Artis (Amsterdam)

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Coordinate: 52°21′58.34″N 4°54′57.43″E / 52.366205°N 4.915954°E52.366205; 4.915954

Amsterdam: Ingresso al Koninklijk Zoölogisch Genootschap Natura Artis Magistra, comunemente detto “Artis

Artis è il nome con cui è comunemente noto il Koninklijk Zoölogisch Genootschap Natura Artis Magistra, vale a dire il più antico complesso zoologico dei Paesi Bassi, che ha sede ad Amsterdam dal 1º maggio 1838. Si tratta anche del primo progetto di un’area verde nella capitale olandese[1].

Il complesso prende il nome dall’associazione Natura Artis Magistra (= “La natura è maestra dell’arte”), dai cui membri Gerardus Frederik Westerman (1807 - 1890, presidente dell’associazione), Johann Wilhelm Heinrich Werlemann (1807 - 1877) e Johannes Wilhelmus Wijsmuller (1806 - 1882), è stato fondato.

L’Artis accoglie mediamente un milione di visitatori l’anno.

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L’Artis si trova nella zona detta Plantage, nella parte orientale della città di Amsterdam: il suo perimetro è racchiuso dalla Plantage Doklaan a nord, dal Plantage Muidergracht ad est, dalla Plantage Middenlaan e sud e dalla Plantage Kerklaan ad ovest.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Artis: Un leone nella terrazza “Kerbert”

L’Artis ha una superficie di 14 ettari ed è suddiviso in vari settori: oltre all’ampio giardino zoologico, vi si trova un Aquarium (aperto nel 1882 e secondo al mondo per grandezza, dopo quello di Berlino[2] ), l’Anfibiarium, il Planetarium, il Zoölogisch Museum, il Geologisch Museum, un museo entomologico, e tre serre esotiche.[3]
Vi si trova inoltre un ristorante, ospitato nell’edificio De twee cheetahs.

Complessivamente, la struttura ospita ca. 8.200 animali, di 786 specie diverse.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. A. V. V., Amsterdam, trad. di Esther de Haas ed Anne Champonnois, Éditions Nouveaux-Loisirs/Gallimard, 2000 – Touring Club, Milano, 2004, p. 114
  2. ^ cfr.; Achim Bourmer - Karin Reitzig - Reinhard Strüber, Amsterdam, trad. italiana di Valentina Giuliani e Sonja Liebhardt, introduzione all'ed. italiana di Carlo Unnia, Badecker, Stuttgart - De Agostini, Novara, 2004, p. 50
  3. ^ cfr. p. es. Fiona Duncan - Leonie Glass,Amsterdam, Dorling Kindersley, London – Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1998 – 2008; A. A. V. V., Amsterdam, trad. di Esther de Haas ed Anne Champonnois, op. cit., p. 150; Achim Bourmer - Karin Reitzig - Reinhard Strüber, op. cit., pp. 50 – 51

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