Arzo

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Arzo
frazione
Arzo – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Mendrisio
Comune Mendrisio
Territorio
Coordinate 45°52′25″N 8°56′25″E / 45.87361°N 8.94028°E / 45.87361; 8.94028 (Arzo)Coordinate: 45°52′25″N 8°56′25″E / 45.87361°N 8.94028°E / 45.87361; 8.94028 (Arzo)
Altitudine 499 m s.l.m.
Superficie 2,79 km²
Abitanti 1 010 (2000;)
Densità 362,01 ab./km²
Frazioni confinanti Besazio, Clivio (IT-VA), Meride, Saltrio (IT-VA),
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6864
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5241
Localizzazione
Arzo è posizionata in Svizzera
Arzo
Arzo – Mappa

1leftarrow.pngVoce principale: Mendrisio.

Arzo[1] è una frazione del comune di Mendrisio. La località è nota per i marmi macchia vecchia, broccatello e rosso d'Arzo.

Indice

[modifica] Geografia

Arzo, situato nel Mendrisiotto, si sviluppò lungo la strada che da Meride scende verso Mendrisio, nel punto in cui incrocia la via che prosegue verso Saltrio.

Il centro abitato risulta così diviso in tre contrade (o cantoni): Cantòn Sura (dalla piazza del villaggio verso Meride), Cantòn Sota (verso Mendrisio) e Cantòn Là (verso la dogana). Fondamentale per il villaggio era il piccolo torrente Lanza, affluente del Gaggiolo, che forniva l'energia idraulica indispensabile, in passato, al funzionamento delle segherie per tagliare il marmo. Oggi l'abitato si è sviluppato principalmente in due direzioni: verso la dogana e verso la collina di Certara.

[modifica] Storia

Una casa del nucleo (Corte del Torchio antico).

Menzionato per la prima volta nel 1335 come Arzio, contava 260 abitanti nel 1591, 610 nel 1769, 418 nel 1850, 743 nel 1900 e 653 nel 1950. A metà Quattrocento inizia la costzruzione della chiesa e nel 1534 Arzo si stacca dalla pieve di Riva San Vitale e si costituisce come parrocchia autonoma. L'economia del villaggio era incentrata sulle cave di marmo (e su una prima lavorazione) e sull'agricoltura (soprattutto vigneti).

Gli abitanti - in maggioranza scalpellini - conoscono l'emigrazione verso il Vermont (dove esistevano importanti cave di granito) a cavallo fra Ottocento e Novecento. Nella seconda metà del Novecento sono state impiantate numerose imprese tessili (camicerie) favorite dalla vicinanza del confine con l'Italia (da cui proveniva gran parte della manodopera).[1] Trasformatosi progressivamente in un quartiere residenziale di Mendrisio è confluito in quest'ultimo comune il 5 aprile 2008, in seguito a votazione popolare: 73,89% favorevoli all'aggregazione, 26,11% contrari.[2]

Lo stemma di Arzo fu creato nel 1953 (a centocinquant'anni dall'indipendenza ticinese, nel 1803) dallo studioso di araldica Gastone Cambin. La croce bianca in campo rosso (con i bracci estesi sino ai lati dello scudo) richiama gli emblemi di Como e di Milano (di cui Arzo fece parte sino al 1512, quando venne occupato dai Confederati). La chiesa di colore giallo-oro simboleggia il Duomo di Milano e quello di Como, chiese ricche di marmo arzese e alla cui realizzazione lavorarono parecchi scalpellini di Arzo.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

Campanile della chiesa parrocchiale SS Nazario e Celso.

[modifica] Edilizia civile

Ben conservato è l'antico nucleo abitato dove molte case presentano una vasta tipologia di portali:

  • portale[9]; portale[10]; portale[11]; portale[12]; portale[13]; portale[14]; portale[15]; portale[16]; portale[17]; portale[18]; portale[19]; portale[20]; portale[21].
  • La casa già Aglio[22], in Via Aglio, è un edificio settecentesco appartenuto ad Andrea Salvatore Aglio attivo alla corte di Dresda; il portale rococò ad arco mistilineo con stemma di famiglia, è sovrastato da una loggia a due piani; il cortile interno è porticato con due piani di logge.
  • La casa Imperiali[23], in via di Maestràn, è una bella dimora seicentesca a tre piani con portico e logge superiori con archi a tutto sesto.
  • Altra casa Imperiali, in via Rèssigh, con nella parte alta della facciata ovest frammenti di un fregio affrescato con stemmi accompagnati da motivi vegetali, animali e putti, del secolo XV.
  • La casa Bustelli (ora ristorante), in Piazzetta Bustelli, è un edificio del 1760 circa più volte trasformato; si accede al giardino attraverso un portale bugnato[24]; il corpo centrale presenta tre piani di logge su archi ribassati. Subì restauri nel 1970.
  • La casa Roduner, ai Ronchi, una dimora unifamiliare con studio, realizzata da Reinhard (Roni) Roduner (nato nel 1944) a uso proprio negli anni 1987-1989: esplicita la contrapposizione tra artefatto e natura.
  • L'altorilievo bronzeo di Remo Rossi, in Piazza Maestri lapicidi arzesi, commemora l'emigrazione artistica dei locali scalpellini, scultori, decoratori, architetti e capomastri.
  • La vecchia fornace[25], in campagna, per la fabbricazione della calce.

Testimonianze del duro lavoro delle donne del passato sono le varie fontane.

  • fontana con vasca[26],
  • fontanella[27]
  • fontana con vasca[28] e
  • i lavatoi con vasche realizzate in pietra.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate ad Arzo

Diversi personaggi presenti nel Dizionario storico della Svizzera:

[modifica] Note

  1. ^ a b Arzo sul Dizionario storico della Svizzera
  2. ^ Aggregazioni comunali
  3. ^ Chiesa dei Santi Nazario e Celso - Inventario dei beni culturali
  4. ^ Madonna del ponte - Inventario dei beni culturali
  5. ^ Oratorio di San Grato - Inventario dei beni culturali
  6. ^ Oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  7. ^ Cappella della Madonna delle Grazie - Inventario dei beni culturali
  8. ^ Madonna in trono - Inventario dei beni culturali
  9. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  10. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  11. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  12. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  13. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  14. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  15. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  16. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  17. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  18. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  19. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  20. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  21. ^ Casa con portale in pietra - Inventario dei beni culturali
  22. ^ Casa già Allio - Inventario dei beni culturali
  23. ^ Facciata di Casa Imperiali - Inventario dei beni culturali
  24. ^ Portale bugnato di casa Bustelli - Inventario dei beni culturali
  25. ^ Fornace della calce - Inventario dei beni culturali
  26. ^ Fontana con vasca in pietra con la croce - Inventario dei beni culturali
  27. ^ Fontanella con vasca in pietra - Inventario dei beni culturali
  28. ^ Fontana con vasca in pietra - Inventario dei beni culturali

[modifica] Bibliografia

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 188, 206.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Arzo, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 21-32.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 19-32.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 123, 219, 222, 250, 252, 334, 343, 347-349, 364.
  • Giovanni Piffaretti, Pagliuzze di storia di Arzo, Mendrisio, 1991.
  • Giovanni Piffaretti, Strade e piazze di Arzo hanno un nome, Mendrisio, 1997.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 208, 209, 421.
  • Tita Carloni, Claudio Origoni, Arzo. Memoria di pietre. Inventario dei portali del paese, Mendrisio, 2007.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 430-432.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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