Arunte (mago)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arunte (o Aronte o Aronta) è un aruspice etrusco, personaggio della Pharsalia di Lucano e citato nella Divina Commedia di Dante Alighieri.
Per Lucano (Pharsalia, I libro) egli era un potente indovino specializzato nella divinazione tramite le viscere di animali, il volo degli uccelli ed altri fenomeni naturali. Viveva probabilmente a Lucca (Lucae) e venne convocato a Roma poco prima della guerra civile tra Cesare e Pompeo per interpretare alcuni portentosi accadimenti: egli vaticinò sia la guerra che la gloriosa vittoria di Cesare.
Dante riprese la sua figura per collocarlo nell'Inferno tra gli indovini nella quarta bolgia dell'ottavo cerchio dei fraudolenti (XX, 46-51). Il poeta fiorentino però, forse per via di un codice con una citazione errata, lo colloca come vivente a Luni (in latino Lunae invece di Lucae).
Dato che Lucano dà per "deserta" l'antica città (Arruns incoluit desertae moenia Lunae), l'Alighieri colloca l'aruspice in una speloca tra i bianchi marmi sopra Carrara, da dove poteva guardare sia il mare che le stelle.
[modifica] Bibliografia
- Vittorio Sermonti, Inferno, Rizzoli 2001.
- Umberto Bosco e Giovanni Reggio, La Divina Commedia - Inferno, Le Monnier 1988.

