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Ascensione di Gesù

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Ascensione di Gesù
Pietro Perugino cat75.jpg
Tipo di festa religiosa
Data Giovedì dopo la 6ª domenica di Pasqua[1] (in alcuni Paesi la domenica successiva)
Religione Cristianesimo
Oggetto della celebrazione Salita al cielo di Gesù Cristo.
Feste correlate Pasqua, Pentecoste
Altri nomi Ascensio, Analêpsis (Ἀναλῆψις), Episozoméne (Ἐπισοζωμένη), Viri Galilaei

In base a quanto narrato dal Nuovo Testamento, l'evento noto come Ascensione è l'ultimo episodio della vita terrena di Gesù: questi, quaranta giorni dopo la sua morte e risurrezione, è asceso al cielo. La ricorrenza è celebrata in tutte le confessioni cristiane e, insieme a Pasqua e Pentecoste, è una delle solennità più importanti del calendario ecclesiastico.

Il racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il racconto biblico (vangeli e Atti degli Apostoli ) Gesù salì al cielo con il suo corpo, alla presenza dei suoi apostoli, per unirsi fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (parusìa).

I vangeli non si dilungano molto su tale episodio. Marco scrive:

« Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. »   (Marco 16,19)

Luca, un po' meno stringatamente:

« Poi [Gesù] li condusse fuori [i discepoli] verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. »   (Luca 24,50-53)

Giovanni conclude il suo Vangelo con un'apparizione di Gesù in Galilea, ma parla precedentemente dell'ascensione in maniera indiretta, riportando una testimonianza di Maria Maddalena:

« Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». »   (Giovanni 20,17)

Matteo non parla esplicitamente di ascensione al cielo come gli altri evangelisti. Nel brano che conclude questo Vangelo, Gesù appare ai discepoli su un monte della Galilea dove li aveva convocati e li invia in missione nel mondo, congedandosi da loro con le parole:

« Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. »   (Matteo 28,16-20)

Negli Atti si trova altresì una cronaca più dettagliata dell'evento:

« Egli [Gesù] si mostrò ad essi [gli apostoli] vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio […] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». »   (Atti 1,3-11)

Nelle lettere canoniche non si parla dell'accaduto; vengono tuttavia descritte le conseguenze dell'Ascensione per il fedele: Efesini (4:7-13), Timoteo, 1 (3:16), Pietro, 1 (3:21-22).

Tempo[modifica | modifica wikitesto]

Il Vangelo di Marco non fornisce chiare indicazioni temporali sull'evento dell'Ascensione. Più chiaro è invece Luca che, negli Atti degli Apostoli, distingue cronologicamente la risurrezione e l'ascensione al cielo, ponendo quest'ultima 40 giorni dopo la prima[2].

Luogo[modifica | modifica wikitesto]

Edicola dell'Ascensione
Roccia dell'Ascensione all'interno dell'edicola.

Negli scritti del Nuovo Testamento l'evento dell'Ascensione è collocato nei pressi di Gerusalemme. Se i vangeli di Matteo e Giovanni non trattano dell'Ascensione e il Vangelo di Marco la nomina senza fornire informazioni sul luogo, più dettagliato è il resoconto del Vangelo di Luca che specifica che Gesù, dopo essere apparso ai discepoli a Gerusalemme, prima di ascendere al cielo li condusse sulla strada verso Betania di Giudea. Più chiari ancora gli Atti, che nominano esplicitamente il monte degli ulivi, poiché dopo l'ascensione i discepoli

« ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. »   (Atti 1:12)

La tradizione ha consacrato questo luogo come il Monte dell'Ascensione.

