2012-13)
  • Sconfitta più larga in trasferta:
Juventus-Ascoli 7-0 (1983-84)
  • Partita con più reti in casa:
Ascoli-Milan 2-5 (2006-07)
  • Partita con più reti in trasferta:
Juventus-Ascoli 7-0 (1983-84)
Torino-Ascoli 5-2 (1991-92)


Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Casagrande.jpg Giuseppe Greco calciatore 1958.jpg
Walter Casagrande e Giuseppe Greco, migliori marcatori in A del Picchio.
Francescoscorsa.jpg Hugomaradona.jpg
Francesco Scorsa, recordman di presenze in A dell'Ascoli. Hugo Maradona fratello di Diego, una stagione ad Ascoli senza lasciare il segno.
Migliori marcatori in serie A
Migliori marcatori in assoluto
Giocatori più presenti in A
Giocatori più presenti in assoluto

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza dei tifosi bianconeri proviene dalla città picena e dai comuni litrofi. Sostanzioso il seguito dai comuni della vallata del Tronto e dal resto della provincia. Va poi ricordato che l'Ascoli essendo la prima squadra marchigiana a raggiungere la serie A e capace di disputarvi 16 campionati, aveva conquistato un numero ragguardevole di tifosi in varie altre zone della regione, poi diminuiti dopo la discesa in serie C. Sostanzioso il seguito anche dal nord Abruzzo. Anche per questo motivo l'Ascoli degli anni d'oro riusciva a riempire uno stadio di 34.000 posti (oggi ridotto a 20.000), nonostante le modeste dimensioni della città.[3]
Fuori dai confini regionali e del vicino Abruzzo sono presenti piccoli nuclei di tifosi a Roma, Bologna, Toscana, Umbria e in alcune regioni del nord Italia, prevalentemente di ascolani che studiano o lavorano lontano dalla loro città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Rozzi (al centro) nella sala trofei della società

I primi gruppi della tifoseria organizzata ascolana emersero all'inizio degli anni 1970. Nel 1974, con la promozione in serie A e l'ampliamento dello stadio Del Duca, la curva Sud divenne il settore dei sostenitori bianconeri mentre in precedenza i più caldi si concentravano piuttosto in curva Nord e negli altri settori. Nello stesso anno si formò il Settembre Bianconero (SBN), nel quale confluirono i gruppi preesistenti. I primi anni di militanza del Settembre si contraddistinsero, soprattutto al Del Duca, per una serie di gravi scontri con le tifoserie avversarie, soprattutto quelle della Fiorentina, del Torino, della Roma, della Lazio e della Ternana. I viola in particolare furono al centro di violenti scontri in Curva Sud alla prima trasferta. Verso la fine degli anni '70 si formano in curva i Commandos che nel 1983 ampliarono la denominazione in Commandos Army.

Nei primi '80 nasce Club Rambo che affianca il Settembre Bianconero come asse portante della tifoseria organizzata.
Nel 1983 si formarono i Black Warriors, gruppo proveniente dal comune limitrofe di Castel di Lama, il Monticelli Bianconero che prese il nome del suo quartiere e la Gioventù Bianconera (nata da una scissione del Club Rambo). Due anni più tardi nel 1985, si formano gli Strà Kaos Ascoli gruppo coreografico e originale del quartiere di Campo Parignano e nel 1987 e gli Swing Out Group.

Nel settembre 1988 il Del Duca fu teatro di un evento luttuoso. Nel dopopartita di Ascoli-Inter il pullman di un gruppo di skinhead nerazzurri fu fatto transitare sotto la curva ascolana. Ne scaturì una grave colluttazione, e uno dei capi storici del Settembre, Nazzareno (Reno) Filippini, venne violentemente percosso. Morì dopo tre settimane.[16] Il fatto destò scalpore e la Lega Calcio fu indotta, d'accordo con le forze dell'ordine, a predisporre una serie di accorgimenti per limitare il rischio di scontri tra le tifoserie, inasprendo i controlli all'ingresso ed eliminando i settori misti da tutti gli stadi.

