Arzo

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Arzo
frazione
Arzo – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Mendrisio
Comune Mendrisio
Territorio
Coordinate 45°52′25″N 8°56′25″E / 45.873611°N 8.940278°E45.873611; 8.940278 (Arzo)Coordinate: 45°52′25″N 8°56′25″E / 45.873611°N 8.940278°E45.873611; 8.940278 (Arzo)
Altitudine 503 m s.l.m.
Superficie 2,79 km²
Abitanti 1 235 (31.12.2012)
Densità 442,65 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6864
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Arzo
Localizzazione del quartiere di Arzo nel territorio comunale di Mendrisio
Localizzazione del quartiere di Arzo nel territorio comunale di Mendrisio

1leftarrow.pngVoce principale: Mendrisio.

Arzo

Arzo è un quartiere del comune di Mendrisio. Fino al 2009 era un comune autonomo.

Ubicazione[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico si sviluppò lungo la strada che dal quartiere di Meride scende verso il centro storico di Mendrisio, nel punto in cui incrocia la via che prosegue verso Saltrio (comune italiano, in provincia di Varese). Il nucleo storico risulta così diviso in tre contrade (o cantoni): Cantòn Sura (dalla piazza del villaggio verso Meride), Cantòn Sota (verso Mendrisio) e Cantòn Là (verso la dogana). Fondamentale per il villaggio era il piccolo torrente Lanza, affluente del Gaggiolo, che forniva l'energia idraulica indispensabile, in passato, al funzionamento delle segherie per il marmo. Oggi l'abitato si è sviluppato principalmente in due direzioni: verso la dogana e verso la collina di Certara.

Lo stemma di Arzo[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Arzo è stato ideato nel 1953 (a centocinquant'anni dall'indipendenza ticinese, nel 1803) dallo studioso di araldica Gastone Cambin. La croce bianca in campo rosso (con i bracci estesi sino ai lati dello scudo) richiama gli emblemi di Como e di Milano (di cui Arzo fece parte sino al 1512, quando venne occupato dai Confederati). La chiesa color giallo-oro siboleggia il duomo di Milano e quello di Como, chiese ricche di marmo arzese e alla cui realizzazione lavorarono parecchi lapicidi (scalpellini) di Arzo.

Cenno storico[modifica | modifica sorgente]

La chiesa del villaggio (consacrata ai santi Nazaro e Celso) è menzionata in un documento per la prima volta nel 1456: "in platea prope ecclesiam Sancti Nazarii". A quell'epoca l'abitato faceva parte del più importante centro di Riva San Vitale dal quale si separò nel 1535. Sicuramente il luogo era abitato in epoca più antica, ma a questo riguardo si possiedono solo notizie frammentarie (in particolare alcune necropoli ritrovate nelle vicinanze). Il paese deve la sua fortuna e notorietà alle cave di marmo, apprezzato in particolare per edifici in stile barocco.

Nel 1844 accanto alle chiesa parrocchiale venne costruita la "Rotonda", su progetto dell'architetto Luigi Fontana (noto per aver progettato la facciata dell'ospedale Beata Vergine a Mendrisio). L'edificio ospitò la scuola del villaggio che contava all'epoca circa seicento abitanti. Un nuovo palazzo scolastico (utilizzato attualmente) venne costruito nel 1897.

Persone legate ad Arzo[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 188, 206.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Arzo, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 21-32.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 19-32.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 123, 219, 222, 250, 252, 334, 343, 347-349, 364.
  • Giovanni Piffaretti, Pagliuzze di storia di Arzo, Mendrisio, 1991.
  • Giovanni Piffaretti, Strade e piazze di Arzo hanno un nome, Mendrisio, 1997.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 208, 209, 421.
  • Tita Carloni, Claudio Origoni, Arzo. Memoria di pietre. Inventario dei portali del paese, Mendrisio, 2007.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 430-432.

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