I primi cristiani ricordavano l'Ascensione riunendosi in una grotta che si trova nei pressi, probabilmente per paura delle persecuzioni. Dopo l'editto di Constantino, la prima chiesa fu costruita in quel luogo (ca. nel 390) da Poimenia, una devota romana[3]. L'attribuzione di questa chiesa iniziale, è tuttavia non univoca. Secondo gli scritti di Eusebio, essa risalirebbe al 333, quando essa fu fatta costruire da Costantino I su desiderio della madre, Elena[4][5]. La basilica, detta Eleona Basilica, deve il suo nome alla parola eleon che in greco significa olivo, ma ricorda anche il suono di eleison, pietà, misericordia. Tale basilica fu distrutta dai Sasanidi nel 614 guidati da Cosroe II, come il Santo Sepolcro, ma diversamente dalla Natività di Betlemme, risparmiata alla visione dei dipinti che ritraevano i Magi (persiani). Fu ricostruita nell'VIII secolo, e distrutta nuovamente, per essere poi ricostruita dai Crociati. La basilica fu successivamente distrutta dai Musulmani, che lasciarono in piedi solo l'edicola ottagonale ancora presente.

Questo luogo fu comprato da due emissari del Saladino nel 1198 e da allora è rimasto di proprietà del waqf islamico di Gerusalemme. Sulla roccia conservata nel santuario, la tradizione riconosce l'orma del piede destro di Gesù, lasciata nel momento in cui ascendeva al cielo. Essa è venerata dai cristiani. L'edificio costruito dai Crociati è stato convertito in una moschea, anche se non è usato per il culto a causa dei molti pellegrini cristiani. Come segno di buona volonta, nel 1200 il saladino ordinò la costruzione di una seconda moschea e di un mihrab nei pressi della basilica, in modo da consentire la visita dei pellegrini cristiani alla roccia dell'Ascensione. Gli scavi di p. Corbo ofm nel 1959 dimostrarono che il livello della memoria originale resta 8 metri più in basso Ancora oggi la basilica è controllata dai musulmani e visitabile dietro pagamento di una cifra simbolica (meno di 10 NIS).

Il convento ortodosso dell'Ascensione è presente sulla cima del monte degli ulivi.

Analisi teologica[modifica | modifica wikitesto]

Per la Chiesa cattolica, l'ascensione è un avvenimento storico e trascendente e rappresenta il compimento definitivo della missione di Gesù, che si congeda dai discepoli e si sottrae al loro sguardo. Con l'ascensione, Gesù non se ne va semplicemente da questo mondo per tornare alla fine dei tempi, ma viene esaltato e glorificato[6]. Per il cardinale Gianfranco Ravasi l'ascensione non va comunque interpretata in senso materialistico, ma in senso principalmente teologico: Gesù conclude il suo percorso storico e viene esaltato rientrando nel mondo divino a cui apparteneva come Figlio di Dio[7].

Altri teologi ritengono che gli apostoli non abbiano assistito ad un'ascensione avvenuta in senso fisico, ma avrebbero semplicemente preso coscienza che Gesù, terminata la sua missione, era accanto a Dio[8][9].

Per Rudolf Bultmann, il racconto dell'ascensione è frutto della visione mitologica dell'epoca di Gesù, che vedeva il mondo diviso in tre piani: al centro la Terra, al di sopra il cielo e al di sotto gli inferi. Oggi il cielo nel senso antico, come un luogo sopra di noi, in cui vive Dio, non esiste più, pertanto il racconto dell'ascensione non si può prendere alla lettera come se fosse un fatto storico. Secondo Robert Funk, il racconto dell'ascensione fu inventato in età apostolica per mettere fine alle crescenti affermazioni di apparizioni di Gesù all'interno delle comunità cristiane[10].

Per Joseph Ratzinger, l'Ascensione conclude il periodo delle apparizioni di Gesù dopo la risurrezione. Nell'occasione, Gesù non compie fisicamente un viaggio verso una zona lontana del cosmo, ma entra nella piena comunione con Dio. Anche se non è più fisicamente visibile, rimane comunque presente nel mondo in modo nuovo, grazie al potere di Dio che supera le limitazioni della spazialità; i discepoli ne sono consapevoli ed è per questo che non si rattristano, ma sono pieni di gioia[11].