Altri scontri che coinvolsero la tifoseria dell'Ascoli intercorsero con i sostenitori del Pescara, dell'Ancona, del Padova, del Bologna e, più tardi, del Catania.

La morte dello storico Presidente Costantino Rozzi avvenuta il 18 dicembre 1994 suscitò sconforto negli ambienti della tifoseria e degli sportivi ascolani. In seguito la Curva Sud venne intitolata al suo nome.[17]

Nel 1994 nasce il gruppo dei Boys e un anno dopo quello della Guardia di Ferro che si ispirava al movimento legionario rumeno degli anni trenta. Nel 1999 arriva quello degli Arditi, gruppo rappresentativo del nord della provincia (Comunanza) e nel 2002 fu il turno del gruppo Squadraccia, proveniente da Porto Sant'Elpidio (FM)

Nel 2003 la cessione alla Fiorentina di Gaetano Fontana, ritenuto una bandiera dai tifosi, determinò in questi ultimi la convinzione che le motivazioni economiche prevalessero ormai costantemente sull'attaccamento ai colori sociali, e li risolse a non dedicare più cori ai singoli calciatori.

Il primo campionato dopo l'ultimo ritorno in serie A portò nuovamente il Del Duca alla ribalta per un episodio di violenza, che tuttavia non ebbe conseguenze fatali e fu isolato dalla tifoseria di casa. Al termine dell'incontro Ascoli-Sampdoria un sedicenne ascolano, approfittando della confusione, si introdusse in Curva Sud Rozzi con una pistola di segnalazione navale ed esplose un razzo verso il settore degli ospiti. Fu colpita Ambretta Piergiovanni, 57enne tifosa doriana di Fano.Il giudice sportivo sanzionò la società per responsabilità oggettiva, infliggendo due turni di squalifica al campo con l'obbligo di giocare a porte chiuse e una multa di 10.000 euro.

Nel 2005 parte del Settembre Bianconero uscì dal gruppo per costituire gli Ascoli Piceno Ultras, che si dimostrarono sufficientemente organizzati anche quanto alle capacità coreografiche; di qui la scelta del Settembre di cedere il comando della curva. Nonostante il ritorno in massima serie si verificò un disaffezionamento della tifoseria e si acuirono le divisioni tra gli ultrà e i tifosi non organizzati, specialmente in seguito allo sfociare della contestazione aperta verso la dirigenza. I mesi che seguirono videro anche un alto numero di diffidati tra i tifosi ascolani.

Nel marzo 2006 nacque, per iniziativa di giovani studenti e lavoratori emigrati nel capoluogo emiliano, il gruppo Esiliati Bologna, votato a seguire le trasferte dell'Ascoli specialmente in Italia settentrionale. Sul finire dell'anno si sciolsero i Black Warriors, con un comunicato ufficiale che criticava apertamente il calcio moderno, deprecava lo scandalo di Calciopoli (cui riconduceva il disamoramento dei tifosi) e lamentava disparità di trattamento fra gli ultrà e i condannati alla pena carceraria per effetto della Legge Pisanu e del concomitante indulto. Altri gruppi invece hanno preferito togliere le loro insegne senza un comunicato ufficiale.

Negli anni successivi la curva verrà capitanata dagli Ascoli Piceno Ultras affiancati dall'Estremo Sostegno, formazione giovanile nata nel 2006 e scioltasi nel 2010 per confluire in Curva Sud Rozzi.

