Arumeni

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Aromuni
Aromuni
Pastori arumeni in Macedonia nell'Ottocento.
Luogo d'origine Balcani
Popolazione circa due milioni
Lingua arumeno
Religione cristiana
Distribuzione
Balcani 100.000 - 250.000

Gli Arumeni (detti anche Aromuni[1] o Latino-macedoni[2]) o, nella loro stessa lingua, Armânji/Rramanji, sono un gruppo etnico stanziato lungo la zona centro-meridionale dei Balcani, principalmente in Macedonia, Grecia settentrionale, Albania, Romania e Bulgaria. Dopo i rumeni, sono il popolo valacco più rappesentativo della regione.

Gli arumeni parlano la lingua arumena, un idioma romanzo talvolta classificato come lingua a sé stante o come variante del rumeno.

L'etimologia del termine armãn è da far risalire al latino romanus, ovvero romano.

L'origine di questa popolazione non è certa, anche se si pensa che derivino dall'unione dei colonizzatori romani con i popoli autoctoni romanizzati della zona.[3] La popolazione arumena è stimata in totale a 2.5 milioni di persone.[4]

Origine[modifica | modifica sorgente]

Dopo la ritirata aureliana, alcuni Daci romanizzati emigrarono a sud del Danubio, mentre altre popolazioni dello stesso ceppo linguistico (costoboci, carpi, daci dell'est ecc.), continuarono a coabitare nel territorio dell'attuale Romania sin dall'epoca romana.

Mappa delle aree popolate da aromuni (valacchi) a metà Novecento in Grecia, Albania e Macedonia

Secondo la storiografia più recente, questa popolazione romanizzata o parzialmente latinizzata, tornò in Valacchia e in Dobrugia a partire dal XIII secolo.[senza fonte] Durante questi secoli di isolamento a sud del fiume però, la lingua venne influenzata prevalentemente dai dialetti slavi che si parlavano nel corso del medioevo e questo lo si nota, nel rumeno, attraverso l'utilizzo dei verbi all'infinito e dagli articoli determinativi posposti alla parola.

Comunque altre teorie affermano che gli aromuni siano discendenti principalmente dei coloni romani trapiantati nei Balcani meridionali (e dalla loro mescolanza con le popolazioni indigene locali): la colonia di Butrinto, per esempio, potrebbe essere all'origine degli aromuni del Pindo (dove si rifugiarono gli abitanti di questa colonia romana nell'attuale Albania meridionale, quando si ebbero le devastanti invasioni barbariche del sesto e settimo secolo).[senza fonte]

Lo storico inglese Winnifrith considera che gli aromuni siano il risultato di entrambe le teorie[5]: i daci romanizzati trapiantati nei Balcani si mescolarono con i locali discendenti dei coloni romani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Successivamente alle invasioni barbariche e alla distruzione conseguente delle aree romanizzate a oriente dell'Italia nella penisola balcanica, molte popolazioni latine si rifugiarono su montagne (come la catena del Pindo in Grecia) e vi praticarono forme di sussistenza elementari come la pastorizia.

Festival aromuno a Moscopoli nel 2010

Questi pastori, che si chiamano tra di loro "Aruman" o "Armani", hanno mantenuto la loro lingua neolatina nei secoli.

Nel XVIII secolo gli aromuni rimasti nel sud dei Balcani vissero sotto l'amministrazione ottomana, ma la città di Moscopoli, nell'Albania sudorientale, emerse come il loro baricentro culturale.

Nel 1918 alcuni politici e militari aromuni in Albania contribuirono alla proclamazione dell'effimera Repubblica di Coriza con l'appoggio della Francia. Nel 1941 il regime fascista italiano, una volta occupata la Grecia, istituì il Principato del Pindo e di Moglena, con a capo un aromuno, Alcibiade Diamandi.[senza fonte]

Lo storico inglese Tom Winnifrith riporta le attuali cifre, che includono la stima ufficiale dei vari Stati dove vi sono comunità aromune, e le stime delle principali organizzazioni aromune: Grecia 55.000/110.000; Albania 50.000/100.000; Serbia 52.000/90.000; Macedonia 8.000/15.000; Bulgaria 2.000/5.000.