Per Hans Küng, l'ascensione di Gesù non va intesa come un viaggio attraverso lo spazio, ma come uno scomparire dalla Terra. Nella comunità cristiana più antica non esisteva la tradizione di un'ascensione visibile di Gesù avvenuta davanti ai discepoli: il Vangelo di Marco accenna all'ascensione, ma non racconta come avvenne. Il racconto dettagliato dell'evento si trova negli Atti degli Apostoli, redatti dopo i Vangeli sinottici. Secondo Kung, con il racconto degli Atti Luca non voleva solo dare concretezza all'idea dell'elevazione di Gesù, ma il suo scopo principale era quello di correggere l'aspettativa di un suo imminente ritorno sulla Terra. Con il suo allontanamento dal mondo, Gesù ha delegato l'annuncio ai discepoli e posto le premesse per la discesa dello Spirito Santo: comincia la missione della Chiesa, che durerà fino alla fine dei tempi, quando Gesù ritornerà in maniera visibile. Con la conclusione del racconto, Luca intende dire che i seguaci di Gesù non devono stare a guardare il cielo, ma devono testimoniare Gesù nel mondo[2].

La festività cristiana[modifica | modifica wikitesto]

La festività dell'Ascensione è molto antica e viene attestata a partire dal IV secolo: Agostino la descrive come solennità diffusa già al suo tempo.

Negli scritti di Giovanni Crisostomo e Gregorio di Nissa l'Ascensione è talora citata; il Simbolo niceno-costantinopolitano ricorda tale episodio della vita di Gesù. Nel testo Peregrinatio Aetheriae si parla della vigilia e della festa dell'Ascensione celebrata nella grotta di Betlemme, dove secondo la tradizione Gesù sarebbe nato[12].

Date dell'Ascensione, 2010-2020
Anno Cattolicesimo e Protestantesimo Ortodossia
2010 13 maggio
2011 2 giugno
2012 17 maggio 24 maggio
2013 9 maggio 13 giugno
2014 29 maggio
2015 14 maggio 21 maggio
2016 5 maggio 9 giugno
2017 25 maggio
2018 10 maggio 17 maggio
2019 30 maggio 6 giugno
2020 21 maggio 28 maggio

Durante il Concilio di Elvira (ca. 300-313) fu discussa la data in cui celebrare l'Ascensione, e fu deciso che non andasse commemorata né nel giorno di Pasqua, né in quello di Pentecoste. Poiché infatti secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, l'ascensione di Gesù è avvenuta 40 giorni dopo la Pasqua, ogni anno i cristiani celebrano la festività dell'Ascensione generalmente in tale data. Poiché la Pasqua è una festa mobile, nel senso che la sua data varia di anno in anno, di conseguenza anche la data della festività dell'Ascensione varia.

I cristiani credono che avendo preservato anche il corpo, Gesù abbia "dimostrato" la sua natura sia umana che divina.[13]

La festività cattolica[modifica | modifica wikitesto]

In latino, l'Ascensione è detta Ascensio che significa salita. Nella Chiesa cattolica la festa dell'Ascensione è di precetto. Nei tre giorni che precedono l'Ascensione viene celebrato il triduo, noto anche come Rogazioni. L'Ascensione ha una festa di vigilia, e a partire dal XV secolo un'ottava, che fu poi soppressa da Papa Leone XIII in favore della novena di Pentecoste. La solennità è conosciuta anche con il nome di "Viri Galilaei", le parole iniziali dell'Antifona d'Ingresso alla Messa della Festività.

Data della celebrazione[modifica | modifica wikitesto]

Per la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti, la solennità dell'Ascensione si colloca di norma 40 giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. A seconda della data della Pasqua, la solennità dell'Ascensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno. Tra i paesi in cui tale giorno è considerato festività nazionale ci sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Indonesia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera.

Nel caso tale data non sia riconosciuta in un Paese come festività, la Chiesa cattolica posticipa la solennità alla domenica successiva, la settima del Tempo di Pasqua. Spagna, Portogallo ed Italia sono fra questi paesi. In Italia la festività civile venne soppressa nel 1977[14] e il 29 aprile 2008 è stato presentato al Parlamento un disegno di legge per il ripristino delle festività soppresse[15]. Fin ora (2009) sono stati presentati alla Camera e al Senato già più di 10 disegni di legge in tal senso.