Proprio l'inizio del campionato 2010-2011 è contraddistinto dall'ennessima spaccatura in seno alla tifoseria. Alcuni ragazzi degli Ascoli Piceno Ultras decidono di uscire dal gruppo per diversità di vedute ed in unione con gli Estremo Sostegno ed alcuni "cani sciolti" danno vita al progetto Curva Sud Rozzi. Il gruppo , composto principalmente da giovanissime leve (età compresa tra i 18 ed i 23 anni) prenderà le redini della curva per tutta l'annata 2010 - 2011. I numerosi diverbi , non solo verbali , con gli ex Apu e le diffide comminate nella trasferta di Varese, porteranno il gruppo a trovare un punto di incontro per il bene della tifoseria con alcuni ex Apu, dando vita nel gennaio 2012 agli Ultras 1898. I principali gruppi in attività della tifoseria bianconera sono gli Ultras 1898 (gruppo più numeroso e rappresentativo dove sono confluiti tutti gli ultras del precedente gruppo Curva Sud Rozzi ed alcuni ex Ascoli Piceno Ultras ), il Nucleo Piceno, l'Armata, e i Veterani ’74 (formato da tifosi meno giovani presenti nel settore dei Distinti sud-est). Durante campionato 2013-14 viene fondata l’associazione Solo x l’Ascoli, club ufficiale con sede nel quartiere di Porta Romana.[18]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

L'unico gemellaggio ufficiale è quello con gli Ultras Monaco 1994 dell'AS Monaco; con gli ultras monegaschi vi è uno stretto rapporto che vede gli ultras delle due squadre presenti insieme sia nel Principato sia nel Piceno in occasione delle partite delle due squadre o in altre occasioni come nel 23 luglio 2013, per il torneo di calcio a 5 organizzato dagli Ultras 1898 in memoria dei tifosi bianconeri scomparsi, in cui hanno partecipato gli Ultras del Principato di Monaco.[19]
Esiste una sentita amicizia con gli ultras della Reggina; quello con i reggini è un rapporto di vecchia data che vedeva le due tifoserie insieme già negli anni 80-90 (gemellaggio tra SBN e CUCN) ma di recente molto rafforzato e continuato con gli Ultras Reggina 1914.

Altra amicizia di vecchia data ma ripristinata di recente è quella con gli ultras della Lazio ed in particolare con il gruppo Lazio Hit Firm.

C'erano poi rapporti, ormai terminati a livello di gruppi e mantenuti solo a livello personale tra i Granata Korps del Torino (ora Gruppo Stendardi) e alcuni esponenti dell' SBN e Ascoli Piceno Ultras e con la tifoseria di Vis Pesaro, con cui nella fine degli anni novanta , inizio anni duemila c'era un solido gemellaggio.
Negli anni ottanta la curva ascolana ne strinse uno con i tifosi del Verona, ma esso si sciolse in capo a soli cinque anni: una frangia della tifoseria veronese non aveva accettato di buon grado l'amicizia, spingendosi a levare cori da stadio ostili verso gli ascolani, al grido di “terroni”. Sempre tra i gemellaggi rimossi vi è quello con la Triestina (primi anni duemila).

Le maggiori rivalità sono con la Sambenedettese e l'Ancona. Il derby Ascoli-Samb è il più sentito per ovvie ragioni di continuità geografica, sebbene manchi nei campionati da quasi trent'anni. Lo storico attrito tra le due tifoserie è stato anche all'origine di un episodio tragico nel 1986, quando all'uscita di un noto locale due gruppi di tifosi vennero pesantemente a contatto; a farne le spese fu un giovane ultrà rossoblu che morì per i postumi di una coltellata all'addome. Sentito poi per ovvie ragioni di campanilismo nella regione è anche quello con l'Ancona, sviluppatosi soprattutto nei primi anni novanta.
Altre rivalità considerevoli sono con i tifosi di Inter (dopo l'omicidio Filippini avvenuto nel 1988), Verona, Pescara e Livorno (per motivi di carattere politico).

Gemellaggi

Amicizie

Rivalità maggiori

Rivalità minori

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ascoli Picchio F.C. 1898 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 25 agosto 2014