Inoltre vi sono circa 30.000 aromuni stanziatisi in Romania, (principalmente in Dobrugia alle foci del Danubio), a partire dalla fine della prima guerra mondiale, ma che sono stati sempre più assimilati all'etnia rumena.

Arumeni oggi[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

  • La "Giornata Nazionale" degli arumeni è il 23 maggio, e in Macedonia (FYROM) è una festa ufficiale riconosciuta nella Costituzione dello Stato.[6]

Personalità arumene[modifica | modifica sorgente]

Andrei Saguna
Patriarch Joachim
Patriarch Athenagoras
Emanoil Gojdu
Milton Manakia
Sergiu Nicolaescu
Herbert von Karajan
Tose Proesky
Despina Vandi
Elena Gheorghe
George Averoff
Evangelos Zappas
Konstantinos Zappas
Georgios Sinas
Simon Sinas
Bulgari House
Andrei Mocioni
Nikola Pasic
Rigas Feraios
Pitu Guli
George Becali
Michael Dukakis
Ioannis Kolettis
S. Octavian Iosif
Alexandru Xenopol
Neagu Djuvara
Simona Halep
Jovan Sterija
Branislav Nusic
Matyla Ghika
Odysseas Elitis

Sono numerose le personalità arumene, specialmente tra ecclesiastici, artisti, attori, musicisti, politici, scienziati, storici, sportivi e scrittori:

Ecclesiastici[modifica | modifica sorgente]

Artisti[modifica | modifica sorgente]

Attori[modifica | modifica sorgente]

Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Politici[modifica | modifica sorgente]

Scienziati[modifica | modifica sorgente]

Storici[modifica | modifica sorgente]

Sportivi[modifica | modifica sorgente]

Scrittori[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fiorenzo Toso, II. I Paesi dell'Unione Europea in Lingue d'Europa: la pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, 2006, p. 468, ISBN 88-8490-884-1.
  2. ^ G. Papacostea-Goga - "Latin Macedonians awakening" (1924)
  3. ^ Arumeni/Vlachs (in inglese)
  4. ^ Minorities of Europe
  5. ^ Le tesi di Winnifrith (in inglese)
  6. ^ Vari Video di musica e canti arumeni, con Storia degli Arumeni al finale (in inglese)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bacou, Mihaela Entre acculturation et assimilation : les Aroumains au XXe siècle in Les Aroumains, Paris: Publications Langues’O, 1989 (Cahiers du Centre d’étude des civilisations d’Europe centrale et du Sud-Est; 8). P. 153-167.
  • Balaci, Emanuela. Chez les Valaques du Pinde in Revue des études sud-est européennes no 6; Bucarest: 1968. P. 671-681.
  • Bobich G. "Romanità vivente in Grecia 1: Valacchi del Pindo" in Rivista di scienza, vol. 72 (Bologna, 1942).
  • Caragiani Gheorghe, "Intorno alla pubblicazione della bibliografia macedoromena" in Balkan Archiv, neue Folge n. 11, Hamburg, 1986. p. 247-278.
  • Caragiani Gheorghe, "La subordinazione circostanziale ipotattica nella frase del dialetto aromeno (macedo-romeno)". Napoli, Istituto universitario orientale, 1982.
  • Caragiani Gheorghe, "Gli aromeni" e la questione aromena nei documenti dell'archivio storico diplomatico del Ministero degli affari esteri italiano in Storia contemporanea, n. 5 (Roma, 1987) ; n. 4 (1990). p. 928-1007, 633-662.
  • R. Suster - "I Romeni del Pindo", Roma (1930).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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