La festività ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa ortodossa l'Ascensione è una delle 12 grandi feste. La data della celebrazione è stabilita a partire dalla data della Pasqua nel calendario ortodosso.

Essa è conosciuta sia con termine greco Analepsis (salire su) sia con Episozomene (salvezza). Quest'ultimo termine sottolinea che Gesù salendo al cielo ha completato il lavoro della redenzione.

Questa solennità è celebrata con una vigilia di tutta la notte, una celebrazione in cui vengono recitati i Vespri, il Mattutino e la Prima. Il giorno che precede l'Ascensione è l'ultimo giorno della festa di Pasqua. Il giovedì dell'Ascensione, la chiesa ortodossa commenora anche i santi martiri di Persia (XVII-XVII secolo)

Un periodo di celebrazioni di otto giorni segue l'Ascensione. La domenica che segue l'Ascensione è detta dei Padri della Chiesa del primo concilio ecumenenico di Nicea. Questo concilio formulò il credo che afferma:

« (Gesù) è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. »

Il periodo di celebrazioni termina il venerdì prima di Pentecoste. Il giorno successivo è il sabato della commemorazione dei defunti.

Devozione[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa cattolica:

Diverse sono le tradizioni legate alla liturgia di questa festa, tra cui le processioni dell'Ascensione, con torce e stendardi raffiguranti Cristo risorto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comprendendo nel calcolo anche la stessa domenica di Pasqua.
  2. ^ a b Hans Kung, Essere cristiani, Mondadori, 1976
  3. ^ Jerome Murphy-O'Connor: The Holy Land: An Oxford Archaeological Guide from Earliest Times to 1700, Oxford University Press, 1998
  4. ^ Eusebio: Vitae Costantini
  5. ^ E.D.Hunt: Holy Land Pilgrimage in the Later Roman Empire: AD 312-460, Oxford University Press, 1984
  6. ^ A.J. Levoratti, P. Richard, E. Tamez, Nuovo commetario biblico. Atti degli Apostoli, Lettere di Paolo, Lettere cattoliche, Apocalisse, Borla, 2006
  7. ^ Gianfranco Ravasi, Non è risorto, si è innalzato, Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2002
  8. ^ J. Moltmann, Théologié de l'esperance, Ed. du Cerf-Marne, Paris, 1970
  9. ^ K. Rahner, Corso fondamentale sulla fede, Edizioni Paoline, 1977
  10. ^ Robert W. Funk and The Jesus Seminar, The acts of Jesus: the search for the authentic deeds of Jesus, Harper, San Francisco, 1998
  11. ^ Joseph Ratzinger, Gesù di Nazareth, vol. II, Libreria Editrice Vaticana, 2011
  12. ^ Duchesne, pagg. 491-515
  13. ^ Papa Leone I, Tome, Sezione V.
  14. ^ Con la legge 5 marzo 1977, n. 54, cessarono di essere considerate festive in Italia, agli effetti civili, oltre al giorno dell'Ascensione, quello del Corpus Domini (primo giovedì successivo alla seconda domenica di Pentecoste), l'Epifania (6 gennaio), il giorno di San Giuseppe (19 marzo), il giorno dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno). Inoltre furono spostate rispettivamente alla prima domenica di giugno ed alla prima di novembre le celebrazioni della Festa della Repubblica (2 giugno) e dell'Unità Nazionale (ex Festa della Vittoria della prima guerra mondiale, 4 novembre). Otto anni dopo, con il D.P.R. 792/1985, veniva ripristinata, sempre agli effetti civili, la festività dell'Epifania e, limitatamente al Comune di Roma, quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Nel 2001 ridivenne festivo anche il 2 giugno, al quale fu riportata la celebrazione della Festa della Repubblica
  15. ^ . Ascensione di Gesù, San Giuseppe, Corpus Domini, Santi Pietro e Paolo e il lunedì di Pentecoste.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]