N. Ruolo Giocatore
Italia P Ivan Lanni
Italia P Riccardo Ragni
Italia P Andrea D'Egidio
Italia D Stefano Avogadri
Italia D Alberto Barison
Italia D Davide Cinaglia
Italia D Cristian Dell'Orco
Italia D Daniele Mori
Italia D Andrea Mengoni
Italia D Carlo Pelagatti
Italia D Alessio Cristiano Rossi
Ghana C Bright Addae
Italia C Luciano Gualdi
N. Ruolo Giocatore
Italia C Gianluca Carpani
Italia C Cosimo Chiricò
Italia C Ilario Iotti
Italia C Salvatore Margarita
Italia C Mattia Mustacchio
Italia C Giuseppe Pirrone
Italia C Giuseppe Ruggiero
Italia A Cristian Altinier
Mozambico A Faisal Bangal
Italia A Emanuele Berrettoni
Italia A Lion Giovannini
Italia A Matteo Minnozzi
Italia A Leonardo Pérez

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia Mario Petrone[15] - Allenatore
  • Italia Andrea Arpili[20] - Allenatore in seconda
  • Italia Paolo Amadio - Preparatore atletico
  • Italia Gilberto Vallesi - Preparatore dei portieri
  • Italia Lorenzo Vagnini[21] - Video & Match Analyst
  • Italia Pasquale Allevi - Coordinatore area medica
  • Italia Elisabetta Di Cristofaro e Serafino Salvi - Responsabili sanitari
  • Italia Giustino Zu - Terapista della riabilitazione e osteopata
  • Italia Bruno Berardocco - Massofisioterapista

