Indoari
Con il termine Indoari (anche Indoariani, Arii, Ariani)[1], si indica un antico popolo nomade appartenente al gruppo indoiranico dei popoli indoeuropei, che penetrò nel Subcontinente indiano nel II millennio a.C., subentrando alla Civiltà della valle dell'Indo e imponendosi su un ampio territorio. Disperdendosi su un'area tanto vasta, la lingua di questo popolo (di matrice indoiranica) subì un processo di frammentazione, che diede origine alle varie lingue indiane antiche (come il sanscrito) e moderne (come l'hindi).
Il loro luogo di origine furono le steppe dell'Asia centrale dove vivevano principalmente di pastorizia e dell'allevamento dei cavalli. La struttura della loro società era ripartita nelle tre caste dei sacerdoti, dei guerrieri e dei produttori, a cui si aggiungevano i servi dei popoli sottomessi.
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[modifica] Le origini
| Per approfondire, vedi le voci Indoeuropei e Teoria kurganica. |
Le origini degli Indoari sono probabilmente da ricercare nella cultura di Andronovo, cultura indoeuropea che fiorì nel III-II millennio a.C. in Asia centrale. Alcuni studiosi, come ad esempio James Patrick Mallory, ritengono possibile che le popolazioni proto-indoarie della cultura di Andronovo durante la loro discesa verso sud abbiano adottato lo stile di vita sedentario e urbanizzato della civiltà del BMAC (Complesso archeologico bactriano-margiano), per poi insediarsi definitivamente nel subcontinente indiano alla metà del II millennio a.C.[2] dove diedero origine alla Cultura dello Swat.
[modifica] Storia
La tecnica di combattimento era basata su carri da guerra trainati da cavalli, montati da un auriga e da un principe guerriero armato con armi di bronzo. L'armamento limitava il combattimento alle regioni pianeggianti e le azioni belliche furono sempre indirizzate verso la razzia dei centri delle popolazioni agricole. Nella prima metà del II millennio a.C. invasero l'altopiano iranico da dove cominciarono ad invadere l'India dal 1700 a.C., razziando e distruggendo tutte le città della antica Civiltà della valle dell'Indo. Dopo aver ridotto l'Iran e l'India nordoccidentale in deserto, cominciarono a colonizzare la foresta vergine del Gange dal 1500 a.C..
La loro lingua originale fu il sanscrito, da cui derivano molte lingue parlate sull'altipiano iranico e nell'India settentrionale.
La loro cultura fu alla base per le successive civiltà dell'India e dell'Iran. Secondo alcuni studiosi gli Indoariani si spinsero nel 1700 a.C. fino in Mesopotamia dove divennero l'aristocrazia dei Mitanni.
[modifica] Invasione ariana dell'India
A partire dal 2000 a.C. grandi masse di popolazioni si spostarono a sud del Caucaso e ad est del Mar Caspio, penetrando nell'altopiano iranico e successivamente nel subcontinente indiano. All'origine di queste migrazioni ci fu probabilmente un drastico mutamento climatico (caratterizzato da una notevole diminuzione delle temperature e delle precipitazioni) che, all'inizio del II millennio avanti cristo, interessò probabilmente l'intera Asia sud-occidentale, colpendo duramente la stessa India e portando quasi al collasso l'antica ed evoluta civiltà dravidica. Le tribù indoariche (Arya) penetrano così, in modo lento ma costante, prima tra le montagne Hindu Kush, e successivamente, a partire dal 1600 a.C., oltre la pianura dell'Indo, spingendo i dravidi a sud e conquistando le popolazioni locali. La natura tendenzialmente indipendente dei principi guerrieri impedì tuttavia la formazione di imperi o grandi stati organizzati, mantenendo al contrario gli Arya in una condizione di instabilità dovuta agli scontri con le popolazioni locali e con successivi gruppi migratori. A partire dal Nel 1300 a.C. le tribù Arya consolidano progressivamente il loro dominio in tutto il nord-ovest indiano, spingendsi successivamente fino al Punjab e alla valle del Gange, diffondendo in gran parte del subcontinente la lingua sanscrita, oltre a numerosi tratti della loro cultura (incluso l'uso del ferro). Il Sud dell'India resta comunque indipendente e saldamente legato alla cultura dravidica, con la nascita di diversi stati molto evoluti, che sapranno mantenersi indipendenti per quasi due millenni. Nel resto dell'India, gli Arya si fondono spesso alle popolazioni locali, dando vita ad una nuova, complessa civiltà, recante chiare tracce di entrambe le eredità. Tuttavia, nonostante molte eccezioni, i vincitori impongono generalmente un sistema sociale basato sulle caste, che estromette i discendenti dei Dravida dalle posizioni più influenti. Articolato in brahmani (sacerdoti e studiosi dei testi sacri, unici abilitati alla celebrazione dei riti sacri), ksatriya (guerrieri rappresentanti il ceto politico-amministrativo), vaisya (artigiani, commercianti, allevatori), sudra (servitori addetti ai lavori proibiti agli arii) e paria (gli intoccabili, cioè i fuori casta) questo sistema riserva le prime due e più importanti caste ai soli discendenti degli arii.
[modifica] La religione vedica
| Per approfondire, vedi la voce Vedismo. |
Le divinità da loro adorate sono gli dei descritti nei testi sacri dei veda, le stesse divinità formavano la religione dello zoroastrismo seguita in Iran. Le divinità principali sono Indra (il fulmine), i Marut (eroi compagni di Indra), Soma (la droga rituale), Mitra (l'onestà), Varuna (il cielo), Rama (la sovranità), Yama (la morte), Surya (il sole), Durga (la dea femminile), Agni (il fuoco).
[modifica] Note
- ^ Il termine, di moderna coniatura, deriva da ārya, sostantivo maschile sanscrito che indica in quella lingua "l'uomo nobile", l'abitante dell'Āryavārta; e da Hinduš che in persiano indica il fiume a sua volta denominato in greco antico (Ἰνδός Indos), intendendo le popolazioni abitanti al di là del fiume Indo.
- ^ EIEC, pag. 73.
[modifica] Voci correlate
| Antichi popoli indoeuropei | |
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Categoria:Popoli indoeuropei Voci correlate: Indoeuropei - Indoeuropeo - Lingue indoeuropee - Indoeuropeistica - Protostoria |
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