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Sebbene la maggioranza delle fonti consideri il 1º novembre 1898 quale giorno di nascita della polisportiva Candido Augusto Vecchi (così era denominato inizialmente il club marchigiano), la data corretta sarebbe, in base a quanto riportato dai giornali locali dell'epoca, il 2 giugno 1901. L'idea di anticipare la data d'istituzione della compagine pare essere stata concepita all'inizio degli anni settanta dal giornalista ascolano Peppe Vecchiotti, affinché il sodalizio calcistico piceno venisse riconosciuto come uno dei più antichi d'Italia, in occasione del settantacinquesimo anniversario di fondazione della FIGC (1973).[senza fonte]
  2. ^ Stagione calcistica e storia d'Italia - 1898 Genoa, calcioitaliastory.it. URL consultato il 31 maggio 2013.
  3. ^ a b Articoli di stampa sulla morte di Rozzi dal sito MondoPicchio.com
  4. ^ Tutto da fare. Un cantiere a cielo aperto in La Gazzetta dello Sport, 21 agosto 2005. URL consultato il 13 maggio 2010.
  5. ^ Caro Zazzaroni, così non va! in ilQuotidiano.it, 17 settembre 2005. URL consultato il 13 maggio 2010.
  6. ^ Premio Fair play all'Ascoli Calcio
  7. ^ Elio Gustinetti allenatore dell'Ascoli 2010-2011, AscoliCalcio.net, 31 maggio 2010.
  8. ^ Ascoli, nasce la nuova società. Manocchio: “Al servizio della città” in Piceno Oggi. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  9. ^ Nasce l'Ascoli Picchio F.C. 1898
  10. ^ Bellini in piazza: “Insieme riporteremo l'Ascoli Calcio dove merita” in Piceno Time, 06 febbraio 2014. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  11. ^ Comunicato Ufficiale della FIGC N. 147/A, 14 maggio 2014
  12. ^ I calzettoni rossi dell’Ascoli nel ricordo di Costantino Rozzi in passionemaglie.it, 18 dicembre 2012.
  13. ^ Ascoli Picchio F.C. 1898, ecco il nuovo marchio ufficiale, Resto del Carlino. URL consultato il 01 giugno 2014.
  14. ^ Me ne frego del **** femminile. Il termine ciuetta si riferisce alla vagina.
  15. ^ a b Ascoli, inizia l'avventura per mister Petrone. URL consultato il 3 giugno.
  16. ^ In ricordo di Filippini è stata apposta una targa sul ponte che collega la città allo stadio.
  17. ^ La Curva Sud dello stadio Del Duca è stata in seguito intitolata a Costantino Rozzi.
  18. ^ “Solo x l'Ascoli”, nasce l'associazione dei tifosi del Picchio in Picenotime. URL consultato il 14 novembre 2013.
  19. ^ Torneo 'NON VI DIMENTICHIAMO': vincono gli ultras in Vivere Ascoli, 24 giugno 2013. URL consultato il 6 luglio 2013.
  20. ^ Ascoli Calcio, mister Mario Petrone si presenta a stampa e tifosi in Piceno Time, 2 luglio 2014. URL consultato il 3 luglio 2014.
  21. ^ Ascoli Calcio, mister Mario Petrone si presenta a stampa e tifosi in Piceno Time, 2 luglio 2014. URL consultato il 3 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Arcidiacono; Maurizio Nicita. Io può – Storie di padri padroni e di un calcio che non c'è più. La Gazzetta dello Sport, luglio 2003. Copertina morbida, dimensioni 14,5 x 21 cm; capitolo 2° (Calzini rossi, cervello fino), pp. 26–41.
  • Angelo Camaiani. A come Ascoli. Olegna Editrice, 2006. Copertina cartonata con rilegatura brossura filo refe, 144 pp.
  • Maurizio Di Pietro. Ascoli Calcio, 23 anni nella storia. Edizione Dipiemme Network Srl, Ascoli Piceno; stampa Arti Grafiche Srl, Pomezia, dicembre 2000.
  • Armando Falcioni. Echi dalle rue – Emozioni dal Piceno: dalla Lodigiani alla Juventus e oltre... Ellemme Comunicazione Editore, 2006.
  • Armando Falcioni. Pagine in bianco e nero. Simbiosi Editore, maggio 2002.
  • Bruno Ferretti. L'Ascoli dei records – Cronistoria illustrata del campionato di serie B 77-78 presentata dallo Sporting Club. 1978. Copertina rigida, 60 pp., dimensioni 22 x 32 cm.
  • Carlo Fontanelli e Stefano Pellei. Ascoli 110 per cento. Geo Edizioni, dicembre 2008.
  • Stefano Pellei. Ascoltatori Carissimi – Tutti i nomi, le cifre, le gare leggendarie e le reti indimenticabili degli ultimi quarant'anni del vecchio Ascoli. Adriatica Editrice, dicembre 1991. Copertina morbida, 219 pp., dimensioni 17 x 24 cm.
  • Stefano Pellei. “I bianconeri” – L'Ascoli dalla A alla Z. SPS Edizioni, novembre 2009.
  • Stefano Pellei. Costantino Rozzi. Una panchina nel cielo. Bradipolibri Editore, collana Bandiere a mezz'asta, gennaio 2006. Copertina morbida, 144 pp., dimensioni 14 x 21 cm.
  • Stefano Pellei. I goal più belli dell'Ascoli di Costantino Rozzi, CD audio, gennaio 2010.
  • Stefano Pellei. Un tocco indrio (storie di calciatori e di uomini in casacca bianconera degli ultimi trentacinque anni). Adverso Edizioni, 2004. Copertina morbida, 288 pp., dimensioni 17 x 24 cm.
  • Stefano Pellei. "Romanzo bianconero", 501 gol che hanno fatto la storia del vecchio Ascoli - SPS Edizioni, dicembre 2010, Copertina morbida, 199 pp., dimensioni 15 x 21 cm.
  • Stefano Pellei. "Giovanni Roccotelli, la "rabona" che fiorì a Poggiofranco", SPS Edizioni, giugno 2011, Copertina morbida, 120 pp., dimensioni 14,5 x 21 cm.
  • Stefano Pellei. Ascoli, una leggenda (storia dei 1200 uomini in bianconero dal 1926 ad oggi), SPS Edizioni, dicembre 2012. Copertina morbida, 600 pp., dimensioni 14,5 x 20,5 cm.
  • Marcella Rossi Spadea. Costantino Rozzi – Tutto quello che ancora non ha detto. Società Stampa Sportiva, Roma, 1986. Copertina rigida e morbida, 136 pp., dimensioni 17,5 x 24,5 cm.
  • Giuseppe Vecchiotti; Sandro Riga; Silvio Speranza; Romeo Scaramucci. Ascoli calcio – Album storico fotografico. 1974. Copertina rigida, 70 pp., dimensioni 24 x 34 cm.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]